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  • Carnevale di Acireale, rinvio in primavera

    Carnevale di Acireale, rinvio in primavera

    Il Carnevale di Acireale viene rinviato in primavera. Così, mentre ancora tutta l’Italia e specialmente la Sicilia si arrovella sul rientro a scuola (con poco accordo fra governo, Regioni e presidi) e mentre i numeri dei ricoveri Covid rimbalzano da bollettino a bollettino, per uno degli eventi più amati si è raggiunta una chiara risoluzione.
    Inizialmente, il Carnevale di Acireale era stato annunciato per il periodo compreso fra il 12 febbraio e il 1 marzo, con l’ultima settimana fra queste come tradizionalmente più densa di eventi. Tuttavia, in misura dell’emergenza sanitaria con cui conviviamo ormai da due anni, si è ritenuto di spostare l’evento alla primavera. Precisamente, secondo quanto deciso dagli organizzatori, il Carnevale avrà inizio il prossimo 21 aprile e dovrebbe concludersi il 1 maggio. Tuttavia, è anche possibile che vi siano ulteriori slittamenti in base alla situazione contingente. Alcuni progetti ipotetici parlavano di una possibile “data ibrida”, qualora quest’ultima dovesse saltare, che fonda l’evento tradizionale con le ormai consolidate date estive.

    Carnevale di Acireale programma nuovo dell’evento

    carnevale di acireale
    Secondo quanto annunciato al Palazzo di Città dal presidente della Fondazione “Carnevale di Acireale” Gaetano Cundari, in presenza del sindaco Stefano Alì e dell’assessore al Turismo Fabio Manciagli, nonché di Gaetano Bonanno e Valeria Castorina, membri del consiglio di amministrazione della stessa Fondazione, qualcosa per il periodo invernale sarà comunque previsto. Nelle date originariamente previste per il Carnevale, quindi dal 12 febbraio al primo di marzo, verrà creato un programma alternativo con degli “eventi collaterali”, sui quali non sono stati ancora rivelati tutti i dettagli.
    Per quanto riguarda invece le sfilate dei carri allegorici e dei carri infiorati verranno slittate al periodo primaverile, sempre ammesso che tutto possa svolgersi in sicurezza e senza ulteriori rinvii.

    Carnevale di Acireale nuove date: l’annuncio di Cundari

    Come ha annunciato il presidente Cundari, spostare il Carnevale è stata una scelta complessa e ponderata, ma della quale l’organizzazione è certa. «Il differimento era un obbligo legato, soprattutto, alla necessità che i tempi tecnici per lo svolgimento delle varie gare ci imponevano. Quindi era impossibile dare corso a bandi per la sfilata dei carri allegorico grotteschi senza avere la certezza che, poi, questi potessero arrivare a buon fine. Inoltre, dato che ancora oggi è permesso, tutte quelle manifestazioni che non daranno luogo e che non danno luogo ad assembramenti, ma che possono essere controllate nel loro nel loro svolgimento, riteniamo di possano essere riprogrammate nell’ambito di quello che è periodo canonico, quindi la settimana ‘grassa’ della nostra manifestazione.
    maschera carnevale
    Anticipatamente rispetto alle polemiche che certamente sarebbero nate, il presidente ha tenuto a precisare come si sia esclusa « la data del 25 aprile da qualsiasi evento, perché ha un significato importante che non può essere confuso con il Carnevale.» All’annuncio del rinvio ha fatto seguito però anche uno di natura diversa: « Acireale ha avuto il privilegio di diventare sede regionale delle maschere italiane, da Pulcinella ad Arlecchino. L’unica maschera siciliana inserita in questo contesto è “Lavica”, quindi la fondazione avrà il compito di gestire la Sicilia per la raccolta delle maschere, per la festa delle maschere di tutta la regione, non solo dei grandi carnevali, ma anche dei Comuni che hanno un simbolo carnascialesco e che vogliono registrare e l’incarico in tal senso è stato affidato al consigliere Valeria Castorina».

    Carnevale di Acireale: un libro dedicato ai grandi della manifestazione

    L’ultima novità riguarda un testo che ricorderà tutte le figure che, col loro contributo, hanno reso il Carnevale la magnifica manifestazione che tutti ricordiamo: «Vorremmo dare un riconoscimento – ha infine concluso il presidente Cundari – con la consegna a viventi o eredi di una pergamena e di un distintivo che rappresenta Lavica».
    Carnevale 2022
    Alle parole del presidente hanno fatto eco gli elogi del sindaco Alì:« Mi piace sottolineare  l’impegno e la pazienza ad operare in un periodo così complicato, durante il quale non vi è alcuna certezza e, quindi, è davvero difficile riuscire a mantenere l’attenzione sempre alta sul Carnevale. Ci auguriamo che ad aprile sussistano condizioni che possano rendere percorribile lo svolgimento tradizionale della manifestazione e, dunque, fare vivere alla città la consueta, fantastica esperienza».
    Anche l’assessore Manciagli ha espresso la sua soddisfazione riguardo l’operato: « Il Carnevale non deve essere interpretato soltanto come un momento di svago oppure un semplice appuntamento ludico. Si tratta, innanzitutto, di un elemento sociale e culturale che fa parte delle nostre tradizioni più radicate, capace al tempo stesso di garantire un’opportunità per gli operatori commerciali dell’intero comprensorio del quale Acireale è capofila. Ben vengano, dunque, tutte le iniziative della Fondazione volte a promuovere l’evento sotto ogni profilo, attraverso percorsi idonei a fare travalicare ogni confine fisico alla nostra manifestazione turistica di punta.»

  • Cosa fare se si è positivi o a contatto con positivi

    Cosa fare se si è positivi o a contatto con positivi

    Un picco di contagi come non si vedeva da ormai molto tempo e la conferma di trovarsi di fronte alla quarta ondata. I dati in Sicilia sono estremamente preoccupanti (tanto che è possibile che a breve si torni in zona arancione) e questo 2022 non è voluto essere da meno, rispetto ai due suoi illustri predecessori. Parliamo di un vero e proprio boom di ricoveri, con un aumento di 83 pazienti di cui ben 20 in terapia intensiva, con 35 morti, stando al bollettino del ministero della salute di oggi 11 gennaio. Nonostante questo preoccupante aumento dei ricoveri c’è anche un altro fenomeno in aumento: a causa proprio dell’incremento dei positivi, sale anche il numero di coloro che devono osservare le misure cautelari prima di potersi muovere liberamente.
    Ci sono poi i naturali assestamenti delle disposizioni del governo in materia, che però possono anche generare confusione: quanti giorni di quarantena preventiva devo osservare se entro a contatto con un positivo? E questo dipende dalle mie dosi di vaccino? E cosa devo fare se riscontro i sintomi del Covid? Insomma, ci sono moltissime domande a cui è importante dare risposta.

    Cosa fare sintomi Covid

    Coronavirus Il settore del turismo
    Partiamo con ordine (di gravità, in questo caso). Cosa bisogna fare se si riscontrano i sintomi del Covid? Ricordiamo che si fa riferimento ai seguenti:

    Sintomi più comuni:

    • febbre
    • tosse
    • astenia
    • perdita del gusto o dell’olfatto

    Sintomi meno comuni:

    • mal di gola
    • mal di testa
    • dolori muscolari
    • diarrea
    • rash cutaneo o scolorimento delle dita delle mani o dei piedi
    • occhi arrossati o irritati

    Sintomi gravi:

    • difficoltà respiratoria o fiato corto
    • afasia, difficoltà di movimento o confusione
    • dolore al petto

    In questi casi la primissima cosa da fare è contattare il proprio medico di famiglia per ottenere un suo consulto e, successivamente, la prescrizione per un tampone molecolare. Non precipitatevi in farmacia, per diversi ordini di motivi. In primo luogo, se positivi, potreste essere voi il veicolo della diffusione del virus in luoghi che – al momento – sono spesso molto affollati. Oltretutto, come sappiamo, in questo periodo è necessario evitare gli assembramenti, quindi qualora non siate positivi vi esponete inoltre a un rischio a vostra volta. Per di più, molto spesso ultimamente i test rapidi non stanno mantenendo adeguati standard di efficacia, quindi il nostro consiglio è non rivolgersi al semplice antigenico della farmacia.
    Una volta che il tampone è stato effettuato ricordiamo che è consigliabile sottoporsi a un cautelare periodo di isolamento. Se la positività è effettivamente riscontrata, sarà in primo luogo il medico di base a informarci sui passi successivi, indicandoci la terapia di base e segnalando la nostra positività ai sanitari dell’Usca (Unità speciali di continuità assistenziale). Sarà poi compito dell’azienda sanitaria locale contattare il paziente per ricostruire i suoi contatti stretti e avvertirli affinché osservino un periodo di quarantena a casa.  Se la positività venisse accertata tramite test eseguito in farmacia sarà lo stesso farmacista a segnalare il caso positivo alla Asl.

    Quanto tempo dura l’isolamento per un positivo covid

    La durata dell’isolamento per chi ha una diagnosi di Sas-Cov-2 varia a seconda dello stato vaccinale del paziente e della presenza dei sintomi.
    Coronavirus sicilia
    In base alle ultime indicazioni del ministero della Salute, i positivi asintomatici che hanno effettuato la terza dose o hanno completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni (4 mesi) possono uscire dall’isolamento già dopo 7 giorni a condizione ovviamente che abbiano effettuato un tampone (sia antigenico che molecolare) con esito negativo e che “siano sempre stati asintomatici, o risultino asintomatici da almeno 3 giorni”.
    Le regole cambiano per chi non si è vaccinato, ma anche per coloro che non hanno ricevuto il booster e hanno completato il ciclo vaccinale da più di 120 giorni. In questo caso il periodo di isolamento è di 10 giorni a partire dalla data del tampone positivo, a condizione ovviamente che il test risulti negativo e che non si abbiano sintomi da almeno tre giorni. Chi continua a risultare positivo può invece uscire dall’isolamento dopo 21 giorni se nell’ultima settimana non ha avuto sintomi.
     

    Cosa fare se si è entrati a contatto con un positivo

    Cosa fare contatto positivo
    Innanzitutto, è bene precisare cosa voglia dire un contatto stretto. Da indicazioni governative, il ‘contatto stretto’ (esposizione ad alto rischio) di un caso probabile o confermato è definito come: una persona che vive nella stessa casa di un positivo al Covid; una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un positivo (per esempio la stretta di mano); una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un contagiato (per esempio ha toccato a mani nude fazzoletti di carta usati); una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un positivo, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti; una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (per esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un positivo in assenza di mascherine o altri dispositivi di protezione idenei (Dpi).
    La circolare del ministero della salute ha quindi distinto i livelli di cautela correlandoli ad alcuni parametri, fra i quali distanza dalla vaccinazione e numero delle dosi:

    Contatti stretti (ad ALTO RISCHIO)

    1) Soggetti non vaccinati o che non abbiano completato il ciclo vaccinale primario (i.e.
    abbiano ricevuto una sola dose di vaccino delle due previste) o che abbiano completato il
    ciclo vaccinale primario da meno di 14 giorni: rimane inalterata l’attuale misura della
    quarantena prevista nella durata di 10 giorni dall’ultima esposizione al caso, al termine del
    quale periodo risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo;
    2) Soggetti che abbiano completato il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni, e che
    abbiano tuttora in corso di validità il green pass, se asintomatici: la quarantena ha
    durata di 5 giorni, purché al termine di tale periodo risulti eseguito un test molecolare o
    antigenico con risultato negativo;
    3) Soggetti asintomatici che:
    – abbiano ricevuto la dose booster, oppure
    – abbiano completato il ciclo vaccinale primario nei 120 giorni precedenti, oppure
    – siano guariti da infezione da SARS-CoV-2 nei 120 giorni precedenti,
    non si applica la quarantena ed è fatto obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 per almeno 10 giorni dall’ultima esposizione al caso. Il periodo di Auto-sorveglianza termina al giorno 5.
    E’ prevista l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare per la rilevazione
    dell’antigene Sars-Cov-2 alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto
    giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto con soggetti confermati positivi al
    Covid 19.

    Basso rischio:

    Qualora i contatti abbiano indossato sempre le mascherine chirurgiche o FFP2, non è necessaria quarantena ma dovranno essere mantenute le comuni precauzioni igienico-sanitarie. Se non è stato possibile garantire l’uso della mascherina, tali contatti dovranno sottostare a sorveglianza passiva.

    Isolamento:

    Quanto ai soggetti contagiati che abbiano precedentemente ricevuto la dose booster, o che abbiano completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni, l’isolamento può essere ridotto da 10 a 7 giorni, purché i medesimi siano sempre stati asintomatici, o risultino asintomatici da almeno 3 giorni e alla condizione che, al termine di tale periodo, risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo.

  • Calcio Catania fallito: le incognite del (calcio)mercato

    Calcio Catania fallito: le incognite del (calcio)mercato

    Inizio di anno durissimo per i rossazzurri, che devono fare i conti con l’eredità durissima del 2021. La sentenza con cui il tribunale di Catania ha decretato il fallimento del Calcio Catania avrà conseguenze pesantissime. che hanno solo cominciato a palesarsi. Inutile di certo parlare delle ripercussioni che avrà a livello psicologico sulla squadra, che possono essere solo ipotizzate. Pensarci, oltretutto, è un mero esercizio di fantasia: la squadra potrebbe compattarsi o sfaldarsi, ma è una scommessa vana farlo adesso. Più facile invece andare a prevedere le altre conseguenze – a livello di calcio mercato, societario, di titolo sportivo – che andremo adesso a osservare punto per punto.

    Calcio Catania fallito: si cerca di salvare il titolo sportivo

    Tribunale di catania
    Si è aperto uno spiraglio, almeno in questo senso, in quella che sembrava essere una situazione senza via d’uscita. Il tribunale di Catania ha disposto, tramite diversi rinvii, l’ultimo dei quali fino al 28 febbraio, la proroga dell’esercizio provvisorio del club rossoazzurro. Questo significa che c’è tempo fino al secondo mese di febbraio per rilevare la società, precisamente garantendo il capitale necessario alla base d’asta e a coprire il debito sportivo, e preservare il titolo sportivo e la categoria. Per quanto riguarda la prima cifra, si parla di circa 600mila euro. Lo stesso tribunale, nella sentenza del 22 dicembre dello scorso anno, ha riportato questa cifra come quella riportata dai consulenti che hanno analizzato lo stato societario e fissato questo «verosimile valore negoziale del ramo d’azienda sportivo del Calcio Catania.» Ma se questa cifra non sembra straordinaria – specialmente alla luce di quelle che girano nel mondo del calcio -, il totale dell’impresa si rivela ben più arduo. Questo perché gli eventuali nuovi proprietari dovranno considerare anche il debito sportivo, come riportato dalla sentenza, che attualmente è fissato a 2.948.792 euro. Oltre alla difficoltà della somma necessaria, si aggiunge quella per i tempi molto stretti. Resta tutto nel margine delle ipotesi nebulose, come la pista che porterebbe il Catania verso una società milanese pronta a rilevarla.
    Una notizia che era in parte insperata a che apre a un nuovo capitolo per il Calcio Catania, che potrebbe così navigare grazie a una nuova proprietà fuori dalle perigliosissime acqua che avrebbero visto una gloriosa storia svanire fra i flutti del fallimento societario. Una tenute speranza però che non deve trascinare in ciechi entusiasmi. Come precisa il tribunale stesso, bisogna tenere conto dell’«incertezza dell’eventuale trasferimento del titolo sportivo da parte della Figc da ottenersi a carico dell’aggiudicatario in tempi rapidissimi.»

    Fallimento Catania e calciomercato: si mira a tagli

    Calcio Catania Palermo
    In una contingenza di questo tipo è chiaro che il mercato invernale sarà caratterizzato da una politica di austerità. Quasi certa però la permanenza di Baldini : il mister non dovrebbe abbandonare la barca e a questo punto dovrebbe guidare la squadra fino a fine anno. Più difficile la permanenza di alcuni elementi della squadra, visto che uno degli obiettivi a livello societario potrebbe essere la riduzione del monte ingaggi. In tal senso, è prevedibile che si apra (sigh!) una sanguinosa asta al ribasso, con i pezzi più pregiati della squadra etnea sacrificati sull’altare del bilancio, come sempre accade in questi casi.
    Indiziati numeri uno e due per la partenza sono Giovanni Pinto e Luca Calapai, che sembrano interessare diverse squadre e che hanno certamente l’esperienza per fare bene in categoria. E di interessamento si è parlato anche per Tommaso Ceccarelli, gradito al Taranto e all’Avellino, e Antonio Piccolo, anche lui nelle mire del Taranto, oltre che del Turris. Anche Simone Russini e Luis Maldonato potrebbero avere dei corteggiatori e lasciare presto, già prima della fine del mercato di riparazione, le pendici del vulcano. Sottrarre giocatori alla rosa di Baldini non aiuterà a ben figurare nel campionato, ma non ci sono molte altre soluzioni percorribili. Facile che alla fine si finisca per ripiegare su prestiti a titolo gratuito per rimpolpare la rosa e concludere la stagione.

    Torre del grifo: un rebus di complessa risoluzione

    torre del grifo
    Il fallimento non ha di certo giovato nemmeno all’imponente complesso sportivo, del quale avevamo parlato ormai qualche mese addietro. Come una struttura inaugurata nel 2011, costruito su una superficie di 150.000 m2 e che può vantare quattro campi da calcio regolamentari, due in erba naturale e due in erba sintetica, due piscine, quattro palestre, una Spa, un centro medico, locali ristorante e mensa sia divenuta un peso è argomento complesso. Certo è che la Sigi, proprietà che la amministrava, non è mai riuscita a gestirla efficacemente – e di certo, non è stata aiutata del Covid che ha peggiorato in maniera critica la situazione. Già qualche mese fa si era parlato della necessità di affidarla a un terzo, ma anche per la struttura di Torre del Grifo è difficile intravedere un roseo futuro.

  • Coronavirus, nuove disposizioni ma la situazione resta delicata

    Coronavirus, nuove disposizioni ma la situazione resta delicata

    In quella che ormai è ufficialmente la quarta ondata di Coronavirus di questa pandemia, continuano a stringersi le maglie delle restrizioni per cercare di contenere l’emergenza. I dati, purtroppo, sono molto gravi e il bollettino di ieri parla di un ulteriore incremento, con 2.265 nuovi contagi. A guidare la classifica delle province siciliane con il maggiore numero di positivi, oltretutto, è proprio la nostra Catania.

    Coronavirus, nuove disposizioni del 10 gennaio: green pass rafforzato

    Per far fronte a questa nuova emergenza il governo ha dunque preso nuovi provvedimenti: già due giorni fa era scattato l’obbligo vaccinale per gli over 50, che prevede il green pass rafforzato per coloro che debbano entrare a lavoro e siano in questa fascia di età. Da oggi, lunedì 10 gennaio, l’obbligo del green pass rafforzato è stato esteso anche a coloro che vogliono accedere a servizi di trasporto pubblici quali autobus, metropolitane o treni. Sarà inoltre necessario per le tratte nazionali degli spostamenti in aereo, mentre non è richiesto per quelle internazionali. Su tutti i trasporti è obbligatorio anche l’utilizzo delle mascherine ffp2.
    Sarà necessario anche per accedere a impianti sciistici, centri benessere, piscine e per praticare sport di squadra, nonché per centri benessere – sia all’aperto che al chiuso. Allo stesso modo l’obbligo vige per i musei e le mostre, le fiere e le sagre, centri congressi e centri sociali e ricreativi, parchi tematici e di divertimento, sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò.
    Palestre a Catania
    Anche per per le consumazioni all’aperto o al chiuso o per partecipare a una celebrazione di matrimonio o di battesimo, nonché per accedere a un albergo o a una struttura ricettiva, sarà da oggi necessario il super green pass.

    E’ invece già in vigore l’obbligo di Super Green Pass per accedere alle strutture residenziali, socio-assistenziali e socio-sanitarie. Chi ha fatto due dosi di vaccino ma non il booster deve anche presentare un tampone negativo eseguito nelle 48 ore precedente.

    Coronavirus sicilia isolamento

    Cos’è il green pass rafforzato o super green pass e come si ottiene?

    Il green pass rafforzato (o super green pass) è la certificazione che attesta la vaccinazione o l’avvenuta guarigione dal Covid. A differenza del semplice green pass dunque, non basta un semplice tampone – rapido o monecolare che sia – e per ottenerlo è necessario appunto vaccinarsi (o, in alternativa, dimostrare di essere guariti dal Covid).
    Il super green pass si ottiene dopo ogni dose. Quindi, si otterrà dopo la prima dose – per la precisione dopo 15 giorni, il tempo necessario al vaccino a guadagnare efficacia -, così come dopo la seconda e dopo la terza.

    Catania, oggi vertice sul Coronavirus

    L’emergenza che sta continuando a vessare Catania richiede però non solo le disposizioni generali del governo, ma anche specifiche contromisure. Proprio per questo motivo oggi pomeriggio si terrà un incontro urgente fra i rappresentanti istituzionali dei medici di medicina generale e il Commissario Liberti, che ha specificato come questi ultimi siano fondamentali per il contenimento e il contrasto del Coronavirus.
    Il commissario Liberti ha quindi dichiarato: «L’incontro servirà a discutere, vista la gravità della situazione, in che modo a livello provinciale si può facilitare il lavoro dei mmg, indispensabili attori di questa emergenza. Occorre migliorare con ogni mezzo la comunicazione fra Usca e medicina generale. – Liberti ha poi aggiunto – Mi spiace che una mia dichiarazione (“Evitare che gli asintomatici finiscano in ospedale perché senza interlocutori”) abbia creato dei malumori. Preciso che non era riferita in alcun modo ai medici di medicina generale. Mi riferivo al call center dell’emergenza Covid, che in questi giorni fatica a dare risposte puntuali a tutti gli utenti. Riceviamo in media circa 35 mila telefonate al giorno. Ma riusciamo a rispondere soltanto al 10% delle chiamate. Conosco molto bene la faticosa attività svolta dai mmg ed il loro impegno è molto prezioso. E’ un momento di grande difficoltà per tutti. Stiamo vivendo un brutto periodo, ma sono fiducioso. Con il contributo di tutti riusciremo a superare questa emergenza.»

    San gregorio, il sindaco Corsaro esorta al vaccino

    Coronavirus nuove disposizioni
    Mentre si cercano soluzioni o possibilità alternative, la strada primaria è tracciata e porta al vaccino. La situazioni in molti comuni infatti rimane critica, come emerge per esempio dalle parole del primo cittadino Corsaro: «I dati ufficiali ci dicono che a San Gregorio, alla data odierna, ci sono 210 contagiati di cui solo uno ospedalizzato. Ho la percezione che questi dati non rispecchino la nostra realtà e i contagiati siano molti di più, per questo esorto i sangregoresi ancora una volta ad attuare comportamenti prudenti e soprattutto a vaccinarsi. Nell’età scolare – aggiunge poi Corsaro – l’incidenza è di 25 casi tutti domiciliati. Ormai è noto ai siciliani che gli studenti rientreranno a scuola giovedì 13 gennaio prossimo. Il Governo regionale ha esteso le vacanze natalizie di ulteriori tre giorni, ma non è da escludere che questo periodo si prolunghi ulteriormente. »
    « Tutti noi sindaci – sottolinea Carmelo Corsaro – siamo consapevoli che le scuole hanno dimostrato di essere un luogo dove il virus si propaga difficilmente, ma siamo altresì consci che i nostri ragazzi, soprattutto i più piccoli, debbano entrare in classe in totale sicurezza. Per questo motivo abbiamo rappresentato ai governi, nazionale e regionale, la necessità di mettere in campo tutte le azioni indispensabili per comprendere realmente il grado di diffusione del Covid e garantire un rientro a scuola in totale sicurezza. Agire con superficialità potrebbe creare disastri. Questo è un tema che divide, ne sono ben consapevole, ma dobbiamo agire per garantire il “sistema scuola” e non possiamo permetterci di sbagliare. Infine – ha concluso il sindaco -, è necessario parlare dei rifiuti delle persone contagiate e dei loro familiari. Il sistema di raccolta messo in piedi dall’Asp è al collasso, la struttura non riesce ad essere puntuale nella raccolta. Al momento – avvisa Corsaro – non esponete i vostri rifiuti per evitare di mettere a rischio gli operatori.»

  • Scuola, la regione fissa il rientro al 13 Gennaio

    Scuola, la regione fissa il rientro al 13 Gennaio

    C’è mai stato un momento in cui ci siamo abituati al modo in cui il coronavirus ha sconvolto i nostri piani – tutti, da quelli più ambiziosi a quelli più semplici e quotidiani? Perché in questo moto fatto di andirivieni in cui la pandemia ha costretto gli ultimi anni, caratterizzati da moti ondivaghi di zone rosse e di altrettanto improvvise (e liberatorie) tregue, niente sembra più certo. Ci eravamo soffermati proprio qualche giorno fa sul rientro fra i banchi e sembrava praticamente certo il rientro fissato a giorno 10. Era rimasto un certo margine di manovra sulla DaD, ma per il resto sembrava non vi fossero dubbi su quando si sarebbe rientrati a scuola in Sicilia.
    Come non detto, tutto da rifare. Questa mattina infatti, a seguito di una riunione fra esponenti dalla Regione, dei comuni e delle istituzioni scolastiche è stato confermata la nuova data d’inizio delle lezioni dopo le vacanze natalizie, fissata a giorno 13 Gennaio 2020. Si tratta di uno slittamento che oltretutto è volto a un’ulteriore valutazione, che arriverà nella giornata di mercoledì, proprio per valutare i dati del Coronavirus – al momento in costante evoluzione.

    Scuola: rientro fissato al 13, recupero a fine anno?

    La Regione Sicilia ha dunque fatto eco alle preoccupazioni diffuse in molti altri luoghi d’Italia e che sono state oltretutto raccolte dal ministro Bianchi. A questo punto diventa sempre più probabile l’ipotesi, in misura della giurisdizione regionale sull’organizzazione scolastica, la possibilità che si recuperino questi giorni in coda all’anno scolastico. La priorità rimane infatti assicurare i 200 giorni di lezione, ma tutti i rappresentanti hanno ribadito la volontà di farlo mantenendo presente la gravità della situazione e la volontà di muoversi tutti in considerazione della generale sicurezza. Attualmente la necessità di recupero non è ancora prevista, dato che la Regione Sicilia aveva inizialmente strutturato un calendario di 207 giorni di lezione. Vi erano dunque 7 giorni che eccedevano dalla soglia minima, tuttavia i due rinvii già ufficializzati (dal 7 al 10 e poi nuovamente dal 10 al 13) hanno ridotto il margine di manovra della Regione.
    Nel caso in cui, come paventato dall’ass. Lagalla, il rientro dovesse slittare di altri 3 giorni – ipotesi che sarà vagliata nella giornata di mercoledì in considerazione dei dati – sarebbe necessario recuperare quei giorni e allora quella più concreta sarebbe la pista che porta a fine anno.

    Rientro a scuola, Musumeci: sfruttata l’autonomia regionale

    Lo stato di allarme però non scende e ne è ben consapevole il presidente della Regione Sicilia: «Al termine della riunione della task-force per la scuola, registro la unanime posizione di rettori, dirigenti scolastici, rappresentanti sindacali e delle associazioni familiari, che ci chiedono di farci interpreti presso il governo nazionale della necessità di rivedere la attuale posizione sulla possibile scelta della didattica a distanza come strumento di accompagnamento temporaneo verso la piena didattica in presenza. Lo abbiamo già fatto nei giorni scorsi e fino a ieri sera. Frattanto, la sensibilità che è stata evidenziata anche dai sindaci della Sicilia, non può lasciarci immobili, ma non possiamo neppure alimentare un inutile conflitto con il governo centrale che ha già annunciato di volere impugnare decisioni in contrasto con la legislazione vigente.»
    Coronavirus Dad
    Musumeci precisa però come tale soluzione sia stata presa non solo in considerazione della legge, ma anche e soprattutto in comune accordo con i vari soggetti coinvolti: «Abbiamo adottato la soluzione più ragionevole, giuridicamente compatibile, che tiene conto della decisione di tutti: quella di utilizzare i nostri poteri di autonomia primaria sul calendario scolastico consentendo uno slittamento dell’apertura delle scuole di alcuni giorni, fino ad un massimo di cinque. Questo lasso di tempo ci permette di cogliere lo stato di andamento della pandemia e consente alle scuole e al sistema sanitario di prepararsi a realizzare gli obiettivi condivisibili posti dal governo centrale. Ringrazio gli assessori Lagalla e Razza per l’impegnativo e per il non facile lavoro delle ultime ventiquattr’ore.»

    Orlando, la Regione ha accolto le richieste dell’Anci

    scuola coronavirus
    Soddisfazione che trapela anche dalle parole di Leoluca Orlando, presidente dell’Associazione dei comuni siciliani: «Il governo regionale, accogliendo le richieste dell’ANCI Sicilia e condividendo la preoccupazione degli oltre 200 sindaci siciliani che proprio ieri si sono riuniti per affrontare il tema del rientro a scuola, ha ritenuto di accogliere la richiesta delle amministrazioni locali e utilizzare ogni strumento giuridico per impedire la riapertura delle scuole in presenza. In assenza di tale intervento i sindaci erano già pronti a intervenire avvalendosi dell’art.50 del TUEL.» Insomma, tutto è bene quel che finisce bene.
    «La nostra posizione – ha continuato Orlando – è stata condivisa da tutti gli operatori del mondo scolastico, consapevoli della necessità di superare l’attuale situazione di confusione generata anche da norme contraddittorie che gli stessi dirigenti scolastici ritengono di impossibile attuazione. Per questi motivi – ha concluso poi l’attuale sindaco di Palermo – abbiamo invitato il governo regionale, nel rispetto della normativa vigente, ad attivare ogni possibile intervento per evitare un caotico e pericoloso ritorno in presenza degli studenti. La nostra richiesta è stata accolta: la Regione sposterà di tre giorni la riapertura delle scuole riservandosi ulteriori provvedimenti attraverso la convocazione della task force la prossima settimana.»
     

  • Cosa fare il giorno prima di ritornare a scuola? 10 Consigli

    Cosa fare il giorno prima di ritornare a scuola? 10 Consigli

    Il calendario non lascia scampo: è giunto il momento di ritornare a scuola dopo il piacevolissimo periodo di vacanza e l’idea di dover ricominciare la solita routine fatta di alzatacce, colazioni ingurgitate al volo, mezzi di trasporto da prendere, lunghe ore sui banchi e compiti a non finire, non è per niente allettante. Gli studiosi hanno, infatti, dimostrato che sia per i genitori che per i figli questo momento di transizione è spesso causa di notevole stress. Chiaramente il nuovo anno scolastico o il semestre che sta iniziando non rappresentano solo un ritorno ad incombenze estenuanti, ma possono essere visti come il principio di nuove opportunità; eppure, come sappiamo, anche i cambiamenti positivi possono essere accompagnati da tensione. Vediamo dunque cosa potete fare per rendere questa fase meno snervante ed affrontarla con l’entusiasmo e l’energia necessari.

    Abbiamo preparato per voi 10 consigli che speriamo vi aiutino a tornare la scuola con il piede giusto.

    1. Fare una lista di cose positive
    Fare una lista di cose positive
    Può sembrare scontato, ma in ogni momento di difficoltà la prima cosa da fare è pensare positivoNel concreto, gli esperti suggeriscono che non è sufficiente solo pensare: è molto più efficace mettere tutto nero su bianco, quindi scrivere una lista degli aspetti positivi associati con il ritorno a scuola. Forse all’inizio sarà un po’ difficile perché le prime cose che vi verranno in mente saranno solo negative, ma con un po’ di sforzo vedrete che in realtà troverete anche molti vantaggi, come ritrovare gli amici, avere una routine più regolare…ma non vogliamo influenzarvi perché, per una maggiore efficacia, è importante che lo facciate voi stessi. E quando avrete finito di scrivere, rileggete tutto soffermandovi sulle sensazioni positive che ognuna di quelle cose provoca in voi.
    2. Fissare degli obiettivi scolastici
    Fissare degli obiettivi scolastici
    Com’è andata per voi la scuola prima di ora? Riflettere su cosa ha funzionato e cosa è andato storto è cruciale per poter valutare la situazione attuale e migliorare in futuro. Quindi il suggerimento è quello di ripercorrere i vostri successi e fallimenti passati concentrandovi in particolar modo sulle ragioni che hanno portato a queste conseguenze. Chiedetevi ad esempio, quali cose avete fatto per ottenere un buon voto, o che cosa vi ha portato ad apprezzare di più una materia che prima non vi attraeva affatto. Allo stesso modo, domandatevi perché alcune cose sono andate male; è stato per vostra responsabilità? Avete fatto o non fatto qualcosa che vi ha condotto all’insuccesso? Tutto questo ragionamento può essere accompagnato da un po’ di sofferenza, ma ha l’obiettivo di farvi rendere conto del fatto che avete nella maggior parte dei casi il pieno controllo dei vostri successi e insuccessi, e questo contribuisce notevolmente a lenire il vostro stato di ansia e di insofferenza.
    3. Elaborare delle strategie scolastiche
    Elaborare delle strategie scolastiche
    Una volta che avrete ragionato sul punto precedente, avrete in mano tutti gli strumenti che vi permetteranno di elaborare delle strategie adeguate per cambiare il corso degli eventi nel periodo scolastico che sta per cominciare. Le cose che avete fatto in passato e che vi hanno dato buoni risultati dovranno essere replicate e, se possibile, anche migliorate. Quelle che, invece, avete fatto e vi hanno condotto a cattivi risultati dovranno essere evitate e sostituite da strategie migliori. Se poi i vostri cattivi risultati sono derivati da cose che non avete fatto, non c’è niente di più semplice che impegnarsi a non ripetere l’errore e fare in modo che le vostre mancanze vengano rimpiazzate dai vostri sforzi. Anche in questo caso la cosa migliore da fare è buttare giù una lista scritta a cui potrete ricorrere nei momenti di confusione e difficoltà che di certo arriveranno.
    4. Condividere l’ansia con amici e genitori
    Condividere lansia con amici e genitori
    Uno dei modi migliori per lenire l’ansia è quello di esternarla e condividerla. Finché il rimuginio che avete in testa rimarrà imprigionato dentro di voi, non farà altro che ingigantire e in questo modo diventerà sempre più incontrollabile. Quando, invece, siete pronti a parlare di ciò che vi frulla in mente e vi preoccupa, i vostri mostri si ridimensionano. La cosa più facile da fare è parlare con chi, con tutta probabilità, sta vivendo la vostra stessa situazione, cioè i vostri compagni: vi renderete conto che quelle preoccupazioni non sono solo vostre e che, dunque, non c’è niente di sbagliato in voi, ossia non siete voi ad essere inadeguati, ma si tratta di una condizione normale che si verifica ogni qual volta le persone si trovano ad affrontare un cambiamento. Quindi prendete il telefono, chiamate un amico, sfogate la vostra insofferenza, ascoltate la sua e con tutta probabilità, senza neanche rendervene conto, vi ritroverete a riderci sopra e soprattutto vi sentirete molto più leggeri. Ovviamente, se per qualche ragione non potete o non volete farlo con un amico, ricordatevi che i vostri genitori sono lì per voi e niente li farà sentire meglio che potervi aiutare.
    5. Ricordare dove eravate rimasti
    Ricordare dove eravate rimasti
    Se non lo avete ancora fatto, un’ottima idea per il giorno precedente al nuovo inizio è quello di controllare a che punto eravate arrivati in ogni materia. Qual è stato l’ultimo argomento affrontato? Siete rimasti indietro con lo studio? In questo caso, chiaramente, è necessario recuperare, ma respirate profondamente e siate lucidi: se le cose da riprendere sono veramente poche, potete sicuramente far un buon ripasso il giorno prima, mentre in caso contrario sarebbe addirittura deleterio fare un tour de force in questo momento. Quello che potete fare, però, è organizzarvi per la prima settimana di scuola ritagliandovi un po’ di tempo ogni giorno per mettervi in pari, fissando degli orari precisi e il contenuto del ripasso. Ancora una volta, avere la situazione sotto controllo è la migliore strategia.
    6. Stabilire una nuova routine
    Stabilire una nuova routine
    “Anno nuovo, vita nuova”, giusto? Che ne dite di stabilire anche una nuova routine, magari più comoda e produttiva di quella che seguivate in passato? Ad esempio, se la mattina per voi è sempre tutto un corri corri dal momento in cui suona la sveglia a quando vi chiudete la porta alle spalle, che ne dite di mettere la sveglia 10 minuti prima d’ora in poi? In ogni caso il risveglio del primo giorno sarà un po’ traumatico se non vi siete già preparati nei giorni passati, e 10 minuti di sonno in meno non cambieranno tanto la situazione. Potreste abituarvici facilmente e scoprire quanto è bello poter fare le cose con calma la mattina. Allo stesso modo, potrebbe essere un buon momento per stabilire degli orari anche per i compiti e con vostra sorpresa scoprirete che tutto è più facile quando è già organizzato.
    7. Regolare il ritmo del sonno
    Regolare il ritmo del sonno
    Sicuramente durante le vacanze non avete rimesso la sveglia e avete provato il brivido di aprire gli occhi nel momento esatto in cui il vostro corpo era pronto per cominciare la giornata. Ciò significa che vi siete svegliati molto più tardi di quanto dovrete fare ora e quando suonerà la prima sveglia il vostro cervello andrà in tilt e vi dirà “Perché mi stai facendo questo???”. La cosa migliore sarebbe stata anticipare progressivamente di qualche minuto l’ora del risveglio nella settimana precedente allo squillo della prima campanella, ma non è troppo tardi. Svegliarsi un po’ prima il giorno precedente è qualcosa che ancora potete fare e di certo vi aiuterà.
    8. Preparare tutto in anticipo
    Preparare tutto in anticipo
    Qualsiasi cosa facciate per rendere quella mattina più sopportabile, sarà comunque un trambusto e dunque la cosa migliore da fare sarebbe preparare tutto in anticipo: vestiti, scarpe, zaino, abbonamento dell’autobus e tutto quello di cui avrete bisogno. Magari scoprirete che non è così impossibile farlo ogni giorno e capirete quanta differenza può fare dover solo lavarsi e fare colazione invece che correre per la casa alla ricerca di cose misteriosamente scomparse.
    9. Programmare una leggera colazione proteica
    Programmare una leggera colazione proteica
    Come abbiamo detto prima, il vostro corpo subirà inevitabilmente uno shock quella mattina, quindi è importante non sovraccaricarlo con una colazione sbagliata o, ancora peggio, lasciarlo senza ‘carburante’. L’ideale è fare una colazione leggera ma ricca di proteine e mangiarla lentamente, masticando bene ogni boccone.
    10. Fare qualcosa di divertente
    Fare qualcosa di divertente
    Quando tutto sarà pronto per il nuovo inizio, non vi resterà che rilassarvi e dedicarvi ad un’attività piacevole, interessante e divertente, insomma qualcosa che vi faccia stare bene. Vi sentirete riposati, rinvigoriti e molto meno stressati per come la vostra vita sta per diventare di nuovo davvero frenetica.
  • Catania lavoro al Comune: pubblicati requisiti assunzione

    Catania lavoro al Comune: pubblicati requisiti assunzione

    Nuovo anno, nuovi propositi – e magari nuove possibilità lavorative. Se cercavate qualcosa di nuovo o siete a caccia del vostro primo incarico, è il momento di mettervi in gioco. Ci sono tantissime posizioni aperte. Per molte di queste non è prevista una prova d’esame, ma la selezione sarà tramite la valutazione dei titoli. La scadenza è fissata al 10 gennaio, giorno in cui bisognerà presentare la domanda online.
    La procedura va svolta nel seguente portale.
     

    Catania bando concorso contratti a tempo determinato

    Le posizioni aperte presso il Comune di Catania per dei contratti a tempo determinato sono le seguenti:

    • n. 38 istruttori direttivi tecnici;
    • n. 17 istruttori direttivi amministrativi;
    • n. 8 istruttori direttivi contabili;
    • n. 6 architetti;
    • n. 1 geologi.

    Di seguito i requisiti che i candidati al concorso debbono possedere per rispondere al profilo professionale:

    Istruttori direttivi tecnici

    • n. 13 figure in possesso di:

    diploma di laurea in Ingegneria Civile o equipollente dell’Ordinamento previgente al D.M. 03.11.1999, n.509 o di laurea specialistica ora denominata laurea magistrale o equiparata; abilitazione all’esercizio della professione; professionalità ricercata: Esperto in progettazione CAD, BIM.

    • n. 2 figure in possesso di:

    diploma di laurea in Ingegneria Idraulica o equipollente dell’Ordinamento previgente al D.M. 03.11.1999, n.509 o di laurea specialistica ora denominata laurea magistrale o equiparata; abilitazione all’esercizio della professione;
    Professionalità ricercata: esperto in Progettazione di impianti, componenti e sistemi idraulici, conoscenza di software di simulazione e modellizzazione idraulica, conoscenza software CAD e BIM per applicazioni idrauliche, conoscenza delle norme che regolano il settore;

    • n. 5 figure in possesso di:

    diploma di laurea in Ingegneria dei Trasporti o equipollente dell’Ordinamento previgente al D.M. 03.11.1999, n.509, o diploma di laurea specialistica ora denominata laurea magistrale o equiparata; abilitazione all’esercizio della professione;
    Professionalità ricercata: esperto in mobilità;

    • n. 5 figure in possesso di:

    diploma di laurea in Ingegneria Gestionale o equipollente dell’Ordinamento previgente al D.M. 03.11.1999, n.509 o di laurea specialistica ora denominata laurea magistrale o equiparata; abilitazione all’esercizio della professione;
    direttore
    Professionalità ricercata: Esperto in rendicontazione e monitoraggio fondi strutturali;

    • n. 4 figure in possesso di:

    diploma di laurea in Ingegneria Elettrotecnica o equipollente dell’Ordinamento previgente al D.M. 03.11.1999, n.509 o di laurea specialistica ora denominata laurea magistrale o equiparata; abilitazione all’esercizio della professione;
    Professionalità ricercata: esperto impianti tecnologici ed efficientamento energetico (Energy Management);

    • n. 3 figure in possesso di:

    diploma di laurea in Ingegneria Informatica o equipollente, dell’Ordinamento previgente al D.M. 03.11.1999, n.509 o diploma di laurea specialistica ora denominata laurea magistrale o equiparata; abilitazione all’esercizio della professione;
    Professionalità ricercata: Esperto in SI e digitalizzazione P.A.;

    • n. 3 figure in possesso di:

    diploma di laurea in Ingegneria Ambientale o equipollente dell’Ordinamento previgente al D.M. 03.11.1999, n.509 o di laurea specialistica ora denominata laurea magistrale o equiparata; abilitazione all’esercizio della professione;
    Professionalità ricercata: esperto in riciclo, conversione e riuso dei rifiuti;

    • n. 3 figure in possesso di:

    diploma di laurea in Scienze Agrarie o equipollente dell’Ordinamento previgente al D.M. 03.11.1999, n.509, o di laurea specialistica ora denominata laurea magistrale o equiparata; abilitazione all’esercizio della professione;
    Professionalità ricercata: Esperto in Architettura del verde e del paesaggio.

    Lavoro Catania istruttori direttivi amministrativi:

    • n. 6 figure in possesso di:

    diploma di laurea in Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economia e Commercio o
    equipollenti dell’Ordinamento previgente al D.M. 03.11.1999, n.509, o di laurea specialistica ora denominata laurea magistrale o equiparata;
    Professionalità ricercata: assistenza e supporto in programmazione e gestione fondi strutturali;

    • n. 3 figure in possesso di:

    diploma di laurea in Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economia e Commercio o
    equipollenti dell’Ordinamento previgente al D.M. 03.11.1999, n.509, o di laurea specialistica ora denominata laurea magistrale o equiparata;
    Professionalità ricercata: Esperti in comunicazione social media e marketing territoriale;

    • n. 4 figure in possesso di:

    diploma di laurea in Scienze Sociali, Scienze Politiche o equipollente dell’Ordinamento previgente al D.M. 03.11.1999, n.509, o di laurea specialistica ora denominata laurea magistrale o equiparata;
    Professionalità ricercata: Esperto in inclusione sociale;

    • n. 4 figure in possesso di:

    diploma di laurea in Giurisprudenza dell’Ordinamento previgente al D.M. 03.11.1999, n.509, o di laurea specialistica ora denominata laurea magistrale o equiparata; abilitazione all’esercizio della professione;
    Professionalità ricercata: esperto Amministrativista.

    Istruttori direttivi contabili

    • n. 8 figure in possesso di:

    diploma di laurea in Economia e Commercio o equipollente, dell’Ordinamento previgente al D.M. 03.11.1999, n.509, o di laurea specialistica ora denominata laurea magistrale o equiparata ai sensi della normativa universitaria vigente;
    Professionalità ricercata: esperto in bilanci e procedure di spesa P.A.

    Lavoro Catania Architetti

    Ingegneri a Catania

    • n. 6 figure in possesso di:

    diploma di laurea in Architettura dell’Ordinamento Universitario previgente al D.M. 03.11.1999, n.509, o laurea specialistica ora denominata laurea magistrale o equiparata ai sensi della normativa universitaria vigente; abilitazione all’esercizio della professione;
    Professionalità ricercata: Esperto CAD, BIM, composizione architettonica e strategie urbane.

    Geologo

    • n. 1 figura in possesso di:

    diploma di laurea in Scienze Geologiche dell’Ordinamento Universitario previgente al D.M. 03.11.1999, n.509, o laurea specialistica ora denominata laurea magistrale o equiparata ai sensi della normativa universitaria vigente; abilitazione all’esercizio della professione;
    Professionalità ricercata: Esperto in geotecnica e idraulica dei suoli.
    Si rende noto che il 30% dei posti sarà riservato prioritariamente a favore dei volontari delle Forze Armate.

  • Scuola, la regione ha deciso: si rientra il 10 in classe

    Scuola, la regione ha deciso: si rientra il 10 in classe

    Un inizio di anno non certo facile, in linea con un 2020 che ha cambiato tutte le carte in tavola e un 2021 passato cercando di rincorrere faticosamente la normalità. Così anche questo 2022 non ha impiegato molto tempo a fare intravedere le sue difficoltà, anche queste legate principalmente al Covid. Così i numeri, complici le festività natalizie, sono tornati ad aumentare ed è nuovamente scattata la zona gialla. Al contempo, complici alcune infelici scelte, è scoppiata una vera e propria emergenza legata ai tamponi, sottolineata anche dall’ordine dei farmacisti. Non basta infatti destinare due unità di vigili urbani per placare l’enorme afflusso destinato all’hub di via Forcile – e d’altro canto, era prevedibile se si considera anche i motivi per cui è aumentata la necessità di tamponi. E così si è aperto anche il capitolo legato alla scuola, con l’incognita se rientrare in presenza ed eventualmente quando.

    Coronavirus Sicilia numeri continuano a salire

    Coronavirus padre figlio
    In effetti i numeri sono, per usare un eufemismo, poco confortanti. Basti pensare che nelle ultime 24 ore in Sicilia sono stati riscontrati 6.415 nuovi casi di Covid su 59.829 tamponi processati. Il dato più evidente (e che sottolinea quanto detto prima sulla “corsa ai tamponi”) è legato al gran numero di test effettuati, che ha abbassato il tasso di positività al 10,7%. Ma il dato certamente di maggior rilevanza in merito al rientro a scuola sono gli attuali positivi, attualmente stimati intorno a 61 mila. Un dato estremamente preoccupante, specialmente se si considera che la pressione sulle terapie intensive continua ad aumentare. A condurre la classifica delle province più a rischio è sempre c’è Palermo, che ha solo nelle ultime ore superato Catania. Questa la ripartizione dei nuovi casi nelle singole province: Palermo con 1100 casi, Catania 1087, Messina 1222, Siracusa  227, Ragusa 642, Trapani 495, Caltanissetta  415, Agrigento 746, Enna 481.
    Se allarghiamo poi la prospettiva all’intero stivale non va certo meglio, visti i 170.844 nuovi casi su 1.228.410 tamponi (antigenici e molecolari) e 259 decessi. Dati su cui pesa certamente l’impatto della variante Omicron. Proprio per questo, le regioni avevano avanzato delle proposte alternative per il rientro in classe.

    Musumeci: valuteremo entro 24 ore se tornare in DaD

    Coronavirus scuola
    Chiamato in causa sull’argomento durante un conferenza con i giornalisti a Palazzo Orleans, il Presidente della Regione non ha nascosto come non si sia trattato di una scelta semplice: «Entro le prossime 24 ore decideremo sulla Dad. Abbiamo avuto un primo incontro questa mattina alle 10, attendiamo che il governo centrale faccia conoscere le proprie valutazioni e più tardi ci sarà la conferenza Stato-Regioni. Dobbiamo guardare fino all’ultimo minuto i dati della curva epidemiologica – ha proseguito Musumeci – Non dobbiamo fare fughe in avanti su un tema così delicato come quello della scuola. Dobbiamo essere prudenti. Noi vorremo che la scuola fosse l’ultimo spazio da chiudere ma non dobbiamo perdere di vista la salute e la sicurezza dei nostri ragazzi».
    Il discorso è poi virato sull’edilizia scolastica: Abbiano ritenuto di dover operare con una serie di interventi per contrastare la dispersione scolastica, impegnando circa 120 milioni di euro fra fondi regionali, dello Stato e comunitari. Non siamo intervenuti solo nelle aree interne, ma anche nelle zone periferiche delle grandi città. Un giovane che abbandona la scuola quasi sempre appartiene a famiglie con scarso livello culturale e poco abbienti. La povertà educativa è uno dei problemi con i quali le istituzioni dovranno fare i conti nei prossimi anni e noi siamo già pronti a fare la nostra parte»

    Lagalla: si rientra il 10 in classe

    Scuola Sicilia
    Alla fine il responso è arrivato, anche se bisognerà probabilmente ancora aspettare di capire se c’è o meno la possibilità di ripiegare sulla DaD se la cosa dovesse proseguire su questa linea.
    Intanto però, per bocca dell’assessore Roberto Lagalla, è arrivata la conferma del rientro a scuola giorno 10. Un rientro niente affatto scontato, visto che si era paventata a lungo l’ipotesi di posticipare il rientro di una settimana per dare modo alla situazione di ritornare sotto controllo. La settimana persa sarebbe stata poi recuperata al termine della scuola, durante il mese di giugno.
    L’assessore ha però spiegato così la scelta maturata: «Abbiamo preso questa decisione in seguito all’odierna riunione della Conferenza delle Regioni, in esito alla quale è emersa l’esigenza di acquisire uno specifico parere del Cts nazionale che, in relazione all’andamento della pandemia, sia in condizione di escludere una possibile ed eventuale ricaduta negativa sulla riapertura degli istituti scolastici. Alla luce dell’attuale quadro epidemiologico – aggiunge Lagalla – durante la riunione è stata fatta presente anche l’esigenza di una revisione delle procedure di tracciamento dei contatti scolastici, con particolare riferimento alle modalità di esecuzione dei controlli sanitari e di gestione delle quarantene. La Regione Siciliana, nel condividere la posizione dei rappresentanti regionali e in attesa del parere richiesto al Cts, ha perciò ritenuto di uniformare il proprio calendario didattico a quello delle altre regioni italiane».

  • Tamponi a Catania: è emergenza, farmacie assediate

    Tamponi a Catania: è emergenza, farmacie assediate

    Se in questi giorni siete passati davanti una farmacia – o ancora di più, nelle zone di un Hub – avrete certamente notato lo snodarsi di una infinita fila. Impossibile non accorgersene, visto che si tratta di un vero e proprio assedio. In realtà, era un conseguenze del tutto pronosticabile dovuta principalmente a tre fattori. Il primo, era l’arrivo della stagione più fredda, cui si è sommato l’effetto della variante omicron –l’ennesima variante, ancora una volta molto contagiosa. Poi, c’era da tenere in considerazione che, con l’arrivo delle festività, molti avrebbero scelto di tutelare i loro cari assicurandosi di non poterli contagiare in occasioni di cene di Natale e simili. Infine, c’era da valutare che con l’arrivo delle ferie natalizie, molti pendolari sarebbero tornati a casa e molti avrebbero scelto di trascorrere fuori le proprie vacanze. In particolare questi ultimi avrebbero dovuto sottoporsi a ben due tamponi, uno prima di partire e uno prima di rientrare, se intenzionati ad affrontare una tratta internazionale. Una situazione che ovviamente ha causato una corsa ai tamponi e quindi un intasamento dell’intero sistema.

    Quando fare il tampone covid?

    Covid sicilia dottore
    Sono quattro i motivi che spingono a fare un tampone principalmente:

    • un contatto stretto con una persona risultata positiva al Covid-19;
    • l’insorgenza di sintomi riconducibili all’infezione;
    • incontri con altre persone (soprattutto se fragili) cui si vuole partecipare con maggiore sicurezza;
    • la necessità di ottenere il Green pass per coloro che hanno deciso di non sottoporsi alla vaccinazione.

    Tutto questo però ha spinto al limite il sistema, creando una situazione che il presidente della Società Italia di Farmacia Ospedaliera Arturo Cavaliere definisce “una follia sanitaria”. «Tante persone si sentono legittimate a recarsi ai drive in sanitari sollecitando i propri medici di base oberati da migliaia di chiamate con sintomi spesso difficili da riscontrare. Vanno a volte anche senza aver prenotato, rischiando di fare esplodere sia il sistema organizzativo che il sistema del tracciamento del virus. Questo si traduce in un rischio di collasso per il sistema stesso e per gli operatori sanitari
    Le ricadute di questo ingolfamento colpiscono non solo le tempistiche, ma anche le risorse e i mezzi necessari a effettuare i tamponi: «Gli approvvigionamenti si stanno facendo complessi, in questi giorni è davvero impossibile stimare i fabbisogni nazionali e regionali per i prossimi mesi, sia di tamponi che dei reagenti necessari per processarli», spiega Cavalieri. «Purtroppo sappiamo che di fronte a queste criticità il sistema delle forniture reagirà con possibili carenze oppure con un aumento dei costi». Per risolvere la situazione, Cavalieri traccia una via tanto radicale quanto risolutiva: «Bisognerebbe abolire da subito questa distorsione culturale e sociale del Green pass da tampone, che per fortuna riteniamo sia una criticità prettamente vacanziera» e tornare a uso più morigerato dei tamponi, dedicato «in particolare i soggetti fragili e le persone che sono entrate in contatto con soggetti positivi o con dei sintomi ben chiari o per fine quarantena».

    Prenotazione tampone covid e file davanti alle farmacie

    test covid
    Molte strutture stanno cercando di trovare soluzioni alternative, come per esempio alcune Regioni che stanno aumentando l’offerta sanitaria di orario ai drive. Il rischio però evidenziato da Cavalieri stesso è quello di trovarsi di fronte «a file senza controllo con richieste di prestazioni inappropriate».
    Il presidente della Società Italia di Farmacia Ospedaliera richiama dunque «a una gestione meno selvaggia del sistema dei tamponi, ritornando, nei giorni immediatamente successivi al Capodanno, a una gestione ordinata e non utilitaristica dei test, tornando a porre l’attenzione di tutti gli italiani sulla necessità vaccinale».

    Mascherine FFP2 a 0.75 cent: l’accordo fra farmacisti e governo

    La disponibilità dell’ordine dei farmacisti ha però preso forma nella collaborazione volta a calmierare il prezzo delle mascherine FFP2. Quest’ultime, riconosciute come maggiormente protettive, sono indispensabili sul posto di lavoro, a scuola e sono richieste da quasi tutte le compagnie di volo come requisito. L’accordo raggiunto dunque fra le associazioni di categoria dei farmacisti e la struttura commissariale del generale Figliulo sancisce un ulteriore passo nella direzione dei cittadini e dei consumatori in vista della loro al Coronavirus.
    Coronavirus mascherina

    Quando è obbligatorio indossare la FFP2

    La mascherina Ffp2 è obbligatoria sia al chiuso che all’aperto per l’accesso a teatri, cinema, concerti, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali simili. Ma anche in occasione degli eventi e delle competizioni sportive indoor outdoor. Obbligatorio indossarla anche sui mezzi di trasporto pubblico locale o regionale, aerei, navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale; treni interregionali, Intercity, Intercity notte e alta velocità; autobus e pullman di linea tra più di due regioni; autobus e pullman a noleggio con conducente; funivie, cabinovie e seggiovie (se usate con chiusura delle cupole paravento). Infine, anche chi ha avuto un contatto stretto con un caso confermato positivo al Covid-19 è obbligato a portare la Ffp2.

  • Zona gialla da oggi in Sicilia, le regole

    Zona gialla da oggi in Sicilia, le regole

    Se speravate che sin da subito questo 2022 fosse una consistente novità rispetto ai suoi due colleghi predecessori, sarete certamente rimasti delusi. Una fra le prime notizie di questo nuovo anno è infatti la nuova impennata dei contagi, con dati che rispetto a qualche settimana fa sono tornati a essere preoccupanti. Un numero che certamente risente non solo del ritorno delle stagioni più fredde, dove il virus riesce a essere più incisivo. Certamente uno dei fattori sarà stato il diffondersi della variante Omicron, che fra l’altro aveva portato a prevedere già qualche settimana fa delle restrizioni – proprio dopo le festività. Festività che certamente sono un ulteriore elemento da prendere in considerazione. Nonostante le restrizioni su feste e assembramenti, specialmente per l’ultimo dell’anno, è innegabile che il periodo natalizio abbia comportato un aumento delle frequentazioni fra le persone e quindi di contagi del virus.

    Contagi coronavirus Sicilia, i dati

    vaccino anticovid 19
    I dati del bollettino di ieri non fanno altro che confermare questi numeri- Nella data di domenica 2 gennaio sono 3.964 i nuovi contagi da Coronavirus,  con i decessi che arrivano a 13 persone. Gli attualmente positivi sono 51.296 nell’isola, una cifra decisamente elevata ma che segue quello che potremmo definire il trend nazionale. I tamponi molecolari e antigenici processati nelle ultime 24 ore in Italia sono 278.654, con un incremento di 48 ricoverati sui 918 casi; in terapia intensiva sono 107, cinque casi in più rispetto a ieri.
    In Sicilia, sempre stando al bollettino di ieri 2 gennaio, è proprio la nostra provincia a essere quella con i dati più elevati (797), seguita a breve distanza da Palermo con 701; la provincia di Enna invece fa registrare, in controtendenza rispetto al resto dell’isola, solamente 16 casi. I dati delle altre province: Messina: 604, Siracusa: 313, Trapani: 377, Ragusa: 404, Caltanissetta: 177, Agrigento: 575. Nelle ultime 24 ore in Sicilia registrati 3.964  il numero dei tamponi processati è stato di 22.832, contro i 56.390 di ieri.

    Sicilia zona gialla: a partire da oggi e per almeno 15 giorni

    Prevenzione covid 19
    Dunque, anche a fronte di questi dati, il ministro Speranza ha ufficialmente disposto a partire da oggi la zona gialla per la Sicilia. Questo perché secondo il monitoraggio effettuato dall’Agenas, Agenzia Nazionale dei servizi sanitari regionali, la Sicilia ha superato il valore di 11% nell’occupazione delle terapie intensive, superando dunque la soglia del 10% della zona bianca e rientrando così inevitabilmente nelle restrizioni. Lo stesso ministro si è così espresso sui dati raccolti: «È la conferma che il virus non è ancora sconfitto e che la priorità è continuare ad investire sulla campagna di vaccinazione e sui comportamenti prudenti e corretti di ciascuno di noi.» Un cambiamento che non ha colto, come dicevamo, nessuno di sorpresa.
    Lo stesso governatore Musumeci lo ha precisato nella sua dichiarazione, dove ha poi invitato i siciliani a essere sempre accorti: «Anche la Sicilia, come ho anticipato nei giorni scorsi entra in fascia gialla. Rispetto a un anno fa e nonostante la massa enorme di contagi, potrebbe apparire una minima restrizione. Ma io voglio fare ancora appello a tutti i siciliani: è tempo di rispettare le regole che conosciamo da due anni. I nostri cittadini hanno mostrato di essere responsabili, lo conferma l’aumento delle vaccinazioni in questi ultimi giorni. Attenzione – chiosa il presidente Musumeci – quindi, alla serata di oggi. Possiamo vivere la nostra socialità serenamente: basta farlo con accortezza.»

    Sicilia zona gialla: le regole

    Sanificare contro il covid 19
    Ma cosa cambia in Sicilia con la zona gialla? Non ci sono grandi novità in realtà rispetto alla prima fascia, quella bianca. Potremmo definirla una sorta di “warning”, un primo avvertimento che segnala la possibilità – per la regione – di andare incontro a ulteriori restrizioni. La novità più consistente riguarda sicuramente l’obbligo dell’utilizzo della mascherina anche all’aperto. Un obbligo che tuttavia in parte si sovrappone con le disposizioni nazionali che prevedevano l’uso della stessa in zone aperte almeno sino al termine delle festività, ovvero sino al 6 gennaio.
    Non ci saranno dunque limitazione negli spostamenti, né fra i comuni né fra le regioni e non saranno richieste autocertificazioni per tali movimenti. Nemmeno a livello nazionale sinora è stato disposto qualcosa in materia, mentre rimane l’obbligo del tampone prima della partenza e del rientro negli spostamenti internazionali.
    Nessuna limitazione prevista neanche per negozi, attività e centri commerciali. Anzi, proprio ieri è stato il primo giorno di saldi e nonostante i dati si è potuto registrare un cospicuo afflusso di persone, in particolare lungo le strade che portano al Centro Sicilia e alle Porte di Catania.
    Anche per le scuole al momento rimane tutto invariato, con le primarie e le secondarie di I grado con la didattica al 100% in presenza e le secondarie di II grado con la presenza compresa fra il 70% e il 100%. La scuola è anche l’ambito però in cui si è più spesso vociferato di eventuali cambiamenti: una possibilità è che si slitti il rientro degli studenti fra i banchi al 10 gennaio, mentre altre prevedono brevi periodi di ritorno alla Dad.
     
     

  • Cosa fare a Catania nella prima settimana dell’anno

    Cosa fare a Catania nella prima settimana dell’anno

    Catania si estende alle pendici sud orientali del Monte Etna ed è la settima città metropolitana d’Italia per popolazione. Il barocco del suo centro storico, dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2002, la vitalità degli abitanti ed il costante ed evidente rapporto simbiotico col vulcano fanno di essa uno straordinario ed originale centro di attrazione turistica.
    La sede del Municipio in Palazzo degli Elefantila Chiesa della Badia di Sant’Agata e l’adiacente Cattedrale di Sant’Agata, costruita originariamente nel XI secolo e rimessa più volte a nuovo a causa dei violenti terremoti avvenuti nei secoli, rendono questa città un vero e proprio gioiello.

    Ecco cosa fare a Catania nella prima settimana dell’anno 2022

    Se hai scelto di trascorrere a Catania l’1 ed il 2 gennaio 2022, allora avrai modo di visitare non solo il polmone verde di Giardino Bellini, il piccolo borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti, la città sotterranea ed il Museo Storico dello Sbarco in Sicilia del 1943, ma avrai la possibilità di partecipare anche agli eventi più in voga di questo magnifico periodo dell’anno.
    HAPPY CIRCUS DI DONNA ORFEI DEI FRATELLI MEDINI
    Dal 7 dicembre 2021 e sino al 16 gennaio 2022, nel cuore della città, in Via Martiri delle Foibe e per la prima volta a Catania, Donna Orfei presenta Happy Circus dei fratelli Medini: uno spettacolo eccezionale con artisti di fama internazionale in cui tradizione ed innovazione diventano un mix perfetto per due ore di show circense unico nel suo genere. Biglietto a partire da 10 euro acquistabile sul “Circus Ticket”. Ingresso con Green Pass.
    VISITA GUIDATA AL MONASTERO DEI BENEDETTINI
    Dal 24 dicembre 2021 al 9 gennaio 2022, dalle 10 alle 17, si rinnoverà l’occasione per conoscere a fondo il Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena sito in Piazza Dante Alighieri. Attraverso visite guidate di circa 75 minuti, organizzate dallo staff di Officine Culturali, potrai conoscere e scoprire le bellezze nascoste di uno dei conventi più grandi d’Europa.
    Le scrupolose misure di sicurezza adottate permetteranno di goderti la passeggiata in piena sicurezza preservando il piacere della cultura.
    Rammenta che per partecipare ai tour guidati sarà necessaria la prenotazione. Puoi contattare lo 0957102767 o il 3349242464 (anche tramite WhatsApp) oppure inviare una email ad info@officineculturali.net. Per ulteriori informazioni visita il sito www.monasterodeibenedettini.it.
    TREKKING DI CAPODANNO SULL’ETNA
    Se sei interessato ad un evento dinamico, Sharing Sicily organizza il primo Trekking del 2022: un percorso facile ed alla portata di tutti dove avrai la possibilità di immergerti in un magnifico bosco naturale di faggi.
    Avanzerai per un paio di km nel verde sino al Rifugio Saletti dove verrà allestito un bivacco e dove sarà acceso un fuoco accogliente per riscaldarti. Pranzerai sul posto e, nel rispetto delle normative vigenti, brinderai in sicurezza all’aria aperta per festeggiare l’inizio del nuovo anno.
    Prenota con un semplice messaggio whatsapp con oggetto “Capodanno fino al Saletti” comunicando al 391 3953279 nome, cognome, numero di persone e recapito telefonico. Prezzo: 10 euro a persona.
    NATIVITÀ – IL PRESEPE ANIMATO DA BURATTINI
    Presso il Teatro Zig Zag in Via Canfora 69, l’1 e il 2 gennaio, alle ore 11.00 ed alle 18.00, andrà in scena lo spettacolo Natività: un presepe animato dai burattini di Letizia Catarraso che, assieme all’artista Filippo Aricò, mette in scena un mero viaggio tra passato e presente nella più amata, apprezzata ed autentica tradizione natalizia.
    Rimarrai affascinato dai personaggi di stoffa intenti a narrare la nascita del bambino Gesù. Un occasione perfetta per coinvolgere i tuoi bambini.
    Biglietto a soli 5 euro. Prenotazione al numero 330843843.
  • Capodanno 2022: rassegna conclusiva degli articoli

    Capodanno 2022: rassegna conclusiva degli articoli

    Il 2021 è stato un anno complesso per molte persone, che ha visto protrarsi gli effetti della pandemia iniziata nel 2020 e che ha sconvolto la nostra vita. Cionondimeno, è un anno intenso, che abbiamo vissuto insieme a voi, cercando (a nostro modo) di raccontarvi giorno per giorno la realtà di Catania. Una finestra aperta 365 giorni l’anno e che oggi vede il suo ultimo aggiornamento. Anche per questo, abbiamo scelto di dedicare questo ultimo articolo a rivivere insieme a voi alcuni dei momenti più significativi di questo 2021. Il nostro modo per salutare l’anno e prepararci a una nuova avventura insieme in vista di questo 2022!

    Coronavirus, Sicilia zona gialla e vaccini

    Coronavirus mascherina
     
    Sono state parole costantemente presenti nei nostri pensieri e nelle nostre ricerche di Google. Inutile girarci intorno: come nel 2020, il 2021 è stato caratterizzato dalla pandemia che ha letteralmente ristrutturato la nostra vita. Abbiamo dovuto abituarci agli improvvisi annunci di zone rosse e riscoprire nuove cose da fare, anche per le festività,anche quelle di Sant’Agata – celebrata a porte chiuse. La pandemia ha cambiato il nostro rapporto con la tecnologia: basti pensare che in molti paesi, come l’Irlanda, non si tornerà alle vecchie modalità di lavoro in presenza, ma al massimo con 2 o 3 giorni in presenza (con un buon risparmio da ambo le parti).
    Anche gli esami di maturità sono cambiati in funzione del Covid ( forse quest’anno si tornerà ad avere uno scritto), e abbiamo visto per la prima volta quest’anno le vaccinazioni non solo per il personale medico, ma anche per gli studenti.

    2021: tanti siciliani alla conquista del mondo

    Noi siciliani siamo un popolo che ha certamente molti difetti, ma anche pregi unici e riconosciuti in tutto il mondo. Anche quest’anno non ha fatto differenza e abbiamo avuto la fortuna di raccontare le storie di tanti conterranei che sono riusciti a farsi valere, portando i loro talenti in terra straniera oppure creando progetti che portino soluzioni e ricchezza sull’isola. Abbiamo avuto la fortuna di intervistare giovani siciliani intraprendenti come Simone Iannuzzi, che ora vive in Canada e ha partecipato alla realizzazione di The Dragon Prince. Oppure di raccontare l’esperienza di ricercatori come Pietro Biondi, che rivendicano con fierezza la validità del sistema universitario catanese.

    Calcio Catania: la nostra nuova rubrica

    calcio catania logo
    A settembre abbiamo anche inaugurato una nuova categoria nel nostro blog dedicato alla squadra rossazzurra. Una passione che coinvolge moltissimi catanesi, ma anche un motivo di orgoglio per una città che da sempre riesce a distinguersi anche a livello sportivo. Abbiamo quindi raccontato le partite di questo campionato, dalla primissima giornata alla vittoria nel derby col Palermo. Purtroppo (ma d’altronde, anche questo fa parte del gioco) abbiamo recentemente raccontato anche della sentenza del Tribunale di Catania che ha disposto il fallimento del Calcio Catania. Una notizia che non è giunta inaspettata, ma che nondimeno ci ha colpito e addolorato profondamente e che ci ha portato e chiederci se la lunga e gloriosa storia del Calcio Catania sia giunta al termine.

    Addio a Franco Battiato, bentornata Carmen Consoli

    Franco Battiato addio
    Un anno che ci ha portato via un grande maestro, Franco Battiato, che si è spento il 18 Maggio nella nostra etnea Milo, lui che nato a Riposto nel 1945, dopo aver dato tantissimo alla sua terra, ma non solo. Un addio dolorosissimo, ricordato di recente anche da una sua “allieva”, Carmen Consoli, che ha celebrato con un concerto i suoi 25 anni di carriera. Un anno quindi che ha visto anche la musica, e i musicisti siciliani, primeggiare: a partire dai sicilianissimi Di Martino e Colapesce. Vero e proprio tormentone di inizio anno la loro “Musica leggerissima”, eredità di Sanremo. Dunque, un anno di musica per gli artisti siciliani. Ma è stato anche l’anno in cui abbiamo salutato Arturo Modica, l’artista internazionale autore dei famosissimi Charging bull.

    Etna, un anno di eruzioni

    Etna Istituto vulcanologico
    Chi è stata particolarmente attiva è stata “A’Muntagna”, mamma Etna, che ha deliziato tutti i fotografi del mondo con le sue spettacolari eruzioni. Chi è stato certamente meno felice sono stati i numerosissimi catanesi, in particolare quelli residenti nei paesi etnei, che giorno dopo giorno hanno visto “annerirsi” le loro strade, le loro terrazze e i loro balconi. Per diversi mesi infatti l’Etna ha avuto un’attività estremamente abbondante, che ha prodotto moltissima cenere. Quest’ultima ha rappresentato certamente una criticità e costretto il presidente della regione Musumeci a dichiarare lo stato di emergenza, ma ha rappresentato anche una risorsa. Segno, anche questo e ancora una volta, della grande forza d’animo e dell’ingegno dei siciliani.

    Anno che va, anno che viene

    Abbiamo cercato di compendiare in una pagina alcuni dei momenti piú significativi di questo 2021. Sarebbe stato opportuno raccontare anche dei trionfi che ci hanno vistri protagonisti a livello nazionale in moltissime competizioni sportive (e non), e di molti altri eventi significativi. Dal canto nostro, speriamo che questo piccolo viaggio nel tempo vi sia risultato piacevole e che vogliate continuare a seguirci anche per tutto l’arco del 2022.
    Dalla Redazione di Cataniablog.it un augurio di buon anno nuovo!
     

  • Calcio Catania: una gloriosa storia al capolinea?

    Calcio Catania: una gloriosa storia al capolinea?

    Questo 2021 volge al termine e fra le note negative della chiusura di questo anno troviamo anche il fallimento del Calcio Catania. Una notizia che non è arrivata come un fulmine a ciel sereno, dato che già da tempo il club rossazzurro versava in pessime acque, ma che ha lasciato comunque un solco nei cuori dei tifosi. Tifosi che sono stati costretti ad osservare ancora una volta impotenti lo scempio fatto della loro amata squadra, la stessa che sul campo di gioco – agli ordini di mister Baldini e guidata dal talento di Moro – sta provando nonostante tutto a farsi valere.
    Perché i catenesi, e la loro squadra, sono così: soffrono, resistono. Cadono e si rialzano. E così noi vogliamo raccontare la storia del Calcio Catania. La speranza è che, come l’araba fenice da sotto le ceneri del vulcano Etna, o come la città mai doma fra terremoti e colate laviche, anche la società calcistica si rialzi presto.

    Calcio Catania la storia e le origini

    La storia del Calcio Catania comincia lontano, ormai oltre un secolo fa, quando nel 1908 viene fondata la prima società sportiva, l’ Associazione Sportiva pro Educazione Fisica, con la sua sezione calcistiche che proprio in quel periodo prende parte ai primi tornei amatoriali. Solo negli anni venti si inizia con i campionati ufficiali, ma la fondazione della squadra che noi conosciamo risale agli anni quaranta, quando venne rifondata la Società Sportiva Catania, nata dalla precedente fusione delle molte realtà amatoriali e poi sciolta per l’arrivo della seconda guerra mondiale.
    Calcio Catania 1946
    Il Calcio Catania viene quindi fondata ufficialmente nel 1949 e riparte dalla (allora) serie C, prima di approdare alla B dopo soli 3 anni. Sono anni in cui il Catania comincia a maturare una sua identità calcistica, disputando un buon numero di campionati in massima serie, pur essendo più spesso nel campionato cadetto. In particolare, tra il 1960 e il 1966 il Calcio Catania milita nella serie A e proprio nel primo avviene il famosissimo Clamoroso al Cibali!, col gli etnei che impediscono con un impronosticabile 2-0 all’Inter di qualificarsi campione d’Italia.

    Calcio Catania, l’epoca del Presidente Massimino

    Le sorti della squadra etnea sono però destinate a incontrare quella di una grandissima personalità, Angelo Massimino, cui è ancora oggi dedicato lo stadio della squadra e che fu il presidente più longevo della storia dei rossazzurri. Sono anni in cui è difficile per gli etnei mantenersi in serie A (e difatti alle due promozioni ottenute durano entrambe un solo anno). Ma la figura del presidente rimarrà indelebile nei cuori dei catanesi.
    Lo stadio Angelo Massimino:
    Lo Stadio Angelo Massimino
    Purtroppo, un periodo di sofferenza attendeva la società rossazzurra: prima la retrocessione fino alla serie d’Eccellenza, frutto delle inadempienze finanziarie. Una lunga galoppata, con tre promozioni in tre anni, riportano il Calcio Catania (che in quel periodo aveva una squadra rivale nell’Atletico Catania) in serie C1. Ma proprio alle soglie del nuovo millennio, il presidente Angelo Massimino muore coinvolto in un incidente stradale e la società passa ai fratelli Gaucci. Sono loro a riportare, dopo averla prima sfiorata, la società in serie B e a mancare di pochissimo la promozione in massima serie. Promozione che non tarderà ad arrivare…

    Il Catania degli argentini e dei miracoli

    Passeranno solo due anni da quando Pulvierenti rileva il Catania a quando quest’ultimo torna in serie A. Afosa giornata di giugno 2006, tutti si riuniscono allo stadio per festeggiare il secondo posto che permette al Catania di tornare in A – ma il meglio dovrà ancora arrivare.
    Il primo anno il Catania, ovviamente in una fase di transizione, si salva all’ultima giornata vincendo lo scontro diretto contro il Chievo. Ma già l’anno successivo la squadra farà intravedere le soddisfazioni che verranno: salvezza confermata e per la prima volta accesso alla semifinale di Coppa Italia. Nel 2008-2009 sigla il record di punti ottenuti in serie A con Walter Zenga e poi, guidato da Mihajlovic l’anno successivo, chiuderà a 45 punti battendo la Juventus a Torino e l’Inter del triplete per 3-1.
    Arrivano poi Diego Simeone, che ricorderà sempre il Catania come fondamentale per la sua crescita da allenatore, e Vincenzo Montella. Proprio con lui il Catania ottiene eccellenti risultati, accarezza a lungo il sogno Europa, prima di fermarsi all’undicesimo posto. Ma il nuovo record arriva l’anno successivo, con Maran in panchina: ottavo posto, a un passo dalle coppe europee, e nuovo record con 56 punti.
    Sono gli anni di Ciccio Lodi e delle sue punizioni, delle sgroppate di Vargas sulla fascia, del tridente con Gomes – Bergessio – Barrientos, delle follie da centrocampo di Mascara e di quel gol che vedranno “anche a Tonga!”

     
    Una storia che racconteremo ai nostri figli, ricordando quel Catania dei miracoli. Il resto è storia recente…

  • Restrizioni Covid Sicilia, in vista limitazioni

    Restrizioni Covid Sicilia, in vista limitazioni

    In qualche modo era stato preannunciato: cenone di Natale al sicuro, possibili nuove restrizioni per Capodanno – oppure, direttamente con il nuovo anno. Assodato che in occasione del 31 sarebbe stato vietato qualsiasi tipo di assembramento, adesso il rischio concreto è di ritrovarsi nuovamente in zona gialla con l’inizio del 2022, se non già prima.
    zona gialla sicilia
    Nel video in cui il governatore Musumeci ha augurato Buon Natale ai siciliani ha preannunciato il possibile momento delicato:« Il Natale è il momento in cui non dobbiamo perdere di vista il rispetto delle regole, se vogliamo uscire dalla pandemia – ha esordito il Presidente della regione – Siamo stati bravi negli ultimi mesi, tutti i cittadini, ma inevitabilmente con la variante andremo fra qualche giorno in zona gialla.
    E tuttavia sappiamo che questo virus nonostante sia molto contagioso, non è così virulento come quello che abbiamo conosciuto lo scorso anno. Che sia un Natale nel segno della prudenza.» Ulteriori misure sono già state previste, dunque, e si vanno a sommare alle disposizioni di inizio Dicembre che prevedevano l’uso di mascherine anche all’aperto.

    Variante Omicron, salgono i contagi in Sicilia

    omicron variante
    Inutile dire che, sulle chiusure previste, pesa molto l’influenza della variante Omicron e dell’impennata dei nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia. Su un totale di 15.334 tamponi processati. 1.727 sono stati riscontrati come positivi . E’ quanto emerge dal consueto bollettino giornaliero del ministero della Salute sull’andamento dell’emergenza sanitaria nella nostra regione, dove il tasso di positività cresce dal 5,05% all’11%. Sul fronte ospedaliero sono 710 ricoverati, con 37 casi in più rispetto a ieri. In terapia intensiva sono 77 (+1 rispetto a ieri). Mentre sono stati censiti 10 morti e 263 dimessi-guariti. Questi invece i dati scorporati delle singole province sui nuovi positivi: Palermo (341 casi), Catania (287), Messina (332), Siracusa (251), Ragusa (127), Trapani (192), Caltanissetta (43), Agrigento (135), Enna (19). La Sicilia è al sesto posto per contagi, al primo posto c’è la Lombardia con 4.581 casi, al secondo posto il Lazio con 3.665 casi, al terzo la Toscana con 3.075 casi, al quarto l’Emilia Romagna con 2.921, al quinto il Veneto con 2.093 casi.
    Per quanto riguarda la Sicilia poi fino al 31 dicembre, secondo le disposizioni del governatore Musumeci, saranno in zona arancione Butera (provincia Caltanissetta), Barcellona Pozzo di Gotto, Fiumedinisi, Gualtieri Sicaminò, Milazzo e San Filippo del Mela (Messina), mentre sarà arancione fino al 5 gennaio Gravina di Catania.

    Terza dose dopo 4 mesi e booster consigliato anche per i giovani

    Frattanto, il governo ha disposto il via libera alla terza dose del vaccino dopo 4 mesi. «Alla luce delle attuali evidenze sull’impatto epidemiologico correlato alla maggiore diffusione della variante B.1.1.529 (Omicron) e sulla efficacia della dose booster nel prevenire forme sintomatiche di Covid-19, sostenute dalla citata variante», si legge nell’aggiornamento delle indicazioni di somministrazione, per «estendere gradualmente l’offerta del richiamo vaccinale e nel rispetto del principio di massima precauzione, si rappresenta che la somministrazione della dose di richiamo (booster) a favore dei soggetti per i quali la stessa è raccomandata, con i vaccini e relativi dosaggi autorizzati, sarà possibile dopo un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 giorni) dal completamento del ciclo primario o dall’ultimo evento (da intendersi come somministrazione dell’unica/ultima dose o diagnosi di avvenuta infezione in caso di soggetti vaccinati prima o dopo un’infezione da Sars-CoV-2, in base alle relative indicazioni).»
    Campagna vaccinale
    Il rinnovo è stato caldeggiato anche per i più giovani, sia nella fascia 16-17 anni, sia negli anni precedenti (12-15) per i cosiddetti soggetti a rischio. Il via libera è infatti arrivato dalla Cts dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa, poi riportato dalla circolare a firma del direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Rezza: «E’ raccomandata la somministrazione di una dose di vaccino Comirnaty di Pfizer/Biontech, al dosaggio di 30 mcg in 0,3 ml, come richiamo (booster) di un ciclo primario – si legge – , indipendentemente dal vaccino utilizzato per lo stesso, a tutti soggetti della fascia di età 16-17 anni e ai soggetti della fascia di età 12- 15 anni con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti, con le stesse tempistiche previste per i soggetti a partire dai 18 anni di età.»

  • Scossa di terremoto a Catania

    Scossa di terremoto a Catania

    Nel corso degli ultimi giorni, Catania è stata caratterizzata da una sequenza di scosse di terremoto. La terra ha tremato ha più riprese, dando vita a un piccolo sciame capace di gettare nella preoccupazione e nell’ansia i cittadini locali.

    La prima scossa si è verificata alle ore 22.33 del 23 dicembre

    con una magnitudo di 4.3. I dati sono stati riportati dall’Ingv e l’epicentro del primo episodio è situato a circa 6 chilometri dalla cittadina di Motta Sant’Anastasia, a una profondità di circa 11 chilometri. Nelle ore successive, come spesso succede, non sono mancate ulteriori scosse di assestamento. Gli episodi si sono verificati durante l’intera notte che ha preceduto la Vigilia di Natale, con una magnitudo massima pari a 3.6 alle ore 10.19 del 24 dicembre.

    Si calcola che nel corso della prima ora del sisma si siano verificate ben nove scosse, seppur non tutte di entità preoccupante. Nella maggior parte dei casi, gli episodi sono stati rilevati solo dai sismografi. In ogni caso, la Protezione Civile della regione Sicilia non ha ricevuto alcun tipo di segnalazione riguardo a possibili danni che abbiano coinvolto persone e cose. Tuttavia, l’Ente ha invitato i sindaci ad attivare lo stato d’attenzione, in maniera precauzionale.

    Finora, l’ultimo evento sismico che si è verificato da queste parti risale alle ore 10.23 del 24 dicembre,

    con magnitudo di 2.1 ed epicentro nei pressi di Zafferana Etnea. Circa cinque minuti prima, una situazione analoga era stata riscontrata nella località di Milo. Tornando a parlare di Motta Sant’Anastasia, sono state circa una ventina le scosse che hanno colpito il piccolo comune catanese. Ad ogni modo, le conseguenze sono state pressoché nulle e la vita a Catania è potuta riprendere nella sostanziale normalità, nonostante non siano mancati i messaggi di preoccupazione dal mondo dei social network.

    Alcuni profili hanno sottolineato quanto non potesse esistere un mese di dicembre senza alcun terremoto a Catania, fino a diventare addirittura come una vera e propria tradizione di Natale. Nella giornata di Santo Stefano, invece, si è verificata una forte scossa di terremoto sull’isola di Creta, in Grecia. Qui la magnitudo ha toccato dati più preoccupanti, pari a 5.1, con sisma avvenuto nel Mar Egeo. Per quanto riguarda l’Italia, si sono verificate due scosse più rilevanti: alle 10.02, scossa di magnitudo 2.1 a San Damiano Macra, in provincia di Cuneo; alle 15.09, altro episodio a San Ginesio nei pressi di Macerata, con magnitudo 2.7.

  • Calcio Catania: si perde in tribunale e in campo

    Calcio Catania: si perde in tribunale e in campo

    Una giornata da dimenticare, quella del 22 dicembre, per tutti i tifosi rossazzurri. Il Catania perde a casa propria, fra le mura del Massimino, contro la solida formazione degli uomini di Collombo. E ci potrebbe anche stare, d’altronde il Monopoli è una formazione ostica e attualmente occupa il secondo posto in classifica. Ma, com’è normale che sia, la notizia finisce per occupare un posto di secondo piano visto che il Catania ha perso un’altra battaglia, ben più rilevante: quella in tribunale.

    Calcio Catania fallito: la sentenza del tribunale

    Un colpo brutale, che tuttavia non arrivava certo inaspettato, quanto piuttosto a porre fine a una struggente vicenda in cui i tifosi – come sempre, i grandi penalizzati incolpevoli di questa situazione – hanno visto agonizzare fino all’ultimo la loro società. Ci è voluta la sezione fallimentare del Tribunale di Catania e la sentenza 263 per dichiarare, dopo 75 anni di onorata storia, la fine del Calcio Catania, matricola 11700. Una conclusione ingloriosa per un club che è stato capace di attraversare i tempi, militando in 17 campionati di Serie A, 34 di serie B e 32 in C (oggi chiamata Lega Pro). Specialmente se, come sappiamo, appartieni a una realtà del Sud e quindi come sempre devi battagliare più degli altri se sei in Italia.
    Calcio Catania 1946
    La sezione fallimentare ha quindi accolto l’istanza della procura della Repubblica, dopo il rinvio di Novembre, statuendo il fallimento del Calcio Catania spa. Per quando riguarda la prosecuzione del club, sono stati incaricati tre curatori (i dottori commercialisti Giucastro e D’Arrigo, già componenti del collegio di Ctu nominato dal Tribunale fallimentare) ed è stato  autorizzando l’esercizio provvisorio dell’impresa sino al 2 gennaio del 2022.
    Sarà compito dei tre curatori anche assicurare i fondi per terminare il campionato, dato che non sono previste al momento modifiche in tal senso. Fino alla fine della stagione, dunque, il Catania potrà scendere in campo – ammesso che a farlo vi sia ancora qualcuno. A breve infatti si aprirà la finestra invernale e il rischio è che la squadra venga a breve smantellata. Non abbiamo idea di cosa si possa respirare al momento nello spogliatoio, ma certo è che la notizia avrà un suo riflesso anche sul campo – quale poi dipenderà anche dalla capacità e dalla voglia del gruppo di compattarsi. Certo che la partita di ieri ha mostrato come tutto ha influenza.
    La società ha comunque 30 giorni di tempo per ricorrere contro la decisione del fallimento, sebbene al momento non sia pervenuta nessuna reazione a riguardo. In tal senso, si registrano solo ai microfoni le parole dell’Avv. Ferrau: « Una sentenza che non condividiamo, proporrò di presentare reclamo avverso la sentenza. Rilevo che il fallimento avviene dopo poco più di un anno dalla desistenza da parte della stessa procura dalla prima istanza di fallimento, in un quadro attuale in cui il debito erariale e complessivo del club è stato ridotto nel corso della nostra gestione».

    Fallimento Calcio Catania, continuerà a giocare

    Il Catania potrà dunque portare a termine il campionato, ma la preoccupazione si estende a moltissimi lavoratori che sono coinvolti con la società, come precisa il sindaco Pogliese «A chi penserà o scriverà che ci sono cose più importanti del Calcio Catania dico che forse hanno anche ragione; dimenticano, però, che intorno a una squadra non si muovono solo sentimenti e senso di appartenenza, ma famiglie che lavorano nell’indotto e lavoratori e lavoratrici che andranno in difficoltà».
    Lo Stadio Angelo Massimino
    Dalla sua pagina Facebook il primo cittadino ha così scritto: « Sulle tristi vicende del Calcio Catania non posso che vivere sensazioni ed emozioni contrastanti: da una parte c’è il tifoso, il ragazzo che seguiva in trasferta la squadra del cuore, il “curvaiolo” innamorato del Catania 1946 e della “storia” difficile e tormentata della matricola 11700; e per quel “ragazzo” una storia è finita, per sempre, e ne sento tutta la tristezza. Da Sindaco, invece, ritengo di dover ancora fare quanto è nelle mie facoltà perché la storia sportiva calcistica del Catania e di Catania possa ripartire su basi solide, con un progetto serio e professionalità adeguate, senza avventurieri o sciacalli a contendersi i “resti”. Le responsabilità del fallimento ci sono, è naturale, sono molteplici, vanno indietro nel tempo e la storia giudicherà. Per adesso seguo con attenzione gli sviluppi della brutta notizia di oggi e le scadenze future.»
    Al Catania servirebbe infatti un esborso pari a 600mila euro, credito peraltro vantato dal Calcio Catania nei confronti di SIGI, tenendo conto che il fabbisogno mensile è attualmente in deficit tra -240mila e -300mila euro. Nel corso dell’udienza prefallimentare la stessa SIGI ha confermato l’esistenza di tale credito, in coerenza a quanto accertato dai consulenti tecnici, e la volontà di onorarlo.

    Catania Monopoli 0-2 il tabellino

    calcio catania logo
    MARCATORI: 20′ Langella, 93′ Bussaglia
    CATANIA (4-4-2): Stancampiano; Calapai, Claiton (86′ Cataldi), Monteagudo, Zanchi (71′ Pinto); Albertini (46′ Russotto), Rosaia, Maldonado (46′ Piccolo), Greco; Sipos (71′ Provenzano), Moro. A disp.: Sala, Ropolo, Ercolani, Pino, Izco, Ceccarelli. All. Baldini.
    MONOPOLI (3-5-2): Loria; Riggio, Bizzotto, Mercadante; Tazzer, Langella (65′ Novella), Piccinni (77′ Bussaglia), Vassallo, Guiebre; Starita (77′ D’Agostino), Grandolfo. A disp.: Guido, De Santis, Fornasier, Romano, Nina, Viteritti, Nocciolini. All. Colombo.
    ARBITRO: Collu di Cagliari (Miniutti-Lencioni).
    NOTE: ammoniti: Grandolfo, Maldonado, Langella, Claiton, Rosaia, Tazzer. Espulso al 71′ Rosaia per doppio giallo.

  • Sicilia Avocado: un catanese alla conquista di Hong Kong

    Sicilia Avocado: un catanese alla conquista di Hong Kong

    Il nonno lavorava vigneti, il padre coltivava agrumi, lui si è specializzato in frutti tropicali. Andrea Passanisi, catanese di 35 anni, ha convertito i terreni di famiglia in piantagioni di avocado, mango e frutto della passione, affiancandole a quelle di limoni. Ha cominciato impacchettando a mano la frutta e ora gestisce il brand Sicilia Avocado della cooperativa Dal Tropico, che con 100 ettari complessivi di coltivazioni ha conquistato il mercato italiano.

    Eccelenze siciliane

    sicilia avocado
    Dalla sua parte, l’avocado siciliano ha il vantaggio delle condizioni pedoclimatiche, cioè l’insieme di caratteristiche di suolo e clima. Fra Acireale, Giarre e Fiumefreddo, le piante beneficiano della brezza dal Mar Jonio e della pioggia che si addensa sull’Etna. Il vulcano regala un terreno morbido e fertilissimo, humus perfetto per le radici, a cui si aggiunge l’acqua pura delle falde di montagna. Il merito dell’idea, invece, è tutto di Passanisi, che scopre l’avocado durante un viaggio in Brasile, all’inizio degli anni 2000. “ “C’erano studi sulla sua coltivazione in Sicilia da parte dell’università e alcuni imprenditori avevano cominciato a piantarlo negli anni Cinquanta. Ma mancava un mercato per il prodotto”. Ora, invece, il frutto verde ha il vento in poppa. Secondo la World Avocado Organization, le vendite in Europa sono aumentate del 35 per cento rispetto all’anno precedente nel 2018. In Italia sembra andare ancora meglio: l’ultimo report di GS1 Italy-Nielsen certifica l’exploit nel nostro Paese (+121per cento da un anno all’altro). Pure la rete aiuta, con l’hashtag  #avocadotoast su Instagram che conta più di un milione di foto a tema.

    L’unione fa la forza, l’identità ancora di più

    Sicilia Avoca
    L’avocado siciliano, però, aveva bisogno del lavoro di squadra per imporsi. Passanisi contatta altri coltivatori della zona, fino a costituire una cooperativa di aziende agricole che puntano su frutti esotici: un vantaggio “per economie di scala e questioni organizzative”. Bisogna tutelare innanzitutto la qualità, così nasce un regolamento interno che disciplina varietà utilizzate, raccolta e lavorazione. Per diffondere il marchio, gioca un ruolo importante la brand identity di Sicilia Avocado: al prodotto sono affiancati il racconto della filiera corta sul sito, un packaging colorato che riporta i valori nutrizionali e una vivace attività sui social network. “Rispetto dell’ambiente, vocazione del territorio e identità sono i capisaldi. Il rapporto con i consumatori resta fondamentale, così come la trasparenza: parecchi di loro ci mandano feedback o visitano le piantagioni”. E poi c’è il frutto, denso e burroso, che rispetto a quelli provenienti dal Sudamerica evita lunghi viaggi in nave. Senza dimenticare il valore della dicitura biologico nell’etichetta: “Usiamo solo fertilizzanti naturali. Quello che si perde in resa, lo guadagniamo in genuinità”.

    Dalla Sicilia a Hong Kong

    Sicilia avocado hong kong
    Il modello di business di Passanisi e soci mantiene una forte componente di vendita diretta tramite e-commerce (circa il 40 per cento), a cui si affiancano la distribuzione su scala nazionale (40 per cento) e internazionale (20 per cento). I frutti cresciuti ai piedi dell’Etna finiscono già ora sulle tavole di Francia e Polonia e a breve probabilmente anche di Germania, Svizzera e Belgio. Qualche avocado siciliano si mangia pure a Hong Kong, in questo caso tramite il canale commerciale Ho.Re.Ca, dedicato a hotel, ristoranti e affini. La produzione annua, che oscilla tra 700 mila e un milione e 200 mila chilogrammi, abbandona quasi interamente la Sicilia: “Paradossalmente è più facile vendere al Nord, dove questo frutto è conosciuto, che nella nostra terra. Abbiamo comunque rivenditori di fiducia in provincia di Palermo e Messina e sull’isola garantiamo la consegna entro 24 ore dalla raccolta (48-72 sul territorio nazionale)”, spiega l’imprenditore. Che per l’avocado ha una ricetta semplice ed efficace come la sua idea imprenditoriale: “La polpa al naturale, spalmata sul pane caldo. Una delizia”.

  • Coronavirus, zona gialla per le vacanze natalizie?

    Coronavirus, zona gialla per le vacanze natalizie?

    Lo scorso anno ha visto certamente fra le festività natalizie più strane che abbiamo avuto, con tutte le normative anti-Covid attive e il lockdown attivo. Era difficilmente pronosticabile, due anni fa, che quelle sarebbero state le ultime festività natalizie “normali” per chissà quanto tempo. Anche quest’anno infatti pare che la spada di Damocle delle restrizioni non sia del tutto evitata – anzi, è previsto una possibile ulteriore stretta in vista di Capodanno. Certamente molto si saprà solo dopo Natale, ma qualcosa la scopriremo già giovedì 23 dicembre, quando Mario Draghi si presenterà per la conferenza stampa di fine anno.
    I dati per ora non ci permettono di dormire sonni tranquilli, anche considerando la variante Omicron, ma non sono così pesanti come in altri paesi del mondo – proprio oggi New York si sveglia nuovamente sotto la paura del virus. Quello che preoccupa piuttosto è l’incremento dei contagiati, che sabato faceva segnare il +41%, con 28mila nuovi casi e un tasso di positività al 4%.
    Coronavirus padre figlio

    Quindi si va incontro a un nuovo lockdown?

    Fermo restando gli sviluppi futuri e le indicazioni degli scienziati ed escludendo che il governo voglia tutelarsi in maniera cautelativa, non c’è il rischio di un vero lockdown. Difficilmente dunque assisteremo a provvedimenti simili a quelli dell’Olanda o dell’Inghilterra – segno che la nostra campagna vaccinale ha agito bene – ma è probabile ipotizzare qualcosa di simile all’Irlanda, in cui si è varato un provvedimento che indica norme strette e chiusura anticipata dei locali. In Italia è ampiamente pronosticabile un inasprimento riguardo il rischio di assembramenti, specialmente in vista di capodanno.
    Nel frattempo ci si prepara alla variante Omicron dato che, in linea con quanto osservato anche negli altri paesi, è inevitabile un aumento dei casi nei prossimi giorni. Le Regioni comunicano ai loro ospedali di stare pronti e il ministero diffonde una circolare dove si invitano le amministrazioni locali a predisporre letti in ospedale per i malati Covid secondo i piani prestabiliti da tempo. Per il 23 dicembre saranno disponibili i risultati della nuova indagine su Omicron, che arriveranno da una ‘flash survey’ fissata per oggi sottoponendo a un sequenziamento un numero di campioni statisticamente significativo raccolti in 24 ore.

    Covid: nuove restrizioni da Capodanno

    Coronavirus mascherina
    Dicevamo quindi che difficilmente avremo restrizioni per Natale – festività che si dovrebbe poter festeggiare in serenità in famiglia – mentre più facilmente arriveranno per Capodanno. Stando a quanto riporta il sito di Repubblica, presi di mira saranno feste, concerti, assembramenti di piazza per l’ultimo giorno dell’anno. “Il bando, in realtà, potrebbe essere esteso anche agli altri giorni festivi fino all’Epifania. E verrebbe accompagnato anche da una raccomandazione – se non addirittura da una norma – che punta a contenere il numero di commensali durante cenoni e occasioni conviviali”.
    Una situazione che certamente è aggravata dalla minaccia della variante Omicron la cui ondata, secondo il virologo Fabrizio Pregliasco «è già arrivata e si diffonderà, dobbiamo trovare dei modi per mitigare e diluire l’impatto sulla curva dei contagi e assorbire al meglio le conseguenze.» Un rischio che ha portato il docente della Statale di Milano a mettere in conto una nuova chiusura: « Per questo tutti gli interventi possono aiutare e anche un lockdown ci permetterebbe di gestire meglio l’impatto. Capisco che non è facile ma dobbiamo essere flessibili».
     
    Il professor Matteo Bassetti punterebbe invece sull’obbligo vaccinale per gli over 40. «L’obbligo vaccinale per tutti è l’extrema ratio, ma abbiamo circa 6 milioni di persone non vaccinate e che ormai non lo faranno”, dice all’Adnkronos Salute il direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale Policlinico San Martino di Genova. «Siamo già siamo in ritardo e nel pieno di quarta ondata. Se si vuole proteggere la popolazione, anche in vista di una diffusione di Omicron con un super afflusso di persone in ospedale, una proposta potrebbe essere di usare i prossimi 15 giorni delle vacanze di Natale per mettere un obbligo ad immunizzarsi, almeno per gli over 40, così potremmo ridurre quel numero enorme di non vaccinati. Si potrebbe approfittare delle scuole chiuse e delle ferie, e pensare ad una multa dopo il 9 gennaio per chi non si è vaccinato», aggiunge. Mentre sul lockdown per i non vaccinati, Bassetti chiarisce che «non si combatte il Covid con le restrizioni, ma se si deve scegliere è chiaro che queste misure devono valere solo per i non vaccinati».
    Coronavirus vaccinazione

  • Calcio Catania, si pareggia 2-2 a casa del Messina

    Calcio Catania, si pareggia 2-2 a casa del Messina

    Una prova di carattere che fa bene al morale ma cambia ben poco per la classifica, nella quale la seconda ormai è distanziata 10 punti (per tacere del Bari, ormai a 41 punti), mentre l’ultima (proprio il Messina) ne dista a sua volta 10. Insomma, con l’esclusione del Bari che pare stia giocando un campionato a sé stante, il Catania si trova equidistante dai due estremi. Quest’equilibrismo matematico e funambolico non deve però trarre in inganno, perché in realtà nella prima parte di questo campionato la squadra di Baldini è stata tutto fuorché equilibrata. Capace di sorprendere con grandissime prove come quella inflitta al Palermo nel derby, o di dissipare facilmente punti, afflitto da problemi societari (la classifica sarebbe già diversa con quei 2 punti in più) ma con la mente sgombra in campo.

    Messina Catania 2-2: Highlights

    Una continua e tachicardica altalena, degna della più appassionante fiction. La puntata odierna si è conclusa con un altrettanto turbolento 2-2 a casa del Messina, nel secondo derby siciliano a distanza di una settimana. Una gara che sin da subito è cominciata in salita per i rossazzurri, che già al 19 minuto su un inoffensivo tiro da fuori che Stancampiano non riesce a disinnescare. Il pallone non viene trattenuto dall’estremo difensore due volte, perché nuovamente sul tentativo di recupero sfugge al n.1 e a quel punto ne approfitta Rondinella, che sigla il vantaggio.
    Bisognerà attendere il 74′ perché la gara si sblocchi, con 3 goal nel giro di 6 minuti. Prima Moro di esibisce in un sombrero spalle al difensore al limite dell’area, la palla arriva a Šipoš che batte il portiere ma non la traversa. A quel punto però è semplicissimo per Albertini pareggiare i conti. L’ennesima amnesia difensiva permette però al Messina di tornare in vantaggio, visto che Marginean è lasciato indisturbato e non marcato all’altezza del dischetto. Per il 24 è dunque praticamente un rigore in movimento e bye bye alle parole di Baldini sui progressi difensivi e il clean sheet visto a Palermo. Fortunatamente il Catania ne ha ancora, e così Šipoš stavolta si mette in proprio e su un insidioso traversone di Zanchi brucia tutti e deposita la palla in rete.
    https://www.youtube.com/watch?v=Qm1qT0SvHtQ
     

    Messina 2-2 Catania, il tabellino

    MARCATORI: 19′ Rondinella, 75′ Albertini, 78′ Marginean, 80′ Sipos
    MESSINA (3-5-2): Lewandowski; Fantoni, Carillo, Mikulic; Rondinella (60′ Marginean), Fofana, Damian (95′ Konate), Simonetti (84′ Celic), Fazzi; Balde (60′ Russo), Adorante (95′ Distefano). A disp.: Fusco, Mikulic, Nicosia, Konate, Busatto, Catania, Vukusic. All. Raciti.
    CATANIA (4-3-3): Stancampiano; Calapai, Claiton, Ercolani, Pinto (65′ Zanchi); Rosaia, Piccolo (45′ Sipos), Greco (84′ Provenzano); Biondi (45′ Russotto), Moro, Maldonado (65′ Albertini). A disp.: Sala, Borriello, Pino, Ropolo, Cataldi, Frisenna, Izco. All. Baldini.
    ARBITRO: Gualtieri di Asti (Terenzio-Ceolin).
    NOTE: Carillo, Biondi, Lewandowski, Fazzi, Russotto, Marginean.
    calcio catania logo

    Messina – Catania: le interviste agli allenatori e a Šipoš

    Estremamente pragmatico Mister Baldini ai microfoni: « Mi aspettavo una gara complicatissima perchè quando un club cambia allenatore non hai punti di riferimento per poter preparare tatticamente la partita. Mi aspettavo che il Messina mettesse in campo tutto quello che aveva, sapevo che saremmo andati a sbattere contro il muro di una squadra tosta. Avevo anche dei timori. Non è vero che nel primo tempo il Catania non ha fatto bene. Abbiamo provato a creare, alla prima occasione del Messina abbiamo preso l’1-0 e forse si è fatta un pò di confusione.
    Nella ripresa ci siamo ritrovati ma non era semplice trovare il gol. Quando l’ho trovato, ho avuto la sensazione che potessimo fare noi il 2-1 ed invece è arrivata ancora la rete del Messina in una delle loro poche sortite offensive. Dobbiamo aumentare la concentrazione perchè queste partite ci sono costati tanti punti, però il punto di oggi diventa importante se mercoledì facciamo una grande prestazione col Monopoli. All’andata noi lì non siamo scesi in campo e quindi aspetto da un girone intero di affrontare nuovamente il Monopoli perchè per mille problematiche e difficoltà non siamo scesi in campo in Puglia. La gara di mercoledì chiude un’annata e voglio dare valore al punto guadagnato a Messina».
    Soddisfatto invece l’allenatore del Messina Enzo Raciti « Il rammarico c’è perchè la partita sembrava ormai indirizzata nel canale giusto. Ma ci sta contro una squadra importante che ha tentato fino alla fine di fare il risultato pieno. Abbiamo perso due punti ma nessuno può togliere la prestazione d’orgoglio fatta dai ragazzi, che hanno tenuto alta l’attenzione e sono stati perfetti tatticamente. Nei primi 20 minuti erano bloccati, avevano paura di giocare, tutto quello che si portavano dietro dalle gare precedenti li rendeva timorosi. Poi hanno preso fiducia e capito che si doveva giocare la palla correndo anche qualche rischio. Lo abbiamo fatto bene nel primo tempo, ma anche nel secondo non ricordo grandi parate del nostro portiere. Abbiamo preso gol in situazioni che avremmo potuto gestire meglio ma sono contento perchè i ragazzi sul piano nervoso hanno dato una risposta, si comincia a intravedere qualcosa.»
    L’eroe della giornata, per i rossazzurri, è certamente Leon Šipoš: «Io do sempre tutto quando vengo chiamato in causa. Sono molto contento per il gol realizzato, abbiamo giocato bene ed è importante portare a casa punti. Ringrazio la squadra ed il mister con cui ho un grande rapporto ed avverto la fiducia di tutti. Mi piacerebbe rimanere perchè mi piace la squadra, mi piacciono l’atmosfera che si respira, la città. Ma anche la cucina siciliana, mamma mia (ride, ndr). Molto buona davvero. La partita è stata dura su un campo difficile. Anche il terreno di gioco non era al meglio. Inoltre si trattava di un derby e non è mai facile. Ora pensiamo alla sfida di mercoledì, vogliamo la vittoria contro il Monopoli.»

  • Carmen Consoli a Catania, il concerto del 16 è un successo

    Carmen Consoli a Catania, il concerto del 16 è un successo

    La pandemia è stata un lunghissimo torpore che rischiava di essere mortifero per la musica dal vivo, e sappiamo bene tutti quanto in Italia gli addetti ai lavori abbiano sofferto la difficoltà del momento. Anche per questo, è stato un piacere tornare a vedere le luci del palco e ad ascoltare chitarre e batterie dal vivo in occasione della data catanese del 16 dicembre di Carmen Consoli.
    Non un concerto qualsiasi sin dall’inizio, visto che si parlava dell’occasione per celebrare i 25 anni di carriera della Cantantessa, un percorso longevo e oltremodo traguardi importanti, di collaborazioni illustri e (ne siamo certi) di grandi soddisfazioni. Partita nel 1995 dalla nostra Catania, Carmen Consoli ha esordito con il suo primo album, Due Parole, dal quale ha estratto il brano Quello che sento per partecipare al Sanremo Giovani. Il terzo singolo estratto dall’album è un grande classico della sua discografia: Amore di plastica, scritta insieme a Mario Venuti. E con quest’ultimo pezzo nel 1996 si presenta a Sanremo. Il brano ottiene l’ottavo posto e un buon successo radiofonico.
    Il successo arriverà però solo l’anno più tardi con l’album Confusa e felice; da allora sono seguiti altri 7 album in studio (Mediamente isterica, Stato di necessità, L’anfiteatro e la bambina impertinente, L’eccezione, Un sorso in più, Eva contro Eva), sino all’ultimo – Elettra – che ha portato la cantautrice a vincere la Targa Tengo nella categoria Miglior album (prima donna a vincerla).
    carmen consoli catania

    Concerto 16 Dicembre Carmen Consoli a Catania: un regalo per i fan

    Così, quando ieri dinnanzi a un gremito e quasi al completo teatro Metropolitan di Catania Carmen si è esibita, c’era veramente tutto. Uno spettacolo suddiviso in tre atti per esplicita indicazione scenografica e dedicati rispettivamente al Sogno, a Mediamente Isterica e all’Amicizia. Una grande avventura che ha visto prima di tutto Carmen confrontarsi con gli ultimi brani, con l’ultimo album suonato quasi per intero, prima di passare a fare un salto nel passato.
    Un concerto particolarmente dolce e sentito, con due dediche speciali che si leggevano in filigrana: in primo luogo quella per il padre, più volte chiamato in causa nei pezzi e scomparso da qualche anno. Una figura che ha rivestito grandissima importanza per la cantautrice siciliana, non solo in qualità di genitore ma – per le sue stesse parole – anche in qualità di guida nel mondo della musica.
    Una figura che la cantante ha ricordato qualche tempo fa sul Corriere della Sera, in occasione « Mio padre era un musicista ed uno studioso di musica. Lui non suonava soltanto ad orecchio, reputava che si dovesse approfondire la musica. La musica è talento e fatica, estro e studio. Di recente ho conseguito un Professional certificate in teoria musicale alla Berkeley proprio perché lui mi aveva insegnato che è una materia che si studia. Puoi arrivare ad orecchio alla musica, ma quando la studi ti si apre un mondo affascinante di matematica, di fisica acustica, di connessioni armoniche. Il papà di Marina Rei, purtroppo deceduto in questi giorni, sosteneva che quando smetti di studiare, smetti di suonare. Mio padre non ha mai interrotto la sua ricerca: studiava il jazz, però il primo, quello che germinava dal blues. Quindi ricordo i fraseggi alla chitarra, la sua Gibson e e il suo dannarsi nella ricerca sui gradi delle scale, sulle sostituzioni. E ne parlava con me che ero una bambina piccolina. E in quei momenti mi sentivo importante.»
    L’altra, quella per il suo Maestro, Franco Battiatoscomparso quest’anno ma non dimenticato, né dall’artista che gli ha tributato un meraviglioso momento omaggiandolo con una sentita “Stranizza d’amuri”, né dal pubblico di Catania che lo ha ricordato con un lunghissimo applauso.
    Carmen consoli teatro metropolitan

    Scaletta Concerto Carmen Consoli 16 dicembre

    Un evento organizzato alla perfezione, con una partenza praticamente puntuale nonostante le pratiche di sicurezza dovute alle norme Covid e con la cantante sul palco praticamente per due ore e mezzo, con giusto qualche pausa per riprendere il fiato. Un concerto meraviglioso, in cui la Cantantessa ha saputo mescere il suo passato e il suo presente, con alchimie suggestive e mai banali. In cui si è passati con naturalezza dalla raffinata maturità degli ultimi brani al mai passato affetto dei primi.  A impreziosire la serata e a farle compagnia non solo con la sua batteria, ma anche con piccoli sketch sulla catanesità, Marina Rei. Questa la scaletta del concerto del 16 dicembre al Teatro Metropolitan di Catania.
    carmen consoli catania concerto

    • L’aquilone
    • Una domenica al mare
    • Il mago magone
    • Le cose di sempre
    • Qualcosa di me che non ti ho detto
    • Armonie numeriche
    • Imparare dagli alberi a camminare
    • L’uomo nero
    • Volevo fare la rockstar
    • Mediamente isterica
    • Per niente stanca
    • Besame Giuda
    • Geisha
    • Fino all’ultimo
    • Donna che parla in fretta (Marina Rei)
    • Confusa e felice
    • Sentivo l’odore
    • Contessa Miseria
    • Venere
    • Stranizza d’amuri
    • L’ultimo bacio
    • In bianco e nero
    • Blu notte
    • Fiori d’arancio
    • Orfeo
    • Parole di Burro
    • La finestra
    • Amore di plastica

     

  • Misterbianco, nuovo polo sanitario costato oltre 100 mln

    Misterbianco, nuovo polo sanitario costato oltre 100 mln

    È avvenuta ieri, alla presenza del presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, dell’assessore alla Salute Ruggero Razza, del sindaco della Città Metropolitana di Catania Salvo Pogliese, del sindaco del Comune di Misterbianco Marco Corsaro, la presentazione ufficiale del polo sanitario per il Sud Italia e per il Mediterraneo di Humanitas Istituto Clinico Catanese
    L’ospedale, che dopo il trasferimento iniziato ad aprile del 2020 – nel corso della pandemia – avrà sede a Misterbianco, si pone come un punto di riferimento e centro di eccellenza grazie ai suoi reparti di Oncologia, Ortopedia, Neurochirurgia e per tutti coloro che devono intraprendere un percorso di riabilitazione.
    Un polo che sarà un fiore all’occhiello del sistema sanitario isolano, con un team di 400 persone tra medici, infermieri, tecnici e staff, incrementato di oltre il 40% rispetto alla sede precedente, con lo scopo di offrire i massimi standard di qualità clinica, nonché percorsi personalizzati ed un’organizzazione innovativa e sostenibile. Proprio questi numeri hanno permesso a molti talenti della nostra terra di rimanervi, contrastando per una volta il fenomeno emorragico che ci porta puntualmente a vedere andare via, in cerca di strutture più rinomate o all’avanguardia, i nostri migliori professionisti.
    Un centro ottenuto grazie a un investimento privato di oltre 100 milioni di euro – il più elevato negli ultimi anni a beneficio della sanità siciliana. Basta considerare solamente la riduzione della mobilità dei pazienti verso gli ospedali del Nord o di Paesi europei, un fenomeno che solo nel 2018 è costata alla Regione Siciliana 210 milioni di euro. Solo nel primo anno di attività sono oltre 40mila i pazienti che hanno effettuato visite ed esami ambulatoriali, 11.000 terapie in Day Hospital Oncologico e più di 4.000 interventi chirurgici.
    MIsterbianco Humanitas

     Le parole del Presidente di Humanitas e della Regione Musumeci

    Forte soddisfazione emerge dalle parole di Gianfelice Rocca, Presidente di Humanitas: «La Sicilia oggi nel settore delle Life Sciences può ambire ad un ruolo fondamentale nel Mediterraneo, favorendo la crescita di centri di eccellenza per la cura, la ricerca e la formazione che si proiettano nel mondo. I fondi del PNRR rappresentano un’importante occasione per attrarre talenti e competenze che permettano a questi centri di cura e ricerca di distinguersi. In questa sfida Humanitas vuole essere un acceleratore di crescita: con il suo modello che coniuga sostenibilità e responsabilità sociale integrando assistenza clinica, ricerca e formazione universitaria, risponde ai bisogni di salute dei cittadini non solo del territorio. Offre loro cure di qualità vicino alle loro famiglie, ma anche – sempre più – di altre regioni e nazioni. Così da rendere la Sicilia, dal punto di vista della Sanità, un riferimento per tutto il Mediterraneo».

    Oltre che sulla “fuga dei cervelli”, si concentra anche sulla necessità di spostarsi dei pazienti il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci: «Fare di tutto per combattere la migrazione sanitaria – quelli che vengono chiamati “viaggi della speranza” ma che sono dolorosi, amari e costosissimi percorsi verso il Nord Italia o altri Paesi – è stata, sin dall’inizio, una delle priorità del nostro governo. Oggi, l’alta chirurgia, le tecnologie biomediche avanzate, la specializzazione in metodiche d’avanguardia – prima appannaggio esclusivamente di centri distanti diverse centinaia di chilometri oltre lo Stretto – sono a disposizione di tutti i siciliani i quali sanno che nell’Isola possono fruire di tutti i percorsi diagnostici, chirurgici e terapeutici delle diverse specializzazioni. Lavoriamo senza sosta per una sanità d’eccellenza, con abilità professionali di alta e comprovata esperienza, a tutti i livelli. Intanto, formiamo le nuove leve con l’obiettivo che mai più nessuno debba essere, a sua volta, costretto a lasciare la Sicilia per una affermazione professionale fino a ieri negata. La nostra Isola si candida ad essere centro d’eccellenza sanitaria aperto all’area del Mediterraneo, con una sana programmazione e vantando numerosi centri d’eccellenza come quello che oggi qui viene inaugurato ma che ha al suo attivo molti anni di operatività, efficienza, esperienza per la cura, la ricerca e la formazione in campo sanitario. Un’altra prestigiosa bandierina nella mappa di una Sicilia che cambia. Anche nella sanità».
    MIsterbianco dottore

    Un polo per la cura, ma anche per la ricerca e la formazione

    L’ospedale è inoltre impegnato in attività di ricerca, in collaborazione con centri nazionali e internazionali, e in corsi di formazione specialistica medica post Laurea. «In particolare – spiega il professor Alessandro Repici, Direttore Scientifico – stiamo sviluppando progetti che prevedono innovazione tecnologica e il rientro in Sicilia di ricercatori di talento. Sono già stati attivati i primi studi, di Molecular Pathology e Precision Medicine, sul tumore della mammella, malattia ad elevata diffusione in Sicilia. Sul fronte della formazione, Humanitas è impegnata in attività sia in ambito specialistico oncologico sia con i medici del territorio, con un programma di aggiornamento per una maggiore sensibilizzazione e diffusione di prevenzione e screening, che porterà in Sicilia alcuni tra i più importanti esperti al mondo».
     

  • Monopattini, a Catania scattano i furti

    Monopattini, a Catania scattano i furti

    Storie di ordinaria inciviltà, che d’altronde si affiancano ai pregi della nostra bellissima terra con atavica e morbosa fermezza. Perché non è la prima volta che sentiamo qualcosa di questo tipo e già ci viene di dire “Cosa vi aspettavate, era prevedibile!”. Un ragionamento che cela un’assunto di scetticismo tremendo e terrificante, un’esame di realtà impietoso che esprime al contempo rassegnazione e brutale onestà verso uno dei profondi mali che affligge la nostra terra.

    Monopattini a Catania: il progetto eco di Helbiz

    Monopattini Catania furti
    Succede che un’azienda scommetta su un bel progetto su Catania, e non un’azienda qualunque, bensì Helbiz. La società newyorkese, fondata nel 2015 e leader globale nei servizi di micro-mobilità, ha conquistato il suo posto nel mondo gestendo biciclette, monopattini, motorini elettrici. Il segreto di questa formula di successo è l’uso di una sola user-friendly piattaforma, su misura e di cui l’azienda è proprietaria, con oltre 40 licenze nelle città in tutto il mondo. Un business in forte espansione, dato che conta già 2,7 milioni di utenti registrati e che sempre la medesima azienda sta espandendo i suoi prodotti e servizi per la vita urbana includendo servizi di live streaming, consegna di cibo, servizi finanziari e altro, tutti accessibili all’interno della sua app mobile.
    «Helbiz è stata fondata con l’intenzione di rivoluzionare il trasporto diventando una soluzione perfetta dell’ultimo miglio che privilegia la semplicità e la convenienza. Per basarsi su questo obiettivo iniziale, la Società si impegna a continuare a spingere i confini tecnologici e ad esplorare i servizi per il futuro di domani» si legge sul sito dell’azienda.

    Rubati e danneggiati i monopattini Helbiz a Catania

    Succede che, come per un famosissimo servizio di Car Sharing, anche qui Catania ci tenga a far conoscere la sua reputazione alla – fin troppo ottimista – società newyorkese. Così, a poche ore dall’esordio dell’azienda nella città etnea, è arrivata la prima comunicazione dell’Helbiz che parla di ripetuti furti e atti vandalici. Se i veicoli avevano avuto una buona risposta, con i catanesi che avevano accolto l’iniziativa «in modo ottimale, con quasi 500 corse in poche ore», non ci è voluto molto perché si mostrasse anche il rovescio della medaglia.
    Monopattino
    Così, è arrivata la nota della società che ha ammesso come «occorre registrare che l’azienda, fin dalle prime ore, ha subìto furti e atti vandalici a danno dei propri mezzi, arrivando persino al recupero di un monopattino nei pressi di Caltanissetta».
    Una vicenda paradossale, che non può non far sorridere il catenese avvezzo a tali situazioni ma che certamente avrà lasciato basiti i responsabili dell’azienda. Anche perché, appunto, i mezzi dispongono di un accurato sistema di protezione: «ogni mezzo è dotato di un rilevatore Gps, che permette il controllo in tempo reale di eventuali furti o manomissioni che lo renderebbero inutilizzabile». La reazione perplessa dell’azienda è stata tale che, nella nota, si sono sentiti di dover precisare «che il furto è un reato perseguibile penalmente», certamente non spiegandosi una tale quantità di furti.
    Una “performance” oltretutto inutile, visto che proprio in virtù del gps «tutti i mezzi in questione sono stati recuperati, con conseguente denuncia verso le persone responsabili, anche grazie al supporto della polizia locale e alla perfetta sinergia con l’amministrazione comunale».
    Monopattini elettrici

    Helbiz non getta la spugna

    Nonostante la partenza inaspettatamente dolceamara però la società newyorkese ha deciso di continuare a investire sul nostro territorio: «La presente nota è coerente con il costante impegno di Helbiz per contribuire alla creazione di una mobilità sicura a beneficio di tutti gli utenti. Helbiz vuole inoltre esprimere la massima volontà nel proseguire l’attività a Catania, certa di avere l’appoggio e il sostegno di tutti i cittadini, che sapranno apprezzare e valorizzare il servizio offerto. Si ringrazia l’amministrazione comunale per la collaborazione che verrà garantita in questo comune percorso verso una mobilità più sostenibile».
    La speranza, cui noi stessi forse siamo i primi a non coltivare, è che situazioni di questo tipo possano cessare e non portare l’azienda ad abbandonare la città, come accaduto già in altre circostanze.

  • Calcio Catania Palermo: il derby è rossazzurro!

    Calcio Catania Palermo: il derby è rossazzurro!

    Per un tifoso, nessuna partita è mai una “semplice partita”; ma su nessuna delle gare stona quest’etichetta come sul derby. E non è solo una questione di rivalità fra tifoserie, come non si può risolvere l’equazione in questioni di punti, di classifiche, di freddi calcoli. Perché la mistica del derby è inspiegabile per coloro che non hanno mai avvertito il brivido, per chi non è mai stato affetto dalla sua febbre. Una galleria di scontri, che stavolta ha visto i rossazzurri trionfare in casa con un rotondo 2-0 in una gara non avara di spettacolo e tensioni.
    Mattatore indiscusso del pomeriggio (ma ormai sta diventando quasi un’ovvietà) il giovanissimo Luca Moro, che si è imposto con una doppietta e, soprattutto, ha espresso una qualità di calcio che pochissimi giocatori a quell’età riescono a concretizzare. Ormai le sirene di calciomercato non possono stupire: il più grande rimpianto dei rossazzurri sarà a questo punto non poter ricavare nulla dalla sua crescita, essendo il giovane prospetto in prestito.

    Il Catania, d’altronde, arrivava a questo derby flagellato dalle vicissitudini societarie ed era lecito aspettarsi una squadra quantomeno scombussolata, se non con i nervi a pezzi. Il Palermo invece arrivava al Massimino da favorita, forte della sua seconda posizione in classifica. Eppure le attese sono state ribaltate dalla sentenza del campo, dove il Catania non ha mai dato l’impressione di poter andare in sofferenza contro i rosanero – i quali, al contrario, sono sembrati nervosissimi e hanno chiuso la gara in nove uomini. Questo sebbene, nel complesso, tutta la gara sia stata – com’è prevedibile per un derby –

    Ragazzi in curva: la splendida iniziativa del Palermo

    La vera partita è cominciata però prima ancora della gara, con la splendida iniziativa del Palermo che ha permesso a cento fra bambini e bambine, tifosi del Palermo, di seguire la partita dagli spalti del Massimino. Un modo semplicemente fantastico non solo per permettere ai piccoli di seguire da vicino i loro idoli, ma anche per mandare il corretto messaggio nell’ambito di una gara indicata ad alto tasso di rischio dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Questo aveva inoltre comportato la vendita dei biglietti ai soli residenti nella provincia di Palermo in possesso della tessera del tifoso, ma il club dopo la sua rifondazione non ha mai avviato un programma di fidelizzazione del genere e non sono stati messi in vendita di fatto biglietti per i settore ospiti.
    Una decisione argomentata dallo stesso club rosanero con una nota sul suo sito: « Una presenza dal forte valore simbolico che ha l’obiettivo di dare comunque una voce alla fede rosanero, nella sua espressione più genuina e gioiosa. I 100 ragazzini sono arrivati in pullman direttamente allo stadio, dove sosterranno la propria squadra del cuore. Ciò per ricordare che il sostegno ai propri colori da parte dei tifosi è e rimane un aspetto naturale e imprescindibile della fede sportiva, in modo semplice e appassionato e sempre contro ogni forma di violenza, che nulla ha a che vedere con i valori sani dello sport.»
    I giovanissimi tifosi hanno quindi esposto uno striscione che merito di certo il premio di migliore in campo: “Il tifo è un gioco da ragazzi”.
    Calcio Catania Palermo

    Catania- Palermo 2-0, il tabellino:

    Marcatori: 24′ rig., 85′ Moro
    CATANIA (4-3-2-1): Stancampiano; Calapai, Claiton (46′ Ercolani), Monteagudo, Pinto; Rosaia (88′ Albertini), Maldonado (63′ Izco), Greco (63′ Provenzano); Biondi (70′ Zanchi), Russini; Moro. A disp.: Sala, Ropolo, Pino, Cataldi, Sipos, Russotto, Piccolo. All. Baldini.

    PALERMO (3-5-2): Pelagotti; Buttaro (54′ Almici), Marconi, Crivello; Accardi (86′ Fella), Dall’Oglio (54′ Luperini), De Rose, Odjer (46′ Silipo), Valente (70′ Floriano); Soleri, Brunori. A disp.: Massolo, Lancini, Doda, Perrotta, Giron, Peretti. All. Filippi.
    ARBITRO: Rutella di Enna (Belsanti-Politi).
    MARCATORI: 24′ rig., 85′ Moro
    NOTE: ammoniti De Rose, Pinto, Accardi, Russini, Monteagudo, Soleri, Moro. Espulsi: al 66′ Russini; 77′ Almici; 90′ Luperini.

    Allenatori a confronto: la soddisfazione di Baldini, il rammarico di Filippi

    Emozioni contrastanti – e non potrebbe essere altrimenti – sono anche state espresse ai microfoni a fine gara dai due rispettivi allenatori. Prevedibilmente soddisfatto Baldini, che non ha lesinato complimenti ai suoi ragazzi: « Il Catania ha giocato la migliore gara dall’inizio dell’anno. Siamo una squadra forte, è da tempo che lo dico ai miei ragazzi ai quali faccio i complimenti. Voglio sottolineare la prova della difesa (Ndr, noi stessi avevo puntualizzato la fragilità difensiva del Catania) che ha subito tante critiche. Nel primo tempo, così come nella ripresa abbiamo concesso poco ad una grande squadra come il Palermo». L’allenatore è poi arrivato a commentare l’espulsione di Russini: «Non so se sia giusta l’espulsione. Assurdo il secondo cartellino giallo, così come alcune decisioni arbitrali. Tutti possiamo commettere errori, anche il direttore di gara. La società sta facendo la sua parte, ci meritiamo molto di più di ciò che abbiamo ottenuto.»
    Lapidario l’allenatore del Palermo Filippi: « Fa male perdere così, potevamo evitare tanti errori. Potevamo fare molto di più con la superiorità numerica invece abbiamo commesso leggerezze che non ci possiamo permettere. La corsa al Bari con questa sconfitta ovviamente subisce un rallentamento, dobbiamo riprendere subito la marcia e dobbiamo farlo in particolar modo per i nostri tifosi.» Un rammarico che non ha però condizionato la sportività dell’allenatore rosanero: «Il Catania ha fatto un’ottima gara, si è difeso bene. Noi abbiamo cercato più volte la soluzione in verticale ma non abbiamo trovato i varchi giusti». Una sconfitta segnata anche dalle espulsioni: «I nervi sono saltati, questo non va bene. Non siamo stati la squadra che dovevamo essere, dobbiamo fare molto di più ».
    Calcio Catania Palermo Derby

  • Lista dei presepi a Catania

    Lista dei presepi a Catania

    I Presepi sono una tradizione ormai consolidata negli anni, per tutti i cattolici e non solo.
    Le città italiane nel periodo natalizio sono in festa e le strade si riempiono di addobbi di ogni tipo, per la gioia degli abitanti.
    Le raffigurazioni del Presepe sono più sentite al sud, soprattutto in città come Napoli e Catania, ma anche in molte altre città.

    I Presepi a Catania

    Sono famose le rappresentazioni di varie tipologie di Presepe, che da sempre affascinano grandi e piccoli.
    La versione più apprezzata è sicuramente quella del Presepe vivente, caratterizzata da una rappresentazione teatrale che viene eseguita da personaggi reali.
    Uno di quelli più famosi è organizzato a Santa Maria La Stella, che ogni anno riceve migliaia di turisti che apprezzano l’operato.
    Presepe Degli Antichi Mestieri
    Sono stati organizzati anche numerosi interventi televisivi dedicati ad esso, visibili su rete regionale.
    Il Presepe è dedicato agli antichi mestieri siciliani, soprattutto quelli manuali, e viene allestito ogni anno dagli abitanti del posto in maniera differente, pur rispettando le antiche usanze.
    Esso è in grado di rimandare i visitatori indietro nel tempo, facendo rivivere momenti di vera emozione e commozione, tramite l’immersione in un’antica realtà, in cui i lavori erano diversi rispetto a quelli odierni e molto faticosi.
    Si può visionare all’interno della parrocchia già a partire dal periodo autunnale, fino ad essere successivamente eliminato nel periodo di febbraio, in corrispondenza con la festa di Sant’Agata, patrona della città di Catania.

    Altri Presepi molto conosciuti si trovano a Caltagirone

    Comune siciliano noto per le ceramiche. Da sempre è uno dei luoghi più importanti in cui vengono organizzate visite guidate per ammirare le creazioni, rigorosamente fatte a mano, tramite una meticolosa attenzione ad ogni tipo di dettaglio.
    La particolarità è che ciascun Presepe viene realizzato con materiali diversi, anche inusuali, come ad esempio, più comunemente l’argilla e la terracotta, ma anche il cotone o i rifiuti.
    Da non perdere è anche quello fatto all’interno di una forma di pane o con diversi formati di pasta.
    Inoltre, accoglie anche presepi provenienti da altre nazionalità, riuscendo così a mescolare diverse culture.
    Ogni anno viene organizzato, nel periodo natalizio, un calendario ricco di eventi.
    Questo scenario attira ogni anno migliaia di viaggiatori nel periodo natalizio, nonché di gente del posto, che apprezza il lavoro artigianale che sta dietro queste magnifiche creazioni.

    Non dimentichiamo, all’interno della nostra lista, anche il Presepe Verghiano di Vizzini

    il Presepe 22Verghiano a Vizzini22

    Una delle città più antiche della Sicilia, situata in provincia di Catania.
    Si tratta di una particolare e suggestiva rappresentazione della Natività, in pieno stile Verghiano, come si può evincere dal nome stesso.
    Dunque, vengono richiamati i personaggi tipici dei racconti di Verga, come la Lupa, i Malavoglia, Nedda, e tutti gli altri. I protagonisti, recitano frammenti di episodi delle novelle, ricreando un’atmosfera piacevole e gioiosa.

    Infine, un altro luogo da visitare è Mineo, che ospita numerosi Presepi

    Immersi nei vicoli del paese, già contornati di addobbi natalizi. Durante la passeggiata, è possibile recarsi presso i ristoranti che si trovano nella zona, oltre che numerosi negozi artigianali, che sono un’attrazione per i tanti turisti.
    Per chi desidera mettere da parte la tradizione e riallacciarsi alla nostra epoca moderna, è possibile concentrarsi sul Presepe interattivo, che consente di immergersi pienamente in quella realtà, come se fosse vero.
  • Ricetta della Torta Siberia

    Ricetta della Torta Siberia

    Conosci la ricetta della torta Siberia? E’ un dolce caratteristico giapponese che compare nel film Si alza il vento “Kaze Tachinu” di Miyazaki, che grazie allo stesso è tornato in voga poiché era diventato quasi introvabile.
    Questa ricetta prevede la yōkan o gelatina di fagioli rossi che viene racchiusa nel pan di Spagna o kasutera. Si tratta di un dolce nato durante il secondo conflitto mondiale che poi è divenuto sempre meno popolare e sono rimaste ormai ben poche botteghe che lo preparano artigianalmente.
    Com’è nato il bizzarro nome? Pare che la linea scura centrale del dolce rappresenti la transiberiana che attraversa i campi innevati.
    Da noi non sono reperibili ma perché non provare a farli in casa?

    Ricetta della torta Siberia: ingredienti

    Pan di Spagna:

    • 3 uova;
    • 70g di farina tipo 00;
    • 70 cl di acqua;
    • 100g di zucchero;
    • 2 cucchiai di latte

    Ripieno:

    • 400 gr di marmellata di fagioli rossi Azuki
    • 120 ml di acqua;
    • mezzo cucchiaino di Agar Agar;

    Ricetta della torta Siberia: procedimento

    In una terrina lavorare le uova e lo zucchero. La farina va aggiunta pian piano attraverso un colino, quindi si aggiungono pian piano anche il latte e l’acqua. L’impasto va versato nella teglia precedentemente rivestita di carta da forno. Livellare ed infornare a 150° per 20 minuti. Una volta sfornato deve sfreddare benissimo, poi il pan di Spagna va tagliato in due pezzi in senso longitudinale.
    Per il ripieno: versare la polvere di agar agar e l’acqua, mescolare in un pentolino e portare a bollore, mescolare ancora e dopo 3 minuti circa versare la marmellata di fagioli. Lasciar freddare e poi spalmare sul pan di Spagna. Va mangiato freddo.
    In questa ricetta della torta Siberia compare appunto la marmellata di fagioli rossi, non gradita da tutti ma soprattutto difficile da trovare, possiamo provare dunque a sostituirla con della marmellata di fragole o ciliegie.
     

  • Pronto soccorso nuovo a Catania: aprirà a Librino

    Pronto soccorso nuovo a Catania: aprirà a Librino

    Inaugurato ieri, con una breve cerimonia, il quarto pronto soccorso di Catania. A presenziare all’apertura della nuova struttura di emergenza-urgenza dell’ospedale San Marco, nel quartiere di Librino, il presidente della Regione, Nello Musumeci, il sindaco Salvo Pogliese, il rettore dell’Università di Catania Francesco Priolo, l’assessore alla Salute Ruggero Razza e il direttore generale dell’azienda ospedaliero universitaria Gaetano Sirna, alla presenza del prefetto Maria Carmela Librizzi, dell’arcivescovo metropolita Salvatore Gristina e altre autorità.
    Il pronto soccorso del San Marco aprirà ufficialmente domani, giovedì 9 dicembre alle 9. Con l’apertura di questo nuovo polo di primo intervento, l’Azienda ospedaliero universitaria Policlinico Rodolico-San Marco è in grado di assicurare un’assistenza in emergenza-urgenza a un’area molto vasta del territorio etneo: dalla parte sud dove sorge il pronto soccorso del San Marco, alla parte nord del capoluogo dove, già dal 2018, opera quello dell’altro presidio aziendale, il Gaspare Rodolico di via Santa Sofia.
    Chiesa di Santa Chiara in Librino a Catania

    Nuovo pronto soccorso a Catania: le parole di Musumeci  e Pogliese

    Il presidente Musumeci non manca di far notare come la città etnea sia ora abbastanza coperta dal punto di vista sanitario: «Da oggi il Policlinico di Catania può contare su due pronto soccorso attrezzati, efficienti, modernissimi e capaci di far fronte alle esigenze dei territori». Un miglioramento frutto degli oltre 130 milioni per la riqualificazione delle strutture sanitarie esistenti nell’Isola ottenuti da Roma, preannunciando come quello di Catania sia solo il primo passo. «Siamo al lavoro a Siracusa dove stiamo approntando il progetto esecutivo del nuovo ospedale, a Palermo con la seconda struttura ospedaliera specialistica, l’Ismett 2, e a Ragusa. Siamo anche impegnati nell’ammodernamento dei pronto soccorso di tutte le città capoluogo: quelli del Civico e di Villa Sofia a Palermo, quello del Policlinico di Messina e stiamo per completare quelli di Vittoria e di Avola».
    Per il sindaco Pogliese «il pronto soccorso, il quarto della città capoluogo, consacra un momento importante per tutto il sistema sanitario siciliano, ma soprattutto per i 100 mila catanesi che risiedono nella zona Sud di Catania, di cui Librino è fulcro. Decolla finalmente un progetto di cui si parlava da un quarto di secolo, il polo ospedaliero di Librino con il suo pronto soccorso all’avanguardia e un traguardo di grande valore per questo è doveroso ringraziare il presidente Musumeci».
    librino

    Nuovo pronto soccorso a Librino

    «Una parte importante e molto popolosa della provincia di Catania – afferma il rettore Priolo – può finalmente usufruire di questa struttura strategica e modernissima che garantirà un’assistenza di altissimo livello». Per Razza «questo ospedale, in cui sono nati già più di 4500 bimbi, è stato però fondamentale fin dai primi giorni dell’emergenza pandemica, garantendo assistenza ai malati di Coronavirus non solo della città di Catania. Il nuovo reparto di emergenza-urgenza non solo rappresenta l’ultimo tassello del presidio ospedaliero, ma contribuirà certamente ad alleggerire l’intera rete dei pronto soccorso della città e di altri territori limitrofi».
    «Il nuovo pronto soccorso – aggiunge il direttore Sirna – ci consente di completare la nostra offerta di assistenza. Nonostante il periodo difficile di pandemia, che non ci ha permesso di realizzare prima i nostri programmi, con l’impegno di tutti siamo riusciti ad aprire non soltanto il pronto soccorso ma anche le unità operative di Ortopedia e di Chirurgia vascolare e un servizio di Endoscopia, tutte a supporto della struttura di primo intervento. Inoltre, ci rende orgogliosi dare un’opportunità di lavoro significativa ai tanti giovani, una trentina di medici e 60 infermieri assunti con una procedura concorsuale, che erano fuori sede o precari in strutture private».
    nuovo pronto soccorso 1

  • Concorso per sessanta assistenti sociali in arrivo

    Concorso per sessanta assistenti sociali in arrivo

    In un momento storico delicato come questo, che ci vede fare i conti con gli effetti della pandemia, l’annuncio di nuove possibilità lavorative all’orizzonte è sempre una notizia che siamo felici di dare. A maggior ragione se, come in questo caso, sarà un posto di lavoro che permetterà a sessanta assistenti sociali a contratto biennale di poter lavorare nella città di Catania. La notizia del concorso pubblico, le cui modalità verranno disposte nel bando pubblico che sarà pubblicato venerdì 10 dicembre sulla Gurs e sul sito internet del Comune di Catania, è stato annunciato sindaco Salvo Pogliese e l’assessore ai servizi sociali Giuseppe Lombardo del comune capoluogo, ente capofila del distretto socio sanitario n.16 che oltre Catania comprende Misterbianco e Motta Sant’Anastasia. Per retribuire le nuove assistenti sociali verranno utilizzati i fondi ministeriali per il contrasto alle povertà. La distribuzione delle sessanta unità di assistenti sociali da reclutare, secondo quanto disposto dai responsabili del distretto socio sanitario, sarà così organizzata: cinquanta al territorio comunale di Catania, otto a Misterbianco e due Motta Sant’Anastasia.
    aula vuota concorso

    Concorso assistenti sociali, Pogliese: Professionalizzare con nuove forze i servizi sociali comunali

    Grande soddisfazione emerge anche dalle parole del sindaco Pogliese, che definisce l’imminente concorso «un fatto di straordinaria rilevanza sociale perché consente di immettere sul territorio energie nuove per le tante sfide in cui siamo impegnati insieme alle altre istituzioni per contrastare i disagi della popolazione che parte da condizioni di svantaggio. Professionalizzare con nuove forze i servizi sociali comunali, significa dare un valore aggiunto in termini di efficienza e risposte più rapide ai tanti bisogni sociali, purtroppo notevolmente aumentati con la pandemia. Una svolta per il delicato settore della solidarietà sociale e dei sostegni alla famiglia, a cominciare dall’urgenza di intensificare la lotta alla dispersione scolastica, per cui ringrazio l’assessore Giuseppe Lombardo, i sindaci di Misterbianco e Motta, ma anche i dirigenti e funzionari dei servizi sociali e dell’assessorato al personale guidato da Michele Cristaldi».

    Il primo cittadino ha inoltre, d’intesa con gli assessori Lombardo e Cristaldi, dato indicazioni affinché «anche questa procedura di concorso, come quella dei vigili urbani, venga eseguita con esclusivi criteri meritocratici, utilizzando una piattaforma digitale che esclude ogni interferenza nella valutazione dei titoli dei partecipanti e tempi di svolgimento ridotti al minimo, appena pochi giorni dalla scadenza termini di presentazione della domanda e inserirli subito nel circuito produttivo.»
    concorsi aula vuota

    Fanno eco alle parole del sindaco quelle l’assessore ai servizi sociali Giuseppe Lombardo «Poter contare su tante nuove assistenti sociali significa anche ottimizzare il grande lavoro svolto dalle attuali risorse in forza ai servizi sociali del Comune, ormai numericamente inadeguate per assolvere le crescenti necessità di assistenza. Ringiovanire i quadri delle assistenti sociali, significa dare una mano concreta al complesso sistema di aiuti ai più bisognosi che abbiamo messo in campo in sinergia alle organizzazioni del privato sociale. Una missione per cui urge un ricambio anche generazionale e questo bando di concorso assolve appieno a queste necessità.»
    Tra le prime attività per cui le assistenti sociali saranno impiegate, il rafforzamento dei front office dei centri multizonali e l’attività di valutazione dei percettori del reddito di cittadinanza per aumentare il loro impiego lavorativo nei progetti di utilità collettiva, tenuto conto dei nuovi obblighi a cui sono chiamati i beneficiari per mantenere il sostegno concesso dalle istituzioni statali. I dettagli dell’avviso e del bando pubblico con la scadenza dei termini e le modalità per partecipare, saranno resi noti con la pubblicazione prevista per venerdì 10 dicembre. Tra i requisiti previsti l’iscrizione all’albo delle assistenti sociali; l’inquadramento economico sarà quello della categoria D1 del contratto nazionale enti locali.

  • Calcio Catania, sconfitta di misura a Latina

    Calcio Catania, sconfitta di misura a Latina

    Una sconfitta per 1-0 fa sempre male, anche se viene dopo una buona vittoria, perché lascia la percezione che se qualcosa fosse andato diversamente – un passaggio, un contrasto, una ripartenza – le cose sarebbero potute andare diversamente. Invece, non ci rimane che prendere atto della sconfitta maturata sul campo del Latina, che congela nuovamente la classifica del Catania, e scrive una nuova pagina di storia. Mai infatti gli etnei, prima di ieri, erano capitolati al Domenico Francioni.
    Una sconfitta che non farebbe nemmeno così male, se non si sommasse alla notizia – arrivata qualche giorno fa, ma già paventata – della penalizzazione di due punti (che potrebbero anche diventare cinque, a breve). « Il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare, definitivamente pronunciando, irroga nei confronti della società Calcio Catania Spa la sanzione di punti 2 (due) di penalizzazione in classifica, da scontare nel corso della corrente stagione sportiva». Molto dipenderà dunque dalla decisione attesa proprio per Dicembre dal Tribunale di Catania.

    Latina Catania 1-0: il Tabellino

    calcio catania logo
    MARCATORI: 28′ Sane
    LATINA (3-5-2): Cardinali; De Santis, Esposito, Giorgini; Ercolano (68′ Teraschi), Tessiore (83′ Marcucci), Amadio, Di Livio (58′ Barberini), Carissoni (45′ Nicolao); Carletti (82′ Jefferson), Sane.
    A disp. di Di Donato: Alonzi, Celli, Atiagli, Zini, D’Aloia, Rossi, Mascia.
    CATANIA (4-4-2): Stancampiano; Calapai, Claiton (87′ Albertini), Monteagudo, Ropolo (60′ Pinto); Russotto, Rosaia (60′ Maldonado), Greco, Russini (87′ Biondi); Sipos (60′ Piccolo), Moro.
    A disp. di Baldini: Sala, Ercolani, Pino, Zanchi, Izco, Cataldi, Frisenna.
    ARBITRO: Gabriele Scatena
    Assistenti: Ciro Di Maio e Alessandro Munerati
    Quarto ufficiale: Claudio Panettella                                                                    AMMONITI: Esposito, Russini, Di Livio, Carletti, Teraschi
    ESPULSI:
    NOTE: 5′ di recupero s.t.
    Rosaia:
    Insomma, i rossazzurri arrivano al derby con il Palermo con il fiatone, e Rosaia suona la carica dopo aver analizzato le difficoltà della gara appena conclusasi: « Abbiamo preso gol nel nostro momento migliore, episodio che ha influito sulla prestazione e sull’andamento della gara. Questo non può accadere. Il gol lo possiamo prendere anche così, poi però dobbiamo restare sul pezzo e continuare a fare il nostro gioco. Non siamo riusciti a portare a casa il risultato che volevamo purtroppo, ma rimaniamo concentrati sul nostro obiettivo. Abbiamo cercato di aumentare i giri ad una squadra che quando va in vantaggio è difficile perforare – lo dicono i numeri – perchè si chiudono dietro e lasciano pochi spazi, il Latina è squadra fisica che ti fa giocare male. Anche questo ha influito.
    E’ stata una gara molto agonistica giocata su un campo pesante, torniamo a casa con zero punti e questo ci deve dare tanta rabbia in previsione del derby, preparandolo con grande consapevolezza ed energia. Mi vengono i brividi solo a pensare a come risponderà la città in vista del derby, occorre farci trovare pronti. Non possiamo deludere i tifosi. Meglio due o tre centrocampisti? Si parla sempre di occupazione degli spazi, le scalate e le uscite cambiano ma l’occupazione del campo è sempre ottimale, siamo pronti ad interpretare qualsiasi modulo. Pinto e Piccolo? Sono due giocatori importanti sia a livello caratteriale che tecnico, li stiamo rimettendo in forma, in vista del derby ci saremo tutti.»

    Latina-Catania, l’analisi di Baldini

    partite del Calcio Catania
    Anche mister Baldini, intercettato ai microni alla fine dell’incontro, ha cercato di spiegare la sconfitta: « Abbiamo concesso dieci minuti a una buona squadra. E’ un periodo che al primo tiro in porta prendiamo gol (ndr. un discorso che Baldini ha già ribadito in passate conferenze stampa), poi possiamo discutere di tutto quello che vogliamo. Giovinco ha indirizzato la palla all’angolino, a Latina uguale. Ho visto i primi 30 minuti di buonissimo calcio creando situazioni, poi dieci minuti di smarrimento ma in campo ci sono due squadre. Difensivamente parlando il Latina era ben organizzato. La ripresa penso abbia rispecchiato totalmente la prima mezz’ora di gara, i complimenti vanno al Latina che ha vinto, noi invece riceviamo i complimenti ma continuiamo a buttare via punti. Posso dire poco ai ragazzi che hanno fatto una mole di gioco importante ma non siamo riusciti a far gol e questa è stata un pò la pecca di oggi.»
    Riguardo le difficoltà societarie, invece, Baldini sottolinea la forza “impermeabile“ dell’ambiente: «Extra campo? Riusciamo ad isolarci, la squadra è bravissima a farlo durante la settimana. In campo fa la prestazione, anche oggi è stato così. Mi dispiace per i ragazzi che non portano via niente da questa gara. Ci concentreremo per il derby col Palermo e dovremo andarci a prendere i punti persi oggi. Avevo detto in conferenza che quella di Latina fosse una partita importante anche in funzione della prossima, vorrà dire che ci porteremo dietro la rabbia per la sconfitta e non sicuramente per una non-prestazione. Abbiamo riportato tre sconfitte nell’ultimo periodo raccogliendo meno di quanto meritato con Taranto, Foggia e Latina. Se qualcuno dice il contrario non è giusto per i ragazzi. Sono tre sconfitte però si riparte dalle prestazioni e dall’aver recuperato dopo tanto tempo Pinto e Piccolo. Avevo diversi giocatori acciaccati, Sala ha avuto problemi tutta la settimana, Biondi pure. »
     

  • Cucina tunisina ricette: Kafteji

    Cucina tunisina ricette: Kafteji

    Oggi andiamo alla scoperta della cucina tunisina ricette mediorientali per provetti cuochi etnici.
    Cosa ne pensate della cucina etnica? Io la adoro, è il modo per girare il mondo, così come la lettura.
    Oggi parliamo di kafteji ( كفتاجي ) un piatto tipico tunisino, non fatevi spaventare dal nome perché è molto più facile di quel che pare. Si tratta di una miscela di verdure fritte a cui si aggiungono le uova, si serve con cipolla e prezzemolo finemente tritati. Per i vegetariani può bastare così,mentre i carnivori possono aggiungervi delle salsicce volendo.
    Allora, ricetta tunisina semplice che richiede un’oretta e mezzo circa di preparazione.

    Cucina tunisina ricette: ingredienti del kafteji per 4 persone

    • 4 patate
    • 5 zucchine
    • 10 pomodorini
    • 5 peperoncini verdi dolci
    • 3 uova
    • olio evo
    • olio per frittura
    • prezzemolo qb
    • cipolla qb
    • sale qb

    Cucina tunisina ricette: preparazione del kafteji

    1. Lavare, pelare le patate e tagliarle a fiammifero
    2. tagliare le zucchine a rondelle ed i peperoncini a metà
    3. friggere le patate e le zucchine e porle su carta assorbente
    4. saltare i peperoni in padella con olio evo e toglier loro la pellicina (il trucco: metterli ancora caldi in un sacchetto da freezer ed attendere un po’ che si freddino, la pellicina verrà via molto facilmente)
    5. tagliare a metà i pomodiri, levare succo e semi, e friggere anche questi-
    6. Friggere le uova aiutandovi con una palettina per girarle.
    7. Tagliare le verdure e le uova a pezzetti ed unire tutto insieme
    8. aggiungere prezzemolo e cipolla cruda tritati
    9. aggiungere un pizzico di sale ed è pronto.

    Cucina tunisina ricette: consigli

    Per rendere più leggero questo piatto tunisino i pomodori ed i peperoni si possono passare in forno. Al momento del taglio degli ingredienti, li si può tagliare tutti insieme con l’aiuto di due coltelli, purché il tutto non sia troppo sminuzzato, i pezzi devono rimanere grossolani. Una buona idea è servire il tutto con salsa yogurt o piccante.
    Cosa ne pensate?

  • Privacy e stampanti, una ricerca catanese sui rischi

    Privacy e stampanti, una ricerca catanese sui rischi

    In un mondo che sempre più spesso è connesso e che, specialmente dopo la pandemia, ha appreso ancora di più quanto può essere fondamentale la rete, riuscire a proteggere i propri dati è importantissimo. Oggi la rete è un’alleata imprescindibile nella vita quotidiana: tramite essa possiamo effettuare pagamenti, riceverne, iscriverci a un corso o consegnare un CV che contengano tutti i nostri dati, scambiare delle foto etc. Non desta quindi nessuna sorpresa se la rete è anche un luogo in cui si può incorrere in furti di dati sensibili. E se, nel tempo, siamo diventati più prudenti nel gestire le informazioni private che gestiamo attraverso il web, alcune minacce sono ancora trascurate. O del tutto sconosciute, come dimostra la ricerca del dipartimento di Informatica dell’Università di Catania sulle stampanti.

    Printjack: la ricerca della facoltà catanese di informatica

    Dipartimento di informatica
    Può la tua stampante essere una vera e propria “finestra aperta” nella nostra privacy, di cui non siamo consapevoli e che lasciamo quindi aperta? Secondo il prof. Giampaolo Bella, docente di Informatica dell’Università di Catania, la risposta è positiva: « Hai appena ricevuto quel documento super sensibile, diciamo una busta paga o una cartella clinica, attraverso un protocollo super sicuro per internet. Quindi praticamente “ok”. Lo stampi e ti affretti a mettere la stampa in cassaforte. Ti fidi troppo della tua stampante: hai divulgato il documento!»
    Una tesi ampiamente esposta dal docente e dal dottorando Pietro Biondi nel loro articolo “You Overtrust Your Printer”, in cui si prendono in considerazione i rischi di queste falle nel sistema di sicurezza dovuto alle stampanti e denominato ‘Printjack’. Un articolo che ha subito riscontato grandissimo successo fra la stampa internazionale di settore e che è stato ripreso da Techradar a Heimdalsecurity.
    « L’idea di questo lavoro è nata dall’osservazione che le stampanti di rete sono normalmente visibili a tutti i dipendenti di un’istituzione ma, talvolta, anche dall’esterno». Una “debolezza” che la ricerca ha ben messo in luce, insieme alla necessità di mettere in sicurezza le stampanti al pari di tutti gli altri dispositivi informatici di rete.
    «La “famiglia” di attacchi Printjack denuncia un nuovo rischio di sfruttamento di una stampante per montare attacchi che la rendano inutilizzabile, detti di “negazione del servizio – spiegano i due autori – Gli attacchi possono azzerare le capacità di stampa di un’intera istituzione esaurendone carta e toner, e abbiamo valutato una significativa verosimiglianza che possano accadere a livello Europeo e i Printjack possono rivelare a malintenzionati i dati, possibilmente sensibili, contenuti nei documenti che vengono stampati, una nuova forma di “data breach”».
    «Possiamo interpretare queste scoperte come un’ulteriore conseguenza del noto fattore umano in cyberscurity perché alcune soluzioni agli attacchi Printjack esistono, ma riteniamo che potrebbero essere largamente tralasciate, quantomeno nel nostro continente. Se i Printjack venissero sfruttati da malintenzionati su scala internazionale, la moderna società potrebbe trovarsi a fronteggiare una grave pandemia informatico».
    Insomma, un rischio estremamente concreto, cui tuttavia i ricercatori di questo settore sono abbastanza abituati, visto che sono loro stessi a informarci di come «lavorando in cybersecurity, è possibile scoprire vulnerabilità dappertutto!».

    Eccellenze a Catania: parola a Pietro Biondi

    dip informatica
    La risonanza mediatica della ricerca ha posto l’accento su come, ancora una volta, si tenda a far passare la Sicilia solo come un “buco nero per i cervelli” e troppo spesso dimentichiamo i meriti dei nostri ricercatori. Per questo abbiamo fatto qualche domanda al giovanissimo e brillante ricercatore Pietro Biondi, che ha condotto la ricerca insieme al prof. Bella. Il dott. Biondi ci ha raccontato di essere ormai a conclusione « di un percorso, quello da dottorando, entusiasmante e dinamico. Quando ho cominciato questo percorso sapevo che sarebbe stato denso di soddisfazioni, ma è andato oltre le mie più rosee aspettative, anche come risultati nel campo della ricerca. Mi sono confrontato con un ambiente stimolante, incontrando tantissime persone valide, e sono cresciuto molto – professionalmente e personalmente.»
    «Anche le università del Sud» ha continuato il dott. Biondi « hanno al loro interno talenti da far emergere e promuovere. Molto spesso sentiamo parlare di “fuga dei cervelli” e certamente è necessario fare quanto è possibile per arginare questo fenomeno, quando si verifica. Tuttavia, non bisogna mai dimenticarsi di tutti i giovani che rimangono e portano lustro alla nostra terra, con il loro impegno e le loro idee.»

  • Cucina messicana: 2 ricette facili

    Cucina messicana: 2 ricette facili

    Cucina messicana: l’avete mai provata?
    Serata relax: prevede allegra compagnia, cibo buono, voglia di divertirsi. Perchè non provare queste ricette?
    La prima è una ricetta molto nota, le fajjitas, che io cucino solitamente con del petto di pollo e molto piccanti come piacciono a mio marito. La seconda è un piatto di uova, in Messico si servono a colazione, ma se non avete uno stomaco forte evitate.
    Si tratta di due ricette molto facili, ma anche abbastanza piccanti, per cui assicuratevi che prima tutti possano gustarle. Se non avete le tortillas usate le piadine, sono comunque un buon sostituto.
    Cucina messicana: fajitas di manzo
    ingredienti per 4:

    • 500 gr di manzo
    • 4 peperoni gialli
    • 1 cipolla
    • 1 spicchio di aglio
    • mezzo bicchiere di vino bianco
    • peperoncino piccante o paprika qb
    • tortillas
    • olio evo

    Tagliare il manzo a striscioline, affettare i peperoni a striscioline e la cipolla. Versare in una padella due giri di olio evo. Far soffriggere l’aglio e toglierlo. Aggiungere le cipolle ed i peperoni, far rosolare a fiamma alta. Quindi versare il vino e farlo sfumare, abbassare la fiamma. Quando i peperoni son teneri aggiungere il manzo e le spezie. Aggiustare di sale e riempire ciascuna tortilla. Arrotolare e servire con salsa roja, guacamole o fagioli.
    Cucina messicana: huevos rancheros
    Cucina messicana
    ingredienti per 4:

    • 4 uova
    • 4 tortillas
    • 3 pomodori grandi maturi
    • 1 cipolla
    • 1 spicchio di aglio
    • olio evo
    • peperoncino
    • sale

    Per prima cosa occorre ramare i pomodori, ovvero toglierli la buccia. Quindi si frullano con un filo di olio evo, sale e peperoncino. In una padella si fanno soffriggere l’aglio e la cipolla tagliata sottile. Versate sopra la salsa, mescolare e fate cuocere coperto per 15 minuti. Togliete l’aglio e cuocete nella salsa le uova, quindi disponetele sulle tortillas.
    Avete mai fatto le tortillas in casa? Vi piace il cibo messicano?
     

  • Emicrania e cibo, esistono delle correlazioni

    Emicrania e cibo, esistono delle correlazioni

    Emicrania e cibo, esistono delle correlazioni?
    L’emicrania, la cefalea ed il più comune mal di testa sono disturbi con cui un sempre maggior numero di persone si deve rapportare. Sempre più persone fra cui molte donne sono costrette a fare i conti con il terribile dolore e sovente gli handicap che può comportare la cefalea dal non potersi muovere, al non riuscire a parlare, al non poter guidare (pensiamo all’emicrania con l’aurea), fino ad arrivare a nausea e svenimenti o disturbi visivi come anche la cecità temporanea. Ebbene sì sono tutti disturbi che indicano certamente una condizione più patologica del mal di testa ma che significano ugualmente una sola cosa: terapie e medicine.
    Chi di noi almeno una volta non è uscito con nella borsa la bustina o la pillola magica che scaccia il maligno dolore che naturalmente ci coglie mentre siamo al cinema o stiamo mangiando con gli amici e quindi ci stiamo rilassando?
    Ebbene ormai si sa, il progresso e la conoscenza vanno avanti e forse (forse) in un futuro non ancora vicinissimo potremmo lasciar perdere i farmaci e curarci con gli alimenti. Fantascienza? Manco per niente. Se avete dato uno sguardo al su Real Time “Food Hospital” sapete di che stiamo parlando.

    Emicrania e cibo: esiste una correlazione fra cibo e mal di testa?

    Pare proprio di sì, alcuni cibi possono scatenare o aumentare ma anche diminuire il mal di testa. Questo fenomeno si deve al fatto che il cibo, o meglio, le sostanze contenuto in esso influiscono sulla mobilità dei vasi sanguigni dilatandoli o restringendoli, causando variazioni di pressione per cui si ottiene che la circolazione intracranica ne risenta e quindi ecco insorgere il mal di testa.

    Emicrania e cibo: quali sono dunque i cibi che dovremmo evitare?

    Emicrania e cibo esistono delle correlazioni
    Gli alimenti che contengono ammine ovvero formaggi stagionati, estratto di lievito, conserve di pesce, noci, banane, patate, pomodori, fragole, crostacei, uva passa, cioccolato. S’intende naturalmente per le persone che soffrono della patologia non per quelle che soffrono di occasionali mal di testa. C’è una controversi in corso sui latticini alcuni studi dimostrerebbero che sono fra i primi cibi da escludere mentre secondo altri studi lo yogurt aiuterebbe a combattere la cefalea.
    In linea di massima sono da evitare tutti gli additivi alimentari, i conservanti, i fosfati, i coloranti e gli aromi artificiali. Inoltre è bene ricordare che i cibi freddi vanno consumati lentamente onde evitare l’eccessivo stimolo di alcune terminazioni nervose del palato. Si consiglia infine di evitare il consumo di bevande gassate ed alcoliche.
    Quali cibi invece si dovrebbero consumare maggiormente?
    Pane, zucchero, pasta, riso, olio di oliva, frutta e verdura (salvo eccezioni). Secondo gli studi i farinacei e gli amidi ridurrebbero l’insorgenza della cefalea specie se si tratta di cereali integrali. Il detto popolare vuole che il caffè sia un ottimo rimedio contro il mal di testa poichè vaso costrittore ma sembra esser una questione soggettiva.
    Bisognerebbe ricordare inoltre che i digiuni ed i cali di zuccheri favoriscono l’insorgere della cefalea e di conseguenza l’irregolarità dei pasti o anche saltare la colazione potrebbero essere cause scatenanti.