Tra le vie del pittoresco centro storico di Savoca, famoso per aver ospitato scene indimenticabili della cinematografia mondiale, si erge su un’altura la Chiesa di Gesù e Maria. Questo edificio sacro, risalente al Cinquecento, si distingue come unico esemplare architettonico dell’epoca, offrendo una preziosa testimonianza dell’opera della Confraternita di Gesù e Maria. Vicino alla Chiesa di San Michele e al museo locale, queste rovine invitano a un viaggio nella storia e nella spiritualità del luogo.
Chiesa di Gesù e Maria a Savoca: fondazione e spirito della congregazione
La Congregazione di Gesù e Maria, fondata nel 1599 da Padre Antonio Fermo e riconosciuta nel 1612, trae origine dalle pagine dell’opera di Placido Samperi. Emergendo in un’epoca di fervore religioso nella diocesi di Messina, la confraternita si dedicò a opere di culto e carità, influenzando la creazione di numerose chiese dedicate a Gesù e Maria in Sicilia e Calabria, testimoni ancora oggi di quella profonda devozione.
Architettura e Simboli di Una Fede
L’impianto architettonico della Chiesa di Gesù e Maria a Savoca rivela una struttura a navata unica, con muri perimetrali che narrano, attraverso i loro materiali, le diverse fasi di costruzione e uso nel corso dei secoli. Nonostante le pareti oggi siano prive dell’originario intonaco, rimangono visibili i preziosi fregi floreali in stile barocco, che adornano l’interno con un’eleganza senza tempo. Il prospetto principale si caratterizza per un portale in pietra arenaria, sovrastato da una finestra che, guardata dall’interno, incornicia suggestivamente il campanile della vicina Chiesa di San Michele.
Un Altare Seicentesco in Esilio
L’altare maggiore barocco, un tempo fulcro della liturgia nella Chiesa di Gesù e Maria, trova ora nuova vita nella Chiesa della Sacra Famiglia di Santa Teresa di Riva. Questo trasferimento ha permesso di preservare un pezzo di storia e arte religiosa, garantendo che il ricordo di quest’antica chiesa continui a vivere anche al di fuori delle sue mura originarie.
Un Invito alla Scoperta della Chiesa di Gesù e Maria a Savoca
I resti della Chiesa di Gesù e Maria a Savoca rappresentano non solo una tappa obbligata per gli appassionati di storia e archeologia ma anche un luogo di profonda riflessione spirituale. La città di Savoca, inclusa tra i Borghi più Belli d’Italia, accoglie ogni anno migliaia di visitatori che si lasciano incantare da questo gioiello, testimone silente di una ricca eredità culturale e religiosa.
La visita ai resti della chiesa è possibile gratuitamente, consigliando un abbigliamento adeguato e scarpe comode, preferibilmente prima del tramonto, per cogliere appieno la magia e l’atmosfera di questo luogo senza tempo.
Nel cuore della Sicilia orientale, il Museo Etno-Antropologico di Savoca offre una preziosa finestra sul patrimonio culturale e le tradizioni della provincia di Messina. Questo museo, tesoro di storia e tradizioni, invita i visitatori a un viaggio affascinante attraverso la vita quotidiana, le pratiche culturali e l’artigianato locale, conservando gelosamente le memorie di un passato ricco e variegato.
Museo Etno-Antropologico di Savoca: percorsi di Scoperta e Conoscenza
Attraverso le sue collezioni, il museo narra la storia di Savoca e dei suoi abitanti, esplorando diversi aspetti della cultura regionale. Gli spazi espositivi sono suddivisi per temi, come l’agricoltura, l’artigianato, le tradizioni religiose e le festività, offrendo ai visitatori un’ampia panoramica sulle competenze, le credenze e la creatività che hanno caratterizzato la vita in questa parte della Sicilia.
Un Ponte fra le Generazioni
Il Museo di Savoca si propone come un vivace centro di apprendimento e di scambio culturale. Attraverso le sue attività didattiche, mostre temporanee e iniziative speciali, il museo diventa un luogo d’incontro dove le vecchie generazioni trasmettono ai giovani e ai visitatori di ogni età le conoscenze e i valori delle tradizioni siciliane.
Informazioni per la Visita
Situato nella suggestiva cornice di Savoca, nella provincia di Messina, il museo è facilmente raggiungibile e rappresenta una tappa imperdibile per chi visita la regione. Di seguito, le informazioni essenziali per organizzare una visita:
Indirizzo: Via San Michele, 1, 98038 Savoca, Messina
Orari di Apertura: Dal martedì al domenica, dalle 9:00 alle 18:00. Chiusura settimanale il lunedì.
Contatti: Per ulteriori dettagli, prenotazioni di gruppo o eventi, è possibile contattare il museo al numero +39 0942761006 – www.comune.savoca.me.it
Il Museo Etno-Antropologico di Savoca invita residenti e turisti a immergersi nelle ricchezze culturali della Sicilia, offrendo un’esperienza unica di apprendimento e di scoperta delle radici profonde che legano la comunità alla sua storia e alle sue tradizioni.
Il Comune di Misterbianco, sotto la guida del sindaco Marco Corsaro, aveva annunciato una preziosa iniziativa dedicata al benessere e alla salute dei suoi abitanti. Infatti, Domenica 07 Aprile, la piazza Pertini si tè trasformata nel Villaggio della Salute, un’iniziativa unica che ha messo a disposizione della comunità screening fondamentali gratuiti, gestiti da un team di medici esperti e personale volontario.
Il Villaggio della Salute: uno Sguardo ai Servizi Offerti
Allestito nel cuore di Misterbianco, il Villaggio della Salute ha offerta una serie di controlli preventivi essenziali, dai test di glicemia e pressione arteriosa a screening più specifici, tutti volti a promuovere la prevenzione e la consapevolezza sanitaria tra i cittadini. L’evento ha rappresentato un’opportunità imperdibile per fare un check-up della propria salute, in un contesto accogliente e professionalmente attrezzato.
Giornata della Salute a Misterbianco: gratitudine verso Medici e Volontari
Questa iniziativa è stata resa possibile grazie all’impegno e alla professionalità di medici e personale volontario, che dedicano il loro tempo e le loro competenze per la salute della comunità. Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che contribuiscono alla realizzazione del Villaggio della Salute, per il loro prezioso lavoro e per l’attenzione verso il benessere dei cittadini di Misterbianco.
Un’Opportunità per la Prevenzione e la Salute
Il sindaco Marco Corsaro ha sottolineato l’importanza della prevenzione e dell’accesso facilitato a controlli sanitari: “la giornata di domenica è stata dedicata alla salute è un’opportunità fondamentale per tutti noi di prendere in mano la nostra salute, attraverso la prevenzione e la diagnosi precoce. Abbiamo invitato tutti i cittadini a partecipare attivamente e a sfruttare gli screening gratuiti messi a disposizione.”
La giornata di Domenica ha rappresentato un momento significativo per la comunità di Misterbianco, offrendo non solo servizi sanitari gratuiti, ma anche promuovendo un messaggio forte sulla prevenzione e l’importanza di prendersi cura della propria salute.
La Sicilia affronta una crisi idrica senza precedenti, con il governo regionale che sollecita l’intervento nazionale. Il calo delle precipitazioni ha ridotto drasticamente le riserve d’acqua, spingendo il presidente Renato Schifani a dichiarare uno stato di emergenza. La misura mira a garantire l’approvvigionamento idrico essenziale per cittadini, agricoltura, zootecnia e imprese edilizie.
Crisi Idrica: una Situazione Critica
La situazione attuale è descritta come drammatica dal presidente Schifani, che sottolinea la necessità di interventi urgenti per migliorare l’infrastruttura idrica e promuovere un consumo più sostenibile dell’acqua. Proposte come agevolazioni fiscali e moratorie sono state avanzate per supportare i settori più colpiti dalla siccità.
Interventi e Strategie di Mitigazione
La Protezione Civile della Sicilia ha proposto una serie di azioni immediate e a lungo termine per fronteggiare la crisi. Tra queste, la promozione del risparmio idrico, l’acquisto di dissalatori mobili, l’uso di autobotti e la riparazione delle reti idriche esistenti. Il finanziamento necessario per queste azioni ammonta a centinaia di milioni di euro, un investimento cruciale per la sopravvivenza dell’isola.
Impegno Regionale e Supporto ai Settori Produttivi
La Regione ha già adottato misure per alleviare la crisi, inclusa la dichiarazione di stato di emergenza idrica e la nomina di commissari speciali. Inoltre, sono state avviate iniziative per sostenere i settori produttivi con aiuti finanziari e semplificazioni burocratiche. Un Osservatorio regionale monitorerà la situazione degli invasi e delle riserve idriche per garantire una gestione efficace della risorsa.
Nelle origini del cristianesimo, l’area dove ora sorge la chiesa era occupata da una modesta edicola votiva dedicata alla Madonna dell’Elemosina, che diede il primo nome alla chiesa. Con il passare del tempo, questo luogo di culto acquistò importanza, diventando un punto di riferimento per i re aragonesi e la loro corte, motivo per cui, nel 1396, ricevette il prestigioso titolo di “Regia Cappella”.
Il 31 marzo 1446, Papa Eugenio IV istituì all’interno della chiesa un collegio di canonici, selezionati tra i sacerdoti di altre chiese cittadine, conferendo alla chiesa il titolo di Collegiata.
La Ricostruzione della Chiesa della Collegiata di Catania
Il devastante terremoto del 1693 richiese la ricostruzione della chiesa, che fu riedificata nello stesso sito ma con un nuovo orientamento, posizionando la facciata lungo la via Etnea, allora chiamata Uzeda. Questo cambiamento permetteva alla chiesa di prospettare sull’arteria più significativa e vivace della Catania rinata dalle ceneri. L’architetto Antonio Amato, seguendo il progetto del gesuita Angelo Italia, fu il responsabile della costruzione della nuova chiesa barocca.
La facciata, capolavoro dell’architetto Stefano Ittar completato nel 1758, è caratterizzata da un dinamico alternarsi di concavità e convessità che donano all’edificio un senso di armonia e musicalità. Elevata su un podio e preceduta da un’ampia scalinata, la facciata si articola attorno al portone centrale e agli ingressi laterali, incorniciati da sei colonne con capitelli corinzi. Sopra l’arco centrale, troneggia un’aquila con le ali spiegate, affiancata da due angeli trombettieri, mentre nelle nicchie laterali troviamo le statue di San Pietro e San Paolo.
L’interno della Chiesa Collegiata di Catania, diviso in tre navate e impreziosito da decorazioni, ospita medaglioni ai pilastri raffiguranti simboli mariani. Le tele di maggiore rilievo ritraggono San Euplio e Santa Apollonia di Sozzi, oltre al Martirio di Santa Agata di Gramignani (1779). La navata destra accoglie la cappella dell’Immacolata, dove è venerata una statua della Madonna.
Nel presbiterio spicca un coro ligneo di 36 stalli, affiancato da due opere di Giuseppe Sciuti che celebrano l’origine della chiesa e la consegna della bolla papale a Pietro Geremia. Gli affreschi della volta, opera conclusiva di Sciuti nel 1898, arricchiscono ulteriormente l’interno.
Giuseppe Sciuti: la Pittura come Teatro
Sciuti, noto principalmente come pittore di sipari per il Teatro Bellini di Catania e il Teatro Massimo di Palermo, ha esplorato nelle sue opere la grandiosità delle ambientazioni storiche greco-romane, tipiche della retorica postunitaria italiana. La sua formazione con lo scenografo De Stefani gli permise di orchestrare magistralmente scene che trasformano la pittura in spettacolo, avvicinandosi al melodramma ottocentesco.
Le sue composizioni, ricche di elementi classici, prefigurano le scenografie dei primi colossal cinematografici, utilizzando trucchi e espedienti visivi che ricordano gli effetti speciali del cinema, confermando la natura essenzialmente teatrale e spettacolare del suo stile artistico.
Il Catania vince la Coppa Italia di Serie C superando il Padova in una finale vibrante, conclusasi con il risultato di 4-2 dopo i tempi supplementari. La partita, caratterizzata da momenti di alta tensione, vede i rossazzurri prevalere grazie a una performance determinata. Nel tempo regolamentare, la squadra etnea era in vantaggio per 3-2, ma il Padova, ridotto a dieci uomini per l’espulsione di un suo giocatore, non riesce a mantenere il ritmo. I gol decisivi per il Catania sono siglati da Di Carmine, Cicerelli, Marsura e Costantino, quest’ultimo realizzando la rete della vittoria al termine dei supplementari. Dal lato del Padova, le reti sono state messe a segno da Bortolussi e Perrotta. Questa vittoria rappresenta un importante traguardo per il Catania, con la speranza di imprimere una svolta significativa alla stagione.
La strategia di gioco adottata dal tecnico del Catania, Michele Zeoli
basata su un modulo 3-5-2, con una formazione che vede Albertoni tra i pali, preferito a Furlan, e un trio difensivo composto da Castellini, Monaco e Celli. Bouah e Cicerelli agiscono sulle fasce, entrambi con una marcata inclinazione offensiva, mentre Quaini e Zammarini orchestrano il gioco a centrocampo, con Peralta in un ruolo più creativo, supportando l’attacco formato da Cianci e Di Carmine. Dall’altra parte, il Padova, guidato da Vincenzo Torrente, risponde con un 4-2-3-1, puntando su Zanellati in porta e un quartetto difensivo agile.
L’atmosfera allo stadio Massimino è particolare, con la partita che si svolge a porte chiuse, eccezion fatta per 1500 giovani tifosi rossazzurri Under 14 e gli addetti ai lavori, a causa degli incidenti verificatisi nell’incontro di andata. Nonostante questo, il Padova inizia con il piede sull’acceleratore, segnando un gol nei primi minuti, ma il Catania non tarda a reagire, ribaltando il risultato e portandosi in vantaggio. Il secondo tempo e i supplementari vedono un susseguirsi di emozioni, con il Catania che riesce a capitalizzare le opportunità, nonostante l’intensità del Padova, che non demorde fino all’ultimo.
Il gol decisivo arriva al 120′, quando un cross di Marsura trova la testa di Costantino, che insacca alle spalle del portiere avversario, sigillando il destino della finale. Con questo successo, il Catania si conferma vincitore della Coppa Italia di Serie C, celebrando un momento di grande orgoglio e gioia per la squadra e per la città.
Catania vince la Coppa Italia di Serie C: tabellino della gara
Catania (3-5-2): Albertoni (6); Castellini (7, sostituito al 108′ da Chiarella 6), Monaco (7.5, sostituito al 106′ da Kontek 6), Celli (6); Bouah (7, sostituito al 79′ da Rapisarda 6), Peralta (6, sostituito al 65′ da Chiricò 6), Quaini (7.5), Zammarini (8), Cicerelli (8, sostituito all’82’ da Marsura 7.5); Cianci (7, sostituito al 79′ da Costantino 7), Di Carmine (7.5). Allenatore: Zeoli (8).
Padova (4-2-3-1): Zanellati (5); Belli (5, sostituito al 64′ da Faedo 6), Delli Carri (4), Perrotta (6), Villa (5); Radrezza (5, sostituito all’80’ da Fusi 5), Crisetig (5); Liguori (6.5, sostituito all’80’ da Crescenzi 6), Varas (5), Valente (6, sostituito al 64′ da Palombi 5); Bortolussi (6, sostituito all’87’ da Capelli 4, che al 110′ lascia il posto a Zamparo 4.5). Allenatore: Torrente (5).
Arbitro: Stefano Nicolini (Brescia). Assistenti: Giuggioli (Grosseto) e Pedone (Reggio Calabria). Quarto Ufficiale: Pezzopane (L’Aquila).
Espulsioni: Delli Carri al 76′ per fallo su Cianci (Verificato dal VAR).
Angoli: 9-4 a favore del Catania.
Recupero: 1′ nel primo tempo, 4′ nel secondo tempo.
Il Catania, grazie a questa vittoria, incornicia un momento memorabile nella sua storia calcistica, portando a casa un trofeo che va oltre il semplice successo sportivo, rappresentando un simbolo di resilienza e spirito di squadra.
Reggio Calabria è una ridente città situata sulle rive orientali dello stretto di Messina; è la città più popolosa della Calabria, dotata di un buon porto e di splendide spiagge nei dintorni. La storia di Reggio è molto antica: fu fondata come colonia nell’VIII secolo a.C., prima di divenire municipio romano nel I secolo. Nel corso del medioevo appartenne a Bisanzio e poi, dopo le varie occupazioni musulmane e normanne, divenne possedimento angioino e poi aragonese. Oggi Reggio Calabria è un florido centro agricolo, commerciale e industriale; una città crocevia, data la sua posizione strategica nello Stretto, nonché sede del corriere della calabria e de il quotidiano della calabria.
Reggio Calabria cosa visitare: Il nostro itinerario
Il nostro percorso inizia dal Castello Aragonese, che sorge nell’omonima piazza Castello tra la via Aschenez e la via Possidonea.
Al contrario di quanto il suo nome afferma, la struttura originaria risale a ben prima degli Aragonesi e fu solo poi da questi rifatto nel XV sec.; oggi, di quello che doveva essere un imponente edificio, restano due torrioni cilindrici e alte cortine, che però mostrano appieno la sua imponente magnificenza originaria. Oggi è sede dell’Osservatorio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e in quindi luogo di numerosi convegni culturali ed artistici. I suoi orari sono: 08:30–13:30 e poi nuovamente 15:30–18:30; noi come sempre vi consigliamo di informarvi prima al numero 0965 362 2183. Per via Cimino raggiungiamo il Duomo, che si trova in Via Tommaso Campanella 46;
la struttura si presenta a 3 navate ed è stato rifatto integralmente in forme pseudo romaniche, anche a causa dei terremoti che lo hanno colpito nel 1783 e nel 1908. Esso conserva all’interno le statue di San Paolo e San Stefano di Nicea, un settecentesco Crocifisso in legno e il Sacrificio di Melchisedec, notevole tela di D. Maroli dell’XVII sec. Qualora voleste visitarla, i suoi orari sono: invernali: 7.00/12,15 – 15,30/19.00. Estivi: 7.00/12,15 – 16.00/20.00 e per qualsiasi informazione potete chiamare il numero 0965 28685. Attraverso via Gulli ci si immette sul lungomare Matteotti, dove si trovano entro recinti un breve tratto delle mura greche del IV sec. a.C. e resti delle terme romane con pavimenti a mosaici. Il lungomare è anche conosciuto per un fenomeno ottico, presente solo sulla costa calabrese: grazie a quello che è ormai passato col nome di “miraggio di Fata Morgana” è possibile ammirare le immagini della Sicilia riflesse sul mare, fenomeno che ha reso questo luogo unico al mondo. In piazza De Nava 26, al termine del lungomare, incontriamo il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il più importante della regione, che ospita una ricca raccolta di reperti archeologici di vario genere (statuette, oggetti votivi e di uso quotidiano, vasi ecc.) provenienti dalla regione e in parte dalla Basilicata.
Il pezzo forte delle collezioni sono ovviamente i Bronzi di Riace, due statue di bronzo considerate tra i capolavori più significativi dell’arte antica. Di provenienza greca o magnogreca o siceliota, sono databili al V secolo a.C. e pervenuteci in eccellente stato di conservazione, tanto che sono considerati il simbolo della città dopo il recente restauro. Il museo è aperto tutti i giorni da martedì a domenica dalle 9.00 alle 20.00 (ma ricordatevi che la biglietteria chiude 30 minuti prima!), i costi del biglietto vanno dall’intero 8 euro sino ai 5 euro. Ulteriori riduzioni sono previste per il mercoledì; il nostro consiglio, come sempre, è quello di informarsi e prenotare al numero +39 3207176148 oppure scrivere a info@koresrl.it. Se poi volete fare qualche selfie imperdibile da mostrare ai vostri amici il nostro suggerimento è di raggiungere l’Arena dello Stretto. Questo piccolo anfiteatro, sempre aperto e dunque sempre usufruibile, è costruita sul modello degli antichi teatri greci. L’Arena ospita oggi numerosi eventi cittadini e concerti, ma è anche perfetta per chi vuole semplicemente godere di una splendida visto sullo Stretto di Messina o approfittarne per scattare qualche foto. La trovate presso il Lungomare Falcomatà.
Escursioni:
Mete Reggio Calabria: Se avete la possibilità di spostarvi di andare a visitare Gambarie, una località di soggiorno estivo distante circa 40 km da Reggio e principale stazione sciistica della zona, compresa nel comune di S. Stefano in Aspromonte, situata in una splendida posizione panoramica su Piani dell’Aspromonte. Nei pressi vi è un mausoleo nel punto in cui Garibaldi fu ferito il 29 Giugno 1862, durante il tentativo di liberare Roma. Escursioni naturalistiche possono essere compiute al Puntone dello Scirocco (1660 m), raggiungibile in funivia, e al monte Cocuzza (1956 m), il più elevato dell’Aspromonte.
Meteo Reggio Calabria:
Reggio Calabria beneficia chiaramente della vicinanza del mare e il suo clima presenta i tratti tipici di quello Mediterraneo; perfetto per un turismo estivo e adatto anche a quello invernale. Le temperature medie sono piuttosto agevoli, con le minime a gennaio che viaggiano fra gli 8 e i 14 gradi, mentre le massime sono raggiunte in genere nei mesi di luglio e agosto con minime intorno ai 22 e massime intorno ai 31 gradi. Anche le precipitazioni sono contenute, soprattutto nei mesi estivi; solo se siete nei mesi di dicembre e gennaio vi suggeriamo di tenere in considerazione la cosa.
Savoca, il cui nome deriva dal sambuco (savucu in dialetto), pianta un tempo spontanea nella zona, vanta un passato ricco e affascinante. Un ramoscello di sambuco campeggia persino nello stemma medievale del paese.
Savoca: Le origini e il Medioevo
Nel 1134, il re normanno Ruggero II unificò sotto la baronia di Savoca diversi villaggi di origine saracena, affidando il territorio all’Archimandrita del monastero del Santissimo Salvadore di Messina, che ne divenne barone per secoli.
Nel 1282, Savoca partecipò alla rivolta dei Vespri Siciliani e, in seguito, alla quinta Crociata. Nel 1308, nelle sue chiese si officiava ancora secondo il rito cristiano d’Oriente dei monasteri basiliani.
Il castello di Savoca assunse rilevanza strategica nel XIV secolo: l’Archimandrita vi risiedeva quasi stabilmente con la sua corte, amministrando i beni della Val Demone. Nel 1408 è documentata la presenza di una comunità ebraica con una sinagoga vicino al palazzo della Curia.
Un periodo di prosperità
Nel 1440, Savoca contava ben 5145 abitanti, superando di gran lunga la stessa Catania (circa 30mila abitanti). Nel 1580, una guarnigione spagnola presidiava il litorale.
Un momento di svolta
Il 3 novembre 1676, i notabili di Savoca firmarono una “vantaggiosa e onorevole capitolazione” con il comandante dell’armata francese venuta in soccorso dei messinesi ribellatisi al dominio spagnolo. La capitolazione prevedeva diverse concessioni, basandosi su principi di democrazia e giustizia sociale.
L’Ottocento e il Novecento
Nel 1812, con l’abolizione del feudalesimo e l’avvento del nuovo ordinamento Borbonico, la baronia di Savoca cessò di esistere. Il paese divenne capoluogo di circondario e sede di uffici giudiziari.
Nel 1948, Savoca riacquistò l’autonomia comunale perduta nel 1928.
Savoca: un patrimonio da scoprire
Dalle sue origini normanne al Medioevo, dal periodo di prosperità alle lotte per l’autonomia, Savoca custodisce un patrimonio storico e culturale di grande valore. Un viaggio tra le sue mura antiche, i vicoli suggestivi e i panorami mozzafiato è un’esperienza indimenticabile, alla scoperta di un borgo siciliano ricco di fascino e di mistero.
Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, situato in riva allo Stretto di Messina, è uno dei più importanti musei archeologici d’Italia. Con i suoi Bronzi di Riace, conosciuti in tutto il mondo, e una ricca collezione di reperti provenienti dalla Magna Grecia, il museo rappresenta un punto di riferimento per gli appassionati di storia e archeologia.
I Bronzi di Riace: capolavori dell’arte greca classica
Le due statue bronzee di guerrieri, risalenti al V secolo a.C., sono state rinvenute nel 1972 nei fondali marini di Riace Marina. Considerate tra i più importanti capolavori dell’arte greca classica, i Bronzi di Riace sono esposti in una sala apposita del museo, dove è possibile ammirarne la bellezza e la perfezione dei dettagli.
La collezione di reperti dalla Magna Grecia
Il museo ospita anche una ricca collezione di reperti provenienti dagli scavi archeologici di Locri Epizefiri, Sibari, Crotone e Metaponto. Tra i reperti più significativi, si possono ammirare:
Pinakes: ex voto in terracotta raffiguranti scene di vita quotidiana e religiosa
Tavolette bronzee: con testi sacri e leggi
Gioielli: in oro, argento e bronzo
Vasi: decorati con scene mitologiche
Armi e armature: utilizzate dai guerrieri greci
Il museo di Reggio Calabria: un museo per tutti
Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è un luogo ideale per trascorrere una giornata all’insegna della cultura e della scoperta. Il museo offre diverse attività didattiche e laboratori per bambini e ragazzi, oltre a visite guidate e conferenze per adulti.
Informazioni utili
Indirizzo: Viale Aldo Moro, Reggio Calabria
Orari di apertura: 9:00-20:00 (chiuso il lunedì)
Ingresso: € 8,00 (ridotto € 4,00)
Consigli di visita
Per evitare le code, è consigliabile acquistare il biglietto online.
Per una visita completa del museo, sono necessarie almeno due ore.
Se avete bambini, chiedete informazioni sulle attività didattiche e i laboratori a loro dedicati.
Il museo è accessibile ai disabili.
Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è un luogo imperdibile per chi desidera conoscere la storia della Magna Grecia e ammirare i Bronzi di Riace, due capolavori dell’arte greca classica.
Edificata nel 1130 e ristrutturata tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, la Chiesa Madre di Savoca sorge maestosa nel cuore del borgo siciliano a Savoca. La sua imponente facciata, in pietra calcarea bianca, è un capolavoro di stile rinascimentale, con tre portali che scandiscono la navata centrale e quelle laterali.
Un portale riccamente decorato
Il portale maggiore, in stile rinascimentale, presenta delicate decorazioni fogliacee e un rosone con cornice in pomice lavica. Sopra l’architrave, lo stemma araldico del nobile casato Trimarchi, a cui si deve la ristrutturazione della chiesa.
Chiesa Madre di Savoca: simboli di fecondità e prosperità
Le cornucopie incrociate, i frutti del melograno e le raffigurazioni di piante di granturco nel portale principale alludono alla fecondità e alla prosperità.
Un viaggio nella storia
Nella cripta della chiesa si trova il putridarium, dove in passato venivano mummificate le salme dei notabili del borgo. Nel 1910 la Chiesa Madre è stata dichiarata monumento nazionale.
Un affascinante intreccio di culture
All’interno, di tipologia rinascimentale, sono stati rinvenuti affreschi di epoca normanna (XII secolo) di ispirazione bizantina, raffiguranti San Giovanni Crisostomo e San Basilio Magno.
Tesori artistici da scoprire
Il pulpito ligneo con la raffigurazione della pianta di sambuco, il soffitto ligneo a capriate del XV secolo, gli affreschi cinquecenteschi con l’Assunzione di Maria Vergine al Cielo e i Dodici Apostoli, sono solo alcuni dei tesori artistici custoditi nella Chiesa Madre.
Un campanile con un orologio singolare
Il massiccio campanile, caratterizzato da finestre monofore quattrocentesche, ospita un particolare orologio di rara tipologia. La sua unica sfera si muove in senso antiorario, scandendo le ore secondo l’antica “Hora italica”, un sistema che divideva la giornata in 24 intervalli uguali, con l’inizio del giorno al tramonto.
Chiesa Madre: un luogo di fede e cultura
La Chiesa Madre di Savoca è un luogo di fede e cultura, un vero e proprio scrigno che racchiude la storia, l’arte e l’architettura di un borgo siciliano dal fascino senza tempo.
Un invito alla scoperta
Visitare la Chiesa Madre di Savoca significa immergersi in un’atmosfera unica, ricca di suggestioni e di storia. Un’esperienza imperdibile per chi desidera conoscere l’anima autentica della Sicilia.
Informazioni utili
Indirizzo: Via Chiesa Madre, 5, 98038 Savoca ME
Orari di apertura: 9:00-12:00 e 15:00-18:00
Ingresso: gratuito
Consigli di visita
Per ammirare gli affreschi normanni, è consigliabile visitare la chiesa in una giornata di sole, quando la luce naturale ne esalta i colori.
Se siete interessati all’architettura, chiedete di visitare la cripta e il campanile.
La Chiesa Madre è un luogo di culto, quindi è importante mantenere un comportamento silenzioso e rispettoso.
La Chiesa Madre di Savoca vi aspetta per svelarvi i suoi segreti e regalarvi un’esperienza indimenticabile.
A Catania, durante il periodo di Pasqua, ci sono molte attività e manifestazioni che è possibile fare.
Ecco cosa potrai fare a Catania per Pasqua e Pasquetta.
1. Partecipare alla processione della Settimana Santa:
la città di Catania è famosa per le sue processioni religiose, che si svolgono in occasione della Settimana Santa. Sono eventi molto suggestivi e coinvolgenti, che permettono di vivere appieno il clima pasquale.
La Settimana Santa a Randazzo: un’identità cristiana e una volontà di camminare con Gesù
La Settimana Santa a Randazzo assume un significato speciale, come sottolinea Don Domenico Massimino, parroco di Santa Maria.
Oltre ai riti liturgici, fulcro della settimana, le processioni rivestono un ruolo fondamentale, coinvolgendo l’intera cittadinanza in un’esperienza di profonda partecipazione.
L’attenzione si concentra sul mistero della croce: “Si contempla il Cristo in croce”, afferma Don Massimino. In questo atto di contemplazione, Randazzo esprime la sua identità e la sua volontà.
Un’identità cristiana radicata nelle sue origini: un popolo che si riunisce attorno al Crocifisso, manifestando la fede che da sempre lo contraddistingue.
Una volontà di camminare con Gesù anche nella vita quotidiana: un impegno a costruire una civiltà autentica, basata sull’amore.
Le processioni della Settimana Santa a Randazzo assumono dunque un valore simbolico e identitario di grande rilevanza, non solo per la sfera religiosa, ma anche per la coesione sociale e la trasmissione dei valori cristiani di generazione in generazione.
La partecipazione sentita della cittadinanza testimonia la vitalità di questa tradizione, che rappresenta un momento di profonda riflessione e di rinnovamento spirituale per l’intera comunità.
2. Visitare le chiese:
Catania è ricca di chiese e basiliche di grande valore artistico e storico. Durante il periodo di Pasqua, molte di queste chiese organizzano eventi e celebrazioni religiose.
Orari di Apertura e Celebrazioni liturgiche in Cattedrale nei giorni del Triduo Pasquale
la gastronomia catanese è molto ricca e variegata, con piatti tipici che vanno dagli arancini ai cannoli. Durante il periodo di Pasqua, è possibile assaggiare le specialità pasquali, come la cassata siciliana e la pasta di mandorle.
Dove assaggiare queste prelibatezze pasquali?
Bar Savia: il tempio della pasticceria siciliana a Catania
Nel cuore pulsante di Catania, a pochi passi dalla Cattedrale, si trova il Bar Savia, un’istituzione della pasticceria siciliana dal 1897. Un luogo storico dove tradizione e innovazione si incontrano per dar vita a vere e proprie opere d’arte dolciaria.
Il trionfo dell’arancino:
Varcare la soglia del Bar Savia significa immergersi in un tripudio di profumi e sapori. Impossibile resistere al richiamo degli arancini, fragranti e dorati, preparati secondo la ricetta tradizionale catanese. Il ripieno, morbido e cremoso, racchiude il gusto inconfondibile del ragù siciliano, della ricotta o degli spinaci, in una vera e propria esplosione di gusto.
Un’apoteosi di cannoli:
I cannolidel Bar Savia sono una vera e propria poesia: cialde croccanti e friabili, sapientemente riempite con ricotta di pecora fresca e aromatizzata con vaniglia e scorza di limone. Un morso che sprigiona tutta la freschezza e la genuinità degli ingredienti siciliani.
La regina cassata:
La cassata del Bar Savia è un capolavoro di bellezza e bontà. Un trionfo di colori e sapori, dove la morbida ricotta si sposa con la pasta di mandorle, il pan di Spagna e la cannella, creando un’armonia di gusto unica e indimenticabile.
Un’esperienza sensoriale:
Al Bar Savia non si gusta solo un dolce, si vive un’esperienza sensoriale completa. L’atmosfera accogliente, il servizio impeccabile e la cura dei dettagli rendono ogni momento un’occasione speciale.
Un viaggio nel gusto:
Il Bar Savia è un luogo imperdibile per chi desidera assaporare la vera essenza della pasticceria siciliana. Un viaggio nel gusto che conquista il palato e lascia un dolce ricordo nel cuore.
4. Visitare il centro storico:
il centro storico di Catania è un vero e proprio gioiello architettonico, con edifici barocchi e monumenti storici. Durante il periodo di Pasqua, è possibile fare una passeggiata tra le vie del centro storico e ammirare le decorazioni pasquali.
Ecco i musei aperti per pasqua e pasquetta a Catania
Catania si prepara a celebrare la Pasqua e Pasquetta con un ricco programma di eventi e aperture straordinarie dei musei cittadini.
Domenica 5 aprile (Pasqua) e lunedì 6 aprile (Lunedì dell’Angelo) i seguenti siti saranno aperti al pubblico:
“Passeggiata Culturale” a cura del prof. Dario Stazzone
Partenza da Piazza Duomo alle 9:30
Itinerario: Piazza Duomo, prospetto Badia S. Agata, palazzi e civita
Un’occasione imperdibile per visitare i tesori artistici e culturali di Catania e per vivere la città in un clima di festa.
Inoltre, per tutta la giornata di Pasquetta, si terranno in città diverse iniziative per bambini e famiglie, con musica, spettacoli e giochi.
5. Partecipare alle attività culturali:
Pasquetta a Catania: Teatro, Musical e Concerti per tutti i gusti!
Catania, città ricca di cultura e di eventi, offre anche per Pasquetta 2024 un calendario ricco di spettacoli per tutti i gusti.
Appassionati di Teatro classico? A Catania troverete opere liriche e rappresentazioni di prosa che vi lasceranno senza fiato.
Preferite il Musical? Le note dei grandi successi internazionali vi faranno cantare e ballare in poltrona.
Volete una serata di risate? Diversi spettacoli comici vi aspettano per un divertimento assicurato.
Ecco alcuni degli eventi in programma a Catania per Pasquetta 2024:
29 marzo – 30 marzo:
Teatro Metropolitan: “Mamma Mia!” il musical
Teatro Verga: “Il malato immaginario” di Molière
Teatro ABC: “Le barzellette di Dario Vergassola”
31 marzo:
Teatro Massimo Bellini: “Carmen” di Georges Bizet
Teatro Musco: “Sicilianata” di Luigi Pirandello
Zo Centro Culture Contemporanee: “Concerto di musica classica”
1 aprile:
Arena Metropolitan: “Notre Dame de Paris” il musical
Teatro Nuovo: “Non ci resta che ridere” con Enzo Iacchetti e Paolo Kessisoglu
Land of Freedom: “Etna Rock Festival”
La sezione con gli eventi di Pasquetta 2024 verrà aggiornata non appena ci saranno nuovi spettacoli da segnalare.
Tieni sotto controllo questa pagina per scoprire tutti gli eventi in programma dal 29 marzo al 1 aprile 2024 a Catania.
6. Trascorrere del tempo all’aria aperta:
Pasqua a Catania: un’immersione nella natura
Catania, città ricca di storia e cultura, offre ai suoi visitatori anche la possibilità di vivere un’indimenticabile Pasqua all’insegna della natura.
Circondata da paesaggi mozzafiato, la città etnea rappresenta il punto di partenza ideale per escursioni e gite fuori porta.
L’Etna, il vulcano più alto d’Europa, offre un panorama unico e suggestivo. Durante il periodo pasquale, è possibile effettuare escursioni guidate per raggiungere i crateri sommitali e ammirare la bellezza incontaminata del Parco dell’Etna.
La riserva naturale di Vendicari, situata a pochi chilometri da Catania, è un’oasi di pace e tranquillità. Qui è possibile passeggiare tra sentieri naturalistici, ammirare la flora e la fauna selvatica e rilassarsi sulla spiaggia.
Oltre a queste due mete imperdibili, i dintorni di Catania offrono anche altri spunti interessanti per chi desidera trascorrere la Pasqua all’aria aperta.
Qualunque sia la vostra scelta, trascorrere la Pasqua a Catania immersi nella natura sarà un’esperienza rigenerante e indimenticabile.
Un’occasione per staccare la spina dalla routine quotidiana e riconnettersi con i ritmi della natura.
7. Visita al mercato del pesce:
Il Mercato del Pesce di Catania: un’esplosione di sapori e colori per la tua Pasqua
Il Mercato del Pesce di Catania, conosciuto anche come “A Piscaria”, è uno dei più rinomati del Mediterraneo. Un luogo magico dove il tempo sembra fermarsi e dove i profumi del mare si mescolano alle vivaci grida dei pescatori.
Durante il periodo di Pasqua, il mercato si trasforma in un vero e proprio spettacolo di colori e sapori. Le bancarelle traboccano di pesce fresco appena pescato, dai pesci spada ai gamberi, dalle ostriche ai ricci di mare.
Un’occasione imperdibile per acquistare gli ingredienti perfetti per il vostro pranzo di Pasqua. Che siate abili chef o semplici appassionati di cucina, al Mercato del Pesce di Catania troverete sicuramente ciò che fa per voi.
Ma non solo pesce. Il mercato offre anche una vasta gamma di prodotti tipici siciliani, come formaggi, salumi, frutta e verdura.
Un vero e proprio paradiso per i golosi che potranno perdersi tra i profumi e i sapori della tradizione siciliana.
Passeggiare tra le bancarelle del Mercato del Pesce di Catania è un’esperienza unica. Un’occasione per immergersi nella cultura locale e per vivere la vera anima della città.
Lasciatevi conquistare dalla vivacità di questo luogo magico e preparatevi a gustare un’indimenticabile Pasqua a Catania.
8. Escursione sull’Etna:
l’Etna è uno dei vulcani più attivi al mondo e offre un paesaggio mozzafiato. Durante il periodo di Pasqua, è possibile fare un’escursione sull’Etna, ammirando la vista panoramica sulla città di Catania e sulla costa siciliana.
9. Scoprire la tradizione del Carretto Siciliano:
il Carretto Siciliano è un’opera d’arte mobile, tipica della cultura siciliana. Durante il periodo di Pasqua, è possibile ammirare i carretti decorati con motivi religiosi e partecipare a eventi che celebrano questa antica tradizione.
Queste sono solo alcune idee per trascorrere la Pasqua a Catania. La città offre molte altre attività e manifestazioni, e sicuramente sarà facile trovare qualcosa di interessante da fare durante il periodo pasquale.
Domenica 31 marzo 2023, alle due di notte, le lancette degli orologi sono state spostate avanti di un’ora, dando inizio all’ora legale. Ma cosa comporta questo cambio? E perché si è deciso di attuarlo?
Un po’ di storia
L’idea di modificare l’ora risale al XVIII secolo, quando Benjamin Franklin, noto inventore e politico americano, propose di sfruttare meglio la luce naturale per risparmiare energia. La sua proposta venne ripresa all’inizio del XX secolo da William Willett, e nel 1916, in piena Prima Guerra Mondiale, l’ora legale fu adottata per la prima volta in Italia, nel Regno Unito e in parte dell’Europa.
Perché cambiare l’ora?
Lo scopo principale del cambio dell’ora era il risparmio energetico. In un periodo di guerra, con risorse limitate, questa misura era vista come un modo per ridurre il consumo di carbone e altri combustibili.
E oggi?
Oggi, l’utilità dell’ora legale è messa in discussione da molti. Il risparmio energetico, infatti, non sembra essere così significativo come si pensava in passato. Inoltre, il cambio dell’ora può avere un impatto negativo sul nostro bioritmo, causando stanchezza e irritabilità.
Abolire o mantenere l’ora legale?
Negli ultimi anni, si è discusso molto sull’opportunità di abolire l’ora legale. Nel 2018, un sondaggio dell’Unione Europea ha rilevato che l’84% dei cittadini era favorevole all’abolizione. La Commissione Europea ha quindi proposto una legge che permette agli Stati membri di scegliere se mantenere o abolire l’ora legale.
Cosa succederà in futuro?
Nel 2024, i cittadini di alcuni Stati europei, tra cui l’Italia, saranno chiamati a votare in un referendum per decidere se mantenere o abolire l’ora legale. Il risultato di questo referendum avrà un impatto significativo sul futuro di questa controversa misura.
Altri aspetti da considerare
Oltre al risparmio energetico e al bioritmo, ci sono altri aspetti da considerare quando si parla di ora legale. Ad esempio, questa modifica può avere un impatto positivo sul turismo, favorendo le attività serali. Inoltre, può avere un impatto negativo sull’agricoltura e sull’allevamento, creando disagi agli animali e agli agricoltori.
In conclusione
L’ora legale è un tema complesso con diverse implicazioni. La decisione di abolirla o mantenerla non è semplice e deve essere presa tenendo conto di tutti i fattori in gioco.
Il Castello di Pentefur sorge su uno dei due colli che dominano l’antico abitato di Savoca. Le sue mura, le cisterne e i resti della prigione, situati nella parte più elevata del complesso, offrono una suggestiva testimonianza del suo glorioso passato.
Castello di Pentefur: le origini e le modifiche
Eretto probabilmente su una preesistente fortificazione romana o bizantina, il castello fu ampliato e modificato nel corso dei secoli. Intorno al 1070 i Normanni lo rifonderanno, trasformandolo nella residenza estiva dell’Archimandrita messinese, che ne assunse il titolo di “Barone di Savoca“. Ulteriori interventi di ampliamento furono eseguiti nel 1480 e nel 1631.
Funzione strategica e declino
Dal castello di Pentefur partivano gli ordini e le direttive per tutti i fortini e le torri di vedetta della costa siciliana, facenti parte del sistema di segnalazione. Per secoli il castello fu il centro del potere di Savoca, ma perse gradualmente importanza a partire dal XVI secolo.
I terremoti e il restauro
La fortezza subì gravi danni a causa dei terremoti che colpirono la zona nel 1693, 1783 e 1908. Solo negli ultimi anni, grazie all’intervento della famiglia Nicotina, proprietaria del castello dal 1885, sono stati avviati lavori di restauro per garantirne l’accesso e la pubblica fruizione.
La Chiesa di San Nicolò nel Comune di Savoca, edificata nel XIII secolo, era originariamente dedicata a San Nicola di Bari. All’epoca, presentava affreschi raffiguranti questo santo della tradizione cristiana orientale. Nel 1881, a seguito della quasi totale distruzione del vicino edificio religioso dedicato a Santa Lucia, il simulacro argenteo della Santa venne trasferito nella Chiesa di San Nicolò, che da quel momento assunse l’appellativo di “Chiesa di Santa Lucia”.
Ogni anno, durante la festa patronale che si celebra la seconda domenica di agosto, viene rievocato storicamente il martirio della Santa, rappresentato da una bambina.
Chiesa di San Nicolò: architettura e opere d’arte
Nel corso dei secoli la chiesa ha subito importanti restauri che ne hanno modificato l’aspetto originario. L’edificio presenta oggi un’architettura settecentesca e ha il vago aspetto di una fortezza medievale che domina la sottostante vallata. È a tre navate ed è sovrastata da una torre campanaria.
Numerose sono le opere pittoriche e scultoree conservate all’interno della chiesa, tra le quali spiccano per valore artistico un mezzo busto di marmo di Santa Lucia (XV secolo), la tela della Madonna del Parto (1623), la trecentesca tavola di San Michele Arcangelo e uno stemma raffigurante la pianta del sambuco, da cui, etimologicamente, pare che derivi il nome Savoca.
Le cripte-ossuario e il set del Padrino
Sotto il piano di calpestio della piazzetta antistante la chiesa si trovano le cripte-ossuario che contengono i resti mortali di cittadini savocesi appartenenti ai ceti popolari, vissuti e deceduti tra il XIV e il XIX secolo.
Sul sagrato di questo edificio sacro, inoltre, furono girate alcune scene del celebre film “Il Padrino”.
La Chiesa di San Michele a Savoca, edificata anteriormente al 1250, era la chiesa del Castello di Pentefur. Inizialmente di dimensioni esigue, fu ampliata verso il 1420 e impreziosita con due portali in stile gotico siculo.
La tradizione del battesimo
Nel Medioevo e oltre, i catecumeni che si convertivano al Cristianesimo salivano i sette gradini della chiesa in ginocchio, in atto di penitenza, per ricevere il sacramento del battesimo.
Chiesa di San Michele: chiusura e riapertura
Documenti del 1624 attestano la chiusura al culto della chiesa per inagibilità, con le celebrazioni spostate nella vicina Chiesa di Santa Maria. Nel Seicento, grazie al rev. sac. don Vincenzo Miuccio, gli interni furono restaurati in stile barocco, con la realizzazione di un ricco ciclo pittorico.
Interventi di restauro
Nel 1761 la copertura a capriate fu ristrutturata e nel 1996 il tetto e il soffitto ligneo furono restaurati.
Dichiarazione di monumento nazionale e crowdfunding
Dichiarata monumento nazionale nel 2002, la chiesa ha subito un nuovo intervento di restauro nel 2015, grazie al crowdfunding promosso da alcuni giovani savocesi, dall’arciprete don Agostino Giacalone, dall’amministrazione comunale e da varie associazioni.
Un gioiello da scoprire
La Chiesa di Savoca è un vero e proprio gioiello barocco siciliano, da non perdere per la sua bellezza architettonica, la ricca storia e la suggestiva atmosfera.
Taormina, conosciuta come la “perla dello Ionio”, è una città ricca di storia, cultura e bellezze naturali. In questo articolo vi suggeriamo cosa visitare a Taormina per rendere il vostro viaggio indimenticabile.
Cosa vedere a Taormina:
1. Teatro Greco:
Un antico teatro risalente al III secolo a.C., ancora utilizzato per concerti e spettacoli. La sua posizione scenografica, con l’Etna sullo sfondo, lo rende un luogo davvero suggestivo.
2. Corso Umberto:
Il cuore pulsante di Taormina, un viale pedonale ricco di negozi, ristoranti e bar con terrazza panoramica. Qui si possono ammirare anche alcuni palazzi storici, come Palazzo Corvaja e la Torre dell’Orologio.
3. Isola Bella:
Isola Bella Taormina
Un’isoletta di fronte alla costa di Taormina, raggiungibile in funivia o a piedi attraverso una lingua di sabbia. L’isola è una riserva naturale con una ricca vegetazione e una spiaggia di ciottoli.
4. Giardini Naxos:
Giardini Naxos, la prima colonia greca in Sicilia, situata ai piedi di Taormina. Qui si possono visitare i resti archeologici dell’antica città e godersi la bella spiaggia sabbiosa.
5. Castelmola:
Un borgo medievale arroccato su una collina sopra Taormina. Da qui si gode di una vista panoramica mozzafiato e si possono assaggiare i tipici prodotti siciliani, come la granita e le mandorle.
6. Duomo di Taormina:
Una cattedrale del XIII secolo, dedicata a San Nicola di Bari. La facciata è in stile barocco siciliano, mentre l’interno è ricco di opere d’arte.
7. Villa Comunale: Un parco pubblico con vista panoramica sul mare. Qui si possono passeggiare tra alberi secolari, ammirare fiori e piante rare e godersi un po’ di relax.
8. Museo Siciliano di Arte e Tradizioni Popolari: Un museo ospitato all’interno di Palazzo Corvaja, che espone una collezione di arte e artigianato siciliano.
9. Chiesa di San Giuseppe: Una chiesa barocca del XVII secolo, situata in Piazza IX Aprile. La facciata è ricca di decorazioni e l’interno ospita una statua di San Giuseppe.
10. Palazzo dei Duchi di Santo Stefano: Un palazzo medievale situato nei pressi di Porta Catania. Fu la residenza dei Duchi di Santo Stefano e oggi ospita la Fondazione Mazzullo, che espone opere d’arte moderna e contemporanea.
Oltre a visitare questi luoghi d’interesse, Taormina offre anche:
Escursioni sull’Etna: Il vulcano attivo più alto d’Europa, situato a pochi chilometri da Taormina.
Gite in barca: Tour in barca per esplorare la costa e le grotte marine.
Spiagge: La costa di Taormina offre diverse spiagge, sia sabbiose che rocciose.
Eventi: Taormina è ricca di eventi durante tutto l’anno, come il Taormina Film Festival e il Festival del Teatro Greco.
Taormina è una destinazione ideale per:
Amanti del mare e della natura: La sua posizione sul mare e la sua ricca vegetazione la rendono un luogo ideale per chi ama rilassarsi e godersi la natura.
Appassionati di storia e cultura: La sua storia millenaria e i suoi numerosi monumenti la rendono una città ricca di fascino e di cultura.
Coppie e famiglie: Taormina è una città romantica e accogliente, ideale per una vacanza in coppia o in famiglia.
Consigli quando visitare Taormina
Il periodo migliore per visitare Taormina è la primavera o l’autunno, quando il clima è mite e non ci sono troppe persone.
Per muoversi in città è consigliabile utilizzare i mezzi pubblici o i taxi, perché il centro storico è chiuso al traffico.
Se si desidera visitare il Teatro Greco, è consigliabile acquistare i biglietti in anticipo online.
Taormina è un luogo magico che conquista il cuore di chiunque la visiti. Un vero e proprio gioiello siciliano da scoprire e da vivere.
È ufficiale la maison Dolce & Gabbana ha rilevato la gestione del Bar Mocambo, storico locale situato in Piazza IX Aprile a Taormina. Un’acquisizione che segna un ritorno alle origini per Domenico Dolce, stilista siciliano originario di Polizzi Generosa.
Bar Mocambo a Taormina: un progetto ambizioso per un locale iconico
Il progetto di D&G per il Mocambo è ambizioso e prevede la ristrutturazione completa dell’immobile, che si svilupperà su due piani. Al piano terra sorgerà un nuovo bar iconico, che ricalcherà lo stile inconfondibile della maison, mentre al primo piano sarà allestito un punto vendita di lusso con i capi e gli accessori del brand.
Un connubio tra tradizione e innovazione
L’operazione rappresenta un connubio perfetto tra tradizione e innovazione. Il Mocambo, infatti, è un locale storico che ha fatto la storia di Taormina, frequentato da personaggi illustri del calibro di Truman Capote, Liz Taylor e Humphrey Bogart. D&G, dal canto loro, sono un brand di fama internazionale che ha portato il made in Italy nel mondo.
Un investimento importante per la Sicilia
L’acquisizione del Mocambo da parte di D&G è un investimento importante per la Sicilia, che conferma l’amore e l’attenzione che la maison ha sempre avuto per questa terra. Un investimento che non solo darà nuova vita a un locale storico, ma che creerà anche nuovi posti di lavoro e contribuirà allo sviluppo turistico di Taormina.
Un ritorno alle origini per Domenico Dolce
L’operazione assume un significato particolare per Domenico Dolce, che torna nella sua terra d’origine per dare nuova vita a un luogo simbolo della Dolce Vita. Un’occasione per celebrare le sue radici siciliane e per portare la sua creatività e il suo talento nella sua terra natale.
Un nuovo capitolo per il Mocambo
L’acquisizione del Mocambo da parte di D&G apre un nuovo capitolo per questo storico locale. Un capitolo che si preannuncia ricco di successi e che contribuirà a rendere Taormina una destinazione ancora più ambita per i turisti di tutto il mondo.
Oltrepassando la Porta dellaCittà, sulla parte interna, si trova l’antico Palazzo della Curia, un tempo posseduto dall’Archimandritato del Santissimo Salvatore di Messina. L’edificio, risalente al XIV secolo, presentava una struttura a tre piani con valenza monumentale, caratterizzata da pregevoli pietre angolari.
Antico Palazzo della Curia e l’antico Carcere: dalle origini al XIX secolo
Fin dalle sue origini, l’edificio ospitava diverse funzioni:
Palazzo della Curia: sede dell’amministrazione ecclesiastica.
Pretura: luogo di giustizia.
Carcere: luogo di detenzione.
Nel Settecento, il palazzo passò in possesso del Cavaliere Vertuga e, all’inizio dell’Ottocento, divenne sede del Municipio fino al 1908. In seguito al terremoto di Messina del 1908, l’edificio subì gravi danni e fu dichiarato inagibile.
Dal XX secolo ad oggi
Dal 1927, gli uffici municipali sono ospitati nella sede attuale. Il sito dell’antico Palazzo della Curia ospita:
Ufficio di Collocamento.
Enoteca Regionale.
Dal 1817 al 1855, l’edificio ospitò anche il Carcere del Circondario di Savoca. Di questa funzione, oggi rimangono solo miseri avanzi murari e una finestra inferriata.
Antico Palazzo della Curia e l’antico Carcere: Un pozzo storico e una vista mozzafiato
Nelle vicinanze dell’antico Palazzo della Curia si trova un antico pozzo, che serviva per l’approvvigionamento idrico di buona parte dell’abitato.
Dall’antico Palazzo della Curia si può godere di una vista mozzafiato sulla Valle d’Agrò e sul Mar Ionio.
Un luogo da scoprire
L’antico Palazzo della Curia è un luogo ricco di storia e di fascino. Un luogo da visitare per scoprire le tracce del passato di Savoca e per ammirare la bellezza del panorama circostante.
La Porta della Città di Savoca, risalente al XII secolo, è un arco a sesto acuto in pietra arenaria. Durante l’epoca normanna, la città di Savoca fu circondata da una cinta muraria dotata di due porte d’accesso. La prima si trovava all’estremità sud, nel quartiere San Giovanni, ma purtroppo è andata perduta. La seconda, situata all’estremità nord nel quartiere San Michele, è quella che oggi conosciamo come Porta della Città di Savoca.
Durante il Medioevo, entrambe le aperture erano dotate di porte in ferro, che venivano aperte all’alba e chiuse al tramonto. Fino al XIX secolo, la Via San Michele, la strada che passa sotto l’arco, era in realtà una ripida scalinata scavata nella roccia.
La Porta della Città di Savoca rappresentava un punto strategico per la difesa del borgo.
La sua particolare configurazione, insieme alla posizione elevata, la rendeva parte integrante del sistema difensivo. Era utilizzata per far fronte a eventuali aggressioni e veniva costantemente controllata.
Oggi, questa porta storica introduce i visitatori nel borgo caratteristico di Savoca, che affascina sia dal punto di vista paesaggistico che architettonico. Un luogo ricco di storia e fascino!
La Festa del Papà è un momento speciale per celebrare il ruolo fondamentale dei padri all’interno della famiglia e della società. In questa giornata, si omaggia l’amore, il sostegno e la dedizione che i papà offrono ai loro figli, riconoscendo il loro valore inestimabile nella crescita e nell’educazione dei più piccoli.
Le origini della festa:
La Festa del Papà affonda le sue radici negli Stati Uniti, dove fu istituita per la prima volta nel 1910 da Sonora Smart Dodd. Ispirata dal padre, un veterano di guerra che l’aveva cresciuta da sola dopo la morte della moglie, Sonora desiderava dedicare una giornata a tutti i papà del mondo.
Quando si festeggia la festa del pàpà?
La data della Festa del Papà varia a seconda del paese. In Italia, la tradizione la colloca il 19 marzo, in concomitanza con la festività di San Giuseppe, padre putativo di Gesù. In altri paesi, come Stati Uniti, Canada e Regno Unito, la festa si celebra la terza domenica di giugno.
Tradizioni e usanze:
Ogni paese ha le sue peculiarità per celebrare questa ricorrenza. In Italia, è tradizione regalare ai papà un piccolo dono o una card personalizzata, come simbolo di affetto e gratitudine. La giornata può essere un’occasione per trascorrere del tempo in famiglia, organizzando pranzi speciali, attività divertenti o semplicemente godendo della reciproca compagnia.
Riflettere sul ruolo del padre:
La Festa del Papà non è solo un momento di festa, ma anche un’occasione per riflettere sull’importanza del ruolo paterno. Il padre rappresenta spesso un punto di riferimento per i figli, una figura di conforto e di guida nella vita. Celebrarlo significa riconoscere il suo impegno e il suo valore inestimabile all’interno della famiglia.
Le 20 migliori frasi da dedicare al papà
Ecco ventii frasi di augurio per la festa del papà che potresti utilizzare per esprimere il tuo affetto e la tua gratitudine nei confronti di tuo padre:
Grazie papà, per essere sempre stato al mio fianco e per avermi sostenuto in ogni momento della mia vita. Buona festa del papà!
Buona festa del papà al migliore papà del mondo! Grazie per esserci sempre stato e per aver reso ogni momento della mia vita speciale.
Caro papà, oggi ti voglio ringraziare per tutto ciò che hai fatto per me. Sei stato il mio primo amico, il mio primo compagno di gioco e il mio primo insegnante. Buona festa del papà!
A te, papà, che sei sempre stato un esempio di forza, coraggio e determinazione, auguro una felice festa del papà.
Papà, sei il mio eroe e il mio modello di vita. Grazie per avermi insegnato a non arrendermi mai. Buona festa del papà!
Papà, sei stato il mio primo amore e il mio primo grande confidente. Grazie per avermi dato sempre il tuo appoggio e per essere stato al mio fianco in ogni momento. Buona festa del papà!
Caro papà, sei il migliore padre che si possa desiderare. Grazie per aver reso ogni giorno della mia vita speciale. Buona festa del papà!
Papà, sei il mio migliore amico e il mio più grande sostenitore. Grazie per avermi sempre incoraggiato a seguire i miei sogni. Buona festa del papà!
Buona festa del papà al mio papà preferito! Grazie per essere sempre stato lì per me, anche nei momenti più difficili.
Papà, sei l’uomo più speciale della mia vita. Grazie per il tuo amore incondizionato e per la tua dedizione. Buona festa del papà!
Auguri papà! Grazie per essere sempre la mia roccia e il mio porto sicuro.
Sei il mio eroe, il mio esempio da seguire. Ti voglio bene papà!
La tua forza e il tuo sostegno mi accompagnano ogni giorno. Grazie papà!
Non ci sono parole per esprimere la mia gratitudine per tutto quello che fai per me. Auguri papà!
Sei il miglior papà del mondo! Grazie per avermi insegnato il valore della vita e dell’amore.
Il tuo sorriso illumina le mie giornate. Auguri papà!
Sono orgoglioso/a di essere tuo figlio/a. Grazie per tutto papà!
La tua saggezza e i tuoi consigli mi sono sempre di grande aiuto. Auguri papà!
Sei il mio complice di avventure e il mio migliore amico. Ti voglio bene papà!
Grazie per avermi insegnato a volare con le mie ali. Auguri papà!
Un messaggio di gratitudine:
In questa giornata speciale, il nostro messaggio è di profonda gratitudine a tutti i papà del mondo. Grazie per il vostro amore, per la vostra dedizione e per il vostro esempio. Auguri a tutti i papà!
La Sicilia, terra di sole, mare e storia, custodisce anche un fascino più misterioso e ombroso. Un itinerario da brivido per gli amanti del mistero e del fascino decadente, un invito a riflettere sulla fragilità della vita umana e sulla forza della natura.
Ecco le cinque città fantasma in Sicilia
Gibellina Vecchia:
Sorgeva ai piedi del Monte Gibello, ma fu rasa al suolo dal terremoto del Belice del 1968. Oggi, tra le rovine, si possono ancora intravedere i resti di case, chiese e monumenti. Un luogo suggestivo e carico di memoria.
Borgo Guttadauro
Un borgo agricolo costruito negli anni ’30 del Novecento nel Comune di Butera. Venne abbandonato negli anni ’50 a causa della crisi economica e della malaria. Oggi è un luogo fantasma, con le sue case e i suoi edifici in rovina.
Fabbrica di San Cristoforo
Un villaggio industriale sorto nel XIX secolo intorno alla miniera di zolfo di San Cataldo. Con la chiusura della miniera negli anni ’80, il villaggio è stato completamente abbandonato. Un luogo decadente e affascinante, dove la natura ha ripreso il sopravvento.
Montevago
Un antico borgo medievale situato sulle colline tra Agrigento e Palermo. Fu abbandonato nel XIX secolo a causa di una frana. Oggi è un luogo silenzioso e suggestivo, con le sue rovine immerse nella vegetazione.
Salemi Vecchia
La città vecchia di Salemi, distrutta dal terremoto del 1968. I suoi abitanti si trasferirono nella nuova Salemi, costruita a pochi chilometri di distanza. Oggi, Salemi Vecchia è un luogo di memoria, con i resti dell’antico borgo che emergono tra le rovine.
Visitare le 5 città fantasma della Sicilia è un’esperienza unica e suggestiva.
Un viaggio nel tempo alla scoperta di un passato perduto, tra storie di vita vissuta e atmosfere di mistero. Un’occasione per riflettere sulla fragilità della vita umana e sulla forza della natura.
Consigli per visitare le città fantasma:
Informarsi prima di partire: Alcune città fantasma sono situate in zone isolate e di difficile accesso. È importante informarsi sui sentieri da percorrere e sulle eventuali precauzioni da prendere.
Rispettare il luogo: Le città fantasma sono luoghi di memoria e di dolore. È importante visitarle con rispetto, evitando di danneggiare le rovine o di lasciare tracce del proprio passaggio.
Essere accompagnati da una guida: Se possibile, è consigliabile visitare le città fantasma accompagnati da una guida esperta che possa illustrare la storia del luogo e le sue peculiarità.
Le 5 città fantasma della Sicilia sono un patrimonio prezioso da conservare e valorizzare. Un invito a riflettere sul passato e sul futuro, e a riscoprire il fascino di un’isola ricca di storia e di mistero.
Questo straordinario parco comprende la parte settentrionale del quartiere della Neapolis, uno dei cinque quartieri che componevano Siracusa in età greca e romana. Al suo interno, si trovano alcuni dei monumenti più celebri della città:
Teatro Greco: Risalente al III secolo a.C., ma esistente fin dalla seconda metà del V secolo a.C., questo teatro è un luogo di grande fascino. Qui, Eschilo mise in scena le sue opere drammatiche ben 2.500 anni fa.
Anfiteatro Romano: La datazione di questo anfiteatro è oggetto di dibattito, ma alcuni lo attribuiscono all’epoca di Augusto, mentre altri a Settimio Severo.
Ara di Ierone II: Un grandioso altare utilizzato per i sacrifici pubblici della città.
Via dei Sepolcri: Questo percorso, di impianto ellenistico, è profondamente incassato nella roccia e fiancheggiato da ipogei bizantini.
Lasciati affascinare da questa straordinaria fusione tra arte, natura e storia mentre esplori il Parco Archeologico della Neapolis e ammira la bellezza di questi antichi luoghi.
Nel versante sud-ovest dell’Etna, a 1700 metri di quota, si erge la monumentale scultura del celebre artista polacco Igor Mitoraj: il “Teseo Screpolato”. Quest’opera simboleggia un ponte tra la terra e il cielo, tra l’umano e il divino, sottolineando il legame profondo tra la natura e l’arte dell’autore.
Mitoraj, scultore e pittore polacco
è scomparso nel 2014 ma il suo legame con l’Italia è rimasto indissolubile. La sua opera, collocata in contrada Serra La Nave, rappresenta una testimonianza di forza e fragilità, un richiamo alla drammaticità dell’uomo contemporaneo.
Evento 28 opere di Mitoraj
Dal 26 marzo 2024 al 31 ottobre 2025, la Sicilia ospiterà la più grande mostra scultorea a cielo aperto mai realizzata, con ben 28 opere di Mitoraj. Queste opere saranno esposte all’interno del parco archeologico della Neapolis a Siracusa, a Ortigia e proprio sull’Etna. La manifestazione sarà patrocinata dalla Regione Siciliana.
Dove si trova?
Il “Teseo Screpolato” domina la splendida area di Piano Vetore a Ragalna, rivolto verso il mare di Siracusa, con lo sfondo imponente del maestoso vulcano Etna. Un incontro tra arte, natura e storia che lascia un’impronta indelebile nella memoria di chi lo ammira. Si trova a Ragalna CT.
L’uso corretto del linguaggio è fondamentale, soprattutto quando si affrontano temi complessi come la Giornata Internazionale della Donna. Per questo motivo, preferiamo utilizzare la denominazione “Giornata Internazionale della Donna” anziché “Festa della Donna”, che rischia di banalizzare una ricorrenza con una storia profonda e significativa.
Festa delle Donne: origini e storia
La vulgata sull’incendio del 1908 a New York come origine della Giornata Internazionale della Donna è storicamente infondata. La data odierna affonda le sue radici nell’agosto del 1907, durante il VII Congresso della II Internazionale Socialista a Stoccarda, dove si discusse della “questione femminile”. La Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste e l’Ufficio di Informazione delle Donne Socialiste nacquero proprio in quell’occasione.
Nel 1908, negli Stati Uniti, la socialista Corinne Brown presiedette una conferenza sul tema dei diritti delle donne, battezzandola “Woman’s Day”. La data dell’8 marzo si consolidò nel 1917, quando le donne di San Pietroburgo guidarono una manifestazione contro la guerra, evento che portò poi al crollo dello zarismo.
Polemiche moderne:
L’8 marzo rimane un terreno di dibattito acceso. Le recenti polemiche al Festival di Sanremo, con Beatrice Venezi e Barbara Palombelli, evidenziano come la questione del linguaggio e del femminismo sia ancora attuale e complessa.
Il pensiero della redazione di Cataniablog.it:
La complessità di questo tema non può essere ridotta a una formula semplice. Ci sentiamo di sposare la tesi di Alessandro de Cesaris, che si schiera a favore della “donna”, singolare, umana e individuale, piuttosto che della “Donna”, astrazione stereotipata spesso strumentalizzata dai media.
Per una giornata particolare all’insegna del divertimento e dei buoni sapori, non potrai certo perderti la celebre Piazza Pietro Alonzo. Si trova subito dietro l’Amenano ed è anche molto semplice da raggiungere, a piedi o con qualsiasi mezzo.
Nella Piazza Pietro Alonzo potrai gustare i sapori catanesi, immergerti nel tipico folklore siciliano e catturare degli scatti indimenticabili.
Un luogo, insomma, che ti offrirà ore di piacere turistico qualsiasi età tu abbia.
Ecco cosa puoi trovare nella Piazza Pietro Alonzo
A Piscaria è famosa per i suoi colori vivaci e la varietà di pesce fresco disponibile. I banchi dei pescivendoli si collocano di fronte agli storici Archi della Marina, all’interno di un tunnel scavato nel XVI secolo sotto il Palazzo del Seminario dei Chierici.
Qui puoi acquistare pesce di ogni tipo: dalle classiche alici (conosciute come “masculini” dai catanesi) agli squisiti saraghi, dai tonni enormi ai saporitissimi sgombri e persino ai polpi ancora vivi.
La particolarità sta nel fatto che il pesce è venduto direttamente dai pescatori che lo hanno appena pescato, garantendo freschezza e qualità.
Atmosfera Coinvolgente
La presenza dei venditori che gridano e la varietà di pesce fresco creano un’atmosfera vibrante. Qui puoi immergerti in un vero e proprio “oceano” di colori, odori e sapori.
Non dimenticare di catturare scatti indimenticabili mentre esplori questo autentico mercato catanese.
In breve, La Pescheria di Catania è un luogo da vedere, degustare e fotografare durante la tua visita a Catania!
Un luogo imperdibile per chi ama la fotografia
Un piccolo consiglio per unire l’utile al dilettevole: se hai la passione della fotografia, questa piazza, con i suoi colori, fa per te.
Qui infatti, oltre alle prelibatezze per il palato, avrai modo di immergerti tra la vita vera catanese e cogliere così angoli e inquadrature imperdibili.
Notevoli infatti i giochi di luce e i raggi solari che si incanalano tra gli edifici, andando così a illuminare i prodotti di pescheria in esposizione.
Le scaglie lucenti dei pesci e il continuo agitarsi dei polpi ti forniranno innumerevoli spunti visivi con cui giocare per catturare scatti indimenticabili.
Il Palazzo dei Chierici, situato nel cuore del centro storico di Catania, in Piazza Duomo, è interessato da un importante intervento di manutenzione straordinaria. L’iniziativa, promossa dalla giunta comunale guidata dal sindaco Trantino, mira a garantire la sicurezza dei prospetti e a valorizzare questo prezioso edificio settecentesco.
Un restauro necessario per tutelare il Palazzo dei Chierici
L’intervento si è reso necessario a causa di alcune criticità emerse sulle due ali del palazzo, che presentavano ammaloramenti e distacchi di intonaci. Le facciate laterali, in particolare, mostravano segni di deterioramento che richiedevano un’azione tempestiva per scongiurare possibili rischi per la pubblica incolumità.
I lavori in corso
Il progetto di restauro, curato dai tecnici dell’assessorato alle Manutenzioni del Comune di Catania, prevede diverse azioni mirate:
Rifacimento degli intonaci esterni delle facciate
Revisione e ristrutturazione degli infissi danneggiati
Pulizia e impermeabilizzazione delle gronde in muratura
Sostituzione e integrazione di parti ammalorate dei serramenti in legno
Un finanziamento regionale per un restauro conservativo
I lavori, il cui costo complessivo ammonta a 460 mila euro, sono finanziati grazie a fondi regionali. La collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali garantirà il rispetto dell’aspetto originario dell’edificio durante il restauro degli elementi decorativi in pietra bianca e lavica.
Un impegno per la valorizzazione del patrimonio storico cittadino
La direzione dei lavori è affidata ai tecnici Salvo Leonardi e Orazio Santonocito. Il completamento dell’intervento è previsto per l’autunno 2023. Il restauro del Palazzo dei Chierici rappresenta un importante tassello nella valorizzazione del patrimonio storico e architettonico di Catania, restituendo alla città un edificio sicuro e fruibile.
Un palazzo ricco di storia e di fascino
Il Palazzo dei Chierici, edificato nel XVIII secolo, ospita gli uffici della Ragioneria Generale e dei Tributi comunali. Le sue facciate, impreziosite da elementi decorativi in pietra bianca e lavica, sono un esempio del barocco catanese. Il restauro in corso consentirà di preservare questo prezioso edificio per le future generazioni.
Un intervento di grande valore per la città
Il restauro del Palazzo dei Chierici assume un significato ancora più importante in un contesto di riqualificazione del centro storico di Catania. L’intervento contribuirà a migliorare l’immagine della città e ad accrescere il suo valore turistico e culturale.
Marzamemi, frazione del comune di Pachino in provincia di Siracusa, è un borgo marinaro di rara bellezza situato all’estremità sud-orientale della Sicilia. La sua conformazione unica, caratterizzata da due golfi opposti e un piccolo lago di acqua salata, crea un suggestivo scenario che ammalia i visitatori.
Borgo di Marzamemi: ricco di storia e fascino
Le case in pietra bianca, disposte ad anfiteatro attorno ai golfi, raccontano storie di pescatori e antiche dominazioni. Il centro storico è un vero gioiello, con la sua architettura barocca, le maioliche colorate e le sculture di origine greca che impreziosiscono le viuzze.
La tonnara di Marzamemi e la tradizione culinaria
Marzamemi è rinomata per la sua tonnara, un’antica attività che da secoli rappresenta il cuore pulsante del borgo. Il pesce fresco pescato localmente alimenta una ricca tradizione culinaria, con specialità come la tartare di tonno e il carpaccio di tonno rosso.
Il mare di Marzamemi
Il mare cristallino e le spiagge incantevoli rendono Marzamemi una destinazione ideale per gli amanti del mare. Un’escursione in barca lungo la costa permette di ammirare la Baia della Isole delle Correnti e di immergersi nelle acque turchesi.
Escursioni e cultura
Marzamemi offre anche diverse opportunità per gli amanti della cultura e della natura. Escursioni guidate conducono alla scoperta di siti archeologici come le colonne romane, mentre immersioni subacquee svelano i tesori nascosti nei fondali marini.
Dove soggiornare?
Il borgo offre una varietà di servizi per rendere il vostro soggiorno indimenticabile: noleggio di biciclette e gommoni, prenotazione di tour ed escursioni, e la possibilità di affittare case vacanza immerse nel fascino del centro storico o con vista mozzafiato sul mare.
Tour Gastronomico a Marzameni
La vostra vacanza a Marzamemi non può che concludersi con un tour gastronomico alla scoperta dei sapori siciliani. Dalle specialità come gli arancini e i cazzilli (crocchette di patate) alla rinomata pasticceria siciliana a base di ricotta e pasta di mandorla, il palato sarà deliziato in ogni momento.
Marzamemi: un’esperienza indimenticabile
Lasciatevi conquistare dal fascino di questo borgo marinaro, dove il mare incontra la storia e la tradizione culinaria siciliana. Un luogo ideale per una vacanza rilassante o un weekend di scoperta, lontano dal caos della città.
Cosa aspetti? Vieni a scoprire Marzamemi!
Consigli:
Prenotate il vostro soggiorno in anticipo, soprattutto durante l’alta stagione.
Se viaggiate in auto, tenete presente che il parcheggio potrebbe essere un problema.
Portate con voi crema solare, occhiali da sole e un cappello per proteggervi dal sole.
Non dimenticate di assaggiare i prodotti tipici locali, come il pomodoro di Pachino e la ricotta siciliana.
Nuove modifiche alla viabilità sull’autostrada A19 Palermo–Catania: lo svincolo di Enna sarà chiuso in entrambe le direzioni da sabato 4 marzo a mercoledì 31 maggio.
Autostrada A19 svincolo Enna chiuso: cosa significa questo per gli automobilisti?
Se viaggiate da Catania a Enna:
Uscite dall’autostrada a Dittaino o Mulinello e proseguite sulla Strada Statale 192.
Se viaggiate da Palermo a Enna:
Uscite regolarmente allo svincolo di Enna.
Se viaggiate da Enna a Palermo:
Potete accedere all’A19 dallo svincolo di Caltanissetta o da Ferrarelle.
Consigli per il viaggio:
Prevedete tempi di percorrenza più lunghi.
Verificate le condizioni del traffico prima di partire.
Catania, 29 febbraio 2024 – Il Catania ha conquistato una serata da sogno al Massimino, battendo il Rimini per 2-0 nella semifinale di ritorno di Coppa Italia di Serie C e staccando il pass per la finalissima contro il Padova. Un successo che vale doppio, perché oltre a regalare ai rossazzurri la possibilità di giocarsi un trofeo, blinda anche la partecipazione ai playoff, con la certezza di partire dagli ottavi.
Catania: un primo tempo da urlo, con Cicerelli che sblocca il risultato
Davanti a un Massimino gremito in ogni ordine di posto, il Catania ha disputato un primo tempo di grande intensità e qualità. La pressione costante sui riminesi ha portato al gol del vantaggio al 17′: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Sturaro ha servito in area Cicerelli che, a due passi dalla porta, non ha avuto difficoltà a insaccare.
Nella ripresa il raddoppio di Castellini e la festa finale
Nella seconda frazione il Rimini ha provato a reagire, ma il Catania ha controllato bene la gara, sfiorando il raddoppio in diverse occasioni. Al minuto 84 è arrivato il gol che ha gelato il Rimini e fatto esplodere di gioia il Massimino: Castellini ha raccolto la palla a centrocampo, si è accentrato e ha scagliato un bolide imparabile che si è insaccato alle spalle di Colombi.
Finale incandescente con due espulsioni
Negli ultimi minuti la gara si è accesa, con due espulsioni in panchina, una per parte. Il triplice fischio ha sancito la vittoria del Catania e la sua qualificazione alla finale di Coppa Italia, in programma il 20 maggio. Un traguardo storico per la squadra rossazzurra, che ha regalato ai suoi tifosi una serata indimenticabile.
I protagonisti della serata
Tra i protagonisti della serata spiccano Cicerelli, autore del primo gol, e Castellini, che ha siglato la rete della sicurezza con un autentico capolavoro balistico. Da sottolineare anche la prestazione di Sturaro, in mezzo al campo, e di tutta la difesa, che ha saputo mantenere la porta inviolata.
Un successo che rilancia le ambizioni del Catania
La vittoria contro il Rimini è un successo che rilancia le ambizioni del Catania in questa stagione. La squadra di mister Vanigli, sostituto del mister Lucarelli “squalificato”, ha dimostrato di poter competere ad alti livelli e di avere tutte le carte in regola per raggiungere traguardi importanti.
L’entusiasmo dei tifosi
Il Massimino ha dato una grande dimostrazione di affetto alla squadra, con una cornice di pubblico da grande occasione. I tifosi rossazzurri hanno spinto il Catania per tutta la gara e hanno festeggiato con grande entusiasmo la vittoria.
Il Catania vola verso il futuro
Con la qualificazione alla finale di Coppa Italia e la certezza dei playoff, il Catania può guardare al futuro con grande ottimismo. La squadra è in crescita e ha tutte le carte in regola per regalare ai suoi tifosi un’annata da ricordare.
Pachino, comune del siracusano situato all’estrema punta sud della Sicilia, è molto più di una semplice località balneare. Conosciuta per il suo rinomato pomodoro, specialità enogastronomica locale, Pachino vanta un background storico e artistico di altissimo livello.
Storia di Pachino: origini del posto e cosa visitare
Pachino, un grazioso comune siciliano di poco più di 22.000 abitanti, situato a 51 chilometri da Siracusa, vanta una storia ricca e affascinante. Le sue origini risalgono a epoche remote, come testimoniato dai numerosi reperti archeologici rinvenuti nel territorio.
Le prime tracce di insediamenti umani risalgono all’età preistorica. In particolare, la necropoli di Eloro, situata a pochi chilometri da Pachino, offre una suggestiva testimonianza della civiltà sicula che abitava la zona tra l’VIII e il VI secolo a.C.
Nel 750 a.C., la città fu colonizzata dai Greci che la chiamarono “Eloro”. Sotto il loro dominio, Eloro divenne un importante centro agricolo e commerciale, grazie alla sua posizione strategica sulla costa sud-orientale della Sicilia.
Nel III secolo a.C., la città fu conquistata dai Romani che la ribattezzarono “Pachynum”. Durante il periodo romano, Pachino conobbe un periodo di grande prosperità, come testimoniato dai resti di ville romane e di altri edifici pubblici.
Dopo la caduta dell’Impero Romano, Pachino fu conquistata dagli Arabi che la governarono per diversi secoli. L’influenza araba è ancora oggi evidente in alcuni aspetti della cultura e della gastronomia locale.
Nel XIII secolo, Pachino fu conquistata dai Normanni che la integrarono nel Regno di Sicilia. Da quel momento in poi, la città seguì le vicende storiche del resto dell’isola.
Nel corso dei secoli, Pachino ha subito diverse dominazioni che hanno lasciato un segno indelebile sulla sua cultura e sul suo patrimonio architettonico. La città conserva ancora oggi numerose vestigia del suo passato, tra cui:
Necropoli
Sull’altopiano di Costa Caitina, a pochi chilometri dalla città di Pachino, si trova la Necropoli di Eloro, una grotta carsica di immensa importanza archeologica. Risalente all’epoca bizantina, la necropoli offre un affascinante spaccato della vita e delle usanze funerarie delle antiche popolazioni che abitavano la Sicilia sudorientale
Museo del Vino
E’ un museo dedicato alla storia e alla cultura del vino in Sicilia. Si trova in Via A. Brancati, 217, 96018 Pachino SR ed è ospitato in un’antica cantina vinicola.
La Chiesa Madre del Santissimo Crocifisso
La chiesa Mardre del Santissimo Crocifisso è stata edificata dal marchese Starabba nel 1790 e da poco restaurata.
E’ una chiesa molto semplice ma che al suo interno contiene i resti del marchese Starabba.
Torre Scibini:
La Torre Scibini è stata edificata nel XV secolo come torre di controllo per evitare e prevenire le incursioni dei pirati, è davvero fenomenale.
Per quanto riguarda invece le spiagge del territorio di Pachino, non basterebbero righe e righe per elencarle tutte e per dare giustizia alla bellezza del territorio.
Di sicuro una delle più fenomenali dal punto di vista paesaggistico è:
La spiaggia di Morghella, perla del Mediterraneo
L’arenile di Morghella è molto largo e attrezzato e oltre a possedere un mare stupendo, è in una posizione strategica tra Portopalo di Capo Passero e Marzamemi.
Conclusione
Se vuoi una vacanza tra arte, storia, cibo e mare, Pachino è davvero il posto giusto.
Sarà una viaggio indimenticabile: ti immergerai in un’atmosfera da sogno, tra paesaggi mozzafiato e ricchi di storia, di cui non potrai più fare a meno.
Provare per credere!
Il museo del Vino è stato fondato nel 1995 dalla famiglia Nobile, che produce vino a Pachino da generazioni. Il museo ospita una collezione di oltre 600 attrezzi e utensili utilizzati per la produzione del vino, tra cui botti, tini, pigiatrici e torchi.
Ospita anche una collezione di foto d’epoca che illustrano la storia della viticoltura a Pachino. I visitatori possono anche vedere un video sulla produzione del vino.
Cosa vedere al Museo
La collezione di attrezzi e utensili per la produzione del vino: La collezione comprende oltre 600 oggetti, tra cui botti, tini, pigiatrici e torchi.
La collezione di foto d’epoca: Le foto illustrano la storia della viticoltura a Pachino.
Il video sulla produzione del vino: Il video mostra le diverse fasi della produzione del vino, dalla vendemmia all’imbottigliamento.
Perché visitare il Museo del Vino
Per conoscere la storia e la cultura del vino in Sicilia: Il Museo del Vino è un luogo ideale per conoscere le tradizioni e i segreti della produzione del vino in Sicilia.
Per vedere una collezione unica di attrezzi e utensili per la produzione del vino: La collezione del museo è una delle più complete in Sicilia.
Per imparare come si produce il vino: Il video sulla produzione del vino è un modo facile e divertente per imparare le diverse fasi della produzione del vino.
Se siete interessati alla storia del vino, alla cultura siciliana o semplicemente desiderate trascorrere un pomeriggio interessante, il Museo del Vino di Pachino è una tappa obbligata.
Informazioni utili:
Indirizzo: Via A. Brancati, 217, 96018 Pachino SR
Orari di apertura: Dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00
Situata nella splendida cornice della Sicilia sud-orientale, la spiaggia di Morghella incanta i visitatori con la sua bellezza selvaggia e incontaminata. Un vero e proprio gioiello nascosto tra le rocce calcaree di Pachino, in provincia di Siracusa.
Spiaggia di Morghella un’oasi di pace e di relax
Lontana dal caos e dalle folle turistiche, la spiaggia offre un’oasi di pace e di relax. La sabbia dorata, bagnata da un mare cristallino e turchese, invita a distendersi e godersi il sole caldo della Sicilia. Il fondale basso e digradante rende la spiaggia ideale per famiglie con bambini, che possono giocare in sicurezza in acqua.
Un paradiso per gli amanti della natura:
Circondata da una rigogliosa macchia mediterranea, la spiaggia è un paradiso per gli amanti della natura. I profumi intensi della flora selvatica si mescolano al suono delle onde che si infrangono sulla riva, creando un’atmosfera di quiete e di armonia.
Un luogo perfetto per gli amanti dello snorkeling:
Le acque cristalline e la ricchezza di fauna marina rendono la spiaggia di Morghella un luogo perfetto per gli amanti dello snorkeling. Immergendosi nelle sue profondità, è possibile ammirare una varietà di pesci colorati, stelle marine e altri abitanti del mare.
Un angolo di Sicilia da scoprire:
La spiaggia di Morghella è un angolo di Sicilia da scoprire e da vivere con tutti i sensi. Un luogo ideale per chi desidera fuggire dalla routine quotidiana e immergersi nella bellezza incontaminata del Mediterraneo.
Informazioni utili:
Come arrivare: La spiaggia di Morghella è raggiungibile in auto da Pachino. È presente un parcheggio a pagamento.
Quando andare: La spiaggia è aperta al pubblico da maggio a ottobre.
Cosa portare: Costume da bagno, crema solare, telo mare, occhiali da sole, acqua.
Attività: Snorkeling, nuoto, relax.
La spiaggia di Morghella è un luogo magico che regala emozioni indimenticabili. Un angolo di paradiso da non perdere se si visita la Sicilia.