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  • Elenco di tutti i Lidi a Catania

    L’arrivo dell’estate e delle vacanze estive è ormai prossimo, e molti si stanno chiedendo dove passare la propria estate. La crisi sanitaria ha reso gli spostamenti più difficili e, per questo motivo, molti italiani hanno già deciso che passeranno le proprie vacanze all’interno del territorio della penisola.
    Per fortuna, l’Italia è piena di zone balneari da sogno, e l’unico problema nella decisione di dove passare l’estate è l’imbarazzo della scelta.
    In particolare, il sud della penisola offre scenari e paesaggi paradisiaci, dalla Basilicata alla Puglia, dalla Campania alla Calabria.
    Tuttavia, le regioni italiane più apprezzate e che vengono scelte più spesso per quanto riguarda la scelta di dove passare l’estate sono le isole.
    La Sardegna è conosciuta in tutto il mondo per le sue spiagge bianche e l’acqua limpida, ma anche per la moltitudine di locali notturni sempre attivi, che attirano ogni anno milioni di turisti.
    Ma uno dei gioielli più preziosi dell’Italia è la Sicilia, con le sue zone balneari uniche in tutto il mondo, che riescono ad attirare l’attenzione di chiunque voglia passare un’estate indimenticabile all’insegna del sole e del mare.
    Sebbene ci siano molte zone apprezzate dell’isola, le spiagge più apprezzate dal pubblico sono quelle situate a Catania, uno dei comuni più importanti della Sicilia, situato proprio ai piedi dell’Etna, il leggendario vulcano della regione.
    Sono moltissime le spiagge presenti in questa zona, ma per facilitare la scelta del lido giusto per tutte le esigenze, di seguito sarà affrontata un’analisi sui migliori lidi di Catania.
     

    L’elenco dei lidi nella Playa Catania

    Lidi Catania: Lido Azzurro

    Si tratta dello stabilimento balneare più esteso a Catania (e di tutta la Sicilia), nonché uno dei più famosi sul territorio. Le opportunità offerte dall’organizzazione del lido sono davvero moltissime; variano dalla semplice possibilità di affittare un ombrellone con dei lettini, per rilassarsi al sole col suono armonioso delle onde, fino ad arrivare alle attività di intrattenimento, come il servizio di animazione.
    È sicuramente uno dei lidi più apprezzati nel catanese, ed è adatto sia per le famiglie, sia per i giovani che vogliono divertirsi.
    Infine, il look dello stabilimento (tutto azzurro, come il suo nome ed il mare sul quale è posto) è riuscito a fargli guadagnare una grande fama.

    Lido Catania: lido Excelsior

    È famoso per la possibilità di mettere i clienti in condizioni di puro relax, grazie alla pace della spiaggia sulla quale è posizionato il lido. Dispone di un sistema self-service per quanto riguarda il cibo e di un bar, molto comodo per chiunque volesse pranzare sul luogo, senza allontanarsi dal mare e dall’incantevole clima offerto dal lido.
    Il lido permette di usufruire anche di una piscina attrezzata, per coloro che volessero godere dei servizi balneari anche qualora le condizioni non permettessero di farlo nell’acqua marina (come quando il mare è semplicemente troppo agitato per poter fare il bagno in sicurezza).
    Infine, il lido dispone anche di una zona per bambini, che rende la frequentazione da parte delle famiglie molto più comoda ed interessante.

    Lidi a Catania: lido Verde

    Questo stabilimento è uno dei più apprezzati della zona, grazie all’attenzione posta nel distanziamento dei lettini, che garantisce molta meno folla rispetto agli altri lidi, e vanta un sistema organizzativo all’avanguardia. Il lido è famoso per il proprio servizio igienico (più efficiente della media), per la professionalità del personale di salvataggio e per la possibilità del cliente di potersi rilassare in completa tranquillità.
    Inoltre, lo stabilimento è raggiungibile anche con mezzi pubblici, rendendolo una delle scelte principali per coloro che arrivano a Catania senza mezzi propri. Per coloro che raggiungono il lido a bordo di un mezzo privato, invece, è possibile riporlo in un parcheggio riservato e molto sicuro.
    Un altro aspetto da non sottovalutare è la possibilità di ingresso consentito agli animali. Per concludere, si tratta di un lido perfetto per le famiglie che vogliono vivere giorni di puro relax, senza fastidi di alcun genere.

    Lido Playa

    È situato nella zona sud del comune. È famoso per la prospettiva visibile dell’Etna dalla spiaggia, che rende il panorama bellissimo ed un sogno per i turisti. Lo stabilimento ha tutto ciò che si possa desiderare: un servizio doccia per i clienti, un bar, dei bagni sempre igienizzati, un parcheggio a pagamento sorvegliato continuamente e tanto altro.
    La spiaggia è molto ampia, adatta per attività di qualsiasi genere, ed il servizio doccia è gratuito.
    Sicuramente è uno dei lidi più stimati sul territorio, specialmente grazie alla sabbia fine di cui è dotata la spiaggia del lido e alla qualità sublime dell’acqua per l’attività balneare.

    Le Capannine

    Si tratta di uno stabilimento molto diverso dai soliti lidi, poiché è un vero e proprio Beach Club, dove gli ombrelloni sono rappresentati da delle capannine (così come suggerisce il nome) che offrono riparo all’ombra. Inoltre, a differenza dei normali lettini di tessuto offerti dai vari lidi, a Le Capannine si possono trovare dei lettini con materassi, molto più comodi di quelli classici.
    È uno degli stabilimenti più attivi del territorio per quanto riguarda la presenza di giovani.
    I tipi di intrattenimento possibili in questo lido sono davvero molti, grazie anche all’attenzione dell’organizzazione; sono presenti dei campi da beachvolley con cui potersi svagare liberamente, un servizio bar ed un vero e proprio ristorante, molto ampio e ben fornito, per non far mancare nulla ai clienti ed ai turisti che scelgono questo lido.
    È sicuramente uno dei lidi più forniti di tutto il territorio catanese, nonché una delle scelte preferite dai turisti, per la raffinatezza del lido e per le svariate attività possibili sulla spiaggia.
    La città di Catania offre ai turisti un’esperienza indimenticabile, grazie alla sua ubicazione vicina all’Etna (che la rende capace di scorci mozzafiato) e all’attenzione che gli imprenditori del luogo hanno nei confronti del turismo locale.
    Scegliere di passare le proprie vacanze estive in questo angolo di paradiso terrestre è sicuramente una delle scelte più sicure, in quanto le spiagge di Catania rappresentano una garanzia di qualità e di intrattenimento per chiunque, sia per quanto riguarda le famiglie con bambini piccoli, sia per i giovani che cercano posti in cui divertirsi e non preoccuparsi di nulla.

    Articolo in fase di completamento…….
  • Coronavirus: taglio di stipendi ai docenti

    In questo periodo di emergenza sanitaria si è deciso di provvedere al taglio degli stipendi dei docenti. Tale decisione è stata presa in seguito e conseguentemente alla chiusura forzata delle scuole in tutta Italia.
    Queste decurtazioni interessano i docenti di tutte le scuole a prescindere dall’ordine e dal grado di queste ultime.
    Gli importi dei tagli sono precisati dettagliatamente all’interno del decreto numero 55, in accordo con le organizzazioni sindacali.
    Si prevede inoltre che le decurtazioni siano attuate a partire dal 24 febbraio, ovvero dal giorno di chiusura delle scuole.
    Il decreto prevede diverse decurtazioni, a seconda che tu, in quanto docente, insegni in una scuola per l’infanzia o in scuole elementari, medie o superiori.
    Decurtazioni ai docenti delle scuole di infanzia.
    Nel caso tu sia un docente delle scuole d’infanzia, sono previsti i seguenti aspetti nel decreto in questione:

      • Il tuo stipendio potrà essere ridotto del 60% per la settimana dal 9 al 15 marzo;
      • Successivamente al 15 marzo il tuo stipendio potrà essere decurtato del 30% per la prima settimana, del 45% per la seconda settimana, del 60% per la terza settimana.

    Il decreto precisa inoltre che il personale docente considerato non essenziale potrà essere lasciato a casa.
    Docenti di scuole elementari, medie e superiori.
    Il decreto relativamente a tale personale docente. prevede un trattamento meno rigido e severo. Questo trattamento differenziato è frutto del fatto che tali docenti continuano a svolgere le proprie lezioni didattiche a distanza, nonostante la chiusura delle scuole.
    Il decreto prevede anche che le direzioni scolastiche debbano esercitare funzioni di controllo e vigilanza garantendo che le lezioni a distanza siano regolarmente svolte.
    Ebbene, i docenti che non dovessero svolgere regolarmente le lezioni didattiche potranno subire le medesime decurtazioni previste per il personale docente nelle scuole d’infanzia.

  • Pfizer Catania, richiesta interrogazione all’UE

    Pfizer Catania, richiesta interrogazione all’UE

    Tiene ancora banco, si fa per dire, la vicenda legata alla possibile chiusura della sede catanese della Pfizer, che porterebbe – fra le altre cose – a licenziamenti e trasferimenti per circa 210 lavoratori. Una situazione di disagio paradossale anche alla luce del ruolo di rilievo giocato dall’azienda nel delicato frangente della pandemia e che adesso rischia di arricchirsi di nuovi e rilevanti sviluppi.

    Corrao: “depositata interrogazione per l’UE”

    Si è dimostrato molto interessato alla faccenda l’eurodeputato Ignazio Corrao, il quale ha dichiarato: «Alla luce di quanto sta accadendo a Catania per la vicenda dei lavoratori che Pfizer vorrebbe licenziare, è urgente che la Regione apra immediatamente il tavolo di crisi regionale. Nel frattempo oggi ho depositato un’interrogazione alla Commissione UE per chiedere di intervenire a supporto dei lavoratori.»
    La situazione rischia di divenire ancora più paradossale (come se già non contasse il fatto che l’azienda abbia avuto certi profitti in periodo pandemico): « Pfizer avrebbe intenzione di delocalizzare la produzione di Tazocin, un medicinale ancora molto utile nell’uso terapeutico in Europa, per produrre a costi inferiori fuori dall’Europa. E così, nonostante i profitti registrati in questi ultimi anni, prospetta licenziamenti in violazione della responsabilità sociale d’impresa e si permette pure di allungare i tempi della procedura. Vista l’attuale situazione occupazionale e sociale dovuta alla pandemia, sarebbe una beffa
    L’eurodeputato è convinto che la reale dimensione dell’eventuale chiusura della filiale catanese non sia squisitamente locale, e per la quale si era mosso anche il Comune, ma di specifico interesse regionale e nazionale: « Per questo occorre che il Governo Regionale apra immediatamente il tavolo di crisi e coinvolgano il Mise. Inoltre ho chiesto alla Commissione UE di prendere provvedimenti e supportare i lavoratori colpiti dal rischio di licenziamento. La vertenza Pfizer non è una questione catanese, ma ha dimensione regionale e nazionale. Per un polo farmaceutico fiore all’occhiello in tutta Europa che negli anni è stato progressivamente indebolito, serve un piano industriale di rilancio serio, non i miseri 27 milioni di euro messi sul piatto da Pfizer, che sanno soltanto di mantenimento. »

    Pfizer Catania, le accuse dei dipendenti

    All’indicazione dell’eurodeputato riguardanti la Tozocin fanno eco le parole degli impiegati di Pfizer, come Agata Angelica: «Pfizer ha ceduto alla Cina la produzione del Tazocin, l’antibiotico penicillinico che si produceva a Catania e che era proprio destinato al mercato cinese. Subito abbiamo capito che sarebbe stato devastante per lo stabilimento, abbiamo chiesto più volte all’azienda che cosa sarebbe accaduto, ma loro ci hanno sempre rassicurati.»
    pfizer licenziamenti
    In effetti, più volte nelle parole dei convolti si legge scetticismo verso le rassicurazioni e le garanzie dell’azienda, rea (a detta di molti dipendenti) di aver cercato di placare la situazione. La situazione dei lavoratori rimane comunque critica. Intervistato da FanPage, Mimmo D’Antone, operatore della sala di controllo e più anziano fra i lavoratori a rischio licenziamento, ha raccontato la sua esperienza. «Ho cominciato qui che avevo 24 anni, nel 1985. Adesso ho 37 anni di servizio. Io mi dovrei salvare perché sono il più vecchio. Ma per me è inaccettabile pensare che io, con 41 anni di contributi, debba restare a lavorare e vedere andare a casa colleghi più giovani, che hanno una vita davanti e famiglie appena costruite.» Lo stesso Mimmo che poi ha confessato di essere anche disposto al prepensionamento, pur di vedere i suoi colleghi più giovani conservare il posto di lavoro.

    Pfizer: segnali distensivi prima della frenata

    Un segnale era arrivato però qualche giorno fa, quando l’amministratore delegato della Wyeth Lederle, Giuseppe Campobasso, aveva scritto ad Antonio Scavone, assessore al Lavoro della Regione Sicilia che aveva sospeso il tavolo aperto con la multinazionale del farmaco chiedendo il congelamento della procedura, garanzie sull’occupazione e un piano industriale, come l’azienda stesse «valutando la richiesta di sospensione temporanea dei termini della procedura di riduzione del personale avanzata».
    Anche in questo caso c’erano state parole di raccomandazione da parte di Campobasso, che parlava della «riconferma la volontà di Pfizer di mantenere la presenza del sito di Catania nell’attuale network di produzione della compagnia» e che fosse « ragionevole ritenere che non si profila, almeno fino al 2024, la necessità di ulteriori interventi di razionalizzazione dell’organico».
    pfizer tagli al personale«Pur ribadendo la necessità di proseguire sul solco del procedimento avviato il 7 febbraio scorso per rapportare l’organico alle attuali esigenze organizzative e produttive del sito di Catania, e di razionalizzare l’organizzazione anche in previsione degli investimenti già annunciati relativi al triennio, la nostra posizione andrà nella direzione di un accoglimento dell’istanza di sospensione dei termini, in quanto è nostra volontà è quella di dialogare costruttivamente responsabilmente con gli attori in causa» si leggeva sempre nella lettera a firma Campobasso.
    La Pfizer avrebbe dunque confermato la volontà d’investire sul plesso di Catania circa 27 milioni di euro per il triennio 2022-2024, investimenti come visto reputati non sufficienti dall’eurodeputato. Dal canto suo l’azienda avrebbe garantito che la sede catanese «continuerà ad essere parte integrante della rete globale di produzione e fornitura Pfizer».

  • Fontana di Piazza Duomo a Taormina

    Fontana di Piazza Duomo a Taormina

    La Fontana di Piazza Duomo è uno dei tanti gioielli sparsi per la stupenda città di Taormina,

    dove si possono apprezzare una grande varietà di stili artistici ed influenze culturali. Solo in piazza del Duomo infatti puoi già trovare svariati importanti edifici a partire chiaramente dal Duomo stesso, costruito nel XIII secolo, oltre al Palazzo Municipale risalente al Seicento, a Palazzo Ciampoli, edificio quattrocentesco oggi convertito in albero e alla Casa Floresta, con elementi del Quattrocento e del Cinquecento; inoltre la piazza è un’ottimo punto di partenza per percorrere Corso Umberto I, che è la via principale della città.
    La Fontana di Piazza Duomo a Taormina, commissionata nel 1625 dagli amministratori locali e costruita da uno degli ultimi allievi del fiorentino Montorsoli in stile barocco, è sormontata da un minotauro con sembianze femminili, creatura mitologica simbolo della città, posta al centro della struttura. Non è solo un’opera da ammirare ma lì potrai anche dissetarti di fresca acqua potabile o riposare sui gradoni su cui poggia; considera che addirittura, in origine, alla sua base si potevano anche abbeverare gli animali da soma.
    Viene anche chiamata “quattro fontane” per le quattro colonne agli angoli della vasca centrale sormontate da cavalli marini che sgorgavano acqua in quattro relative vasche più piccole, anche se ad oggi di quelle ne funziona solo una. La parte centrale comprende due vasche sovrapposte: la più bassa e grande è sorretta da putti e quella sopra da mostri, in cima a quest’ultima c’è il minotauro che regge una sfera ed uno scettro, simboli del potere.
    la storia della fontana di taormina
    Ma questa è solo una delle tante ragioni per cui dovresti visitare questa spettacolare città: fra Taormina e Catania si tiene ormai da anni un festival in omaggio al celebre compositore siciliano Vincenzo Bellini.
    Bellini nacque a Catania nel 3 novembre del 1801, da lì viaggiò poi per tutta Europa grazie al suo successo ed è meraviglioso poter a volte assistere all’esecuzione di sue composizioni nell’Antico Teatro Greco di Taormina.Egli studiò prima a Catania, in famiglia, per poi proseguire con gli studi a Napoli prima di ottenere un ingaggio per la Scala di Milano, anche se la vera svolta della sua carriera avvenne quando si trasferì a Parigi dove entrò in contatto con i maggiori compositori dell’epoca, fra cui Fryderyk Chopin.
    Eppure la sua carriera fu presto stroncata da un’infezione intestinale amebica e morì a 34 anni nel 1835. Venne seppellito inizialmente a Parigi nel cimitero monumentale di Père Lachaise e quarant’anni dopo la salma fu trasferita con tutti gli onori al Duomo di Catania.
    Che dire, non mancano i motivi per visitare Taormina, dall’ambiente naturale siciliano, con il suo mare e le sue montagne, passando per la musica, l’architettura e la storia: le tante influenze a cui questo territorio è stato sottoposto lo rendono unico ed eclettico la Piazza del Duomo di Taormina ne è un ottimo esempio, così in bilico fra il passato più remoto ed il futuro, eppure così perfettamente in equilibrio grazie al suo radioso presente.
  • Ucraina, Musumeci: “Siamo in allerta, temiamo conseguenze”

    Ucraina, Musumeci: “Siamo in allerta, temiamo conseguenze”

    La situazione internazionale continua a essere critica e l’attenzione è convogliata, com’è giusto che sia, verso est. In queste ora di tensione, in cui si cerca di capire anche quali saranno gli scenari del futuro, è intervenuto anche il presidente della regione Musumeci. Intervistato nel corso della trasmissione della trasmissione ‘Omnibus’ su La7, il governatore ha parlato delle basi militari siciliane, ma anche delle possibili ricadute sull’economia dell’isola.

    Musumeci, la speranza nella diplomazia ma siamo in allerta

    Il presidente Musumeci ha rimarcato come al momento tutti sperino in una diplomatica risoluzione di un conflitto che, come tutte le guerre, comporta sofferenze e dolore: «La popolazione vive queste giornate con lo stesso stato d’animo in cui si vive in altre parti dell’Europa, non solo in quella occidentale. Abbiamo il dovere di sperare che la diplomazia possa risolvere il conflitto in corso. Immaginare un conflitto significa pensare ad una sorta di terza guerra mondiale, che non risparmierebbe niente e nessuno.»
    militare americano
    Chi pensa che la “distanza” dal conflitto sia una sufficiente motivazione per pensare all’erba del proprio giardino non potrebbe essere più nel torto. D’altronde, la Sicilia è in una posizione cruciale dal punto di vista strategico e nel corso della storia tale centralità nello scacchiere mediterraneo ha comportato il coinvolgimento in numerosi conflitti. Anche oggi, Musumeci sottolinea come la Sicilia non possa non prestare attenzione alle evoluzioni della guerra in qualità non di spettatrice, ma di soggetto interessato : «l sistema di difesa in Sicilia assume un ruolo strategico proprio per la posizione geografica, come sbocco nel Mediterraneo. Abbiamo la base Nato di Sigonella e quella di Trapani Birgi, è normale che questo sistema di difesa sia in stato di allerta già da diversi giorni.»
    Un coinvolgimento che però rischia di essere, prima ancora che militare, di natura economica. Anche per la penisola in generale si temono in primo luogo ripercussioni di questo tipo – oltre che energetico – e Musumeci estende il discorso anche a due settori estremamente importanti per l’isola: «In Sicilia avremo ripercussioni economiche. Buona parte del nostro turismo internazionale è fatto da cittadini russi. Questo riguarda anche l’export, abbiamo una buona quantità di merci che trasferiamo in Russia.» Eppure, Musumeci precisa la necessità di mantenere compatto il fronte delle sanzioni verso il paese di Putin, rimarcando ancora una volta (seppure nel nostro piccolo) la piena coesione con le decisioni prese a livello internazionale: « Ma come dice un vecchio proverbio ‘o passano le merci o passano i soldati’. In questo momento, le sanzioni diventano l’unico immediato strumento per convincere Putin dell’assurdità della sua invasione. Aspetto che dobbiamo tutti condividere al di là delle collocazioni.»
    nello musumeci

    Anche Catania si unisce alle proteste contro la guerra

    Nel frattempo, anche la cittadina etnea si è unita alle numerosissime piazze italiane che hanno manifestato e protestato contro la guerra in Ucraina. La manifestazione, che si è tenuta in piazza Federico di Svevia, è stata organizzata dalla “Rete Restiamo Umani Incontriamoci”, seguendo l’appello lanciato da Peacelink per una campagna di mobilitazione in seguito allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina nella notte di mercoledì scorso. Proprio sul sito dedicato alla pace vengono raccolte svariate testimonianze di coloro che si uniscono al grido del “cessate la guerra”, urlo dal quale nemmeno la Russia è rimasta immune – è notizia delle ultime ore che siano circa 6000 le persone tratte in arresto per essere scese in piazza a protestare contro la guerra in Ucraina.
    Nel catanese hanno aderito alla manifestazione Emergency e numerose associazioni, nonché le sigle dei sindacati catanesi. « Contro l’escalation militare è importante mobilitarsi perché l’Italia e l’ONU svolgano un ruolo di distensione in questo difficile momento. Vogliamo sostenere le iniziative di pace che facciano sentire la voce di chi ripudia la guerra così come recita l’articolo 11 della Costituzione italiana.» Con questo appello la rete catanese #restiamo umani/incontriamoci ha espresso « sgomento per il ricorso alle logiche della guerra nella risoluzione di una controversia internazionale reiterato anche in occasione della crisi in Ucraina. La guerra anche locale è disastrosa per le vite umane e per le risorse del pianeta compromettendo in modo irreversibile la futura sopravvivenza»

  • Cibo tipico sardo: pizzetta sfoglia homemade

    Cibo tipico sardo: pizzetta sfoglia homemade

    Siete dunque curiosi di sapere cosa cucinava mio marito mentre io scrivevo la recensione di Mangia Prega Ama? Ebbene, si tratta di un cibo tipico sardo: la pizzetta sfoglia. Uno spuntino per meglio dire, molto apprezzato nella città di Cagliari, semplicissimo da fare perché servono pochissimi ingredienti, come tempo invece siamo sul rilassato, vanno preparate e cotte in forno ma mentre cuociono voi potete tranquillamente fare dell’altro (occhio a non bruciarle!). Se le cercate in altre regioni dubito che le troviate, ma se venite in Sardegna le dovete provare oppure, potete preparale in casa ed assaggiarle comodamente seduti sul divano.
    ***
    Cibo tipico sardo: ingredienti per le pizzette sfoglia

    • 2 rotoli di pasta sfoglia
    • 3 sottilette
      una manciata di capperi sotto sale
    • origano qb
    • olio evo qb
    • passata di pomodoro qb
    • 1 tuorlo d’uovo
    • acciughe (facoltative)

    Cibo tipico sardo: preparazione delle pizzette sfoglia
    Su un piano pulito srotoliamo la prima pasta sfoglia e con un bicchiere dall’imboccatura larga, o una tazza, per
    segnare I cerchi quindi poniamo al centro un cucchiaio di passato pomodoro, due capperi, un pizzico di origano, un filo d’olio ed un pezzetto di sottiletta, volendo anche un pezzetto di acciuga. Si procedete a riempire così tutti i cerchietti.
    Ora, srotoliamo la seconda pasta sfoglia e ritagliamo lo stesso numero di cerchietti della stessa dimensione che andiamo a porre ognuno sul cerchietto con il ripieno, quindi con un bicchiere dall’imboccatura leggermente più piccola, facciamo pressione di modo che le due sfoglie s’incollino.
    Ora prendiamo una teglia grande, la ricopriamo di carta da forno che ungiamo con un po’ d’olio evo e disponiamo le pizzette ben chiuse che andiamo a spennellare con il tuorlo d’uovo precedentemente sbattuto.
    Inforniamo a 180 per un quarto d’ora circa le nostre pizzette sfoglia, ogni tanto vanno girate e quando son belle dorate e gonfie vanno tolte. Si mangiano caldissime! Ma anche fredde son buone, conservatele in un buon contenitore per alimenti e dureranno qualche giorno.
    ***
    Domande su questo cibo tipico sardo?

    1. Perché la sottiletta sì e la mozzarella no? Perché la mozzarella contiene troppa acqua e quindi le pizzette sfoglia cuocerebbero male.
    2. Non c’è pericolo che si aprano durante la cottura? No se premete bene con il secondo bicchiere dall’imboccatura più stretta.
    3. E se mi avanza della pasta sfoglia? Potete rimpastarla, come ha fatto mio marito, e ricavarne qualche altra pizzetta.

    Vi è piaciuta la ricetta della pizzette sfoglia? Provatela e fateci sapere, condividete questa ricetta per farla conoscere ai vostri amici!
     
     

  • Le 5 migliori aziende di Giardinaggio a Catania

    Le 5 migliori aziende di Giardinaggio a Catania

    La passione per il giardinaggio

    Se ti trovi qui è perché sei alla ricerca di un’azienda dedita al giardinaggio che possa darti una grossa mano nell’elaborazione dei tuoi progetti per la tua abitazione. Ma non solo. Sei semplicemente un appassionato di giardinaggio e quindi vorresti praticarlo un po’ per hobby un po’ per affinare la tua tecnica di coltivazione di determinate piante, oppure impiegare questo giardino come una vera e propria attività professionale per poter successivamente guadagnare qualcosa con la vendita di alcuni frutti che il tuo giardino ti offre. La progettazione dei giardini è letteralmente un misto tra giardinaggio, botanica, architettura e design. Ecco perchè hai per forza di cose bisogno di architetti esperti in questo settore per permettere di realizzarti a dovere il tuo giardino dei sogni. Ti mostro quindi le migliori aziende di giardinaggio presenti a Catania.

    Le 5 migliori aziende di giardinaggio che Catania può vantare

    Creoverde SRL
    Questa è un’azienda che si occupa da molti anni di progettazione, impianti e manutenzione di spazi dediti al verde, sia pubblico che privato, diretta principalmente da agronomi e giardinieri altamente qualificati e trasparenti che si ritrovano nel settore del giardinaggio da ormai più di vent’anni. Sapranno sicuramente aiutarti per realizzare o sistemare il giardino di casa tua, proponendoti e valutando, mediante l’uso di uno schema progettuale, sia la quantità che la qualità del terreno, la disponibilità idrica e tanto altro ancora. I feedback ricevuti sono la maggior parte positivi.
    Green Live
    Che, come da nome, si occupa di giardinaggio in maniera pulita ed ecosostenibile. Infatti, questa azienda si occupa principalmente nella manutenzione e nella realizzazione dei tuoi progetti riguardo il verde. Sono dei professionisti del settore da ben diciassette anni, spinti da un grande amore per e piante. Realizzano giardini di ogni genere dandoti quindi la possibilità di farti realizzare un giardino fatto come si deve.
    Verde In
    Le 5 migliori aziende di Giardinaggio a Catania
    In questa top 5 delle migliori aziende di giardinaggio a Catania. Un’altra azienda che si occupa di vendita per l’agricoltura tra cui piante da orto ed ornamentali, attrezzature agricole, concimi e fertilizzanti e tanto altro ancora. Consigliata per l’ottimo rapporto qualità/prezzo.
    La Moderna Agricoltura
    Società di giardinieri presenti sul territorio. Sono considerati dei lavoratori dalla massima serietà ed efficienza con al seguito una fila lunga di clienti soddisfatti. Lavorano con le marche ed i fabbricanti più conosciuti.
    Mondo Verde
    Dedita al lavoro di giardinaggio con massima serietà, efficienza e trasparenza nei confronti della clientela. Chi si è affidato a questa attività ha potuto constatare come siano dei veri professionisti garantendo loro di vedersi realizzare progetti di verde importanti.
    Come vedi, hai soltanto l’imbarazzo della scelta.
  • Calcio Catania: brutta caduta interna con la Paganese

    Calcio Catania: brutta caduta interna con la Paganese

    Scivolone imprevisto per gli etnei. Non che adesso, dopo due vittorie consecutive, non si possa più perdere, anzi – la squadra sta facendo sempre il possibile in un contesto, certo, non facile. Ma questa sconfitta di certo brucia: per il contesto, visto che si è consumata in casa, al Massimino, seppure sotto gli occhi di pochissimi tifosi del Catania. Si parla di poco meno di 4000 spettatori sugli spalti, considerando anche coloro che erano venuti a osservare la Paganese. Poi, brucia per aver perso punti pericolosi con una potenziale concorrente. La Paganese adesso ha 4 punti in meno del Catania e quindi con questa partita si è avvicinata in classifica. Infine, brucia per come è maturata la sconfitta: uno 0 a 1 che non c’è stato alcun modo di ribaltare.

    Catania Paganese 0-1 il tabellino

    Marcatori: Zanini (Pag) al 15′ pt
    CATANIA (4-3-3): Sala; Albertini, Montegaudo, Lorenzini, Pinto (Zanchi dal 46′); Simonetti (Sipos dal 62′), Cataldi, Greco (Provenzano dal 78′); Biondi (Russotto dal 46′), Moro, Russini. A disp.: Stancampiano, Claiton, Zanchi, Ercolani, Pino, Ropolo, Rosaia, Provenzano, Izco, Bianco, Russotto, Piccolo, Sipos. All: Baldini
    PAGANESE (4-3-3): Baiocco; Scanagatta (Tissone dal 76′), De Santis, Murolo;Brogni (Manarelli dal 56′); Zanini, Cretella , Bensaja, Brogni; Diop, Guadagni (Sbampato dal 62′),Tommasini,. A disp.: Avogadri, Pellecchia, Konate, Manarelli, Perlingieri, Sbampato; Tissone, Del Regno, Iannone,. All: Grassadonia
    ARBITRO: Andrea Ancora di Roma 1
    ASSISTENTI: Vincenzo Pedone di Reggio Calabria e Franck Loic Nana Tchato di Aprilia
    AMMONITI: Bensaja (Pag) – Pinto (Cat) – Biondi (Cat) – Cataldi (Cat) – Brogni (Pag) – Baiocco (Pag) – Albertini (Cat)
    ESPULSI:

    Catania Paganese 0-1 la sintesi

    Lo Stadio Angelo Massimino
    La partita mostra subito una Paganese per nulla intimorita dal giocare in casa degli etnei e subito propositiva. La prima iniziativa è proprio degli ospiti, che cercano il gran gol con una conclusione a sorpresa di Zanini, col destro poco oltre il centrocampo. In realtà il tiro non sembra particolarmente pericoloso, ma la sorpresa è molta e Sala si impegna in una chiusura che crea qualche patema ai catanesi. La buona volontà di Zanini però viene premiato poco dopo: tutto parte da un grave errore di Pinto, che all’altezza del centrocampo sbaglia il controllo e avvia l’azione della Paganese, che porta palla fino al limite e con un rapido scambio porta alla conclusione sempre Zanini, che di destro la mette dove Sala non può arrivare. Oltretutto, l’episodio condizionerò la partita di Pinto – mai veramente all’altezza della gara, non rientrerà dagli spogliatoi alla prima frazione di gioco.
    Sono passati 15′ minuti e la partita per gli etnei si mette in salita: ci provano allora i catanesi. Biondi e Albertini combinano sulla fascia, quest’ultimo mette in mezzo e Russini impatta bene la sfera, imprimendo grande forza. Sulla sua strada però trova un grandissimo colpo di reni di Baiocco, che sventa in calcio d’angolo. Da sottolineare però il buon momento dell’attaccante catanese, anche stasera uno dei più pericolosi fra i suoi dopo la scorsa partita da protagonista. Il Catania però non demorde e insiste: Russini innesca Greco che arriva sul fondo e crossa, la difesa della Paganese pulisce l’area e sulla ribattuta si fonda Cataldi, che si coordina bene ma non riesce a impensierire Baiocco.
    Al 26′ forse l’occasione più ghiotta in assoluto per la Paganese per chiudere i conti: dagli sviluppi di un calcio di punizione nasce un rimpallo che porta la Paganese a concludere a botta sicura: ci vuole un miracolo di Sala per impedire il raddoppio. Prima del secondo tempo anche il Catania ha una buona occasione: larga apertura su Pinto che mette in mezzo, arriva Biondi ma la palla finisce fuori.

    Catania Paganese 0-1 secondo tempo

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    Il secondo tempo si apre sempre col Catania in attacco: Russini perfeziona di testa un cross dal fondo, ma la girata di Moro è alta sulla traversa. E’ forse il momento migliore del Catania che spinge bene e guadagna un angolo ancora, su cui Montegaudo però arriva non in maniera impeccabile. Poi è il turno della Paganese, con Diop a seminare il panico nell’area degli etnei e Zanini a concludere, stavolta di sinistro e sul fondo. La metà del secondo tempo è molto concitata: prima Russotto manca di pochissimo la porta con una punizione dalla lunga distanza, poi l’ennesima rissa nell’area della Paganese non si concretizza. Zanini a quel punto avrebbe l’occasione di chiudere nuovamente la partita sull’uscita “a farfalle” di Sala, ma temporeggia troppo e la difesa del Catania serra la chiave. L’ultimo brivido è per Diop, che arriva al limite ma calcia alto sopra la traversa.

  • Etna: torna a piovere terra sul catanese

    Etna: torna a piovere terra sul catanese

    Insieme a molte altre cose, queste era una di quelle che non c’era certamente mancata del 2021, un anno in cui ‘a Muntagna aveva fatto registrare un’attività da record – ma soprattutto, intense pioggia di terriccio lavico. Così nella giornata di ieri l’Etna è tornata a farsi riconoscere, regalando sì spettacolo a tutti coloro che amano osservarla e fotografarla, ma anche numerosi disturbi correlati alla cenere emessa dal vulcano.

    Cenere vulcanica dall’Etna: l’ultimo aggiornamento dell’INGV

    Etna Istituto vulcanologico
    L’INGV aveva tempestivamente riportato la presenza di due colate laviche nelle zone crateriche sommitali dell’Etna, delle quali una, debolmente alimentata, era in espansione verso Est, con un fronte lavico che rimaneva confinato in area sommitale raggiungendo una quota di circa 2.900 metri circa. Dall’ultimo aggiornamento delle 17.21 di ieri l’attività risulta cessata, come riportato nell’ultimo bollettino presente sul sito:
    «L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che
    l’attività esplosiva al Cratere di Sud Est è cessata. Personale INGV-OE sul campo ha
    osservato ricaduta di cenere vulcanica prodotta durante la fontana di lava negli abitati di
    Viagrande, Milo e Acicastello, con asse principale di dispersione tra Petrulli e Zafferana.
    Per ciò che riguarda l’attività effusiva, i flussi lavici che si propagano in direzione
    Sud-ovest ed Est, sono ancora debolmente alimentati. L’ampiezza media del tremore
    vulcanico, dalle ore 14:00 UTC circa dopo alcune fluttuazioni intorno a valori medi, ha
    mostrato un ulteriore tendenza al decremento attestandosi attualmente su livelli
    medio-bassi. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico rimane
    ubicata nell’area compresa tra il cratere Bocca Nuova ed il Cratere di Sud Est, ad una
    elevazione di circa 2700-2800 metri al di sopra il livello del mare. L’attività infrasonica
    risulta molto bassa.
    Dalla fine dell’episodio parossistico non si osservano variazioni significative nei dati di
    deformazione clinometrici e GNSS.
    Ulteriori aggiornamenti verranno tempestivamente comunicati. »
    Come spesso accade in questi casi, lo spazio aereo è stato momentaneamente inibito al traffico e i voli sono cancellati o dirottati in altri scali a causa dell’ingente ricaduta di cenere – che ha colpito specialmente i Comuni di Milo, Zafferana Etnea, Acireale e Santa Venerina.

    Barbagallo: non possiamo continuare a considerare l’Etna emergenza

    etna vulcano eruzione
    Gli eventi hanno sollecitato l’intervento del deputato e segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, il quale si è così espresso in merito: «Anno nuovo, problemi vecchi. L’Etna ha ripreso con forza la sua attività parossistica e con questa arriva anche la pioggia di cenere vulcanica che ha colpito i soliti comuni della zona est del vulcano. Secondo i primi dati a nostra disposizione la cenere vulcanica ha già raggiunto i due centimetri di altezza. Una emergenza che si ripete: più volte nel corso di questi anni abbiamo sostenuto che la protezione civile si debba dotare di mezzi ed attrezzature per lo spazzamento e la pulizia delle aree pubbliche».
    «Non possiamo più trattare come straordinario un evento che si ripete decine di volte in un solo anno. In questo senso ci faremo carico di un apposito emendamento in Finanziaria. E intanto – ha aggiunto il segretario regionale Pd – da domani incalzeremo sia il governo regionale sia il governo nazionale per reperire le risorse per i ristori ai comuni che da domani mattina saranno costretti a esporsi economicamente per rimuovere la cenere».
    Anche la Coldiretti è intervenuta in riferimento alla ripresa dell’attività stromboliana dal cratere di Sud-Est dell’Etna : «La nuova eruzione dell’Etna fa salire il conto dei danni nelle campagne con cenere e lapilli sulle serre di piante e fiori, su vigneti, su agrumeti e frutteti» – un settore, oltretutto, già gravato dall’andamento della crisi legata alla pandemia – «Un’ulteriore dimostrazione – precisa l’associazione – che non si tratta di una emergenza ma di un cambiamento strutturale del comportamento del vulcano che necessità l’avvio di un nuovo sistema di interventi che salvaguardi anche gli imprenditori agricoli con norme celeri e ad hoc».
    «Si tratta – conclude la Coldiretti – di una vera e propria calamità quotidiana che le aziende agricole devono affrontare con l’impiego massiccio di manodopera per la pulizia di strutture e coltivazioni serve tempo, acqua e quindi con costi insostenibili».
    etna cenere vulcanica

  • Calcio Catania asta societaria fra le polemiche

    Calcio Catania asta societaria fra le polemiche

     
    Le notizie dal campo sono confortanti, quelle che vengono dal tribunale cominciano finalmente a essere più rosee. Perché dopo tanta rabbia e preoccupazione per il fallimento e dopo che la prima asta è andata deserta, finalmente sono giunti dei pretendenti a bussare alla porta del Calcio Catania. La squadra d’altronde si è mostrata solida, il patrimonio della società è in vendita a un prezzo letteralmente stracciato e c’è un blasone nobile sul piatto. I dubbi da sciogliere però sono ancora molti e per il Calcio Catania cominciano a essere gli ultimi.
    D’altronde, ancora una buona notizia è arrivata proprio in questi giorni dal tribunale – che ha confermato i due punti di penalizzazione anziché i precedentemente ipotizzati quattro. Nella sentenza definitiva si legge “Ritiene il Tribunale che, conseguentemente, la sanzione vada determinata tenendo conto della fattispecie concreta in esame, nella quale una mensilità per entrambi i bimestri interessati è risultata tempestivamente pagata.
    Sanzione congrua e rispondente alla fattispecie concreta è, dunque, quella di due punti di penalizzazione complessivi, pari ad un punto per ciascun bimestre contestato in quanto tempestivamente adempiuto per un mese per ciascun bimestre.”
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    Morosoli lancia l’assalto al Catania

    Hanno scosso l’ambiente le parole di Morosoli, imprenditore ben conosciuto nell’ambiente catanese, che ha lanciato un appello: «È un appello che muove dal senso di appartenenza, rivolto ad imprenditori decisi e felici di esserci. La causa del Catania è una questione di tutti».
    Morosoli ha poi continuato: «Le mie ultime esternazioni a mezzo stampa avevano un preciso obiettivo: lanciare un appello a tutti gli imprenditori entusiasti di sposare la causa del Catania insieme a me. Per la prima asta, purtroppo, solo il 7 febbraio sono stato informato della rinuncia degli investitori milanesi, profili coi quali stavamo elaborando un progetto serio e coinvolgente. Riorganizzarsi non è stato semplice e oggi di tempo ce n’è davvero poco. Sono disponibile a qualsiasi interlocuzione con imprenditori decisi e felici di esserci. Guardando al passato solo per un momento, ho il rammarico che la SIGI nel luglio del 2020 non mi abbia dato il 51%. Avevo messo a budget 14 milioni di euro (solo uno in meno della cordata dei 4 imprenditori portati da Tacopina). Dopo l’indifferenza del presidente del CdA di SIGI questo budget è stato destinato ad investimenti importanti nel turismo, alle Gole dell’Alcantara e per il riammodernamento di Funivia dell’Etna».
    « Molti tifosi rossazzurri ritengono che in questo momento l’acquisto del club di Via Magenta sia realizzabile con un costo irrisorio. In valore assoluto è vero, ma è il progetto sportivo quello che conta veramente. Una cosa dev’essere chiara a tutti: per l’affiliazione alla Figc ci vuole una fideiussione di 12 milioni di euro, poi bisogna completare l’attuale stagione e in seguito stanziare 6-7 milioni per la successiva. Puntando subito alla serie B. Inoltre, bisogna integrare la provvista relativa alle minus valenze e porre rimedio ai debiti sportivi pregressi. Andiamo ben oltre i 20 milioni di euro. Ho l’imprescindibile responsabilità di salvaguardare la mia holding, ma questo non mi impedisce di esserci e fare la mia parte. Non sarebbe serio da parte mia comprare da solo il Catania. Per tale ragione chiamo a raccolta le forze produttive della città. Cerco imprenditori forti, decisi, felici di esserci».

    La durissima replica di Ferraù

    Durissima la risposta a queste affermazioni da parte dell’avvocato Giovanni Ferraù, il quale ha fatto pervenire alla redazione del quotidiano La Sicilia una lettera.
    Nel testo si legge: «Resto sbigottito nel leggere, su vari canali social, l’intervento di un rampollo catanese, figlio di imprenditori locali. Resto perplesso nell’apprendere che il suddetto era intenzionato ad investire ben 14 milioni di euro nel nostro amato Catania e che io, nella veste di Presidente di SIGI, sarei rimasto indifferente di fronte a tale proposta.
    Mi viene subito da pensare, con i Maneskin, che la gente “parla, parla ma non sa di che cosa parla”. In effetti, ricordo bene di un incontro con il soggetto in questione, tenutosi nel Luglio 2020 in un piccolo bar di periferia. Ricordo bene che mi disse che non aveva mai seguito il Catania, che non gli piaceva il calcio ma che avrebbe voluto investire 4 milioni (non 14 e neanche 40) sul Catania per “ripulire la sua immagine” macchiata, a suo dire, da un importante processo penale per un reato di inaudita gravità.
    La superiore motivazione mi lasciò molto perplesso; il Catania non era una lavatrice “che puliva l’immagine”, il Catania è molto di più. Declinai l’invito con il parere concorde del CDA di SIGI e dei suoi professionisti.
    Immagino comunque che chi parla vorrà anche agire; il 4 marzo costui avrà la possibilità non di pulirsi la sua immagine, a quello ci penserà la giustizia, ma di sostenere concretamente, con i fatti e non con le chiacchiere, il rilancio del Calcio Catania. Speriamo bene!.»
    Una situazione dunque che continua a promettere scintille e interessanti sviluppi.

  • Calcio Catania: vittoria di misura e carattere sulla Virtus

    Calcio Catania: vittoria di misura e carattere sulla Virtus

    Se il tribunale continua a portare cattive notizie, bisogna rispondere sul campo. L’unico modo, d’altronde, per continuare anche a scacciare le continue penalizzazioni dovute al mancato pagamento degli stipendi è proprio fare bottino di +3 sul campo. Un compito non facile, specialmente quando non sai quale sarà il tuo destino alla fine della stagione – ma nemmeno se arriverai a concludere la stagione sotto la bandiera degli etnei. Eppure il Calcio Catania sta onorando la propria stagione, proprio come richiesto dai tifosi in occasione del derby.
    Calcio Catania Palermo 2 0
    Un compito che sta riuscendo certamente agli uomini di Baldini, che dopo la vittoria con lo Juve Stabia, ha deciso di regalare anche una gioia a tutti i tifosi presenti allo stadio Massimino.

    Calcio Catania Virtus Francavilla 1 – 0 il tabellino

    Marcatori: 11’st Biondi (CA)
    Catania: Sala, Albertini, Monteagudo, Lorenzini, Pinto, Rosaia, Cataldi (28’st Provenzano), Simonetti (1’st Russini), Biondi (38’st Russotto), Moro (28’st Sipos), Greco (42’st Izco). A disp: Stancampiano, Ercolani, Claiton, Ropolo, Zanchi, Bianco, Piccolo. All. Baldini
    Virtus Francavilla Calcio: Nobile, Ingrosso, Miceli, Maiorino (8’st Tulissi – 32’st Carella), Patierno (23’st Ventola), Gianfreda, Delvino, Pierno, Prezioso (23’st Franco), Tchetchoua, Toscano. A disp: Milli, Cassano, Feltrin, Caporale. All. Taurino
    Arbitro: Sajmir Kumara di Verona
    Ammoniti: Simonetti, Lorenzini, Pinto (CA) Toscano, Prezioso, Delvino (VF)
     

    Calcio Catania Virtus Francavilla 1 – 0 la cronaca della partita

    Un match vissuto e intenso quello fra le due squadra, entrambe intenzionate a vincere – il Catania per uscire definitivamente fuori dalle sabbie mobili dei primi posti, il Virtus per non perdere il treno dei primi posti. Prima dello scontro, 15 punti separavano le due squadre (ma ancora una volta torniamo a pensare a quei punti di penalizzazione), ma la differenza sul campo è stata visibile solo fino a un certo punto. Parte meglio il Virtus, con Prezioso che lascia a terra un avversario e, sul limite dell’area, scarica all’indietro per l’accorrente Tchetchoua, che fortunatamente calcia altissimo sopra la traversa. La seconda occasione è per il Catania: l’azione è fortunosa, piena di rimpalli e merito specialmente della caparbietà di Greco che cerca il contrasto con i difensori del Virtus più volte sinché che la palla non carambola e diviene buona per l’incursione in scivolata di Biondi. Provvidenziale Nobile che chiude a terra.
    Succede ben poco altro nel primo tempo e bisogna andare alla seconda frazione di gioco per trovare un Catania più vivace. Prima Pinto innesca Moro sul limite, che conclude però centralmente – anche oggi il giovane attaccante ha avuto vita dura, in qualità di indiziato numero 1 dell’attacco etneo. All’11 minuto il Catania però passa: Russini, subentrato proprio nel secondo tempo, mostra tutta la sua freschezza con una bella vampata sul limitare dell’area. Finta a disorientare due avversari e palla in mezzo, dove Biondi proprio non può dire di no. Esplode il Massimino, terzo gol in stagione per Biondi. Ancora Russini, scatenato, seminerà nella metà campo avversaria il panico prima di veder spegnere il suo destro in fondo al campo. L’altra occasione più ghiotta capita sui piedi di Albertini, imbeccato alla grande da Moro, ma l’etneo si vede la porta sbarrata da Nobile e sparacchia alla meno peggio sul portiere, che salva da un possibile raddoppio. Poi uno scambio veloce fra Russotto e Russini rischia di mandare in rete Sipos, ma un provvidenziale intervento in scivolata di un difensore della Virtus sventa l’ultima minaccia.
    Si conclude quindi la partita: il vantaggio risicato sta bene al Catania, che registra la seconda gara senza reti subite e fa segnare altri 3 punti.

    Calcio Catania ai microfoni Biondi e Cataldi

    calcio catania logo
    Interviste di fine gara con Biondi, eroe della partita, che ha spiegato il motivo del suo buon momento: « Per caratteristiche noi attaccanti non essendo molto strutturati preferiamo la palla tra i piedi, quindi una manovra palla a terra ci agevola. Quando si tenta di lanciare la palla lunga, invece, andiamo un pò in difficoltà ma per fortuna nelle ultime gare abbiamo anche trovato dei campi che ci hanno permesso lo svolgimento di una manovra palla a terra e quindi ci siamo anche divertiti.»
    Merito anche del rapporto eccellente col mister Baldini: « E’ un momento in cui sto trovando continuità, ho ripreso il ritmo partita, mi sento bene in termini di fiato e gambe, spero di potere continuare su questi livelli. Come ha detto anche il mister, con lui ci siamo confrontati dopo un inizio difficile per entrambi guardandoci negli occhi, abbiamo stretto un patto tra di noi. Quando ci siamo conosciuti il nostro rapporto è decollato, spero di continuare a giocare con questa continuità. »
    Un pensiero per tutti i tifosi: « Lo spettacolo dei tifosi allo stadio? L’orgoglio è tanto, da catanese non mi era mai capitato di segnare sotto la Nord e sognavo di farlo fin da piccolo, la prima cosa che ho fatto è stata quella di correre e godermi il momento. A esultanza finita la pelle d’oca è stata la sensazione che mi è rimasta. Ero anche sotto gli occhi della famiglia e mio padre soprattutto, quindi sono doppiamente contento.»
    Un concetto ripreso anche da Cataldi, che si è così espresso nella sua intervista: « I tifosi? Ancora una volta ci hanno fatto sentire tutto il loro calore. Oggi erano in tanti, possiamo solo dire grazie a queste persone perchè nonostante le mille difficoltà ed un futuro incerto ci sono sempre vicini, non hanno mai smesso di farci sentire il proprio apporto. Questo stadio così trasmette una carica emotiva che ci fa andare al doppio, senza mai tirarci indietro. »

  • Le 5 migliori aziende di Fotovoltaico a Catania

    Le 5 migliori aziende di Fotovoltaico a Catania

    Cos’è un impianto fotovoltaico?

    Un impianto fotovoltaico è semplicemente un impianto elettrico costituito principalmente da una serie di assemblaggi di più moduli fotovoltaici dediti allo sfruttamento dell’energia solare da convertire in pura energia elettrica tramite l’effetto fotovoltaico, utilizzando cavi ed inverter con sistemi ad inseguimento solare. In parole povere, è in grado di trasformare direttamente la radiazione solare in energia elettrica. Viene usato principalmente per rispettare l’ambiente risparmiando in termini economici.

    I vantaggi che offre un impianto fotovoltaico

    I vantaggi derivanti dall’installazione di un fotovoltaico sono davvero tanti. Innanzitutto, hai la possibilità di vederti produrre energia pulita e rinnovabile senza provocare inquinamento e senza causar altri danni all’ambiente circostante. Ma soprattutto, hai l’opportunità di risparmiare moltissimo una volta che il tuo impianto fotovoltaico sia installato, dato che ti consente di risparmiare direttamente sui consumi della tua bolletta. Producendo, inoltre, tu autonomamente l’energia di cui si necessita, abbatterai i costi legati all’energia elettrica.

    Le 5 migliori aziende presenti a Catania su impianti fotovoltaici

    Se ti trovi qui è perché giustamente sei alla ricerca di un impianto fotovoltaico da poter realizzare. Ti darò le informazioni necessarie su quali siano le migliori aziende che offrono tale servizio in provincia di Catania.
    New Habitat Showroom & Building – MAGESE SRLS.
    New Habitat si occupa principalmente di ristrutturazioni ad impatto zero, adatte soprattutto alle abitazioni (pavimento, pittura, caso, bagno ecc). Ma soprattutto offre un servizio di installazione per impianti fotovoltaici a Catania e Provincia, tra i migliori presenti sul territorio. La loro competenza è risaputo essere una delle più positive in provincia dedite alla loro professionalità.
    F.T.G. EDILIZIA
    impianti fotovoltaici a Catania e Provincia
    Un’azienda che svolge lavori di edilizia, carpenteria, muratura, pittura, idraulico ed elettricista. Ha ricevuto nel corso del tempo degli ottimi feedback da parte dei loro clienti definendolo cortese, disponibile anche con degli ottimi prezzi.
    Demethra SRLS
    Una giovane attività nata nel 2018, ricca di dipendenti seri dediti alla trasparenza e alla loro professione. Sicuramente una delle migliori sotto il rapporto qualità/prezzo in fase di installazione ed attivazione dell’impianto fotovoltaico a Catania e Provincia.
    Ecocentrica SRL,
    Sempre a Catania, legata ad un trinomio perfetto: energia pulita, risparmio ed efficienza energetica. Una delle più adatte per proporti soluzioni dedicate interamente allo sfruttamento di risorse rinnovabili.
    EdilImpianti, azienda leader nel settore dell’edilizia e soprattutto in quello di ristrutturazioni di immobili e della costruzione in cui vengono richiesti materiali e specializzazioni tecniche, come ad esempio l’installazione dei fotovoltaici a Catania.
  • Calcio Catania: +3 punti vittoria, – 2 penalizzazione

    Calcio Catania: +3 punti vittoria, – 2 penalizzazione

    Una classifica bugiarda. Il dubbio, purtroppo, rimarrà ai tifosi: come sarebbe andata questa stagione se il Calcio Catania non fosse fallito? Come sarebbe oggi la classifica senza i punti di penalizzazione dovuti al mancato pagamento degli stipendi? Domande che resteranno senza risposta, perché la realtà degli etnei è questa. Così la vittoria del carattere – ma anche del gioco – ottenuta sul campo dello Juve Stabia non porta 3 punti, ma uno solamente. Gli avversari evitano così il diretto sorpasso in classifica, col Catania che rimane ancorato al 13esimo posto. Distante dal fondo della classica, ma altrettanto dalle zone che contano, in una stagione che ormai appare interlocutoria in campo e maggiormente interessante nel tribunale.

    Catania penalizzazione due punti

    Una penalizzazione che brucia perché dissipa appunto quanto ottenuto sul campo, ma che non è evitabile. Il comunicato della Federazione d’altronde parla chiaro:
    «Il Tribunale Federale Nazionale presieduto da Carlo Sica ha sanzionato con due punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva il Catania (Girone C di Serie C).
    La società, già penalizzata lo scorso dicembre dal TFN con altri 2 punti di penalizzazione, era stata deferita su segnalazione della Co.Vi.So.C. in relazione al mancato pagamento, entro lo scorso 18 ottobre, degli emolumenti di luglio e agosto 2021 e per il mancato pagamento a diversi tesserati della mensilità di giugno 2021»

    Juve Stabia – Catania 0 – 2 il tabellino

    MARCATORI: 30′ Simonetti, 50′ Simonetti
    JUVE STABIA (4-2-3-1): Dini; Peluso (69′ Esposito), Tonucci, Troest, Panico; Altobelli (59′ Davì), Scaccabarozzi; Ceccarelli (53′ Della Pietra), Stoppa (69′ De Silvestro), Schiavi (59′ Bentivegna); Eusepi.
    A disp. di Sottili: Russo, Dell’Orfanello, Erradi, Guarracino, Cinaglia, Caldore, Evacuo.
    CATANIA (4-3-3): Sala; Albertini, Monteagudo, Lorenzini, Pinto; Rosaia (75′ Provenzano), Cataldi (83′ Izco), Simonetti; Biondi (75′ Piccolo), Moro (62′ Sipos), Greco (62′ Russini).
    A disp. di Mularoni: Stancampiano, Ercolani, Pino, Ropolo, Claiton, Zanchi, Russotto.
    ARBITRO: Simone Galipò (Firenze)
    AMMONITI: Simonetti, Stoppa, Panico, Peluso
    ESPULSI:

    Calcio Catania penalizzato ma la squadra non si arrende

    Calcio Catania Palermo 2 0
    Una prestazione galvanizzante però quella contro gli avversari dello Juve Stabia, ben espressa nelle parole di Simonetti: « Iniziare la partita sapendo dei punti di penalizzazione poteva essere un fattore negativo e invece ci ha dato ancora più forza e voglia di fare bene» ha spiegato il giocatore, protagonista di una grande gara. Che però ha anche notato possibilità di migliorare e non ha peccato di orgoglio: « Potevamo sfruttare meglio le occasioni create sia nel primo (soprattutto) che nel secondo tempo. Avremmo potuto chiuderla già nella prima frazione. Per il resto non penso che ci dobbiamo fasciare la testa, l’importante è creare gioco e arrivare in porta, poi sta al giocatore stesso capire la situazione e cercare di andare a segno».
    Grande lucidità anche nell’analisi della partita: « I gol? Nella seconda azione, sugli sviluppi di un angolo mi sono ritrovato nella zona fortunata, che in molti sottovalutano ma in realtà si fanno tanti gol sul secondo palo; in occasione dello 0-1, invece, bella azione corale, bella palla messa in mezzo ed io sono stato bravo a finalizzare. Il modo nostro di giocare ci porta anche ad essere in molti presenti in area quando attacchiamo. L’importante è che la palla va dento, a prescindere da chi segna. Sono contento dei gol fatti e spero di segnarne altri.»
    Simonetti non dimentica di ringraziare la città e i suoi tifosi: « Questa vittoria è tanta, tanta roba perché arriva in un momento così delicato. La gente che ci carica rappresenta la motivazione più grande, dobbiamo ringraziare soprattutto i tifosi per il sostegno, ma io chiedo da parte di tutta la squadra di venire il maggior numero possibile allo stadio e vedrete che faremo belle cose. Quando ho accettato il trasferimento a Catania mi sono sentito subito accolto e coccolato dai tifosi. Da fuori non si può capire quello che sto vivendo. Dal momento in cui ci sei dentro è un’esperienza bellissima
    Gli fanno eco le parole di Mularoni, che sostituiva ancora lo squalificato Baldini: « Direi prestazione quasi perfetta. Partita interpretata benissimo, si è messa bene già nel primo tempo e sono stati molto bravi i ragazzi a continuare il lavoro preparato e riportarlo in campo. Io avrei voluto farvi vedere le loro facce prima del match, erano carichissimi alla notizia dei punti di penalizzazione. Hanno reagito in modo ancora più positivo ed incredibile, prova devastante, forse la più bella della stagione. Tanto merito a loro. Pensavamo che i punti di penalità fossero 4, invece sono 2. Ogni tanto qualche notizia positiva arriva, adesso aspettiamo quelle importanti. »

    Una prova corale ed efficace

    calcio catania logo
    Quello che ha stupito del Catania di oggi è stata soprattutto la capacità di creare molte occasioni a fronte di una solidità difensiva sinora vista poche volte in difesa. «Se oggi Simonetti e soprattutto Greco sono apparsi in stato di grazia, con quest’ultimo fulcro creativo della squadra, la buona notizia viene dalla difesa che ha subito pochissimo. Porta inviolata? Si parla di fase difensiva. Ha commentato Mularoni Oggi tutta la squadra ha lavorato benissimo tenendo gli avversari molto lontani dalla porta. Simonetti? Bravi tutti, lui ha fatto una partita incredibile, pensavo di toglierlo nel secondo tempo perché gioca sempre con grande tenacia e voglia ed era ammonito, invece è stato molto intelligente nella gestione della gara. »

  • Ucraina-Russia, tensioni in Sicilia? Visto sommergibile Nato

    Ucraina-Russia, tensioni in Sicilia? Visto sommergibile Nato

    Inutile girarci intorno: nemmeno il tempo di respirare dopo due anni di timori legati alla pandemia, che subito ecco affacciarsi all’orizzonte una nuova possibile crisi. Questo volta però non si tratta di un virus, ma della minaccia di un possibile conflitto. In queste settimane sempre con maggiore insistenza corrono voci sulla possibilità di un conflitto fra Russia e Ucraina.

    Ucraina – Russia le motivazioni della possibile guerra

    Partiamo anzitutto dal perché abbiamo cominciato a parlare di una possibile guerra e il motivo è presto detto. La Russia ha iniziato a stanziare un numero sempre maggiore di truppe, calcolate intorno alle 175mila unità al limitare del confine ucraino, e numerosi sono anche i contingenti disposti fra la stessa Ucraina e la Bielorussia, alleato di ferro di Mosca.
    Ucraina bandiera
    Le motivazioni per la guerra in sé sono molto eterogenee e anche di difficile analisi. Senza volerle banalizzare eccessivamente in una sede che non riteniamo del tutto adeguata, potremmo parlare di una concomitanza di svariate cause. La prima, senza voler addurre un criterio gerarchico ma solo per comodità cronologica, è di natura storica: l’Ucraina ha fatto a lungo parte dei territori filorussi e molti suoi abitanti rimpiangono ancora il regime comunista. Ovviamente, questo non vale per tutti i suoi abitanti – anzi, la gran parte sembra pronta a respingere l’invasione russa con tutte le proprie forze. In passato Kiev è stata anche capitale dell’Impero Russo e i due popoli, come Putin non ha mancato di sottolineare, sono legati da radici comuni.
    Ci sono poi motivi di tipo politico-economico, legati alla volontà di Putin di estendere l’influenza del suo potere sull’Europa, mettendo il continente sotto scacco tramite i rifornimenti energetici. L’Ucraina è infatti un territorio cruciale per il passaggio del gas, proprio quel gas che rischia di mandare in tilt le nostro bollette.
    Senza volersi addentrare ulteriormente in un argomento che necessiterebbe di ben altre analisi, potremmo ipotizzare che questi siano certamente due poli fondamentali attorno cui ruotano le volontà russe.

    Ucraina – Russia, l’eco del conflitto arriva anche in Sicilia?

    Chiaramente, anche le altre nazioni si trovano coinvolte in questo scacchiere politico. Così, mentre negli Stati Uniti Biden cerca di ammonire la Russia e riportare la situazione alla serenità, alcune manovre hanno acceso i riflettori anche sulla Sicilia. Infatti è scaduto solo ieri sera un avviso della capitaneria di porto di Ragusa che dichiarava «La zona di mare è dichiarata pericolosa. La navigazione, pertanto, dovrà svolgersi con la massima cautela; tutte le unità in transito prestino la massima attenzione al fine di consentire il regolare svolgimento dell’attività sopra riportata».
    Ucraina tensioni sommergibile
    L’annuncio sarebbe stato dovuto alla presenza di un sommergibile della Nato che avrebbe portato alla necessità di allertare naviganti e pescatori della zona. Non si sarebbe trattato dunque nemmeno di un’ordinanza di restrizione, ma solo di un avviso. Avviso che è stato però presto ricondotto proprio alle tensioni orientali e ricollegato al passaggio, sempre recente, di velivoli militari sempre a bassa quota nella zona del ragusano. Difficile non pensare a Sigonella o alla strategicità della nostra isola nello scacchiere del Mar Mediterraneo.
    Tuttavia, sebbene sia decisamente improbabile una chiara ammissione in tal senso, è difficile capire quale possa essere il motivo e non ci sentiamo di supportare una tesi o un’altra, preferendo riportare semplicemente le parole della Capitaneria di porto di Pozzallo: «Nei giorni scorsi – spiega il comandante Donato Zito – ci è pervenuta una comunicazione da parte del comando marittimo di Augusta che ci informava del passaggio del sommergibile in immersione. Questa è l’unica notizia certa che è stata comunicata».

  • Catania: eruzione e tutti i colori della nostra terra

    Catania: eruzione e tutti i colori della nostra terra

    Chi ha vissuto Catania, le sue campagne, il suo mare, la vista del monte Etna, lo sa bene. Catania è un luogo splendido, ricco di colori. In questi giorni “a Muntagna” è tornata ad eruttare e internet si è nuovamente riempito di meravigliosi scatti, testimonianze tangibili della sua pirotecnica spettacolarità. Ma questo tripudio di fuochi, che ha regalato esplosioni di rosso su notti stellate, non è l’unico dei colori che contraddistingue la nostra terra.

    Catania il colore nero

    Se chiedi al passante che per la prima volta vede Catania qual è il colore di questa città ti sentirai rispondere: Catania è nera.
    Nera, come la cenere che la ricopre seguendo le bizze del vulcano, quella cenere che si impasta col sudore d’estate e con i brividi d’inverno, quella cenere che penetra negli anfratti delle case, sulle fronde degli alberi, sulle tegole delle case e poi cade, cade, anche quando il vulcano tace, spinta da rivoli d’aria o dal vento quando spira più impetuoso.
    etna fumo
    Catania è nera, nera come il “basolato” lavico su cui cammini, pietre bocciardate che col passere dei secoli hanno perso le loro asperità, milioni e milioni di passi le hanno levigate, modellate, arrotondate.
    Quando piove è come se una mano efficiente le avesse lucidate e ancora bagnate, al sole, riflettono la sua luce come specchi.
    D’estate, dopo il tramonto ti rimandano la calura accumulata dall’alba e d’inverno intrappolano i raggi del sole per rendere più tiepida l’aria anticipando quasi la primavera.
    Catania è nera nelle decorazioni architettoniche, enormi portali  di pietra lavica incorniciano gli ingressi delle antiche case nobiliari, sono stati scolpiti con grande perizia fino a divenire sculture tanto preziose quanto resistenti nel tempo.
    Il basalto, ricco di silicio, affronta con maggiore resistenza le intemperie e le offese del tempo tramandando ai posteri questi gioielli quasi inalterati.
    Catania è nera anche nella natura che le fa da scena, nere le case di campagna e le recinzioni dei poderi e dei viottoli dove, una pietra sull’altra, con maestria e pazienza, abili mani hanno creato incastri solidi e sicuri.
    Catania è nera nella sua scogliera, aspra, dominante, impervia e allo stesso tempo protettiva, selvaggia ma accogliente.
    Catania è nera anche nel sottosuolo, scavi su scavi ci hanno riportato in epoche passate, la storia della città si snoda sotto i nostri occhi in una stratigrafia che ci mostra ancora resti di antiche vestigia costruite, anche queste, in pietra lavica.
    Sì. Catania è nera.

    Il bianco di Catania

    Se ti capiterà di incontrare lo stesso visitatore qualche giorno dopo e gli porrai la medesima domanda di prima, lui ti risponderà che Catania è anche bianca.
    Bianca.
    Eccolo allora il gioco cromatico del bianco e del nero nato dopo il terremoto del 1693 quando Stefano Ittar e il Vaccarini utilizzarono per le nuove costruzioni anche la pietra calcarea di Siracusa e di tutte le zone sud-orientali della Sicilia.
    Morbida e docile la pietra bianca diviene una materia da modellare, da plasmare con facilità, con questa roccia vengono scolpiti meravigliosi e sontuosi portali come quelli che ritroviamo nel barocco siciliano di Palazzo Biscari e nelle costruzioni più prestigiose, ma anche le costruzioni più semplici si adornano di sculture in pietra bianca, spesso con mensole che rappresentano allegorie tipiche del barocco.
    catania porta garibaldi
    Gli accostamenti con il basalto creano effetti nuovi e molto interessanti, tipico esempio ne è la Porta Garibaldi il cui profilo evidenzia un movimento armonioso e leggiadro, quasi una danza, accentuato dall’alternanza del bianco e del nero.
    Catania è bianca di neve.
    D’inverno “a muntagna” si riscopre candida, abbagliante, ricca di acqua che scenderà nel sottosuolo rendendo fertile tutto il territorio etneo.

    Catania azzurra

    Basta poco e il viaggiatore si accorgerà che Catania è anche azzurra, blu, a volte grigia.
    Perché, diciamolo chiaramente, non c’è occhio dei catanesi che ogni giorno non si posa sul mare.
    Perché Catania vive di mare come vive di montagna e tutto si armonizza per renderla unica e con lei sono unici i suoi abitanti che, ovunque si trovino nel resto del mondo, cercano il respiro del grande orizzonte che ti offre la città ad est e la protezione del gigante ad ovest.
    Il mare ha arricchito Catania di commerci e scambi culturali con le sue infinite vie d’acqua, il mare le dona frescura d’estate e mitezza d’inverno, il mare le dona cibo e salute, il mare le dona bellezza.
    Questa è Catania, una terra ricca di contrasti e di armonie, di luci e di colori. Basta solo cercarli.

  • Calcio Catania, sconfitta in tribunale e in campo

    Calcio Catania, sconfitta in tribunale e in campo

    Un weekend da dimenticare per tutti i tifosi del Catania. Se qualcuno avesse scommesso su quante cose sarebbero potute andare storte in questi giorni, raramente avrei scommesso su una prospettiva così buia. Pessime notizie, dunque, dal campo ma soprattutto dal tribunale.

    Calcio Catania: fumata nera per la prima asta

    Cosa succederà al Calcio Catania? Probabilmente è la domanda più diffusa fra i tifosi, non solo della squadra rossazzura, ma anche di tutti coloro che amano il calcio e la Sicilia. La prospettiva non era certo rosea e già qualche settimana fa le incognite superavano le certezze. Eppure, la speranza che qualcuno potesse rilevare la società calcistica dopo il fallimento della gestione Sigi era alta, non è pervenuta nessuna offerta per l’asta fallimentare del titolo sportivo.
    L’ultima scadenza fissata dal bando pubblico per presentare un’offerta per questa tornata scadeva alle 12 dell’11 febbraio. Inutile dire che, all’aperture delle buste all’interno dell’ufficio dell’avvocato Ciraolo nel Palazzo di Giustizia, la situazione è stata desolante. «L’udienza di vendita in forma telematica del ramo caratteristico calcistico della società fallita Calcio Catania Spa è andata deserta per mancanza di domande di partecipazione». Lo ha reso noto il presidente del Tribunale del capoluogo etneo, Francesco Mannino, sulla procedura avviata dopo la dichiarazione di fallimento della società dello scorso dicembre E questo nonostante l’abbattimento del prezzo della società a seguito del fallimento, che ha portato la cifra necessaria al rilevamento del Calcio Catania a un misero (si fa per dire) milione di euro subito, seguito da altri 3 milioni di euro nel corso della stagione per coprire eventuali debiti sportivi. Basti pensare che, prima del fallimento, per comprare il rinomato blasone servivano 54 milioni. 
    In qualche modo, anche la morale di questa storia potrebbe essere simile – e in fondo è ciò che molti tifosi si augurano. La possibilità è infatti che vadano deserti tutti i bandi sino alla chiamata ultima, che arriverà non oltre il 28 febbraio del 2022. Una lezione d’affari vecchia come il mondo che recita: non comprare a un prezzo maggiore quello che puoi comprare a un prezzo minore. Anche se, lo ribadiamo, il prezzo della società etnea era già all’osso.

    Calcio Catania: scenari futuri?

    L’asta andata deserta riguardava il “ramo aziendale calcistico” composto da diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, struttura e organizzazione settore giovanile, immobilizzazioni materiali, indumenti, merce, targhe, coppe, trofei e marchi registrati – senza, quindi, il centro sportivo di Torre del Grifo.
    torre del grifo
    Ma cosa succederebbe se nessuna offerta dovesse arrivare entro la scadenza ultima del bando del 28 febbraio? Beh, in quel caso ci troveremmo di fronte alla peggiore delle ipotesi. Il Calcio Catania cesserebbe di esistere e verrebbero sciolti sia il settore professionistico che quello giovanile, senza considerare che neppure il campionato verrebbe portato a termine. Rischiamo quindi di vedere scomparire la società fondata nel lontano 1949.
    Calcio Catania 1946

    Catania Calcio, sconfitta anche sul campo: vince l’AZ Picerno

    Sconfitta di misura anche in campo per il Catania, che perde 1 a 0. Difficile, per i motivi sopra citati, farne una colpa a Baldini e ai suoi uomini. Più la situazione di crisi societaria si protrarrà, temiamo, più la squadra continuerà a perdere motivazione e – di conseguenza – sul campo.
    Mularoni, il vice allenatore (che sostituiva lo squalificato Baldini) si è così espresso sulla partita «L’impatto è stato buono. Siamo entrati in campo bene, convinti e determinati creando subito una palla gol importante, ma al primo affondo loro hanno fatto gol. Questa è stata la differenza, il Picerno ha segnato a differenza nostra. Abbiamo provato in tutti i modi a rimetterla in piedi. Se lo avessimo fatto già nel primo tempo poteva cambiare qualcosa. Merito agli ospiti che non ci hanno fatto rendere al meglio perchè non siamo stati certamente il miglior Catania della stagione. Anche se abbiamo faticato, le occasioni sono state create e il gol nostro ci poteva stare. Poi la spinta si è affievolita? Questione di spazi, loro hanno arretrato ancora di più ed era difficile tirarli fuori, nonostante questo l’occasione clamorosa c’è stata però se oggi non girava, non girava. »
    Mularoni ha poi aggiunto un messaggio all’indirizzo dei tifosi: «Cosa mi sento di dire ai tifosi che ci hanno sostenuto? Se non avessimo trovato una piazza del genere, non dico che avremmo mollato anche noi, ma sarebbe stato molto più difficile. Ci danno una forza incredibile tutti i giorni, ce lo ricordano quando giochiamo al ‘Massimino’ ma anche attraverso i social, la passione che hanno è incredibile. Noi cerchiamo di metterci tutto quello che abbiamo, anche oltre. I risultati non sempre sono quelli che speriamo, ma questo popolo merita veramente di più. Non c’è tempo di piangerci addosso e di fare tanti discorsi, lunedì allenamento e si parte subito per Castellammare di Stabia. Siamo pronti a rimetterci in sesto, a rifarci, trovando subito le energie per andare a fare una grande gara e cogliere dei punti importanti »

    Calcio Catania AZ Picerno 0-1 il tabellino

    calcio catania logo
    MARCATORI: 16′ Reginaldo
    CATANIA (4-3-3): Sala; Albertini, Claiton, Lorenzini, Pinto (45′ Zanchi); Simonetti (45′ Sipos), Rosaia (88′ Bianco), Greco; Piccolo (59′ Russotto), Moro, Russini (76′ Biondi).
    A disp. di Mularoni: Stancampiano, Pino, Monteagudo, Ercolani, Ropolo, Izco.
    PICERNO (4-4-2): Viscovo; Finizio, De Franco, Allegretto, Guerra; De Cristofaro (35′ D’Angelo), Dettori, Pitarresi (81′ De Ciancio), Carrà (61′ Garcia Rodriguez); Reginaldo (61′ Vivacqua), Parigi (60′ Gerardi).
    A disp. di Colucci: Albertazzi, Vanacore, Alcides Dias, Setola, Viviani, Di Dio, Esposito.
    ARBITRO: Kevin Bonacina AMMONITI: De Cristofaro, Moro, Pinto, Finizio
    ESPULSI:
     
     
     

  • I 5 migliori Psicologi a Catania

    I 5 migliori Psicologi a Catania

    Lo psicologo è un professionista che si occupa dell’ambito comportamentale e psico cognitivo del soggetto. Curare l’ambito affettivo delle persone è particolarmente importante, per vivere meglio con se stessi, in gruppo, negli ambienti famigliari e lavorativi.
    Questa figura, con percorsi personalizzati e mirati, ti accompagnerà in tutte le fasi della tua vita. Con competenza e lungimiranza ti darà una mano nel caso in cui non riesca a gestire emozioni particolari o quando si sia verificato un evento molto stressante nella tua vita o quando non starai vivendo un momento situazioni ingestibili nel tuo ambito lavorativo.
    Tutti noi potremo avere prima o poi, bisogno di un aiuto ed un sostegno da parte di questa figura, a volte sottovalutata, ma essenziale per la nostra mente.
    Scegliere però la persona giusta che ti sappia ascoltare ed incoraggiare verso emozioni vere e gratificanti per te e per chi ti circonda, non è mai semplice. Il dubbio che si possa trovare la persona sbagliata, ci fa molto spesso desistere nella ricerca.
    Tranquillo ti aiuteremo a trovare i cinque psicologi migliori di Catania.
    Professionista Psicologo Catania
    Psicologa a Catania: Dott.ssa Giusi Crescimone
    Laureata in psicologia e specializzata nella sfera comportamentale, si occupa in particolare della fascia adolescenziale, di particolari situazioni di ragazzi affetti da Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) ed in generale delle problematiche che possono insorgere tra genitori e figli. Situazioni di ansia e particolare stress si verificano spesso in contesti scolastici: irritabilità, pessimismo ed attacchi di panico sono frequenti nei nostri figli: il fatto di essere sovraccarichi di aspettative che non sempre riescono a realizzare verso i propri genitori, determinano paure e timori. L’insonnia o i disturbi del sonno, fino ad arrivare a problemi di digestione, possono essere i campanelli di allarme. La dottoressa con calma e gentilezza ti sosterrà in questo percorso di rinascita personale. (Indirizzo: Via Federico Ciccaglione 15, Catania)
    Psicologo Catania: Dott. Emanuele Napolitano
    Psicologo Catania
    Laureato in psicologia e specializzato in psicoterapia Gestalt, con la sua esperienza all’estero ha una visione globale di tutte le problematiche afferenti disturbi somatici, ansia ed insonnia. Infatti con il metodo Gestalt ed il Training Autogeno, riesce a metterti a proprio agio con attenzione e capacità uniche, anche in situazioni particolari e scomode. (Indirizzo: Via Vitaliano Brancati, 8, Catania)
    Psicologi Catania: Dott.ssa Tecla Savio
    La dottoressa con tatto e professionalità si occupa di problematiche inerenti la coppia, la famiglia e gli adolescenti in fase di crescita. Oltre che a trattare situazioni legate a disturbi alimentari, della personalità, dà sostegno ai genitori ed a coloro che soffrono di questioni sulla sfera sessuale. Con simpatia ed empatia accoglierà i suoi pazienti verso orizzonti di positività e felicità quotidiana. (Indirizzo: Via Umberto I, 56, Catania)
    Psicologa Catania: Dr.ssa Angela Barbera
    La psicologa esperta in neuropsicologia e psicologia forense, si occupa oltre ai disturbi di aggressività, bulimia e problematiche psicologiche legate allo sport, anche di relazioni nell’ambito lavorativo ed ha un approccio professionale come figura delle risorse umane. La dottoressa instaura un rapporto paritario mettendo al centro te come persona, con dialogo ed ascolto reciproco, ti porterà a raggiungere il tuo benessere emotivo in tutti gli ambiti della vita. (Indirizzo: Via Ventimiglia, 117, Catania)
    Psicologi a Catania: Dott. Agostino Rizzotto
    Un professionista fantastico, è psicologo e psicoterapia, con cortesia ed affabilità crea un rapporto personale unico con i pazienti. Il dottore tratta problematiche variegate, come la dipendenza affettiva, la depressione, i disturbi traumatici dovuti da stress, l’alcolismo, le dipendenza in genere da qualsiasi situazione e sostanza. Riesce a far emergere i problemi che si lasciano dentro se stessi, portando a ritrovare l’equilibrio perduto. (Indirizzo: Via S. Sofia, 38, Catania)
  • Pfizer Catania, comune rilancia: pronti per la Farm Valley

    Pfizer Catania, comune rilancia: pronti per la Farm Valley

    Non si dissipano le nubi intorno alla sede catanese della Pfizer, nota compagnia farmaceutica il cui nome è oltretutto di recente stato costantemente sulle prime pagina dei giornali per via del brevetto del vaccino. Qualche settimana fa l’azienda ha infatti annunciato di voler chiudere la filiale catanese, prevedendo un esubero di circa 210 lavoratori. Di questi, a ottanta non verrebbe rinnovato il contratto mentre per i restanti 120 ci sarebbe il trasferimento ad Ascoli Piceno. Una notizia che non ha mancato di suscitare scalpore.

    Pfizer Catania: la nota dell’Amministrazione Comunale

    Proprio in questi giorni l’Amministrazione Comunale di Catania ha rilasciato una nota in merito, richiamando l’attenzione della politica nazionale: « E’ necessario che quanto prima il governo nazionale e in particolare il Ministero dello Sviluppo Economico attivi un tavolo tecnico e di confronto con le forze sindacali, istituzionali e l’Azienda, per fermare il surreale piano della Pfizer di depotenziare il sito catanese ricorrendo persino a inaccettabili licenziamenti di personale, proprio mentre la stessa impresa ha assunto un fruttuoso ruolo centrale nel mondo con la produzione di miliardi di vaccini.»
    Pfizer Catania
    Alla prima parte di denuncia, segue una pars construens altrettanto importante: «Sia l’Amministrazione Comunale che quella Regionale hanno dato ampia disponibilità a sostenere il rilancio dello stabilimento di Catania ma tocca anzitutto al Governo centrale pretendere spiegazioni di scelte che appaiono incomprensibili scongiurando anzitutto i licenziamenti, a fronte degli investimenti di 27 milioni che non garantirebbe neppure il mantenimento della funzionalità del sito etneo. Nei mesi scorsi peraltro il sindaco e tutta l’Amministrazione comunale, anche di recente, hanno rilanciato l’opportunità di sfruttare le potenzialità del sito produttivo di Catania che avrebbe anche le professionalità necessarie per realizzare in tempi brevissimi un polo per lo sviluppo e la fabbricazione di vaccini e prodotti farmaceutici di ultima generazione, in sintonia alle sollecitazioni giustamente espresse da tutte le organizzazioni sindacali.»
    Il senso sarebbe quello di promuovere una Farma Valley Catanese con l’utilizzo di fondi comunitari. Infatti, il consiglio comunale avrebbe già approvato con l’unanimità un ordine del giorno dello scorso 2 Novembre per impegnare il sindaco a farsi portavoce, a livello nazionale, per l’impiego di risorse del Piano di Ripresa e Resilienza. Tali risorse sarebbero investite per permetter di affrontare le minacce presenti e future al diritto alla salute e alla vita dei cittadini, in cui Pfizer Catania può giocare un ruolo fondamentale, anche a favore di tutta l’area del Mediterraneo. In tal senso, un ruolo fondamentale verrebbe rivestito dalla zona etnea, che vedrebbe sorgere una specifica area dedicata all’industria del farmaco.

    Pfizer Catania, la polemica non si placa

    pfizer licenziamenti
    Non si è tirata indietro ieri Simona Suriano, la quale ha espresso alla Camera con parole durissime la sua posizione in materia: «Il governo, nella persona del ministro dello Sviluppo economico Giorgetti, venga a riferire in aula sulla notizia di questi giorni dell’ennesimo licenziamento collettivo, questa volta perpetrato dalla Pfizer a Catania. Parliamo della stessa Pfizer che si è arricchita nell’ultimo anno fatturando ben 42 miliardi di dollari solo per la produzione dei vaccini.»
    «Questa azienda – ha poi continuato la deputata del gruppo Misto – ha ben pensato di disinvestire sul nostro territorio licenziando, con un semplice Messaggino Whatsapp, oltre duecento lavoratori in un territorio già depresso, già desertificato. Più di duecento persone che vedono sacrificato tutto il loro impegno, tutta la loro vita dall’oggi al domani. Addirittura è stato offerto – solo ad alcuni dipendenti in possesso di requisiti specifici –  il trasferimento nella sede di Ascoli Piceno, come se un lavoratore dall’oggi al domani può trasferire la propria famiglia, la propria vita in un’altra regione. Quindi chiedo che venga a riferire il ministro Giorgetti su qual è la politica industriale di questo governo. Se la politica di questo esecutivo è far fallire tutto il tessuto imprenditoriale italiano lo venga a dire in aula mettendoci la faccia. Siamo di fronte all’ennesimo licenziamento da parte di una multinazionale a cui si sono stesi tappeti rossi e che adesso lascia il deserto intorno», ha concluso Suriano.
    Le ha fatto eco la senatrice Tiziana Drago, membro della commissione “Lavoro e affari sociali” al Senato, la quale ha ribadito la sua vicinanza a tutti coloro che stanno subendo un torto in questa vicenda. «Solidarietà a coloro che oggi stanno vivendo il dramma del licenziamento e vi assicuro che non starò a guardare. Sono certa che il presidente Musumeci si stia prodigando nelle modalità più consone e, in questo senso, mi preme evidenziare come sarebbe opportuno che la Regione si adoperasse per l’attivazione di un tavolo di intervento, al fine di giungere a concrete soluzioni, tanto da parte del Governo regionale, quanto di quello nazionale».
    Al coro si è unito anche il Commissario provinciale Catania e deputato regionale di #DiventeràBellissima Giuseppe Zitelli, che stamane ha depositato all’Ars una specifica interrogazione sulla vicenda legata agli esuberi della Pfizer. «Ritengo inaccettabile il trattamento che la società Pfizer sta riservando ad una fetta importante di lavoratori del proprio stabilimento catanese. A 130 dipendenti assunti a tempo indeterminato viene chiesto di trasferirsi presso l’altra sede di Ascoli Piceno perché risulterebbero essere in esubero. Ad altri 50 dipendenti della Ramstad (una società collegata) non verrà, invece, rinnovato il contratto. Appare evidente che nelle intenzioni della Pfizer vi sia lo smantellamento dello stabilimento di Catania».
    «Si tratta di una questione di carattere nazionale – ha aggiunto Zitelli – sulla quale il Governo centrale è chiamato ad avviare immediatamente un tavolo di confronto. Del resto, lo spiegano bene i fatti: a fronte dell’enorme richiesta di vaccini e pillole anti-Covid nella struttura etnea si continuano a produrre antibiotici e farmaci di seconda fascia. Ecco perché parlo di una condizione inaccettabile: la multinazionale statunitense non solo non è un’azienda in crisi ma si sta assicurando enormi benefici economici dalla vendita dei propri prodotti anti-Covid».

  • Catania, il perché di alcuni nomi di vie famose

    Catania, il perché di alcuni nomi di vie famose

    Quante volte siamo soliti pronunciare il nome di una strada, di una piazza, di un luogo della nostra città. Soprattutto se poi in quella strada ci abitiamo, se magari è la nostra Catania, il nome che caratterizza la posizione della nostra residenza diventa veramente importante, fa parte della nostra vita, delle nostre abitudini, del nostro “essere”.
    Sono nomi che, vinti dall’abitudine, ormai perdono pressoché il loro significato, sono quasi dei suoni che ripetiamo senza far caso che spesso sono nomi e cognomi di persone vissute nelle nostra città o altrove e che sono stati scelti perché il loro ricordo deve essere perpetrato nel tempo.
    Sono persone che hanno vissuto una vita degna di essere menzionata, esempi di cultura o atti di generosità che non devono cadere nell’oblio. Per questo oggi mi sento in dovere di ricordarne qualcuno ed eccomi qui a parlarne. Non seguirò un ordine alfabetico o di importanza ma mi lascerò trasportare dalla casualità.

    Catania, il perché del nome via Dottor Consoli

    Il dottor Sebastiano Consoli è nato a Trecastagni il 30 agosto 1875 ed è deceduto a Belpasso nel 1956.
    E’ stato un uomo di grande cultura e, nonostante alla prima impressione abbiamo l’idea che sia stato un medico, in realtà i suoi interessi spaziavano dalla politica all’archeologia, dalla scrittura alla drammaturgia.
    Ha scritto, infatti, numerose opere che sono state rappresentate nel Teatro Greco di Siracusa e nell’Anfiteatro Romano di Taormina.
    Fu un uomo molto attivo verso il sociale mirando soprattutto a divulgare la cultura attraverso varie iniziative.
    Nei primi anni del 1900 diede vita a numerose fondazioni fra cui il “Museo etnografico e archeologico in Sicilia” che, da Catania si espanse a Siracusa, Modica, Noto e Scicli.
    Nel 1914, a Firenze fondò – Comunismo, la nuova e vera società, per trasformare i vizi e le virtù dei privilegiati in bene collettivo-
    Nello stesso anno trova le rovine del tempio di Febo e di Minerva dimostrando le sue notevoli capacità in campo dell’archeologia.
    Un’attività particolare fu lo studio al quale si applicò per trovare una lingua compresa da tutto il mondo, il “Metodo globale italiano”, per il quale collaborò con la Regia Università di Catania, la Regia Università di Firenze e con gli esperti dell’epoca.

    Via Vincenzo Giuffrida

    Via Vincenzo Giuffrida
    Vincenzo Giuffrida è nato a Catania il 22 giugno 1878 da una famiglia borghese piuttosto nota in città.
    Suo padre era un notaio come d’altronde lo erano alcuni suoi antenati e nel 1899  si laureò in giurisprudenza seguendo, dopo la laurea, studi di economia.
    Nel 1902 venne assunto nel -Commissariato per l’emigrazione- dove conobbe F.S. Nitti che, in seguito, divenne un componente del Consiglio dell’emigrazione.
    Questa collaborazione portò alla creazione dell’INA Assitalia, un istituto di assicurazione statale dove il Giuffrida divenne il direttore generale.
    Negli anni la sua vasta cultura e gli studi appropriati gli consentirono di affermarsi nel campo economico e politico contribuendo alle notevoli trasformazioni che viveva l’economia italiana in quel periodo.
    Durante la prima guerra mondiale fu incaricato di determinare la necessità di grano del paese e di conseguenza il suo acquisto, un incarico che svolse ampliando e rafforzando i rapporti con l’estero.
    Dal 1919 fu eletto più volte deputato a Catania.
    Morì a Roma giorno 8 marzo 1940. 
    via vincenzo giuffrida catania

    Piazza Stesicoro

    Stesicoro, il cui vero nome è Tisia, è stato un grande poeta dell’antica Grecia e, dato che non sono rimasti scritti sulla sua vita, molto del suo vissuto sfuma tra leggenda e realtà.
    Nato nei pressi di Palermo (si pensa ad Imera) visse tra la Sicilia e la Grecia producendo opere sotto forma di canti corali da cui il nome Stesicoro.
    Quando il tiranno Falaride occupò la colonia di Imera, Stesicoro cercò protezione a Catania e vi rimase per tutta la restante parte della sua vita insieme ai discepoli che l’avevano seguito.
    I suoi versi spesso avevano come protagonisti i personaggi della mitologia o della storia di Troia e fu così che, secondo una leggenda, Stesicoro un giorno si trovò a recitare una sua produzione ad alcuni ateniesi.
    In questo racconto il poeta parlava della regina Elena di Troia come di un’ adultera che aveva come amante Paride.
    piazza stesicoro catania
    La notte Stesicoro sognò la regina incollerita che lo malediceva e l’indomani, al risveglio, si accorse di essere diventato cieco.
    Per rimediare al torto che aveva fatto alla regina scrisse due Palinodie cioè due opere dove ritira ciò che aveva scritto prima e ne spiega il motivo.
    In queste nuove produzioni, soprattutto nella seconda, la figura di Elena ne esce totalmente riabilitata.
    Sempre, secondo la leggenda, a questo punto Stesicoro riacquistò la vista.
    Leggenda a parte è logico pensare che, trattare da adultera la regina Elena aveva indispettito tutti coloro che di lei ne facevano un mito per cui Stesicoro aveva attirato su di sé le ire degli Spartani.
    La sua cecità, apparsa e in seguito sparita, viene vista oggi come un espediente per sfuggire a qualche vendetta, un’idea geniale che gli permise di vivere serenamente gli ultimi anni della sua vita.

  • Calcio Catania torna a sorridere: 3-1 al Turris

    Calcio Catania torna a sorridere: 3-1 al Turris

    Settimane intense quelle del Calcio Catania, sempre afflitto dai problemi societari e uscente da alcuni match non proprio fortunati. Prima il pareggio col Messina, che naviga nella parti basse della classifica, poi la sconfitta col Monopoli, prima del pari (positivo, dato che si affrontava la capolista) col Bari, che però fruttava un misero punto. Poi nuovamente la sconfitta col Catanzaro e infine un nuovo pareggio col Fidelis Andria. Insomma, un lungo passaggio a vuoto per gli uomini di Baldini, che nelle ultime 5 gare avevano raccolto solo 3 punti
    Un risultato che aveva complicato non poco la classifica dei rossazzurri, che prima di stasera – complici anche i punti di penalizzazione imposti a causa delle questioni societarie – era tornato a vedere da vicino il fondo della classifica. Vanificata dunque ormai in parte la buona striscia di risultati collezionati sul finire del girone. Un campionato irrimediabilmente compromesso dalla Sigi, colpevole senza appello del momento difficile di una squadra capace ancora però di diversi colpi di reni. Gli uomini di Baldini hanno quindi imposto una sconfitta netta per 3 a 1 al Turris, oltretutto fuori casa. Questo non vuol dire che l’avversario non sia stato ostico o che la gara sia stata in discesa, col Catania che solo nel secondo tempo è riuscito a ad avere la meglio. La metà dei gol oltretutto, due su quattro, sono arrivati solo oltre il 90′, con le squadre ormai stanche.

    Turris Catania 1-3 il tabellino

    MARCATORI: 54′ Albertini, 65′ Moro, 91′ Ghislandi, 97′ Zanchi
    TURRIS (3-5-2): Perina; Manzi, Sbraga (92′ Nocerino), Esempio; Ghislandi, Franco (76′ Bordo), Zampa, Tascone, Loreto (76′ Nunziante); Giannone (76′ Pavone), Leonetti (76′ Longo). A disp.: Abagnale, Colantuono, Di Nunzio, Zanoni, Iglio, Santaniello. All. Caneo.
    CATANIA (4-3-3): Sala; Albertini, Monteagudo, Lorenzini, Pinto; Cataldi (87′ Izco), Rosaia, Simonetti (61′ Provenzano); Greco (81′ Zanchi), Moro (81′ Sipos), Biondi (87′ Russotto). A disp.: Stancampiano, Ercolani, Claiton, Ropolo, Bianco, Piccolo, Russini. All. Baldini.
    ARBITRO: Bitonti di Bologna (Basile-Niedda).

    Turris Catania intervista Baldini

    Sicuramente felice il tecnico dei rossazzurri Baldini, che d’altronde non può che essere soddisfatto dei suoi uomini che hanno inflitto un pesante k.o. a una squadra sesta in classifica: «Oggi i ragazzi hanno fatto una grande prestazione davanti ad una squadra veramente forte. Avevo detto che il pareggio di Andria sarebbe stato importante se oggi avessimo fatto una grande prestazione, così è stato. Sono orgoglioso di questi ragazzi. Sentirsi chiamati ‘falliti’ aumenta la cattiveria agonistica. Non era facile giocare su questo campo, ma siamo stati compatti e tosti. Sono veramente contento ed orgoglioso. La Turris è una delle squadre più forti del campionato e che gioca meglio. È stata una partita a viso aperto, così come l’andata.» Stando alle parole del mister, il segreto di questa vittoria come di altre è nel «carattere dei ragazzi. Non siamo forti quanto il Bari, il Catanzaro o la Turris, ma a livello di prestazione questa squadra non ha paura di nessuno. Partita fatta in modo importante.»
    calcio catania logo
    Rimane ancora qualcosa da migliorare, però: « L’errore c’è stato in occasione del gol. Mi dispiace che Moro sia stato messo in discussione. Si tratta di un ragazzo pulito, così come Greco, che darà il 100% fino alla fine. In campo c’erano tanti giovincelli, ma i vecchi stanno trascinando questa squadra, vedi Russotto che è stato fondamentale. Abbiamo alcuni giocatori con acciacchi, vedi Russini, Piccolo e Claiton, ho preferito preservarli in vista della gara col Picerno».
    Infine, un piccolo sassolino nella scarpa riguardante gli 89 tifosi rossazzurri presenti: « Fanno male alcune cose lette questa settimana, scritte da persone che magari vivono a Trento senza conoscere la situazione. In questo momento la squadra sta remando forte, con noi ci sono sulla barca lo staff tecnico, chi lavora a Torre del Grifo ed i nostri tifosi. Chi scrive queste cose fa del male, perché abbiamo una squadra giovane che vive fra mille difficoltà. Accetto tutto, ma la polemica dannosa, scritta da gente che vive magari a Trento, è qualcosa di vergognoso!»

    Torna al gol Luca Moro e risponde alle polemiche

    Giornata positiva anche per il giovane talento Luca Moro, rilevato oltretutto nel corso della sessione invernale ma ancora a disposizione degli etnei fino a giugno. Dopo qualche giornata all’asciutto erano arrivate le prime critiche dopo un campionato straordinario, alle quali il giovane Luca ha così replicato: «Alle critiche ho risposto sul campo come preferisco io anzichè usare le parole. Anche se ho firmato per il Sassuolo continuerò a dare il massimo per il Catania fino alla fine della stagione. Non è facile giocare ogni tre giorni ma bisogna adattarsi. Sono contento per l’assist ma anche per il mio gol di testa. Catania più bello o concreto contro la Turris? Siamo usciti dal basso con coraggio contro la Turris ed è bello per i tifosi che sono venuti aver vinto in trasferta. Adesso vorrei raggiungere due record: quello di gol di Spinesi in una stagione in maglia rossazzurra e quello di Serie C per maggior numero di reti.»
    partite del Calcio Catania

  • Catania, scioperi in vista: lavoratori e studenti in piazza

    Catania, scioperi in vista: lavoratori e studenti in piazza

    Si preannuncia un inizio di febbraio complesso per Catania, con molte tensioni preannunciate. La prima viene dallo stabilimento produttivo di Catania della Pfizer, dove 80 lavoratori rischiano di rimanere a casa e altri 130 di essere trasferiti ad Ascoli Piceno. Una situazione critica per molte famiglie, prontamente segnalata dai sindacati. Come siamo felici di segnalare concorsi e posizioni lavorative, riteniamo sia un nostro dovere – seppur meno piacevole, in questo caso – segnalare eventuali criticità come questi casi.
    Ma non è l’unica occasione in cui a breve si riempiranno le strade di Catania di manifestanti: sono moltissimi gli studenti sul piede di guerra per la decisione di modulare gli esami di stato in due prove scritte e un orale. E non solo gli studenti: anche i docenti e i presidi si sono schierati contro la decisione del ministro Bianchi, reo di aver ignorato la condizione attuale e non aver considerato una transizione maggiormente soft fra gli esami degli ultimi due anni e la formula proposta. Per questo motivo, gli studenti si sono dati appuntamento in piazza e promettono di non tornare sui loro passi sino a quando la decisione non verrà revocata.

    Pfizer: tagli e spostamenti in vista per il personale

    pfizer tagli al personale
    Ancora una tegola per sindacati e lavoratori, dopo due anni di problemi dovuti a pandemie ed emergenze sanitarie. Solo che stavolta i tagli arrivano da una delle aziende che maggiormente ha “beneficiato” dei problemi legati al Covid19, quella Pfizer depositaria di uno dei brevetti più usati per i vaccini. Nonostante tutto, la direzione italiana dell’azienda ha segnalato nel corso di una videoconferenza a livello nazionale un esubero di circa 210 unità nella sede di Catania. L’Ugl ha riportato quindi «una decisione che riguarda lo stabilimento produttivo di Catania e che interessa nello specifico 80 lavoratori con contratto in somministrazione che non verranno rinnovati e circa 130 dipendenti effettivi ai quali, in prima istanza, sarà proposto il trasferimento nella sede di Ascoli Piceno. A questo si aggiunge anche un dimezzamento degli investimenti, da una cifra pari a poco meno di 60 milioni di euro annuali, precedentemente erogati per la produzione catanese, a una somma intorno ai 28 milioni di euro che consentirà soltanto la manutenzione degli impianti.»
    pfizer licenziamenti
    Il sindacato precisa come questa decisione fosse stata da loro intuita grazie ad alcune manovre operate in passato dalla casa farmaceutica, definendo «un’inversione di rotta repentina quella operata dal colosso multinazionale che opera nel settore della farmaceutica, che le sigle avevano già immaginato nei mesi scorsi quando, invano, avevano richiesto un incontro. Dopo un anno e mezzo di silenzio, per Catania arriva la batosta che temevamo, ovvero la riduzione dei volumi della produzione e un contestuale drastico tagli all’impegno di somme, che avrebbero invece dovuto garantire nuove produzioni. Già da tempo, come Ugl, avevamo espresso preoccupazioni considerato che il trasferimento di una commessa altrove, in assenza di valide alternative, rendeva naturale la perdita dei livelli occupazionali. Si tratta di maestranze altamente specializzate che, in tutti questi anni, hanno permesso al sito più volte di conseguire importanti risultati ed affrontare ispezioni di enti regolatori, ottenendo le necessarie certificazioni internazionali di qualità. »
    Infine, precisa Ugl «quanto comunicato dalla dirigenza di Pfizer Italia è una brutta tegola per il lavoro, l’economia ed il tessuto sociale della città di Catania e non solo, già fortemente provato dalla crisi economica e quella pandemica. Una scelta, che in questo momento storico non comprendiamo anche alla luce del volumi di affari che nell’ultimo anno ha registrato l’azienda. E’ chiaro che non può essere sempre chi lavora a dover pagare pesantemente le spese di questa politica industriale e ci batteremo fino alla fine per ottenere una revisione della decisione. Oltre questo, chiederemo più attenzione per l’unità produttiva etnea poiché ancora oggi per il prossimo triennio non ci sono notizie confortanti, oltre quelle legate al mantenimento delle strutture attuali ormai obsolete. Conferiamo quindi, lo sciopero indetto per il 4 marzo con Cgil e Uil»

    Studenti pronti a scendere in piazza per contestare la maturità

    catania proteste
    Sono stati anni difficili per la scuola: la pandemia ha forzato gli studenti a rimanere lunghi periodi in DaD, con conseguenze ancora in parte sconosciute sulle nuove generazioni. Tuttavia, la rincorsa al ritorno alla normalità (tanto invocata dalle alte sfere della politica) potrebbe aver indotto a decisioni contrastate. Notizia di questi giorni è stato infatti l’annuncio del ministro Bianchi, il quale ha previsto una maturità con due scritti – il tema d’italiano e una prova d’indirizzo scelta dalla commissione, tutta interna. A poco però sono valse queste due ultime clausole, ovvero il fatto che la commissione rimanga del tutto interna e che siano questi ultimi docenti a comporre la seconda prova, di fronte alla rabbia degli studenti. «Saremo sotto al Ministero dell’Istruzione e nelle piazze del Paese», dice Tommaso Biancuzzi della Rete degli studenti medi: «Abbiamo aspettato fin troppo: servivano certezze per gli studenti e non patiboli. L’esame così rischia di essere una condanna per tutti noi. Vogliamo un esame senza scritti e con una tesina che ci permetta di elaborare, studiare e collegare quello che abbiamo imparato in questi anni. Basta giocare sulla nostra pelle». E anche i dirigenti scolastici si sono uniti al coro di coloro che non hanno apprezzato le nuove modalità d’esame: per l’Associazione Nazionale Presidi è tempo per il ministro di rivedere le proprie scelte e ripensarci.

  • Addio Zamparini, imprenditore ed ex presidente del Palermo

    Addio Zamparini, imprenditore ed ex presidente del Palermo

    Quando ripenso alle mie domeniche trascorse guardando 90º minuto, uno dei volti che mi viene prima in mente è quello di Maurizio Zamparini. Forse per il timbro di voce, forse per la prossimità meridionale che però ci trovava su sponde rivali, dato che era il presidente del Palermo – sebbene, in realtà, per me era molto più semplice tifare la siciliana Palermo nel confronto con le altre squadre di A. Forse perché si trattava di uno di quei carismatici presidenti degli anni 2000, dei vari Moratti, Berlusconi, Agnelli senior, Sensi, Pulvirenti. Personalità ingombranti, a tratti strabordanti e conflittuali con gli allenatori, troppo spesso con angoli bui e scheletri nell’armadio – il crack del Parma di Tanzi o della Lazio di Cragno, ma anche Calciopoli. Quando ho cominciato a seguire il calcio, Zamparini era ancora il presidente del Venezia, ma era una figura così legata alla squadra rosanero che nel mio immaginario era divenuto anche siciliano di nascita. Ho dovuto aprire Wikipedia in questi giorni per scoprire che era originario del Friuli (avrei dovuto immaginarlo) e che era nato nel 1941. Anche la sua età appariva nei miei ricordi “bloccata”: un fermo immagine su una delle più vulcaniche figure del calcio di quegli anni, una cosa che capita spesso per tutti gli uomini carismatici.

    Zamparini imprenditore

    Zamparini

    Foto di Rosanerohome.it

    Zamparini però non è stato solo un presidente di squadre di calcio, ma principalmente un imprenditore nel campo edilizio, commerciale e turistico. In particolare, la sua principale attività fu la gestione delle risorse finanziarie acquisite in seguito alla vendita, alla francese Conforama, della catena commerciale Mercatone Zeta, fondata da Zamparini stesso e il cui acronimo riprende appunto quello di Maurizio Zamparini. Zamparini ha anche investito e gestito numerosi centri commerciali, fra cui il famoso Zampacenter com’è stato bonariamente rinominato, ovvero il Conca d’oro proprio nelle vicinanze di Palermo. Anche le sue ombre sono ben conosciute, come per esempio quelle che riguardano i 589 milioni di euro di debito di insolvenza alla Banca Popolare di Vicenza.
    Di recente, nella primavera di quest’anno, Zamparini era stato colpito da un dolorosissimo lutto, la scomparsa del figlio 22enne Armando. Una morte oltretutto avvenuta distante dal padre, a Londra, dove Armandino (com’era soprannominato a Palermo) era in procinto di cominciare a lavorare per una grande azienda. Il padre, com’è immaginabile affranto, l’aveva definita una tragedia infinita.

    Zamparini presidente

    Come dicevo, però, nell’immaginario collettivo la figura di “Zampa” è legata al suo ruolo come presidente, prima del Venezia e poi del Palermo, che aveva rilevato nel. Era riuscito, nel corso della sua gestione, a riportare ambedue le squadre dalle serie minori sino alla serie A. In particolare col Palermo, di cui è stato il più longevo presidente cedendo la carica solo qualche anno fa – nel 2018 – è stato una monolitica figura imponente. Per alcuni monarca illuminato, per altri dispotico tiranno, ha fatto certamente il bello e il cattivo tempo della squadra per quasi un ventennio, conducendola alla gloria ma anche ad annate di polvere.
    Impossibile non pensare però a come, dopo aver conquistato la serie A, il suo Palermo abbia in quegli anni scosso in qualità di outsider la competizione maggiore, arrivando a conquistare traguardi incredibili come l’accesso alla Coppa Uefa o all’Europa League, per non parlare della coppa Italia persa solo in finale con l’Inter. Zamparini amante del calcio, Zamparini mecenate di numerosissimi campioni: Cavani, Dybala, Pastore, Toni, Balzaretti, Miccoli, Barzagli, Sirigu e Ilicic sono solo alcuni dei migliori fra quelli passati alla sua corte. Sotto il suo governo, il Palermo ha anche vissuto il mondiale da vincitore assoluto nel 2006 grazie all’eroe di Berlino Fabio Grosso.
    Ma Zamparini era anche un figura controversa, capace di esonerare 65 allenatori – che però vanno appunto considerati nell’arco dei numerosi anni di presidenza. Indelebili alcuni rapporti, come quello di amore e odio con Francesco Guidolin, che lo avrebbe definito “il miglior presidente del mondo, dal martedì alla domenica”. Oppure l’esonero di Devis Mangia, condannato dalla stampa a “non mangiare il panettone” e per questo confortato dall’istrionico presidente, il quale si presentò in sede di conferenza stampa proprio munito del famoso dolce natalizio. Alla fine, però, l’esonero arrivò comunque.

    Presidente Zamparini il ricordo di Dybala

    Zamparini Dybala
    Se è impossibile però per me, e immagino per molti altri, slegare l’immagine di Zamparini da quella del Palermo Calcio, del quale è stato presidente, lo stesso è accaduto per molti dei “suoi campioni”. Lo ha ricordato così il fuoriclasse attualmente in forza alla Juventus Paulo Dybala sui suoi social: «Sei stato il primo a credere in me, sono arrivato in Italia che ero un bambino e con la tua famiglia mi hai accolto come se fosse casa mia. Presidente, mi hai aperto le porta di una città bellissima dove ho conosciuto tanta gente bella e dove ho avuto tanti e grandi amici. Mi hai dato la possibilità di continuare la mia carriera dove ho voluto, sempre con il massimo rispetto e sempre pensando al mio bene. Per questo e per tante altre cose ti sarò sempre grato, non ti dimenticherò mai Presidente. Grazie mille, di tutto. Il tuo Picciriddu.»

  • Sicilia zona gialla: confermata per altre due settimane

     

    Sicilia zona gialla regole e disposizioni

    le mascherine vanno indossate obbligatoriamente all’aperto. Ma è difficile che ciò accada. “I controlli non sono semplici soprattutto per quanto riguarda la mascherina all’aperto. Noi i controlli li facciamo, circa 2000 al giorno. E’ evidente che in una provincia come quella di Palermo, la violazione del non indossare la mascherina può essere talmente diffusa che è difficile da controllare”, ha spiegato di recente il prefetto di Palermo, Giuseppe Forlani.

    Zona gialla, le regole per ristoranti e bar

    In zona gialla i ristoranti sono aperti anche al chiuso, resta sempre consentito il servizio di asporto e la consegna a domicilio. Possono sedersi al tavolo al massimo quattro persone, a meno che non si tratti di conviventi, con una distanza minima di un metro tra i commensali.

  • Piatto unico: riso integrale con farro e asparagi

    Piatto unico: riso integrale con farro e asparagi

    Piatto unico: l’arte di creare un buon piatto sostanzioso con pochi ingredienti.
    A proposito di PMS, ne parlavamo recentemente, gli asparagi ed il riso integrale sono ottimi alleati.
    Gli asparagi sono ricchi di acido folico e sono anche depurativi, mentre il riso integrale è ricco di fibre, sali minerali e non causa picchi di glicemia. Aggiungiamo il farro e lo zafferano, per una vera ricetta antistress.
    Io non sono mai stata fan dei cereali integrali e facevo male, sono ottimi e amici della linea. Una sera particolarmente fredda e ventosa mi son ritrovata a voler mangiare un buon piatto unico con del farro, allora mi faccio un giro su internet ma trovo solo ricette estive e lì decido di far da me. E nasce questo piatto.

    Riso integrale con farro e asparagi

    Il piatto è per due persone e prevede:

    • una cipolla piccola
    • 1 lattina di farro
    • 6-7 asparagi surgelati
    • 200 gr di riso integrale
    • spezie qb (curcuma, curry, zafferano)
    • sale qb
    • olio evo
    • 2 uova

    Per preparare questo piatto unico, prendiamo una padella, vi versiamo un poco d’olio evo e andiamo a tritare la cipolla che facciamo rosolare. Quindi tagliamo a rondelle gli asparagi, li uniamo alla cipolla e facciamo rosolare a fuoco vivace. Aggiungiamo due cucchiai d’acqua, il farro, abbassiamo la fiamma e copriamo.
    Portiamo nel mentre a bollore la pentola dell’acqua, quando bolle vi versiamo dentro: un po’ di sale, un cucchiaino di curcuma ed uno di curry, quindi il riso.
    Mescoliamo il condimento che cuoce nella padella e scoliamo il riso quando è di nostro gusto.
    Lo versiamo nella padella, aggiungiamo lo zafferano ed uniamo 2 uova. Mescoliamo rapidamente e spegniamo quando l’uovo si è rappreso.
    Che ve ne pare di questo piatto unico?
    E’ profumato, saporito ed invitante. Si può fare anche senza uova ma io trovo che rendano più ricco il piatto.
    Fatemi sapere!

  • Un elenco di negozi di Le Fablier a Catania e  provincia

    Un elenco di negozi di Le Fablier a Catania e provincia

    Sei alla ricerca di un articolo in vendita nei negozi di Le Fablier a Catania e Provincia?

    Bene, allora sei sicuramente nell’articolo giusto, poiché stiamo per analizzare tutti i punti vendita in cui poter osservare i prodotti dal vivo. In questi punti vendita, infatti, non soltanto potrai analizzare la situazione di casa tua con degli esperti, ma avrai anche modo di ottenere dei piani personalizzati, preventivi, nonché di osservare ciò che hai voglia di comprare dal vivo, immaginandolo direttamente nei propri ambienti domestici.
    Continua nella lettura per poter scoprire tutti i negozi in cui potrai decidere di comprare dei prodotti Le Fablier a Catania.
    L’elenco di negozi di Le Fablier a Catania
    Ecco quindi l’elenco dei negozi di Le Fablier a Catania in cui potrai usufruire di tutti i servizi che sono in grado di offrire gli esperti che lavorano all’interno.
    1. Mobili Giardina
    Questo negozio è invece situato in Via Giacomo Matteotti 56 a Biancavilla in provincia di Catania per info chiamare allo 095686602. Tra le informazioni più importanti che possiamo menzionare nel caso di questo negozio è la possibilità di analizzare anche tutto ciò che è in store direttamente online su www.mobiligiardina.net, potendo prenotare una consultazione con gli esperti per poter ottenere delle informazioni più specifiche.
    2. Idea Mobili SRL
    Questo negozio è situato in Via Umberto I al numero civico 220 A. Si trova a Militello in Val di Catania in provincia proprio di Catania.
    3. Arredo in di Vinciguerra
    Situato proprio in una delle parti più centrali di Catania, in Via Cavaliere 3/A.
    4. Arredi di Mauro
    Questo negozio si trova a Zafferana Etnea in provincia di Catania, nella Via IV Novembre al numero civico 179.
    5. Arte Mobili di Alba S.
    Si trova a Caltagirone in provincia di Catania in Via Madonna della Via 180.
    6. Borzì arreda SRL
    Sito ad Acireale in provincia di Catania, più nello specifico in Via Provinciale per Santa Maria Ammalati al numero civico 41.
    7. Arredi Grasso SRL
    Il negozio fisico di questa azienda si trova in Via Siculo Orientale al numero civico 333 a Mascali, in provincia di Catania.
    8. Arredi Leanza
    Questo negozio si trova invece sulla Strada Statale 284, più nello specifico al chilometro 9 a Maletto, in provincia di Catania.
    9. Arredamenti Mobilia
    Situato in Via Giovanni Basile 129 a Randazzo, un comune in provincia di Catania.
    10. Torrisi Mobili
    Questo negozio si trova nel centro di Trecastagni in provincia di Catania, più nello specifico in Corso Europa al numero civico 3.
    11. Pecorino Arredamenri dal 1976
    Si trova a Belpasso, un comune in provincia di Catania a Via Trieste, più nello specifico sull’angolo afferente a Via Fiume.
  • Il Mestiere del Copywriter

    Il Mestiere del Copywriter

    Le nuove generazioni sono convinte che il mestiere del Copywriter sia semplice e non richieda sacrifici. In realtà non è affatto così, dietro alla facciata che fa apparire i freelance come dei lavoratori autonomi e felici, si nasconde il rovescio della medaglia e per questo motivo è importante capire che prima di dire “Sono un Copy” è necessario pensarci bene.
    Dietro a questa parola e alla professione devono esserci degli studi approfonditi e delle tematiche che affrontano la lingua italiana, la grammatica e la sintassi. Non è possibile improvvisarsi Copywriter, è un dettaglio che bisogna tenersi nel cuore e di conseguenza è fondamentale valorizzare il piacere di lavorare con passione.
    Non vi siete mai chiesti per quale motivo sia importante saper scrivere bene? Perché si tratta di un ruolo importante da valutare se si desidera conoscere tutte le alternative professionali. Una laurea in scienza della comunicazione è ben vista anche se non indispensabile, purtroppo si parla di un settore che negli ultimi anni ha ottenuto un netto declino e questo ha portato a un ribasso dei prezzi.

    Come trova i clienti il copywriter?

    Solitamente parliamo di un personaggio capace di ricercare i clienti personalmente, proponendosi con candidature indipendenti su forum oppure contattando direttamente i giornali professionali. Non vi siete mai chiesti per quale motivo è così facile trovare un copy?
    Tutti promettono di avere le caratteristiche per farlo, ma pochi sanno davvero cosa significhi esseri dei veri esperti di scrittura e comunicazione. Inoltre, è meglio non confondere la figura con il web writer, professionista più generalista del settore e capace di lavorare su testi pubblicitari di alto livello e riesce sempre a vendere prodotti nel modo migliore per valutare lo slogan adatto ad ogni genere di prodotto o di azienda.
    Infine, un sito web è fondamentale per presentarsi al grande pubblico e dimostrare un portfolio clienti sempre aggiornato.
    Siamo o non siamo Copy? Possiamo definirci tali? O cerchiamo di fare qualche soldo, rovinando così la reputazione di chi lo fa per Mestiere e con Professionalità?
     
     

  • Calcio Catania Bari 3-3: pari pirotecnico con la capolista

    Calcio Catania Bari 3-3: pari pirotecnico con la capolista

    Certe volte i numeri dicono molto: specialmente quando fanno segnare un poderoso +20 in classifica. O magari indicano come a livello offensivo la capacità di finalizzare sia molto vicina, ma comunque non uguale: 39 contro 35. Oppure quando segnalano, impietosamente, la differenza fra le due squadre nel mantenere la porta inviolata: solo 18 reti subite per la capolista ( di cui, oltretutto, ben 3 oggi – praticamente 1/6 del totale), quasi il doppio per i rossazzurri. Certe volte i numeri, insomma, certificano con la loro algida precisione il distacco fra una squadra possente, una macchina perfettamente oleata che sta fagocitando il campionato e ha già lasciato 7 punti di distacco dalla seconda, e una squadra che si barcamena nella metà della classifica, risucchiata nella mediocrità da voragini societarie e tendenze (anche oggi presenti) di autosabotaggio.
    Certe volte i numeri non dicono nulla: non valgono nulla se, una volta entrati in campo, sputi il sangue. Non importa se probabilmente verrai ceduto fra pochi giorni, durante il mercato invernale, a causa della traballante situazione societaria. O se a fine anno dovrai trovarne un altro di contratto, magari dopo aver radicato in Sicilia la tua vita. Non importa se questa scelta non dipende da te, se ogni giorno voci diverse si susseguono, se a casa ti domandano come finirà. Non importa se entri in campo e, anche fuori casa, è come se l’urlo del Massimino ti inghiottisse. Non importa se arrivi sul campo dei primi in classifica a giocartela a denti stretti, a passare due volte in vantaggio e a essere ripreso solo a 18′ minuti dalla fine. Non importa, se dalla tua parte hai Moro che non smette di segnare. Non importa. Ed i numeri non possono spiegare come riesci a sottomettere a lungo una squadra che, sulla carta, dovrebbe esserti superiore. Perché il calcio non è sulla carta, non è spiegato dai numeri, non è freddo come le vicende di tribunale. Il calcio è altro, ma cosa poi non si riesce mai a spiegarlo.

    Bari Catania 3-3 il tabellino

    calcio catania logo
    MARCATORI: 17′ Moro (rig.), 19′ Antenucci, 35′ Greco, 54′ Biondi, 58′ Antenucci, 72′ Cheddira
    BARI (4-3-1-2): Frattali; Pucino (81′ Belli), Terranova, Celiento, Mazzotta; Mallamo, Di Gennaro (45′ Citro), D’Errico; Botta (42′ Cheddira); Antenucci, Marras (81′ Simeri).
    Panchina: Polverino, Plitko, Gigliotti, Di Cesare, Ricci, Lollo, Paponi.
    CATANIA (4-3-3): Stancampiano; Albertini, Ercolani, Monteagudo, Pinto (69′ Izco); Provenzano, Cataldi (76′ Simonetti), Greco (91′ Zanchi); Biondi (77′ Russotto), Moro, Russini (68′ Ropolo).
    Panchina: Sala, Frisenna, Bianco, Sipos.
    ARBITRO: Mario Cascone (Nocera Inferiore)
    AMMONITI: Celiento, Pinto, Albertini, Ercolani, Monteagudo, Stancampiano, Cataldi, Pucino, Provenzano
    ESPULSI: Nessuno

    Bari Catania 3-3, le parole di Baldini a fine partita

    Il Catania si fa recuperare ancora una volta ed è chiaro che mister Baldini non può essere felice: «E’ maggiore il rammarico che la soddisfazione per la prova offerta. Fare tre gol a Bari e non portare a casa il bottino pieno mi fa girare le scatole. Questi ragazzi meritavano una gioia importante dopo la prestazione di oggi, lo meritava la nostra gente.» Ma l’allenatore rossazzurro, messa da parte la naturale frustrazione per la gioia perduta, ritrova subito le note positive di una serata che ha di certo regalato emozioni ai tifosi etnei: «Di contro c’è la soddisfazione per la gara disputata dalla squadra. Abbiamo giocato a viso aperto anche contro un avversario di categoria superiore, molto forte. Avevamo provato sulle rimesse del portiere ad andarli a prendere alti, nel momento in cui ci saremmo ritirati ad essere pronti come delle molle per ripartire. In una di queste circostanze è arrivato il gol. Questi ragazzi lavorano forte. Sono soddisfatto della prestazione, un pò meno per il risultato.»
    Poi, solleticato sugli autori del secondo e terzo gol, risponde in maniera un po’ diplomatica: «Greco? Faccio fatica a parlare di singoli in una gara come quella di oggi. Greco ha fatto una prova importante, sapevo che poteva migliorare, ha ulteriori margini di miglioramento e un passo che con questa categoria c’entra poco. Biondi dopo i problemi iniziali ha capito quello che voglio, si è calato nella parte. E’ uno di quelli che non ha pensato minimamente di andare via.»
    Il pensiero però è sempre per la squadra: «Sono contento dell’intera squadra, compresi quelli della panchina. Sono tutti ragazzi che hanno voglia di rimanere a Catania e fare bene in questo campionato. La squadra ha sbagliato finora poche prestazioni, poi magari perdiamo o commettiamo degli errori ma continuiamo a lavorare su determinate cose. In questo mese di sosta ho lavorato tantissimo sulla linea difensiva, sulla fase di non possesso. Concediamo ancora troppo. E quando concedi ad una squadra che ha un giocatore come Antenucci in organico fai fatica. Ma è stato un contesto positivo. Ad un certo punto nella ripresa ci siamo portati sul 3-1. Peccato che il Bari abbia accorciato le distanze subito dopo il nostro terzo gol. Se fosse passato ancora qualche minuto sono convinto che sarebbe diventato interessante, ma va anche riconosciuto il merito ad una squadra fortissima».

  • Sicilia zona arancione: da lunedì è ufficiale

    Sicilia zona arancione: da lunedì è ufficiale

    Ormai era da tempo nell’aria e nell’ultima settimana solo alcuni dettagli avevano salvato la Sicilia dalla zona arancione. In effetti, già molto tempo addietro Musumeci lo aveva annunciato: se l’isola non avesse invertito la rotta, sarebbe stato difficile evitare ulteriori restrizioni. La zona arancione è arrivata, alla fine, per ordine del ministro Speranza che ha disposto così a partire dalla prossima settimana. Oltre alla nostra regione, passeranno alla successiva fascia di restrizioni anche il Friuli- Venezia Giulia, il Piemonte e l’Abruzzo. Saranno invece nella zona gialla la Puglia e la Sardegna.

    Sicilia cosa cambia con la zona arancione

    Siamo stati abituati, specialmente nel corso degli anni precedenti, a temere la zona arancione – quasi quanto la zona rossa, diciamo. In realtà questa zona arancione è ben differente da quelle che ci ricordiamo: nessuna chiusura, in realtà, ma maggiori restrizioni per chi non dispone del super green pass. In pratica, le limitazioni colpiranno quasi esclusivamente coloro che non si sono sottoposti a vaccinazione o non sono stati immunizzati tramite la guarigione.

    Spostamenti

    Primo esempio esplicativo, proprio gli spostamenti. Ci si può spostare liberamente all’interno del proprio comune, senza bisogno di autocertificazione o senza alcun limite di orario. Gli spostamenti sono ancora liberi anche verso gli altri comuni della stessa regione e verso altre regioni per coloro che hanno il green pass, ma per chi non ne dispone invece sono autorizzati solo in caso di necessità e vanno accompagnati con l’autocertificazione. Rimane però la clausola per cui chiunque si può comunque muovere da comuni di massimo 5mila abitanti versi altri comuni entro 30 km (eccetto i capoluoghi) senza restrizioni.

    Zona arancione lavoro, scuola e università

    Anche qui, tutto dipenderà dalla presenza o meno del green pass. Bisogna disporre quantomeno del green pass “base” (quello assicurato anche dal tampone) per poter raggiungere i luoghi di lavoro, mentre chiunque può accedere alle scuole di qualsiasi ordine o grado. Inoltre, rimane disponibile a tutti il servizio di scuolabus. Diverso invece il discorso riguardante l’università: solo coloro che sono in possesso di un green pass possono accedervi.
    Coronavirus zona arancione
    Solo super green pass – quindi, lo ribadiamo, vaccino o avvenuta guarigione – invece per moltissime attività legate al mondo della cultura e dell’intrattenimento. Teatri, musei e mostre, cinema, parchi tematici e di divertimento, centri culturali e ricreativi, sale giochi e scommesse, bingo e casinò, sale da concerto e musica dal vivo al chiuso, discoteche e sale da ballo: per tutte è necessario il super green pass, dato che sono state considerate come “servizi non essenziali”. Eccezione nel ramo della cultura le biblioteche e gli archivi, per cui è stato mantenuto l’accesso anche per i green pass “base”.
    Per quanto riguarda i centri benessere e termali, sia all’aperto che al chiuso, la necessità o meno del massimo grado della certificazione dipenderà dalla presenza o meno di motivi di salute.

    Uffici pubblici, negozi, sport e palestre

    Consentito l’accesso a tutti coloro che siano in possesso di green pass, indifferentemente se base o super, per gli uffici pubblici e per i negozi che vendono beni o servizi alla persona. In questi giorni polemica ha destato la decisione del governo di richiedere il green pass anche per il ritiro della pensione – una mossa che chiaramente coadiuva l’obbligatorietà del vaccino per gli over 50. In zona arancione, i bar e ristoranti sono aperti solo per chi ha il super green pass, sia per consumazione al banco sia per quella al tavolo, all’aperto o al chiuso.
    Palestre a Catania
    Per quanto riguarda l’attività sportiva è consentita all’aperto, anche in strutture predisposte o parchi pubblici, per tutti senza necessità di certificati, mentre servirà il super green pass per accedere a palestre e piscine (in questo caso, anche all’aperto). Anche qui, farà eccezione colui il quale deve effettuare attività fisica per motivi legati alla salute, come l’attività riabilitativa o terapeutica.

    Musumeci: ci aspettavamo la zona arancione

    Il presidente della regione Musumeci aveva in effetti predetto il rischio con largo anticipo: «La zona arancione, che scatterà da lunedì in quattro regioni italiane, l’aspettavamo da una settimana perché quello che conta è il numero dei ricoveri nei reparti di terapia intensiva e sub intensiva e il 77 per cento di quei posti letto è occupato da persone non vaccinate che voglio augurarmi si possano convincere alla necessità di ricorrere alla scienza ».
    “Al tempo stesso – ha aggiunto poi il governatore della Regione – debbo però dire con piacere che sta crescendo il numero dei primi vaccini, segno evidente che qualcuno si sta convertendo. Se riuscissimo a passare dall’attuale 88 al 95 per cento di vaccinati con una sola dose avremmo raggiunto un risultato assai significativo. Inoltre, come Regione ci stiamo battendo in sede di Conferenza con lo Stato per dire basta alla logica dei colori: è superata proprio perché è assurdo, ad esempio, considerare malato un positivo asintomatico».
     
     

  • Scuola primaria Misterbianco: allarme rosso spazzatura

    Scuola primaria Misterbianco: allarme rosso spazzatura

    Cataniablog.it è un portale d’informazione aperto, nato dall’amore per il nostro territorio e animato costantemente dalla volontà di offrire un servizio. Il nostro impegno, certo non esente da imperfezioni ma da sempre animato da professionalità e volontà di far bene, si è sempre distinto per lo spazio lasciato al contributo di coloro i quali hanno voluto scriverci, informarci, raccontarci le loro storie.
    Il nostro compito, a quel punto, a essere a nostra volta polo di riflessione, piazza virtuale aperta al dialogo, luogo di confronto. Farci portatori di quel messaggio, divenire eco per una parola. Così abbiamo ricevuto e raccolto una segnalazione di un nostro affezionato lettore, il quale ci ha fatto presente una criticità che lo riguarda molto da vicino e che lo ha particolarmente colpito.

    Misterbianco scatta l’emergenza spazzatura alla scuola elementare

    Proprio in questi giorni avevamo raccontato di come Catania si stesse, lentamente, attrezzando sempre maggiormente per la raccolta differenziata dopo mesi difficili, in cui era diventata palese l’emergenza rifiuti.

    Rifiuti San Giovanni Galermo
    Con San Giovanni Galermo ridotta in questo stato

    Oggi torniamo sull’argomento, segnalando nuovamente una criticità, stavolta nel territorio catanese però. Parliamo della città di Misterbianco e precisamente del suo Istituto Comprensivo Aristide Gabelli, dove ormai da giorni campeggia una vergognosa mini-discarica.
    Come si evince anche dalla foto scattata dal nostro corrispondente, oltre a diverse buste contenenti rifiuti di vario genere (ammassati alla rinfusa) c’è anche un albero di Natale. E non un albero di Natale sintetico pare, di quelli che aiutano a contenere l’impatto ambientale, ma un sempreverde tagliato – sfruttato, come sempre in questi casi- per essere agghindato durante il periodo delle festività e poi prontamente gettato.
    Noi stessi, quando abbiamo ricevuto la segnalazione, abbiamo pensato all’ennesimo caso di discarica abusiva, cioè qualcuno che – incivilmente – si fosse disfatto in prossimità della scuola dei propri rifiuti. Una volta viste le circostanze è apparso però evidente che non si trattava dell’operato di un esterno, quanto più probabilmente della scuola stessa, visto che i rifiuti sono allocati presso il cortile interno dell’istituzione scolastica. L’albero di Natale poi, ci scrive sempre il nostro corrispondente, dovrebbe essere lo stesso che è stato adoperato per le festività natalizie.

    Un passaggio pericoloso, un messaggio sbagliato

    Come se già non bastasse di per sé, è bene precisare che tutto ciò avviene proprio vicino l’ingresso della scuola. Il che significa che, ogni mattina, quando suona la campanella, tutti gli alunni passano vicino a questa mini-discarica. Al di la degli evidentissimi problemi legati all’igiene, che ognuno di noi è in grado di cogliere e dei quali è semplice calcolare le possibili conseguenze, ci piace soffermarci ci un ulteriore possibile soluzione.
    L’istituto comprensivo accoglie i nostri figli nella fascia d’età che va dai 6 ai 13 anni circa. Si tratta di anni delicati, in cui prima di tutto la scuola è chiamata a svolgere un’importantissima funzione educativa e disciplinare, prima anche che d’istruzione in senso stretto. Quale messaggio stiamo dunque mandando ai nostri figli, ai quali chiediamo però poi al contempo di non buttare la cartaccia per terra? Quale insegnamento gli stiamo offrendo riguardo il vivere etico e civile nello spazio cittadino? Quale morale otterranno, riguardo al rispetto della natura e alla possibilità di preservarla e proteggerla? Non gli stiamo forse mandando un messaggio ancora più esplicito, cioè che va bene se la spazzatura rimane per giorni e a vista, purché non sia casa nostra?
    Pulire spazzatura
    Non vogliamo esacerbare una situazione già di per sé abbastanza evidente con la simpsoniana citazione del “chi pensa ai bambini?”, ma è vero che in questo caso non si può circoscrivere la problematica alla semplice questione igienica. La realtà è che si tratta dell’ennesima prova di ipocrisia a cui stia sottoponendo i nostri figli, i futuri cittadini, costretti ogni mattina a sfilare davanti un cumulo d’immondizia da svariati giorni, mentre a loro viene insegnato di fare semplicemente l’opposto. E riteniamo sia ingiusto, come sempre, chiedergli di prestare ascolto alle nostre sagge parole da adulti, quando poi il nostro esempio è che – alla prima occasione – davanti alla scuola può sostare per giorni indisturbato un piccolo deposito di spazzatura. Gli chiediamo ogni giorno di passargli davanti, come se nulla fosse, come se quel problema non esistesse. Sebbene sia lì.
    In sostanza, gli chiediamo di essere migliori di noi. Possiamo solo sperare che, nonostante il nostro impegno in senso opposto, lo divengano davvero.
    Possiamo solo sperare che non agiscano e divengano come i loro padri e le loro madri.

  • Raccolta differenziata Catania, due nuove zone

    Raccolta differenziata Catania, due nuove zone

    Era stata un’estate infuocata, dal punto di vista delle polemiche, quella che ha riguardato la raccolta differenziata. Era arrivata in autunno anche la denuncia di Selvaggia Lucarelli, già paladina social contro il sindaco di Noto, vista la situazione critica in cui versavano le vie catanesi. Una vera e propria valanga d’immondizia, che si era trasformata in parte in fiume in piena in occasione del maltempo, e aveva così confermato in assoluto la sua situazione di emergenza.
    Rifiuti Catania
    In tutto ciò, il lento processo che ha portato Catania alla raccolta differenziata procedeva – non senza preoccupanti intoppi, vista la reticenza di molte zone di Catania ad accettare il cambiamento.

    Catania raccolta differenziata come ritirare i mastelli

    Così, l’amministrazione ha dato il via alla consegna dei mastelli porta rifiuti che consentiranno la raccolta porta a porta. Per ogni nucleo abitativo dei due lotti interessati saranno dunque forniti 5 mastelli di 40 litri e un piccolo mastello per l’umido, ognuno dei quali dotato di un codice identificativo.
    Tale set sarà fornito gratuitamente a coloro che ne facciano richiesta e che presentino un documento di riconoscimento (codice fiscale, tessera sanitaria) o l’avviso della Tari. Il ritiro potrà essere effettuato, per la zona Nord, presso i pickup point di via Don Minzoni 64 presso la Circoscrizione (area San Giovanni Galermo), Via Piergiorgio Frassati (area Barriera – Canalicchio – Feudo Grande), Via Nizzeti (area Barriera – Canalicchio – Feudo Grande), Via Fiorita (area Trappeto – San Nullo) e infine Via Leonardo Vico (area Monte Po – Nesima). Per la zona Sud invece Via delle Clementine (Pigno), Via della Valeriana 70 (Vaccarizzo e Villaggi a Mare) e poi Pala Nitta (Villaggio Sant’Aga e Zia Lisa), Sesta Municipalità (San Giorgio e Fossa Creta) ed Ex mercato ortofrutticolo (San G.ppe La Rena – San F.sco La Rena – S. M. Goretti – Fontanarossa).

    Raccolta differenziata Catania « Consegna in zona Nord e Sud una svolta»

    Catania sommersa dai rifiuti
    Secondo il primo cittadino Salvo Pogliese siano dinnanzi a un cambiamento radicale per quanto riguarda Catania: « Con la consegna dei mastelli ai cittadini residenti nelle zone nord e sud della città la svolta nel sistema di raccolta dei rifiuti avviata lo scorso primo novembre segna un ulteriore decisivo passo in avanti. I dati registrati in questi primi mesi sono molto confortanti e indicano una tendenza chiara e incontrovertibile che ci sta conducendo a una situazione completamente diversa rispetto al passato. Nella zona nord, vale a dire San Giovanni Galermo, San Nullo, Trappeto Nord, che ha già completato tutti gli step siamo passati dall’1,6% al 43,5% di rifiuti differenziati. Nella zona Sud di San Giorgio, Monte Po e Librino dove gli step del porta a porta sono ancora a metà, siamo passati dal 4,08% al 23% di differenziata e ovviamente anche in questo caso aumenteranno rapidamente i livelli poiché entro marzo completeremo gli step di porta a porta in tutto il territorio di quel lotto. »
    Nonostante i dati rassicuranti, non tutto è rose e fiori: «Non nascondo le criticità, anzi ne approfitto per chiedere scusa ai cittadini per alcuni disservizi verificatisi in alcuni frangenti, come quello della saturazione della discarica, ma anche per i marciapiedi invasi dai rifiuti conseguenza anche di ben specifiche situazioni gestionali sulle quali abbiamo avanzato le nostre contestazioni formali. E’ in corso un nuovo piano di pulizia straordinaria dei quartieri e in poco tempo la situazione sarà di nuovo ricondotta alla normalità in tutto il territorio cittadino anche per questi aspetti».
    Parole al miele sono state spese da Pogliese per ringraziare «per l’intenso lavoro l’assessore Andrea Barresi, il suo predecessore Fabio Cantarella, la Srr, le aziende e i dirigenti e la polizia Municipale che stanno lavorando intensamente per migliorare il dato di partenza del 2018 con la differenziata ferma al 7 % in tutto il territorio, mentre con questa prima fase di porta a porta siamo già al 20% complessivo; un risultato significativo che è solo l’inizio e comunque fortemente condizionato dal dato numerico nel lotto Centro in cui gli indici non hanno valori edificanti.»

    Catania multe per chi non differenzia

    Multa vigili urbani
    E per chi si sottrae al suo compito di cittadino, inondando le strade catenesi di sporcizia? Il sindaco ha rassicurato anche in tal senso, evidenziando «il capillare lavoro di controllo del territorio, con oltre 2500 multe elevate dai 40 vigili urbani impegnati non solo contro i “turisti della spazzatura” provenienti dai comuni limitrofi – almeno all’inizio dei controlli – ma anche verso i cittadini che persistono in pratiche scorrette di smaltimento nei cassonetti di prossimità. Il mio appello è proprio rivolto ai catanesi. Noi stiamo facendo di tutto per eliminare radicalmente le “spirtizze” che contribuiscono a sporcare la città: deve passare in tutti il concetto che tenere pulito è più facile che pulire. Risultato che può essere realizzato solo con il contributo di tutti e proprio per questo puntiamo a realizzare un vasto piano di videosorveglianza che insieme al consiglio comunale presto definiremo. »

  • Concorsi Regione Sicilia: 1170 posti, laureati e diplomati

    Concorsi Regione Sicilia: 1170 posti, laureati e diplomati

    Periodo di buone possibilità lavorative, nonostante tutto. Sebbene alcuni settori – come per esempio quelli legati al turismo, all’intrattenimento e alla ristorazione – subiscono ancora oscillazioni relative all’andamento della pandemia, qualcosa si muove specialmente nel settore della pubblica amministrazione. E se qualche settimana fa avevamo avuto la possibilità diverse posizioni lavorative per il comune di Catania, stavolta è il turno di concorsi per la Regione Sicilia. Oltretutto, le posizioni sono molteplici (un totale di circa 1200 posti) e per diverse profili lavorativi, che vanno dal diploma di scuola secondaria alla laurea. Per ognuno dei seguenti concorsi abbiamo inoltre allegato un link di riferimento al bando, per poter consultare con precisione i singoli requisiti e i vari dettagli.
    Bisogna tenere presente che, salvo specifiche e ulteriori precisazioni, sono necessari per tutti i concorsi

    • cittadinanza italiana o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea purché in possesso di adeguata conoscenza della lingua italiana.
    • avere un’età non inferiore a diciotto anni
    • essere in possesso – con riferimento a ciascun profilo messo a concorso – del titolo di studio di seguito indicato in relazione a ciascuno dei profili di funzionario

    Concorsi regione Sicilia per Centro dell’Impiego

    È indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di n. 537 unità di personale a tempo pieno e indeterminato categoria D, posizione economica D1, da assegnare presso i Centri per l’impiego della Regione Siciliana, nei seguenti profili professionali:

    • Specialista amministrativo-contabile        totale posti: 119
    • Specialista mercato e servizio del lavoro  totale posti : 344
    • Specialista informatico-statistico             totale posti: 37
    • Analista del mercato del lavoro               totale posti: 37

    Il numero dei posti messi a concorso potrà essere ridotto in ragione dei posti che potranno essere coperti all’esito delle procedure di mobilità obbligatoria.

    Requisiti concorso regione Sicilia

    aula vuota concorso
    Genericamente, tutte le posizioni sopracitate necessitano di una una laurea. Per il profilo di specialista contabili sono necessarie lauree quali: Scienze dell’Economia e della gestione aziendale (L-18); Scienze economiche (L-33); Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione (L-16); Scienze politiche e delle relazioni internazionali (L-36); Servizio sociale (L-39); Sociologia (L-40); Scienze dei servizi giuridici (L14). Oppure, le corrispettive lauree del vecchio ordinamento o i titoli equiparati ed equipollenti secondo la normativa vigente.
    Allo stesso modo, per il profilo di Funzionario – Specialista in mercato e servizi per il lavoro si richiede una laurea in: Scienze dell’Economia e della gestione aziendale (L-18); Scienze economiche (L-33); Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione (L-16); Scienze politiche e delle relazioni internazionali (L-36); Servizio sociale (L-39); Sociologia (L-40); Scienze dei servizi giuridici (L14); Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19); Scienze e tecniche psicologiche (L-24). Anche qui, sono valide le corrispettive lauree del vecchio ordinamento o i titoli equiparati ed equipollenti secondo la normativa vigente.
    Per il profilo di specialista informatico e statistico è necessaria una laurea in Statistica (L-41), Scienze dell’Economia e della gestione aziendale (L18); Scienze economiche (L-33); Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione (L-16); Scienze politiche e delle relazioni internazionali (L-36); Scienze e tecnologie informatiche (L-31); Ingegneria dell’informazione (L-8); Scienze matematiche (L-35). Mentre per quello di Analista in mercato e servizi per il lavoro, oltre alle prime sei già citate precedentemente, valgono anche: Servizio sociale (L-39); Sociologia (L-40); Scienze dei servizi giuridici (L-14); Scienze matematiche (L-35). Per ambedue i profili sono valide le corrispettive lauree del vecchio ordinamento o i titoli equiparati ed equipollenti secondo la normativa vigente.

    Concorso pubblico Istruttore amministrativo contabile e operatore mercato del lavoro

    digitalizzazione sicilia bando 2021
    È indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di n. 487 unità di personale a tempo pieno e indeterminato, categoria C, posizione economica C1, da assegnare presso i Centri per l’impiego della Regione Siciliana, nei seguenti profili professionali
    Istruttore amministrativo contabile           totale posti:176
    Istruttore – Operatore mercato del lavoro  totale posti: 311
    In questo specifico caso i requisiti sono il DIPLOMA di scuola superiore.

    Concorsi pubblici Forestale

    ranger parco forestale
    Segnaliamo inoltre un concorso pubblico per N. 12 unità di categoria D, posizione economica D1, da assegnare presso i Dipartimenti dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale e Territoriale dell’Amministrazione regionale.
    Per questo concorso è richiesto il possesso di un titolo di laurea, precisamente: Laurea magistrale/specialistica (LM/LS) in una delle seguenti discipline: in Scienze e Tecnologie Agrarie (LM-69), Scienze e Tecnologie Forestali ed Ambientali (LM-73); in Scienze e Tecnologie Agrarie (77/S), Scienze e Gestione delle Risorse Rurali e Forestali (74/S).
    Infine, un concorso pubblico, per esami, per il reclutamento di n. 46 unità di personale a tempo indeterminato come di seguito indicato:
    N. 46 unità agenti del Corpo Forestale della Regione Siciliana, categoria B, posizione economica B1 del vigente CCRL.
    Per questo concorso ulteriori requisiti sono un’età non superiore ai 29 anni e il possesso del diploma di scuola secondaria di I grado.

  • Scuola, Sicilia gialla, si rientra ma fra le proteste

    Scuola, Sicilia gialla, si rientra ma fra le proteste

    Un piccolo passo verso la normalità, seppur con tutti i dubbi del caso. Sembra dunque dipanarsi la vicenda ( o dovremmo dire la soap opera?) che ha animato in questi giorni il rientro a scuola. Prima il rientro fissato a giorno 7 era stato spostato al 10, poi nuovamente dal 10 al 13 con la possibilità di spostare ancora una volta il ritorno fra i banchi e cominciare domani. Alla fine la ripresa delle attività didattiche è avvenuta veramente giovedì, ma quasi ovunque in modalità telematica: la DaD ha costituito dunque un cuscinetto morbido per ripristinare la modalità in presenza. Sì, perché da oggi si tornerà tutti a scuola –  e per di più in presenza.

    Sicilia zona gialla: non scatta la zona arancione

    scuola rientro dad
    Questo innanzitutto perché non Sicilia non è scattata la zona arancione. Il ministro Speranza ha infatti “graziato” l’isola, nonostante secondo i dati riportati sia stata superata la soglia del 20% delle terapie intensive e anche del 34% dei posti letto nei reparti ordinari. Tuttavia, nonostante quanto riportato nei reportage dell‘Istituto superiore della sanità, l’isola rimarrà gialla, seppure i comuni per i quali è stata disposta la zona arancione siano saliti a 146.
    Praticamente, una zona gialla a leopardo, macchiata d’arancione praticamente qui e lì, mentre il bollettino del weekend fa intravedere qualche margine di miglioramento. Di seguito, i dati del bollettino:
    Nuovi casi: 149.512 (ieri 180.426)
    Attualmente positivi: 2.548.857 (ieri 2.470.847)
    Morti: 248 (ieri 308), totale deceduti dopo test positivo: 141.104 (140.856)
    Ricoverati: 18.719, 349 più di ieri (ieri 18.370, +351)
    Ricoverati in terapia intensiva: 1.691, 14 più di ieri, 128 nuovi (ieri 1.677, -2, nuovi 141)

    Tamponi: 927.846 (ieri 1.217.830)

    Scuole aperte in zona gialla ma con proteste. Le proposte dei giovani

    scuola rientro proteste
    Dunque, senza la motivazione della zona arancione, con il Tar che ha decapitato le manovre della regione Campania e l’esplicita direttiva di Draghi, il rientro a scuola è dato per scontato. Questo non significa che sia stato accolto col sorriso da parte di coloro che devono, a scuola, tornaci. Proprio in questi giorni infiamma la polemica sui social, quando non direttamente mediante striscioni appesi intorno agli edifici scolastici.
    Durissima la presa di posizione del Fronte della gioventù comunista catanese, che ha espresso tramite un comunicato tutta la loro contrarietà a un rientro in tale modalità: «Migliaia di studenti a Catania e provincia torneranno tra i banchi in una condizione di estremo disagio e pericolo data la crescita esponenziale dei contagi. Sebbene in queste settimane il ministro dell’istruzione Bianchi si sia detto più volte soddisfatto del lavoro svolto per un rientro in sicurezza, gli studenti sono coscienti di come la realtà dei fatti sia ben diversa dalla narrazione favoleggiante del governo»
    «Oggi – si legge sempre nella nota a firma del Fronte – si cerca di mascherare il disastro delle istituzioni scaricando la responsabilità del picco pandemico sugli studenti e sulla ‘troppa libertà concessagli durante le vacanze di natale’. Il tentativo è quello di far passare il messaggio di una scuola sicura, ma popolata da studenti incoscienti che non rispettano le norme covid al di fuori della stessa. Nulla di più falso. Gli studenti e le studentesse sanno bene che la DAD non è la soluzione, e che l’unico modo per garantire a tutti un rientro a scuola veramente in sicurezza sia predisporre tamponi e mascherine ffp2 gratis per gli studenti e i lavoratori della scuola, avviare un serio tracciamento dei contagi e implementare il trasporto pubblico per assicurare il distanziamento sui mezzi.»
    Tre idee concrete per risolvere un annoso problema, che in effetti non può continuare a essere aggirato con misure temporanee quali la chiusura delle scuola o la DaD. Quest’ultima può essere certamente una risorsa, ma qualora inserita in un sistema che la preveda in maniera organica e funzionale, e non quale costante tappabuchi a fronte di – più o meno improvvisate – crisi. Possiamo ancora definire, dopo due anni, crisi improvvisa il Coronavirus? E possibile che la soluzione sia (ancora) la stessa adottata due settimane dopo lo scoppio della pandemia?

    Le parole delle autorità

    scuola vuota rientro
    Sono di ieri pomeriggio invece le frasi espresse, per mezzo di una nota, da Leo Cantarella, sindaco di Giarre: «A conclusione della riunione dei Sindaci Siciliani in cui si è deciso di prevedere che in zona gialla non si ripropongono le ordinanza di chiusura degli Istituti Scolastici, invito tutti, genitori, studenti, docenti ed operatori scolastici, per Lunedì 17 gennaio 2022, a utilizzare al meglio questo ritorno in presenza senza dimenticare le misure di prevenzione e di contenimento del Covid 19. Noi, assieme al Commissario Straordinario per l’emergenza Liberti e alle Autorità Sanitarie, continueremo a monitorare la situazione e ad intraprendere ogni iniziativa a tutela della salute pubblica.»
    Come lui, molti sindaci hanno preso atto della decisione della regione e sono pronti a ripartire con l’attività scolastica così come l’abbiamo conosciuta finora. Sarà questo l’ultimo atto di questa diversa presa di posizione?