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  • Arena Argentina Film Settembre 2019 Catania

    Arena Argentina Film Settembre 2019 Catania

    Nel mese di settembre, il Cinema Arena Argentina di Catania presenta una ricca offerta di film adatti ai pubblici più differenti.

    Programmazione Arena Argentina: Vediamo insieme la programmazione di tutto il mese.

    Domenica 1 verrà trasmesso Ti presento Sofia, di Guido Chiesa, con Micaela Ramazzotti e Fabio De Luigi nel cast; la produzione è italiana, datata 2018. La durata del film è di un’ora e trentotto minuti. La pellicola verrà proiettata nella sala principale alle ore 20:40 e terminerà intorno alle 22:40.
    Lunedì 2 settembre: Snowy road, di Lee Na-Jeong. Si tratta di una produzione coreana del 2015. La durata del film è di 2 ore e 2 minuti e verrà trasmessa dalle ore 21.00 con uno spettacolo unico.
    Martedì 3 verrà trasmesso Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità, di Julian Schnabel, con Willem Dafoe, Rupert Friend, Oscar Isaac, Mathieu Amalric. Si tratta di una produzione USA del 2018. La durata del film è di un’ora e cinquanta minuti e lo spettacolo inizierà alle ore 20:40.
    Mercoledì 4 verrà proiettato Blade runner – Final cut di Ridley Scott, con un cast d’eccezione tra cui Harrison Ford e Rutger Hauer. Si tratta di una produzione USA di diversi anni fa, con una durata di circa due ore, verrà trasmesso dalle 20.30.
    Giovedì 5 settembre, sarà possibile assistere a The Rider – il sogno di un cowboy, di Chloe Zhao, con Brady Jandreau. Il film è stato prodotto negli Stati Uniti nel 2017. Con una durata di poco meno di un’ora, inizierà alle 20.40.
    Venerdì 6, per i più piccoli verrà trasmesso Toy Story 4, di John Lasseter, un’animazione americana della durata di un’ora e quaranta minuti, a partire dalle 20.40.
    Sabato 7 settembre, Dolor y gloria del celebre Pedro Almodóvar, con la partecipazione di Antonio Banderas. La pellicola è stata prodotta in Spagna nel 2019, per la durata di circa due ore, verrà trasmessa dalle 20.30.

    Lo spettacolo all’Arena Argentina verrà replicato nelle stesse modalità anche domenica 8 settembre.

    Lunedì 9 settembre è previsto Burning, di Chang-Dong Lee. Prodotto in Corea del sud nel 2018, ha una durata di oltre due ore e sarà visibile con spettacolo unico dalle 21.00.Martedì 10 settembre verrà trasmesso Rocketman di Dexter Fletcher. Nel cast sono presenti Taron Egerton, Jamie Bell, Bryce Dallas Howard. Si tratta di una produzione americana di quest’anno, della durata di due ore. Lo spettacolo inizierà alle ore 20.30.
    Mercoledì 11 settembre verrà trasmesso Easy rider di Dennis Hopper, con protagonisti Peter Fonda e Jack Nicholson. Si tratta della celebre pellicola del 1969 prodotta negli Stati Uniti. Lo spettacolo inizierà alle 20.40 per un’ora e mezza di durata.
    Giovedì 12 settembre sarà possibile assistere a Serenity – L’isola dell’inganno di Steven Knight, con il bellissimo Matthew McConaughey e Anne Hathaway. È una produzione americana di quest’anno. Il film dura poco meno di due ore e inizierà alle 20.40.
    Venerdì 13 settembre verrà trasmesso Arrivederci professore, di Wayne Roberts. Il protagonista della pellicola è il mitico Johnny Depp. La produzione statunitense ha firmato questo film nel 2018. Lo spettacolo inizierà alle 20.40, per la durata di un’ora e mezza.
    Sabato 14 settembre sarà possibile assistere all’incredibile Nureyev – The white crow, di Ralph Fiennes. Nel cast: Oleg Ivenko e Adele Exarchopoulos. Si tratta di una produzione britannica del 2018. Lo spettacolo durerà due ore a partire dalle ore 20.30.
    Domenica 15 settembre verrà trasmesso Il traditore, di Marco Bellocchio, con uno dei migliori attori italiani: Pierfrancesco Favino. La produzione è italiana, del 2019. Il film verrà trasmesso in uno spettacolo unico a partire dalle 21.00, per una durata di due ore e mezza.
    Lunedi 16 settembre verrà trasmesso Ancora un giorno, di Damian Nenow. Si tratta di una produzione polacco-spagnola del 2018. La pellicola dura un’ora e venticinque minuti a partire dalle 20.40.
    Martedì 17 settembre: I morti non muoiono, di Jim Jarmusch, con un cast d’eccezione, tra cui Bill Murray, Adam Driver e Tilda Swinton. Si tratta di un film americano di quest’anno. Lo spettacolo inizierà alle 20.40 e durerà circa un’ora e mezza.
    Mercoledì 18 settembre verrà trasmesso Spider-man Far from home di Jon Watts, con Tom Holland e Samuel L. Jackson. Il film è stato prodotto negli Stati Uniti durante l’anno in corso. Lo spettacolo inizierà alle 20.30 e durerà poco più di due ore.
    Giovedì 19 settembre sarà possibile assistere a Quel giorno d’estate, di Mikhael Hers, con Vincent Lacoste. La produzione di questo film è francese ed è del 2018. La pellicola dura meno di due ore a partire dalle 20.40.
    Venerdì 20 settembre: Rapina a Stoccolma, di Robert Budreau, con un cast importante tra cui Noomi Rapace, Ethan Hawke e Mark Strong. È un film americano del 2018. La programmazione inizierà alle 20.40 e si protrarrà per un’ora e mezza.
    Sabato 21 settembre: Il professore e il pazzo, di Farhad Safinia, che vede come protagonisti Mel Gibson e Sean Penn in questa produzione irlandese. Circa due ore di film a partire dalle ore 20:30.

    Lo spettacolo all’Arena Argentina verrà replicato nelle stesse modalità anche domenica 22 settembre.

    Lunedì 23 settembre verrà trasmesso Arrivederci Saigon di Wilma Labate. Si tratta di una produzione italiana del 2018 della durata di un’ora e venti minuti. Verrà trasmesso a partire dalle 20.40.
    Martedì 24 settembre sarà possibile assiste a Il segreto di una famiglia, di Pablo Trapero, con Martina Gusman e Berenice Bejo. Il film è stato prodotto in Argentina e Francia nel 2018. Lo spettacolo iniziera alle 20.30.
    Mercoledì 25 settembre verrà trasmesso Tutti pazzi a Tel Aviv, di Sameh Zoabi, con Kais Nashif. È un film israeliano del 2018, della durata di circa un’ora e mezza. Lo spettacolo avrà inizio alle 20.40.
    Giovedì 26 settembre: Peterloo, di Mike Leigh, con Rory Kinnear, Maxine Peake e Pearce Quigley. La produzione è britannica e risale al 2018. Il film durerà oltre due ore con uno spettacolo unico che partirà alle 21.00.
    Venerdì 27 settembre verrà trasmesso Ben is back, di Peter Hedges, con la grandissima Julia Roberts. La produzione è statunitense del 2018. Lo spettacolo avrà inizio alle 20.40 per una durata di circa un’ora e mezza.
    Sabato 28 settembre: First man – Il primo uomo, di Damien Chazelle. Nel cast il celebre Ryan Gosling. Si tratta di un prodotto USA del 2018. Lo spettacolo unico inizierà alle 21.00 e si concluderà dopo circa due ore e venti minuti.
    Domenica 29 settembre verrà proiettato: Troppa grazia, di Gianni Zanasi, con Alba Rohrwacher, e Elio Germano. Il film è italiano, del 2018. Lo spettacolo inizierà alle 20.40 e durerà poco meno di due ore.
    Lunedì 30 settembre: Torna a casa Jimi, di Marios Piperides, con Adam Bousdoukos e Vicky Papadopoulou. Si tratta di una produzione Made in Cipro del 2018. Il film inizierà alle 20.40 per un’ora e mezza.

    <<<<Scopri la programmazione dell’Arena Adua>>>>

     
    Arena Adua

  • Chiesa Santa Maria della Mecca

    Chiesa Santa Maria della Mecca

    Catania è una delle città più famose e belle di tutta l’isola siciliana, attira tutti gli anni in ogni periodo molti turisti che oltre al mare sono interessati alla sua storia al suo cibo e a tutto quello che questa città riesce ad offrire di bello ai suoi visitatori.

    Storia di Catania

    Catania ha una storia lunghissima sia nella sua parte metropolitana che in tutto il suo territorio circondariale e periferico si sono rinvenuti reperti che risalgono addirittura all’età del ferro e del bronzo.
    Ma il periodo storico che più ha segnato la città di Catania è quello romano. Dapprima Catania si alleò con la Grecia per la sua lotta contro Siracusa ma questa alleanza durò molto poco perché in breve Catania fu invasa dai suoi avversari. Da qui inizia un periodo di grande decadenza della città e della sua popolazione finché non viene definitivamente conquistata e colonizzata dall’impero romano.
    Quindi girando per Catania si possono ancora vedere resti e monumenti ancora risalenti all’epoca. Si intreccia lo stile greco con quello romano dando alla città uno stile molto particolare e di certo unico. In tutta la città di Catania, per i veri appassionati, oltre ai resti di quell’epoca è possibile visitare un gran numero di chiese che partono dall’epoca greca passando per la romana, intrecciando medioevo e barocco.
    Le chiese rispecchiano ed esaltano tutti questi stili, regalando ai suoi turisti un gran bagaglio di cultura. Passare dei giorni a Catania anche in periodo non estivo e quindi non in spiaggia, potrebbe essere molto affascinante e bello.
    Una chiesa in particolare vogliamo conoscere oggi, lontana dagli occhi di molti e la si trova solamente se la si conosce, la chiesa di Santa Maria della Mecca, rinominata anche chiesa dell’ospedale di Giuseppe Garibaldi.

    Chiesa Santa Maria della Mecca o “Cappella dell’Ospedale Giuseppe Garibaldi-Centro”

    Pianta Sepolcro Chiesa Santa Maria della Mecca
    Questa piccola chiesetta si trova all’interno del cortile dell’ospedale Giuseppe Garibaldi a Catania. Questa chiesa è estremamente affascinante e misteriosa, infatti la sua storia è quasi sconosciuta, non si hanno testimonianze antiche o di costruzione.
    L’unica cosa certa è che è stata ricostruita dalle macerie di una vecchia chiesetta dopo che era stata distrutta dal terremoto del 1693. Precedente a questa data se ne conosce solamente un altra che è il 1576, anno di fondazione di un piccolo edificio di culto, non si sa quale, dove poi verrà eretta la chiesa di Santa Maria della Mecca. Oggi questa chiesetta viene usata solamente come cappellina dell’ospedale e retta da alcune monache.
    La sua costituzione è molto semplice e piccola infatti è di appena trenta metri quadrati la sua superficie. Costruita in pietra lavica, ancora oggi per i più curiosi è possibile visitare la cripta di epoca romana che la cappellina ospita. Una curiosità che anche essa è avvolta nel mistero sono i diciotto loculi che sono presenti in tutte e quattro le pareti che circondano la chiesa. Uno in particolare attira sempre la curiosità dei turisti e visitatori, quello rivolto verso ovest che è più grande rispetto agli altri ma il motivo rimane ancora un mistero.
    Il nostro consiglio comunque è quello di fare una visita in questa piccola cappellina all’interno dell’ospedale centrale perché nonostante le sue ridotte dimensioni e alla bella cripta romana, entrando qui dentro e guardandosi intorno si riuscirà a respirare quell’aria di mistero e fascino che solo questa piccola struttura riesce a dare in tutte le altre che potrete trovare nel territorio catanese.
    Chiesa di Santa Chiara in Librino a Catania
  • Gelatina di arance con avocado e salmone tricolore

    Gelatina di arance con avocado e salmone tricolore

    La gelatina di arance con avocado e salmone tricolore è un antipasto sfizioso, perfetto per una sera d’estate durante la quale rilassarsi assieme agli amici.
    Una preparazione semplice, con qualche passaggio più laborioso, che permetterà di stupire gli ospiti sia a livello di gusto sia dal punto di vista cromatico. Ecco come prepararla!
    Difficoltà: Media
    Preparazione: 40 minuti
    Dosi per: 4 persone
    Costo: Medio
    Ingredienti
    – 8 fogli di colla di pesce
    – 400 grammi di salmone fresco
    – un avocado
    – un chilo di arance rosse
    – olio extravergine d’oliva q.b.
    – 30 grammi di mandorle a lamelle
    – 60 grammi di semi misti di papavero e zucca
    – un cucchiaino di succo di limone
    – sale q.b.

    Gelatina di arance con avocado e salmone tricolore: Procedimento

    La preparazione inizia dalla gelatina d’arancia: lasciare ammollo i fogli di colla di pesce in acqua fredda per almeno un quarto d’ora, mentre a parte vanno spremute quattro arance, mettendo a scaldare il succo a fuoco lento.
    Una volta che sarà caldo, versarvi la colla di pesce ben strizzata, rimettendo il tutto sul fuoco fino a completo scioglimento. Mettere da parte la gelatina ottenuta, possibilmente all’interno di un contenitore quadrato: l’importante è che arrivi all’altezza massima di un centimetro e mezzo.
    Mentre essa solidifica, diliscare e togliere pelle e lische dal salmone e tagliarlo in dieci cubi, che andranno posti a marinare nel succo della restante arancia spremuta, tranne un paio di cucchiai. Pelare l’avocado e frullarne la polpa con tre cucchiai di olio e il succo d’arancia rimasto.
    Asciugare il salmone e ungerlo d’olio, salare e fare una panatura per ogni cubetto con i semi misti. Cuocere il salmone su una placca ben oleata per cinque minuti in forno riscaldato a 200° C.
    Infine, tagliare a dadini la gelatina e disporli sui piatti, completando con la crema di avocado ed il salmone.

    <<<<Cozze su Pomodoro crudo cremoso alla marinara>>>>

     
    Cozze su pomodoro crudo cremoso alla marinara

  • Arena Adua Film Settembre 2019 Catania

    Arena Adua Film Settembre 2019 Catania

    Arena Adua: generalità

    Esistono molteplici cinema che possono fare a caso tuo, ma quello che verrà citato e descritto nel prossimo paragrafo, è un cinema davvero molto particolare, in termini sia di qualità audio/video, sia per quanto riguarda la popolarità dei film trasmessi, che per il risparmio in termini monetari del biglietto d’ingresso.
    Stiamo parlando in poche parole del cinema Arena Adua, un cinema all’aperto, che si trova a Catania in Via San. Niccolò al Borgo.
    I prezzi sono infatti molto convenienti, infatti il prezzo pieno di un biglietto è di soli euro 3,50, mentre quello ridotto e ancora più vantaggioso, perché si attesta su euro 3,00.
    Inoltre, per coloro che volessero vedere dei film Martedì, hanno un età inferiore ai 26 o sono anche studenti, l’ingresso e di soli euro 1,50.
    Arena Adua, ha ricevuto moltissime recensioni favorevoli dagli utenti che sono andati da soli o anche assieme a qualche altra persona a vedere alcuni film di grande o di poco successo.
    Infatti alcune persone ritengono che sia un tipo di cinema che se anche presenta solo una sala, per poter vedere i film, ha delle comode poltroncine colorate, spazi grandi e ottima qualità audio/video.
    Altre persone ritengono che da quando è stato rinnovato risulta essere uno dei cinema più belli ed interessanti di Catania, ben organizzato ed anche con delle ottime programmazioni.
    Alcuni trovano comunque una piccola pecca, ovvero quello del bar all’interno del cinema, un po’ poco fornito, quindi sarebbe vantaggioso per alcune persone migliorare questo aspetto.
    Altri rimarcano i buoni servizi offerti, aggiungendo anche la serietà e la cortesia del personale.

    Arena Adua: i film in programmazione a Settembre 2019

    Arena Adua

    Arena Adua come avevamo precedentemente accennato, offre una scelta variegata e di qualità di film, che rendono questo tipo di cinema uno fra i più ricercati dalle persone.
    Se vuoi vedere dei film a poco prezzo e di qualità, Arena Adua potrebbe fare al caso tuo.
    A Settembre infatti vi sono dei film in programmazione, che potrai andare a vedere se lo vuoi con tutta calma.

    Da Domenica 1 Settembre a Domenica 15 Settembre ecco tutta la programmazione che Arena Adua è in grado di offrirvi, con un unico spettacolo delle 20.40.

    Domenica 1 e Lunedì 2 Settembre, in programma c’è Aladdin, la regia di questo film è di Guy Ritchie.
    Gli interpreti sono: Gigi Proietti, Will Smith, Mena Massoud, Naomi Scott, Billy Magnussen e Marwan Kenzari.
    Martedì 3 e Mercoledì 4 Settembre, invece c’è in programmazione, Serenity-L’isola dell’inganno, un film diretto da Steven Knight.
    Gli interpreti sono: Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Djimon Hounsou, Diane Lane, Jason Clarke.
    Giovedì 5 e Venerdì 6 Settembre, in programmazione c’è, un film chiamato Nureyev-The white crow, un film diretto e interpretato da Ralph Fiennes.
    Sabato 7 e Domenica 8 Settembre, invece vi è in programmazione, Green Book, un film diretto da Peter Farrelly, con interprete Viggo Mortensen e Mahershala Ali.
    Lunedì 9 e Martedì 10 Settembre, invece esce in programmazione, Edison-L’uomo che illuminò il mondo, un film con regia di Alfonso Gomez-Rejon.Gli interpreti sono: Benedict Cumberbatch, Michael Shannon, Nicholas Hoult, Katherine Waterston e Tom Holland.
    Mercoledì 11 e Giovedì 12 Settembre, in programmazione vi è City of lies-L’ora della verità, un film diretto da Brad Furman.
    Gli interpreti sono: Johnny Depp, Forest Whitaker, Toby Huss, Dayton Callie, Neil Brown Jr., Louis Herthum.
    Venerdì 13 Settembre, c’è in programmazione un film intitolato Hotel Artemis, con regia di Drew Pearce.
    Gli interpreti sono: Jodie Foster, Sterling K. Brown, Sofia Boutella, Jeff Goldblum, Brian Tyree Henry.
    Per ultima programmazione, abbiamo quella di Sabato 14 e Domenica 15 Settembre, il film si intitola Compromessi sposi, con regia di Francesco Micciché.
    Gli interpreti sono: Vincenzo Salemme, Diego Abatantuono, Dino Abbrescia, Rosita Celentano ed Elda Alvigini.
  • Scherzo a Catania: La finta Samara di The Ring

    Scherzo a Catania: La finta Samara di The Ring

    Probabilmente tutto è iniziato per gioco ma ormai lo scherzo della finta Samara di The Ring, che ha preso avvio da Catania

    Si sta diffondendo a macchia d’olio, complice anche la semplice comunicazione tramite i social network.
    Sono diversi infatti i video e le foto pubblicate sui social di una o più persone che si sono mascherate da Samara, l’eroina del film horror The Ring, che gira per le strade di Catania per terrorizzare i passanti, anche se esaminando i diversi scatti e filmati presenti in rete che siano più persone a travestirsi contemporaneamente.
    I primi avvistamenti sono stati effettuati a Librino, uno dei quartieri più popolosi della città etnea, dove le persone hanno dichiarato di aver avvistato questa persona vestita di una veste lunga e bianca, con lunghi capelli neri che le ricoprivano il volto, e molte volte con un lungo coltello tra le mani; in alcuni casi l’eroina horror oltre a spaventare le persone avrebbe anche tentato di rapire qualche bambino.
    Fonte del video Youtube
    C’è addirittura un video che immortala Samara che si aggira nella parte vecchia di questo quartiere e inizia a molestare una prostituta. Il fenomeno sta diventando talmente virale al punto che è stata anche creata una pagina social completamente dedicata agli avvestimenti di Samara e che con molta probabilità è gestita da chi ha iniziato questo scherzo.
    Le forze di polizia avvisano però che le reazioni possono essere imprevedibili da parte di coloro che subiscono lo scherzo e che coloro che si travestono potrebbero rischiare il linciaggio.

    <<<<La Scoperta di Vulcani sottomarini così vicini alla costa della Sicilia>>>>

     
    vulcani sottomarini

  • Cozze su pomodoro crudo cremoso alla marinara

    Cozze su pomodoro crudo cremoso alla marinara

    Cozze su pomodoro crudo cremoso alla marinara: Ingredienti per 4 persone:

    • 16 cozze
    • 3 pomodori grandi
    • Olio extravergine di oliva q.b.
    • Germogli di ravanello
    • Un ciuffetto di prezzemolo
    • 2 spicchi di aglio
    • 4 fette di pane casereccio affettato finemente
    • Un cucchiaino di paprika dolce
    • Sale e pepe q.b.

    Preparazione:
    Lavate i pomodori e sbollentateli per 30 secondi in acqua bollente. Una volta tolta la buccia, tagliateli a pezzi grossolani e frullateli nel mixer, aggiungete l’olio a filo; otterrete una crema densa ed omogenea, aggiungete sale e pepe q.b.
    Tritate finemente uno spicchio di aglio e un po’ di prezzemolo e uniteli alla crema di pomodoro fatta precedentemente.
    Pulite per bene le cozze, mettete in una padella un filo di olio, l’aglio e i gambi del prezzemolo: soffrigete e unite le cozze.
    Coprite e cuocete a fuoco alto, rigirando le cozze, finché non si saranno aperte. Una volta aperte tutte le cozze spegnete il fuoco e tenete a caldo il tutto.
    A questo punto ungete le fette di pane da entrambi i lati con poco olio, sale e un pizzico di paprika dolce; infornate a 200° per pochi minuti (eviterete così che le fette di pane, in quanto sottili, si brucino).
    Mettete nel piatto la crema di pomodoro ed adagiatevi sopra 4 cozze; guarnite con i germogli di ravanello e servite il tutto accompagnato dalle fette di pane.
    Vi basteranno poco più di 5€ per preparare questo piatto semplicissimo, un antipasto leggero e che racchiude in sé tutto il sapore del mare.
    È l’ideale per una cena estiva, una proposta per un antipasto diverso dal solito.
     

    <<<<Ricetta Finocchi Gratinati al Pistacchio>>>>

     
    Finocchi gratinati al pistacchio
     
     

  • Le 5 migliori assicurazioni a Catania

    Le 5 migliori assicurazioni a Catania

    Le 5 migliori agenzie di assicurazioni auto a Catania: Perchè è cosi difficile scegliere dove assicurarsi?

    Oramai il tema delle assicurazioni a Catania è abbastanza diffuso da potersi aspettare da chiunque un minimo di conoscenza a tal riguardo.
    Esistono infatti , in base ai vari casi, polizze obbligatorie per legge con le quali bisogna interfacciarsi, che si voglia o meno. La più comune è quella relativa alla responsabilità civile abbinata alla nostra auto, la cosiddetta RC auto, ma ne esistono diverse, come quelle correlate all’attività lavorativa che svolgiamo.
    Un medico per esempio , deve obbligatoriamente avere una polizza RC professionale per coprirsi da eventuali richieste di risarcimento da parte dei propri pazienti. Per questo ci sono moltissime compagnie assicurative diverse, che svolgono una vera e propria guerra alla concorrenza.
    Molta gente quindi, di fronte ad un vastissimo mercato fatto di innumerabili prodotti e professionisti, non sa come muovere il primo passo.
    Se sei di Catania e sei alla ricerca di un consiglio che ti permetta di essere indirizzato al meglio verso un’eccellente consulenza assicurativa a Catania, questo articolo fa a caso tuo.

    Di seguito troverai una lista delle migliori agenzie assicurative nella zona di Catania, che ti possano indirizzare al meglio in ambito di assicurazioni obbligatorie

    assicurazioni a Catania

    Assicurazioni a Catania: Pirrotta Vincenza Assicurazioni & C. sas

    Pirrotta Vincenza Assicurazioni & C. sas è un’agenzia monomandataria UNIPOL SAI . La compagnia con cui operano, è una società costituita dalla fusione di più associazioni che opera in tutta l’italia, con più di 3000 agenzie sparse sul territorio. L’agenzia in questione è molto apprezzata per la gentilezza e la capacità del personale nel saper ideare la migliore polizza per ogni esigenza del cliente. Grazie ai prodotti offerti dalla compagnia potrai accedere a vantaggiose offerte in ambito del ramo danni e troverai una certa convenienza nell’assicurazione Auto.
    Contatti:
    Via Caracciolo Ammiraglio 108/SC.A
    95123 Catania CT
    Tell: 095 731 5954

    Assicurazioni a Catania: Agenzia Grassi

    Serietà e professionalità contraddistinguono questa agenzia. Sul territorio da più di vent’anni , sono esperti nella vendita in ambito assicurativo , previdenziale e finanziario. Qui potrai ricevere un attento e scrupoloso trattamento di consulenza per cercare quello che meglio fa per te. L’agenzia lavora con due compagnie assicurative , che sono rispettivamente Groupama ed Amissima, ed è presidiata da 7 consulenti che saranno a tua completa disposizione . Il tutto in un locale bello ed accogliente
    Contatti:
    Via Muscatello, 15
    95125 Catania CT
    Tell: 095501174
    E-mail: info@agenziagrassi.it

    Assicurazioni a Catania: Assicurazioni Vinciguerra & Barbagallo

    consulenza assicurativa a Catania
    Vinciguerra & Barbagallo è un’agenzia assicurativa di Catania , che grazie alla sua esperienza di oltre ventanni, ha ormai ottenuto una certà notorieta ed affidabilità nei settori della previdenza, delle pensioni integrative, nell’rc auto e sulle assicurazioni per la casa. Troverai ad accoglierti per ogni tua esigenza un personale cortese e disponibile . La struttura è conosciuta inoltre per essere molto concorrenziale sul prezzi in genere .
    Contatti:
    Via Marchesi 7/B
    95125 Catania CT
    Tell: 095 335756
    E-mail: vinciguerraebarbagallosnc@hotmail.it

    Assicurazioni a Catania: Vittoria Assicurazioni|Rampolla Srl

    La Vittoria Assicurazioni nasce a Catania nel 1975 , tramite l’idea del Dott. Carmelo Rampolla. Diventa Agenzia Generale della città di Catania, insieme ad oltre 17 uffici sparsi in tutto il territorio, assumendo cosi una rilevante importanza su tutto il territorio. E’ scontato che qui potrai trovare un alto livello di competenza in tutti i settori assicurativi possibili ed immaginabili, sia per privati che per aziende.
    Contatti:
    Via Messina 249
    95127 Catania CT
    Tell: 095 375315
    E-mail : ag_168.01@agentivittoria.it

    Assicurazioni a Catania: Agenzia Andrea Patti

    L’agenzia in questione ha come figura principale il consulente assicurativo, finanziario e previdenziale Andrea Patti. Forte dei suoi 32 anni di servizio in ambito assicurativo, fondò questa azienda con l’intento di dare un forte sostegno nel catanese , stipulando accordi ed acquisendone mandati con diverse compagnie assicurative, quali Allianz , Genialloyd e Groupama, in modo da essere in grado di soddisfare ogni esigenza di privati e/o piccole/medie imprese.
    Contatti:
    Corso Italia 251
    95127 Catania CT
    Tell: 095371567
    E-mail: andrea.patti@alice.it

    carrozzerie di Catania
  • La mostra permanente di Carte Geografiche La Gumina a Catania

    La mostra permanente di Carte Geografiche La Gumina a Catania

    La mostra permanente di Carte Geografiche La Gumina a Catania

    Vedere e conoscere Catania è un’occasione imperdibile per ammirare questa magnifica città siciliana e per scoprire luoghi pieni di vita isolana. Ma non solo questo, perché a Catania c’è anche dell’altro: infatti, lo sguardo che questa città presta ai suoi visitatori è spesso pieno di cultura e di tracce storiche.
    La visita alla mostra permanente di carte geografiche, consente di posare gli occhi su carte topografiche della Sicilia più antica. Questa ricca collezione, chiamata La Gumina permane nell’area Fiera Le Ciminiere, esattamente nel padiglione E 7.
    Il centro culturale Le Ciminiere si trova in una posizione strategica: si può infatti raggiungere a piedi dal centro storico, o si può arrivare in pullman e in treno, senza fare troppa strada a piedi.

    La collezione La Gumina

    Carte Geografiche La Gumina

    La mostra permanente delle carte geografiche è incentrata sulla collezione di Antonio La Gumina, studioso ed espero della materia.
    La collezione vanta oltre cento carte topografiche disegnate in differenti secoli. Questa collezione è materiale di studio importante per comprendere la storia e i cambiamenti della cartografia e delle carte tolemaiche, dalle prime stesure sino al diciannovesimo secolo.
    Tra le mappe che si possono osservare alla mostra permanente di Carte Geografiche La Gumina a Catania, eccone alcune di notevole interesse:
    – mappa dell’oikoumenè, ossia del mondo abitato, redatta da Tolomeo. Questa carta geografica risale al secondo secolo.
    – mappa Nova Siciliae, Sardiniae, Corsicae: questa carta venne redatta da Fries di nel sedicesimo secolo. Una curiosità è il simbolo della fiammella, a rappresentare l’Etna;
    – raccolta Imago Siciliae: si tratta di un libro i cui autori sono lo stesso La Gumina e Dufour.
    È una preziosa raccolta di mappe e carte geografiche della regione siciliana. Questo lavoro racchiuso in un unico volume è un’ulteriore gesto d’amore che Antonio La Gumina mette in atto, nei confronti della Sicilia e delle scienze cartografiche.
    La possibilità di visitare questa Mostra è importante soprattutto per i giovani, così lontani da questo modo di vedere la storia. L’accessibilità a documenti così preziosi consente di stabilire un importante ponte che congiunge passato e presente e che può essere percorso con curiosità e interesse in un qualsiasi pomeriggio catanese.

    Quando e come visitare la mostra permanente di Carte Geografiche

    L’accesso alla mostra è possibile dal martedì al sabato compresi, nella fascia oraria dalle nove alle diciassette: si specifica che l’ultimo visitatore può entrare al massimo alle sedici e trenta.
    L’ingresso è gratuito. Poiché’ gli orari di ingresso possono variare, per ottenere informazioni si consiglia di contattare il seguente recepito: 095 4013072, si trova in Piazzale Rocco Chinnici, 95019 Catania CT.
    Le ciminiere di catania
  • Finocchi gratinati al pistacchio

    Finocchi gratinati al pistacchio

    Mille e più volte vi siete ripromesse di mangiare più verdure, ma quando arrivate ai fatti, vi limitate alle solite cotolette del supermercato.

    Perché non cominciare, allora, inserendo un ortaggio come i finocchi?

    Questi aiutano non solo le difese immunitarie, ma regolano i livelli ormonali e attenuano il senso di gonfiore.
    Quindi se volete stupire i vostri ospiti o preparare un bel contorno di verdure senza rinunciare al gusto, ecco la ricetta i Finocchi gratinati al pistacchio che fa per voi.
    Ingredienti

      • 3 finocchi
      • 15 pistacchi
      • pepe q.b.
      • mezzo spicchio d’aglio
      • sale q.b.
      • olio extra vergine d’oliva q.b.
      • un ciuffo di prezzemolo
      • due cucchiai di pangrattato

    Dosi per: 3 persone
    Difficoltà: Facile
    Costo: 6.00€
    Preparazione
    Per realizzare i finocchi gratinati al pistacchio, tagliate la cima e la base e togliete le foglie più coriacee. Divideteli a metà e lavateli sotto l’acqua corrente, poi tagliatele a fette non troppo sottili. Immergeteli in una pentola colma di acqua salata e sbollentateli per circa 5-6 minuti.
    Prendete una teglia da forno e rivestila di carta da forno. Distribuite i finocchi sulla teglia, spolverateli di sale, pepe, pangrattato e di aglio e prezzemolo tritati finemente. Infine, spargete i pistacchi tagliati grossolanamente.
    Riscaldate il forno a 180°. Quando avrà raggiunto la temperatura desiderata, infilate la teglia e cuocete i finocchi per 20 minuti, fin quando non si sarà formata una crosticina dorata. Lasciateli intiepidire e poi serviteli.
    Questo contorno è perfetto per accompagnare sia i secondi di pesce che di carne.
     

    <<<<Ricetta Funghi Porcini fritti con salsa di yogurt e lime>>>>

     
    funghi porcini

  • Le 5 migliori piscine a Catania

    Le 5 migliori piscine a Catania

    Le domande che tutti ci poniamo, quali sono le migliori piscine a Catania?

    Che ci si voglia mantenere in salute, divertire , o semplicemente per liberare la mente ed allontanare lo stress della giornata, andare in piscina a Catania rimane sempre un’attività gratificante. Molto spesso però la gente si pone degli interrogativi… Ma sarà pulita l’acqua? Troverò del personale qualificato ad assistermi? Qual è la struttura migliore della mia zona?
    Sei indeciso/a ? Non preoccuparti , qui potrai trovare le migliori 5 strutture di piscine a Catania di cui rimarrai sicuramente soddisfatto.

    Piscine Catania: Altair Club di Via Torino Vulcania

    L’Altair Club è un complesso di sei strutture che a Catania vanta una certa notorietà, guadagnata dalla professionalità e dalla qualità dei servizi offerti. In particolar modo spicca la sede situata in Via Torino Vulcania:
    piscine a catania
    Presente sul territorio dal 2009, possiede due piscine pensate per soddisfare a pieno anche il più esigente dei nuotatori. Strutturata ed organizzata con i più alti standard in termini di qualità, è l’ideale sia per i bambini che per i più grandi. Sono disponibili molte attività organizzate e data l’importanza della struttura al suo interno vengono anche ospitate attività agonistiche durante tutto l’anno.
    Contatti:
    Via Torino, 73
    95218 Catania CT
    Tel: 095 83 62 052 | 095 83 61 625
    Mail: altairnuoto@altairclub.it

    Piscine Catania: Muri Antichi

    In questa struttura vige la filosofia secondo la quale chiunque, dal bambino all’adulto, dall’agonista al meno esperto può ritrovare il benessere psico-fisico praticando l’attività che preferisce;
    Parliamo di un centro sportivo polivalente in cui si hanno più opzioni da poter scegliere, e soprattutto dove l’attenzione al cliente è fondamentale. E’ presente sia una piscina al chiuso con tetto semovente principalmente utilizzata per il periodo invernale/primaverile , mentre nei periodi più caldi ci si può spostare nella piscina a cielo aperto. Corsi di nuoto , acqua fitness, pallanuoto sono solo alcune delle attività presenti. Se sei alla ricerca del divertimento , questo posto farà sicuramente a caso tuo!
    Contatti:
    Via del Canalicchio, 21
    95030 Tremestieri Etneo – Catania
    Tel: 095 330594
    Mail: info@muriantichi.it

    Piscine Catania: Centro sportivo Poseidon

    Il centro sportivo Poseidon , mira ad esaltare ogni beneficio che ne può scaturire dall’attività in piscina. Sono presenti infatti una miriade di opzioni diverse , con la guida e l’esperienza dei migliori
    istruttori. Ci si potrà cimentare nel nuoto libero, in attività come l’acqua fitness , l’idrobike e l’acqua bit buster. Sono presenti inoltre attività particolari come il nuoto neonatale , il nuoto terapeutico e l’idrokinesi. Il centro Poseidon sicuramente dà modo ai propri associati di scoprire in tutto e per tutto quanto il nuoto può essere utile e gratificante per la propria salute psico-fisica.
    Contatti:
    Via Grazia Deledda, 15
    95128 Catania CT
    Tel: 095 552883
    Mail: info@piscineposeidon.it

    Piscine Catania: Virgin Active

    piscina catania
    Se cerchi un luogo in cui essere esigente, il Virgin Active è la scelta giusta. Avrai a disposizione una piscina di 25 metri mantenuta ad una temperatura costante di 28° in cui , dal nuoto libero, al voler seguire un corso o al voler migliorare il proprio stile di nuoto , ti troverai in completo benessere. Completezza, cura, professionalità sono termini che rispecchiano a pieno questa struttura
    Contatti:
    Via Messina, 623,
    95126, Catania CT
    Tel: 800 914 555

    Piscine Catania: La Meridiana

    La Meridiana presenta una piscina da competizione di 25 metri per 6 corsie totali, per gare in vasca corta .
    Attrezzata con le migliori tecnologie, quali: impianti di depurazione , di clorazione, di condizionamento e di diffusione sonora stereofonica , garantisce la massima sicurezza e performance sia per il nuoto amatoriale che per quello agonistico. Con un parcheggio auto con 800 posti disponibili, non avrai di certo problemi nel trovare posto una volta arrivato in sede.
    Contatti:
    Via armando Diaz
    95122, Catania CT
    Tel: 095 359421
    Mail: info@lameridianasport.it

    <<<<Le 5 migliori Orologerie>>>>

     
    Orologiai Catania

  • Le 5 migliori Orologerie a Catania

    Le 5 migliori Orologerie a Catania

    Prima di indicarti dove poter acquistare il tuo orologio a Catania, vorrei informarti che il tuo tempo in questa città, volerà più veloce che in altre parti del nostro Paese.
    Eh si, proprio così, in Sicilia, e proprio a Catania, se possiedi un orologio digitale, il tuo tempo correrà di più.
    Questo sembra essere lo scherzo del grande vulcano l’Etna, che con il suo magnetismo si suppone, senza conferma alcuna, faccia impazzire gli orologi a Catania.Storie, dicerie, fantasie, chissà, noi ora concentriamoci sui nostri acquisti e vediamo cosa propone questa bella città isolana in fatto di negozi di orologerie a Catania.

    Orologiai Catania: I negozi storici

    GLI AVOLIO – in campo dal 1883

    AGATINO AVOLIO DI GIUSEPPE GIOIELLI E OROLOGI

    La prestigiosa gioielleria-orologeria della famiglia di Agatino Avolio, ti accoglie affacciandosi ad uno dei più prestigiosi palazzi barocchi della Catania di lusso.
    Sono specialisti del settore, con una tradizione ultra centenaria ed una storia familiare di tutto rispetto.
    Fu infatti nel 1932 che, grazie all’intuito di uno dei membri della famiglia, nella gioielleria fecero comparsa gli orologi di grande pregio come i ROLEX.
    La loro storia, qui riassunta nel breve è perfettamente descritta nel sito aziendale.
    Il negozio si trova in Piazza dell’Università, nel cuore di Catania.
    SAGUTO GIOIELLI E OROLOGIAI CATANIA

    Gli orologi svizzeri a Catania arrivano nel 1922

    orologerie a catania

    Orologiai Catania per passione, tradizione e cultura, i Saguto, fanno del loro mestiere ragione di vita. Uno dei fondatori, crea addirittura una scuola a Roma, dedicata al mestiere di orologiaio Catania.
    Sono i primi a riparare i preziosi quanto tecnicamente perfetti, orologi svizzeri, nella loro bottega di Via Etnea, davanti la quale, nel giardino Bellini, Gaetano, uno dei Sagato, crea l’orologio floreale, che ancora scandisce le ore a Catania.
    Se vuoi visitare i negozi Saguto, si trovano uno appunto in Via Etnea e l’altro, aperto nel 1990 si trova nel famoso quanto elegante Corso Italia.
    Se vuoi fare un acquisto prezioso, consigliato da esperti di settore, amanti del proprio lavoro i Saguto fanno al tuo caso.
    Anche per loro storia e dettagli sul sito internet della gioielleria.
    TORRISI GIOIELLI DAL 1979

    Più giovane ma sempre di prestigio la gioielleria/orologeria Torrisi.

    La gioielleria gode di ottima fama ed è presente sul mercato da ormai tre generazioni. Ottime sono le marche degli orologi che potrai trovare in negozio, dove ti accoglierà un’atmosfera elegante e raffinata.
    La gioielleria/orologeria si trova in Corso Umberto I, in uno scenario splendido dalle forme barocche.
    SEBASTIANO RAPISARDA GIOIELLI
    orologerie catania
    Elegante negozio in Via Giacomo Leopardi, con una succursale a Taormina, ospita i più importanti e prestigiosi marchi dell’orologeria internazionale.
    Se vuoi fare un acquisto di lusso, ti consigliamo di fare una visita a questa gioielleria.
    La famiglia Rapisarda è sul mercato dal 1959, ed oggi, è una delle “maison” più raffinate e ricercate di Catania. Le foto e le descrizioni, che ti consigliamo di guardare sul loro sito web, renderanno giustizia allo mio scritto.
     
    PENTA WATCH – I 5 MAGHI DELL’OROLOGERIA CATANIA
    Giovani, tecnologici, esperti, grintosi e dinamici i 5 fondatori della Penta Watch, possono offrirti qualsiasi servizio in tema di orologi Catania.
    Per gli appassionati del settore sono un punto di riferimento certo.
    Sono in Via Giuseppe Terranova, ma attenzione, il loro servizio è indirizzato soprattutto alle riparazioni ed alla vendita all’ingrosso.
    Catania quindi è una location che ti permetterà ottime possibilità per acquisti di livello, sicuramente supportati guidati nelle scelte da esperti del settore, che sapranno consigliarti al meglio.

    <<<<I 5 migliori Istruttori di Difesa Personale>>>>

     
    difesa personale

  • Funghi porcini fritti, con salsa di yogurt e lime

    Funghi porcini fritti, con salsa di yogurt e lime

    Quando la semplicità si incontra con il gusto! Una ricetta come i Funghi porcini fritti, con salsa di yogurt e lime, molto semplice e facile da realizzare con pochi ingredienti.

    La salsa si prepara in un minuto e la scelta di impanare i funghi solo la semola e non con una normale impanatura di farina, uovo e pane grattugiato e dovuta alla necessita di non coprire il sapore e il gusto della materia prima.
    Esecuzione: Facile Preparazione: 20′ Cottura: 5′
    Ingredienti per 2 persone:
    300 grammi di funghi porcini
    Semola di grano duro
    Sale: quanto basta
    Olio di semi di girasole per friggere
    100 grammi di yogurt greco
    La scorza grattugiata del lime
    Succo di lime: quanto basta
    Olio extravergine di oliva
    funghi porcini fritti
    Per cominciare bisogna pulire accuratamente i funghi porcini con dell’acqua e una spazzolina eliminando per bene tutti i residui di terra.
    Poi togliere l’estremità del gambo asciugare bene i funghi e tagliarli a fette di spessore di circa un centimetro e mezzo. Passarli poi nella semola e friggerli in abbondante olio.
    Una volta fritti, farli asciugare su della carta assorbente per togliere l’olio in eccesso e salarli con del sale.
    Per quanto riguarda la salsa, mettere lo yogurt greco in una ciotola, con dell’olio extravergine, succo di lime, il sale e per ultimo aggiungere un po’ di scorza grattugiata di lime, ed amalgamare il tutto fino ad ottenere un composto uniforme e compatto.
    Consiglio di servire i funghi appena fritti con la salsa come antipasto con un buon bicchiere di frizzantino… buon appetito!
    Limoni Ripieni Tonnati
  • Limoni Ripieni Tonnati

    Limoni Ripieni Tonnati

    Se sei alla ricerca di una ricetta tipicamente estiva, facile da preparare e dal gusto incredibilmente forte, i limoni ripieni tonnati rappresentano la scelta migliore sulla quale far ricadere la tua decisione.
    Ecco come preparare questo genere di pietanza che ti permetterà di fare un’ottima figura coi tuoi invitati.

    Limoni Ripieni Tonnati: Dosi per quattro persone

    4 limoni;
    250 grammi di ricotta;
    200 grammi di tonno sott’olio;
    4 filetti d’acciuga;
    prezzemolo quanto basta:
    200 grammi di capperi.Tempo di preparazione: circa 15 minuti.
    Cottura: assente.
    Difficoltà della ricetta: medio bassa.
    Costo complessivo della ricetta: circa 10 euro.

    Preparazione dei limoni ripieni tonnati

    La prima operazione che devi compiere per preparare questa ricetta consiste nel lavare accuratamente i limoni: questa procedura deve essere svolta sia nel momento in cui gli agrumi vengono acquistati, sia se possiedi una pianta nel tuo giardino.
    Dopo aver svolto questa prima procedura, i limoni devono essere necessariamente asciugati: utilizza carta da cucina e rimuovi ogni residuo d’acqua.
    Quando i limoni sono pronti, il passaggio fondamentale che deve essere svolto consiste nel dividere a metà i limoni: la procedura deve essere svolta verso il lato lungo del limone, in modo tale che tu possa ottenere delle sorte di ciotole dalle dimensioni maggiore che potranno contenere il ripieno.Procedi asciugando il succo che viene prodotto durante questo tipo di procedura e successivamente, utilizzando il medesimo coltello, devi necessariamente rimuovere tutta la polpa dei limoni.
    Questa potrà essere conservata per la preparazione di futuri dolci e impasti: metti quindi la polpa dei limoni in un contenitore di plastica e mettila in frigo.
    A questo punto, utilizzando una planetaria, dovrai mescolare gli ingredienti che andranno a formare il ripieno della ricetta: versa inizialmente la ricotta, che deve essere completamente scolata e il tonno, che deve essere tagliato con le mani a pezzi possibilmente di dimensione simile tra di loro.
    Trita il prezzemolo e taglia a fettine fini i capperi e svolgi la medesima operazione coi filetti di acciughe e unisci questi ingredienti al ripieno che hai versato nella planetaria: tutti questi ingredienti devono essere uniti finché non otterrai un impasto omogeneo.
    Per ottenere questo risultato è consigliato aggiungere mezzo bicchiere di succo di limone: in questo modo darai un sapore maggiormente deciso alla ricetta e allo stesso tempo riuscirai a mescolare con maggior semplicemente i vari ingredienti.
    Quando ottieni l’impasto omogeneo, dovrai utilizzare un cucchiaio e versare una quantità di crema di tonno dentro il limone: questa deve essere spalmata in modo tale che il bordo del limone coincida col livello della crema e non vi siano potenziali sbavature.
    Prepara tutte le metà dei limoni e aggiungi un pizzico di sale: se vuoi, al posto della ricotta, potrai utilizzare la maionese, dando alla ricetta un sapore totalmente differente rispetto quello classico.
    Questa ricetta può essere preparata sia qualche ora prima del pasto che il giorno prima: in questo caso, per mantenere integro il sapore della ricetta, potrai avvolgere le diverse metà dei limoni col ripieno di tonno in una pellicola trasparente da frigo, in maniera tale che questo antipasto non venga in qualche modo contaminato.
    ricetta la sangria bianca
  • Le ciminiere di Catania

    Le ciminiere di Catania

    Le ciminiere di Catania: Tra zolfo e cultura

    Catania è meravigliosa, e il lettore lo sa. Ed è quasi impossibile per chiunque non rimanerne stregati.
    Del suo sorgere ai piedi dell’Etna, vulcano attivo più alto d’Europa, Catania ne ha fatto la propria magnifica cornice stilistica, dal sapore ancestrale in continuo borbottio.
    Qui, in posizione comodamente strategica, sorge il complesso polifunzionale “Le Ciminiere”: un centro di vasta portata, e dalle funzionalità molteplici che muovono dall’espositiva alla fieristica, per giungere infine alla congressuale. Insomma, un vero e proprio centro di affinamento culturale.
    Interessante a tal proposito notare come le sue funzionalità non siano realmente cambiate nel tempo, tant’è vero che il centro nasce attorno alla metà del XIX secolo come complesso industriale adibito alla raffinazione dello zolfo, abbandonato nel dopoguerra.
    Ciò che dell’antica funzione il centro ha ereditato sono appunto le ciminiere, alti totem custodi della vita che è passata di lì, mantenuti durante il restauro.
    le ciminiere
    Zolfo e cultura infatti non sono poi molto dissimili: entrambi, a loro modo, hanno origine nel terreno, e le ciminiere sono lì a ricordarci le alte vette che la cultura raggiunge, dissolvendosi nel cielo.

    Cosa vedere alle Ciminiere di Catania

    Le Ciminiere, ottimamente collegate, sorgono nella zona est della stazione di Catania centrale, in Viale Africa 12.
    Oltre ai vari eventi che annualmente vi si svolgono, come rappresentazioni teatrali e cinematografiche, concerti e fiere prestigiose anche a livello internazionale (vi si è svolta per esempio la SMAU, fiera delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione, e la Expobit, fiera dedicata all’informatica), troverai alle Ciminiere due originalissimi musei e due mostre permanenti: Il museo dello sbarco in Sicilia, il museo del Cinema, la mostra di Radio d’epoca e la mostra di Carte Geografiche Antiche.
    Il museo dello sbarco in Sicilia è legato agli avvenimenti del ’43, quando gli Alleati sbarcarono in Sicilia.
    Museo storico dello sbarco in Sicilia
    Il percorso proposto è di natura non soltanto didattica, ma anche emozionale, essendo originale sia la materia che la modalità con la quale questa è stata trattata, perfetto per chi vorrebbe non solo saperne qualcosa di più, ma immergersi sensibilmente all’interno della storia.
    Di non poco conto è anche il museo del Cinema, per appassionati e non, che, oltre a proporti un percorso nella storia della fortunata settima arte, si cimenta in un’opera di svisceramento del rapporto che intercorre tra cinema e Sicilia.
    Il Museo del Cinema di Catania
    Il museo riporta a galla, infatti, come nel primo decennio del XX secolo Catania fosse divenuta luogo privilegiato dalle case di produzione cinematografiche.
    La mostra permanente di Carte Geografiche La Gumina, invece, ti proporrà ben 143 carte geografiche rappresentanti la Sicilia, ricoprendo un arco temporale che va dal 1400 al 1800: ben cinque secoli di sguardi umani che, rivolti alla Sicilia, l’hanno dipinta di volta in volta diversa.
    Last but not least, la mostra permanente di Radio d’epoca della collezione Romeo ti condurrà lungo un excursus storico-emotivo dell’oggetto che, tra tutti, ha più accompagnato l’uomo nello strambo viaggio che è la vita: la radio.
    il regno delle due sicilie
  • I 5 migliori istruttori di difesa personale Catania

    I 5 migliori istruttori di difesa personale Catania

    Un elenco di Istruttori di Difesa Personale prim’ordine nella città di Catania e nella provincia, iniziamo con:

    Difesa personale Catania: Buffo Andrea

    Istruttore di Krav Maga Catania una disciplina che riguarda la difesa personale, è colui che per primo a portato a Catania il Kalah Sistem, che viene definito dagli esperti il vero Krav Maga Catania.
    Andrea è un esperto di arti marziali e proprio al compimento della sua personale e professionale apprendimento, che frequenta un master sul Kalah Sistem e lo affascina fin dalle prime battute.
    La scelta di questa disciplina è stata basata sulla sua esperienza, aveva sempre maggiore bisogno di sconfinare verso la perfezione e complice anche la sorte, che ha voluto che il suo istruttore del corso perdesse l’aereo e faceva trascorrere altro tempo in sua compagnia, tempo utile a conquistarlo del tutto. in una sua intervista dice di sentirsi responsabile delle persone che Lui addestra applicando la psicologia e l’obiettivo finale di ogni corso è quello di insegnare a sopravvivere alle aggressioni.

    Difesa Personale Catania: Barbagallo Roberto

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    Esperto istruttore, sul territorio da diversi anni, insegna e organizza corsi sull’autodifesa delle persone, dandosi un obiettivo ben preciso, tutti coloro che completeranno il corso devono essere tranquilli difronte all’aggressore, partendo da un semplice concetto, l’aggressore non conosce il nostro insegnamento e questo è un vantaggio che dobbiamo utilizzare a nostro favore.

    Difesa Personale Catania: Lo Presti Giovanni

    Insegnare una vera passione, una disciplina quella della Krav Maga che regala sempre una grande soddisfazione, poter insegnare a difendersi e come dare una seconda possibilità, un modo semplice per far capire che tutti siamo in grado di difenderci, bisogna prendere coscienza del nostro corpo e dei nostri movimenti.

    Difesa Personale Catania: Riggio Orazio

    Anche istruttore di pugilato, la sua teoria dell’insegnamento è quella di concentrarsi sulla psicologia e fisiologia, alla quale andiamo incontro durante una aggressione ed inevitabilmente che si sviluppano delle esigenze fisiche ed emozionali, ed l’insegnamento è finalizzato ad un controllo delle proprie emozioni facendo aumentare la fiducia in se stessi.

    Difesa Personale Catania: Guerriero Ellie

    Difesa personale divenuta una ragione di vita, un vero gioiello che ha saputo apprendere molto dalla scuola di Combat team di Krav Maga. Una figura di riferimento nel panorama Catanese nel Krav Maga, capace di trasformare il suo bisogno di difesa in una e vera passione che oggi la porta anche ad insegnare ad altri studenti, il suo obiettivo e sempre quello di diffondere questa disciplina ovunque, consapevole che se tutti sanno difendersi si scoraggia l’aggressore nei suoi atti vili.
    vetrai catania
  • La storia del Regno delle Due Sicilie

    La storia del Regno delle Due Sicilie

    Regno delle Due Sicile: una significativa storia di pochi decenni

    L’8 dicembre dell’anno 1816 nacque il Regno delle Due Sicilie. Uno stato sovrano esistito per circa 45 anni ma che in realtà già politicamente e geograficamente era tale. Infatti, l’allora sovrano Ferdinando I di Borbone decise di unificare i territori del Regno di Napoli (praticamente l’attuale Italia Meridionale con l’aggiunta di parte dell’Umbria e dell’Abruzzo isole escluse) e del Regno di Sicilia (l’attuale regione siciliana) che già erano sotto il controllo della sua casata.
    Il processo di costituzione del regno ebbe nel trattato di Casalanza stipulato il 20 maggio del 1815 un importante passaggio storico giacchè si pose fine al decennio di dominazione napoleonica nel regno di Napoli. Il trattato fu stipulato al termine della guerra austro – napoletana per sancire la sconfitta dell’esercito napoletano che all’epoca era guidato da Gioachino Murat, re di Napoli e soprattutto cognato di Napoleone Bonaparte.
    Dal 1816 al 1817 venne scelta come capitale del Regno delle Due Sicilie la città di Palermo salvo poi spostarla nella più grande Napoli. La fine del Regno arrivò ufficialmente il 17 febbraio 1861 con la firma dell’armistizio e relativa resa da parte di Francesco II di Borbone sotto la spinta della leggendaria Spedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi.
    Il Regno fu annesso al nascente Regno d’Italia la cui proclamazione ufficiale, come noto, è avvenuta il 17 marzo sempre dell’anno 1861.

    Un ideale di libertà ed indipendenza nato nel corso del XII secolo

    In realtà le vicende e la storia del Regno delle Due Sicilie ebbero inizio diversi secoli prima ed in particolare nell’anno 1130 quando di fatto nacque il cosiddetto Regno di Sicilia. Circa un secolo dopo (nell’anno 1268), non appena Carlo d’Angiò venne incoronato Re dall’allora papa Clemente IV si decise per motivi anche logistici di trasferire la capitale del Regno nella città di Napoli permettendole così di diventare uno dei più importanti centri europei sia per cultura che per ricchezza e potenzialità di sviluppo. La decisione, ovviamente, non venne accettata di buon grado dalla potente nobiltà presente a Palermo conscia di come la vicenda avrebbe avuto risvolti negativi per lo sviluppo della stessa città siciliana.
    Ebbe così inizio la cosiddetta Guerra del Vespro al cui termine (anno 1302) venne decise la scissione del Regno in due entità del tutto indipendenti con la cacciata degli Angioini dall’isola siciliana. Da sottolineare che nell’anno 1442 in maniera del tutto arbitraria Alfonso di Trastamara conosciuto anche e soprattutto con il nome di Alfonso V di Aragona, assunse il titolo di Regno delle Due Sicilie anche se in realtà i possedimenti continuavano ad essere del tutto separati peraltro con due capitali differenti (Napoli e Palermo). Unificazione che invece arrivò diversi secoli più tardi, nell’anno 1734, grazie a Carlo di Borbone il quale, facendo leva sulla propria potenza militare, conquistò sia il Regno di Napoli che quello di Sicilia.
    Carlo di Borbone regno delle due sicilie
    Tra il 1734 ed il 1735 per effetto delle proprie vittorie, Carlo di Borbone si proclamò sia re di Napoli che re di Sicilia. Nonostante l’intero territorio ebbe lo stesso sovrano, venne deciso di mantenerli indipendenti (Regno di Napoli e di Sicilia) tracciando quale confine politico e soprattutto geografico lo stretto di Messina che all’epoca veniva denominato con l’appellativo di Faro. Carlo di Borbone fece prosperare i due regni con politiche di sviluppo apprezzate anche dalla popolazione e soprattutto decise d prevedere due forme di governo differenti: a Napoli regnò come despota illuminato ossia seguendo gli ideali dell’Illuminismo peraltro conservando nella città partenopea la corte mentre a Palermo esercitò una funzionale forma di monarchia parlamentare.
    La fine dell’epoca di Carlo di Borbone arrivò nell’anno 1759 in quanto dovette abbandonare le proprie amate terre italiche per fare ritorno in Patria ed assumere l’importante ruolo di Re di Spagna. Gli succedette a soli 8 anni Ferdinando I di Borbone. La sua giovane età impose la costituzione di un Consiglio di Reggenza che aveva in Domenico Cattaneo (principe di San Nicandro) e nel marchese Bernardo Tanucci i principali punti di riferimento. Di fatto furono i due consiglieri a guidare i due regni.

    Dall’arrivo di Napoleone in Italia alla nascita dell’Italia Unita: i 45 anni del Regno delle Due Sicilie

    Ferdinando I regnò incontrastato permettendo la crescita al regno per circa 40 anni ossia fino all’arrivo anche in Italia delle truppe francesi di Napoleone Bonaparte. Il sovrano con l’arrivo dei francesi decise di fuggire da Napoli il 22 dicembre conscio di come non potesse contrastare l’avanzata nemica di fatto abbandonando al proprio destino la città. Trovò rifugio a Palermo dove vi rimase per ben 4 anni. A Napoli intanto cresceva la fazione giacobina che arrivò addirittura a proclamare la nascita della Repubblica Napoletana che tuttavia ebbe durata di pochi mesi in ragione delle enormi difficoltà nel gestire una grande città rispetto alle tante evoluzioni che stava portando con se l’Ottocento anche dal punto di vista sociale.
    Napoleone regno delle due sicilie
    Le vittorie di Napoleone portarono al controllo completo del Regno con cacciata dei Borbone. Dal 1805 fino al 1808 sul trono di Napoli sedette Giuseppe Bonaparte al quale poi successe Gioacchino Murat. Murat ebbe il controllo fino all’anno 1815 e soprattutto cancellò l’autorità amministrativa del Regno di Sicilia accentrando tutto il potere a Napoli. Nel frattempo Ferdinando si era nuovamente rifugiato a Palermo nell’anno 1806 e nonostante una certa atmosfera ostile nei suoi confronti dovuta alla scarsa propensione da parte del popolo siciliano e soprattutto dei nobili nel sopportare la presenza di un sovrano, riuscì a riunire il Parlamento siciliano. Dovette gestire diverse ribellioni sull’isola anche grazie a delle concessioni liberali tra cui soprattutto la promulgazione della Costituzione siciliana. Una situazione complessa che ebbe fine con la caduta dell’Impero napoleonico e quindi la sconfitta dell’esercito napoletano di Gioachino Murat contro gli austriaci avvenuta nel 1815. Questo, come detto in precedenza, permise a Ferdinando di tornare nella sua amata Napoli.
    Dopo il periodo napoleonico, a Napoli fece ritorno Ferdinando gettando le basi per la nascita del Regno delle Due Sicilie che come sottolineato in precedenza avvenne ufficialmente l’8 dicembre del 2016. Il sovrano si dimostrò decisamente lungimirante evitando al popolo una vera e propria rivoluzione politica e sociale rispetto alla dominazione francese mantenendo gran parte delle riforme che erano state attuate da Gioachino Murat. La riunione in un unico stato il Regno di Napoli e quello di Sicilia ebbe diverse conseguenze ed in particolare di abolire in Sicilia la Costituzione del 1812. Naturalmente questa decisione a Palermo e nel resto dell’isola, venne vista soprattutto dalla classe politica e nobiliare come una sorta di affronto e di sfida da parte del Re nei confronti del popolo anche perché l’isola veniva da oltre 6 secoli in cui aveva sempre goduto di una certa indipendenza. In aggiunta la decisione di spostare la capitale da Palermo a Napoli contribuì a creare in tutta la regione un vero e proprio astio nei confronti della dinastia borbonica e a nulla valsero alcuni provvedimenti favorevoli come l’esenzione dal servizio militare per i cittadini siciliani, l’azzeramento della tassa sul sale e la creazione di un porto franco (indipendenza economica) a Messina. Iniziano così a nascere diverse società segrete (tra cui soprattutto la Carboneria) che tramano complotti di ogni genere per riuscire a rovesciare il potere esercitato dai Borbone e quindi riconquistare la piena indipendenza politica ed economica. Un primo importante passaggio venne rappresentato dalla richiesta di ottenere una Costituzione simile a quella del 1812.
    Il malcontento portò nel 1820 non solo in Sicilia ma anche nei pressi di Napoli lo scoppio di alcuni moti rivoluzionari che di fatto costrinsero Re Ferdinando nel concedere la tanto agognata Costituzione e soprattutto ad acconsentire alla nascita di un nuovo Parlamento Napoletano. Parlamento che in un primo momento sembrava ben disposto nel concedere maggiore indipendenza a Palermo salvo poi ritornare sui propri passi e soprattutto a soffocare l’aria di rivolta con la forza militare del proprio esercito. Purtroppo la Costituzione non venne vista di buon occhio da Metternich che temeva qualcosa di simile nel resto d’Europa. Questo lo spinse ad un intervento armato con l’esercito austriaco che ebbe facilmente la meglio su quello napoletano con la costituzione che venne sospesa. La repressione fu violenta portando anche alla condanna a morte di alcuni grandi sostenitori di quell’idea di maggiore libertà tra cui Michele Morelli e Giuseppe Silvati. Nel 1825 Re Ferdinando morì ed al suo posto salì sul trono del Regno delle Due Sicilie suo figlio Francesco I. Si dimostrò piuttosto abile da un punto di vista politico in quanto ottenne nel 1827 l’abbandono delle truppe austriache dai suoi possedimenti e soprattutto la possibilità di istituire un esercito altamente professionale.
    L’anno seguente ci furono nuovi moti rivoluzionari in Cilento che tuttavia vennero repressi rapidamente dimostrando una certa fermezza da parte del Re nel reprimere ogni genere di ideale liberale. Nel novembre del 1830 morì Francesco I ed al suo posto salì sul trono Ferdinando II, suo figlio. Si dimostrò più liberale e ben disposto verso il popolo, migliorò il Regno dal punto di vista economico ed amministrativo riuscendo peraltro a segnare numerosi primati dal punto di vista dell’innovazione tecnologica: il più grande plesso metalmeccanico d’Italia a Pietrarsa, canteri navali all’avanguardia sia a Napoli che a Castellammare di Stabia, la prima nave a vapore a solcare il Mare Mediterraneo, la prima nave a propulsione ad elica, la prima nave militare a vapore, terza città nel Mondo ad avere le strade illuminate da lampade a gas, furono costruiti i primi ponti sospesi nella penisola italica, la prima galleria ferroviaria del mondo, la prima linea di telegrafo, il primo osservatorio sismologico al mondo e tanto altro.
    Nel 1848 in ragione ad un diffondersi in tutta Europa ad un sentimento di forte campanilismo regionale scoppiarono prima in Sicilia e poi nel resto del Regno nuovi moti rivoluzionari che il Re decise di gestire permettendo una serie di concessioni tra cui la Costituzione sul modello di quello francese. Il Re ebbe modo di effettuare una serie di riforme tra cui quella scolastica che venne affidata a Francesco De Sanctis mentre a Palermo andava nuovamente a vuoto il tentativo di creare un Governo Rivoluzionario per una mancanza di sinergia tra i vari membri del nuovo Parlamento ed una grande difficoltà nel gestire ed amministrare le zone periferiche siciliane. Una serie di disordine si registrarono anche a Napoli dopo l’elezione della nuova Camera che venne sciolta dallo stesso Re in più occasione. Nel 1849 Re Ferdinando II di Borbone di cambiare politica e richiamando gran parte del proprio esercito che si trovava in Lombardia, mise in atto una dura repressione restaurando il proprio potere e soprattutto riconquistando con la forza il controllo della Sicilia.
    Inoltre, con un decreto promulgato il 15 dicembre del 1849 il Re imponeva all’isola un debito pubblico di circa 20 milioni di ducati. Il Re ebbe modo di essere sempre meno liberale in ragioni di alcuni situazioni ostili creatosi nel regno tra cui l’attentato che venne messo in atto nell’anno 1856 da Agesilao Milano. Un soldato calabrese che seguiva gli ideali di Mazzini il quale decise di sfruttare la vicinanza al Re per colpirlo con una baionetta senza tuttavia riuscire ad ucciderlo. Ferdinando II fu sempre più duro nei confronti dei liberali il che lo mise in cattiva luce anche nei confronti del resto d’Europa. Dopo la sua morte avvenuta il 22 maggio del 1859 in una situazione a dir poco controversa, salì sul trono Francesco II che nonostante un atteggiamento maggiormente magnanimo e liberale non poté arginare la crescente voglia di libertà del popolo fino ad arrivare alla spedizione dei Mille che di fatto nel 1861 gettò le basi della nascente Italia Unita e quindi la fine del Regno delle Due Sicilie. La fine di una serie di insurrezioni che si erano susseguite da oltre mezzo secolo costringendo la stessa popolazione a fare i conti con spaccature dal punto di vista idealistico e sociale.

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    Seconda Guerra Mondiale Catania
     
     

  • La Sangria Bianca

    La Sangria Bianca

    Se vuoi preparare la Sangria Bianca sappi che farlo non è così difficile come potresti pensare solo a prima vista. In effetti è una bevanda tradizionale spagnola, la cui preparazione richiede una buona dose di attenzione e un po’ di tenacia.
    Essa si caratterizza per tutto ciò che riguarda l’abbondanza di specie e di frutta; forse anche per questo la sua popolarità è alta sia dentro i confini spagnoli che molto lontano dagli stessi. Per prepararla bene essa deve dare un’impressione di freschezza e leggerezza. Altresì è importante il colore: esso dev’essere abbastanza delicato e dolce, differenziandosi molto da tutto ciò che riguarda il famoso rosso-rubino della versione più famosa della sangria.
    Al giorno d’oggi è un cocktail estivo per l’eccellenza, diffuso non solo in Catalonia, ma in tutto il mondo poiché si tratta di un vero e proprio tripudio di dolcezza e profumi in grado di conquistare chiunque già dal primo sorso. Ideale per un aperitivo e per una vivace serata, può essere usato anche in qualità di accompagnamento a un buon pranzo.

    Ma come preparare questo drink? Proviamo a scoprirlo insieme la Sangria Bianca.

    Difficoltà

    Di base è molto facile;
    Costo: Abbastanza basso

    Dosi per la Sangria:

    • Vino bianco prosecco 1250 g
    • Melone (circa 1) 1 kg
    • Pesche noci (circa 2) 400 g
    • Limoni (circa 2) 350 g
    • Arance (circa 2) 600 g
    • Zucchero 120 g
    • Chiodi di garofano 6
    • Cannella in stecche 3
    • Vodka secca 70 g””

    Se si vuole personalizzare questa bevanda ulteriormente, però, la preparazione può risultare un po’ più difficile.
    Possono preparare la Sangria Bianca anche coloro che non hanno molta dimestichezza con la cucina. Per quanto concerne il tempo di preparazione, la bevanda in sé viene preparata in circa 15 minuti.
    Tuttavia bisogna mettere in conto anche tutto ciò che riguarda la macerazione, un processo che normalmente richiede circa 6 ore.
    Preparazione
    Sangria Bianca
    Innanzitutto, bisogna spremere un limone e un’arancia, in modo da ricavare in una ciotola il loro succo che rappresenterà l’essenza della Sangria.
    Una volta avuto il succo bisogna tagliare anche il secondo limone (non sbucciarlo!); esso va tagliato a metà e quella metà dev’essere a sua volta tagliata a fette. L’altra metà, invece, dev’essere tagliata a cubetti molto piccoli.
    La stessa procedura va eseguita anche per quanto concerne la seconda arancia.
    A questo punto bisogna concentrarsi su tutto ciò che riguarda le pesche e i noci. Con un coltello, difatti, devi privare la pesca del nocciolo. Quindi anche la pesca va tagliata a dadi (la noce si butta). Infine si pulisce il melone: si taglia via la sua sommità e quindi il frutto stesso viene tagliato in due parti. Quindi usa un cucchiaio per togliere i semi e tutti i filamenti interni che non vanno inclusi nella bevanda. Usando un cucchiaio devi anche ricavare dalla polpa del melone diverse palline. A quel punto la parte della frutta sarà pronta.
    Bisognerà prendere un’altra ciotola e versarci il prosecco aggiungendoci anche lo zucchero (che deve sciogliersi dopo la mescolatura). Non bisogna dimenticarsi di unire al tutto i chiodi di garofano, le stecche di cannella e il succo di arancia e di limone filtrato prima. Quindi vanno aggiunte le fette e i dadi delle arance e limoni, oltre le palline del melone e le pesche.
    In ultimo luogo nella ciotola va versata la vodka per poi mescolare ancora. Finito?
    Ora la si copre con della pellicola trasparente e la si mette in frigo per almeno 6 ore. La Sangria va servita nei bicchieri di vino o di frutta.
    N.B. La Sangria può essere conservata per un massimo di 3 giorni.

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    Pasta fredda e gamberetti
     
     

  • ll Museo del Cinema di Catania

    ll Museo del Cinema di Catania

    I cinefili (amanti del cinema e della sua storia) non possono non conoscere il Museo del Cinema di Catania.
    Se ti trovi in Sicilia e appartieni a questa categoria di persone, devi assolutamente visitare questo luogo magico che si trova in Piazzale Rocco Schinnici.

    1. La storia del Museo del Cinema di Catania

    Il sodalizio tra Catania e il cinema affonda le proprie origini nei primi anni del Novecento quando la città sicula è sede di diverse case di produzione cinematografica.
    Il Museo del Cinema di Catania
    La stagione creativa prosegue, quindi, con l’istituzione del Museo del Cinema (il progetto viene affidato all’architetto e scenografo F. Corvino) che viene inaugurato nel maggio 2003 all’interno delle sale del Centro Fieristico Le Ciminiere.
    Gli allestimenti, distribuiti su due piani, occupano una superficie di circa 900 m² e ti conducono alla scoperta di tutto ciò che si trova davanti e dietro la cinepresa (documenti inerenti l’arte cinematografica, tecniche, storia e interessanti approfondimenti sul rapporto che lega il cinema e la Sicilia).

    2. Visita al Museo del Cinema di Catania

    Il tuo viaggio nel mondo del cinema inizia dalla sala ‘Luci e Ombre’ (primo piano) dove puoi ammirare un’incantevole collezione di lampade e proiettori; la maggior parte di essi proviene dalla Francia e risale al periodo compreso tra il 1915 e il 1964.
    museo del cinema
    Al secondo piano puoi, invece, vedere alcune delle più importanti scoperte che precedono la prima proiezione cinematografica dei fratelli Lumière (Parigi 28 dicembre 1895).
    Seguono alcuni monitor sui quali scorrono le immagini dei tentativi fatti dall’uomo, nel corso dei secoli, per definire e ricreare le immagini in movimento.
    La visita prosegue nel corridoio ‘Dalla creazione alla clonazione’ dove puoi ammirare tutte le strumentazioni tecniche e le macchine ottiche indispensabili per fare cinema (kinetoscopio, prassinoscopio, ecc…).
    Ti attende, quindi, una lunga sosta presso la ‘Galleria dei Ritratti’; al suo interno vengono presentate, su diversi schermi al plasma, le interviste fatte dal giornalista Vincenzo Mollica all’attrice Claudia Cardinale e a importanti registi del panorama nazionale.
    Si indaga il loro rapporto con la Sicilia e si rievocano alcuni aneddoti legati alle riprese cinematografiche effettuate proprio a Catania. Spostati, quindi, nella ‘Sala Paradiso’ per ammirare un cortometraggio dove sono raccolti i momenti cult della cinematografia mondiale.
    La tua visita si conclude presso la ‘Casa del Cinema’: questa sezione ospita una riproduzione vera e propria di un appartamento e ogni suo singolo elemento celebra il mondo della celluloide.
    Nel corso di questo tour puoi, inoltre, vedere un centinaio di locandine di vecchi film e fare una sosta nell’immensa ala dedicata ai reperti del mondo del cinema.
    Chiesa di Santa Chiara in Librino a Catania
  • Chiesa di Santa Chiara in Librino a Catania

    Chiesa di Santa Chiara in Librino a Catania

    Chiesa di Santa Chiara in Librino

    La chiesa di Santa Chiara non è una chiesa come tutte le altre. Infatti non si contraddistingue per la sua bellezza e architettura neanche per i meravigliosi affreschi che siamo abituati a vedere all’interno delle chiese, ma è tutt’altra situazione.
    Infatti la chiesa di Santa Chiara in Librino è una chiesa costruita per stare vicini alle famiglie del quartiere.
    Una chiesa che rappresenta la pura essenza della religione è che sta vicino a tutti quelli che ne hanno bisogno, sempre e comunque. Il suo parroco Domino Guerra che da 12 anni svolge la sua funzione in questa chiesa lo ha chiamata ‘’La piccola Betlemme di Librino’.
    Infatti il nome è stato pensato dal parroco proprio perché un Natale è stato portato la luce di Betlemme a Natale e da quel momento tutti hanno preferito chiamarlo così. La chiesa è stata costruita in viale Moncada 17 a Catania ed e’ molto facile da notare, andiamo a vedere insieme perche.

    Come è stata costruita la chiesa di Santa Chiara in Librino

    Come abbiamo detto all’inizio se vi aspettate una chiesa classica con statue di santi e affreschi meravigliosi questa non fa al caso vostro. Invece per chi vuole entrare per partecipare in una mesa spirituale la sua porta è sempre aperta.
    La chiesa di Santa Chiara di Librino è stata costruita in prefabbricato di lamiera al suo esterno e all’interno con cartongesso.
    Sopra l’ingresso della chiesa si trova una grande croce caratteristica delle chiese cattoliche. Il parroco dice che la chiesa rappresenta lo spirito della religione mostrando a tutti che anche nella povertà può nascere la gioia.
    Inoltre la chiesa offre anche studi di strumenti musicali come violino e chitarra per bambini e hanno creato anche un’orchestra chiamata ‘’La scuola di vita orchestra Falcone Borsellino’’ che è una comunità dove si scambiano i valori della fratellanza e solidarietà ai bambini. Per di più viene anche utilizzata per vari funzioni come mese e anche battesimi. Concludendo possiamo dire che è una salvezza per il quartiere e sempre piana di gente che la frequenta per ascoltare le parole di dio da parte del parroco della chiesa di Santa Chiara di Librino.
    Vale la pena visitarla per il suo valore spirituale nel vero senso della parola. Se vi trovate a Catania fermatevi per una tappa in questa splendida chiesa e partecipare ad una messa.
    Chiesa di San Cristoforo alle Sciare a Catania
  • Pasta fredda e gamberetti

    Pasta fredda e gamberetti

    Durante le giornate estive di caldo torrido l’appetito deve essere sempre un pò stuzzicato con pasti freschi e semplici da preparare in modo da non farti stare troppo davanti ai fornelli.
    La ricetta Pasta fredda e gamberetti che ti consigliamo oggi vuole proprio soddisfare queste esigenze.

    Pasta Fredda con Gamberetti e Zucchine

    INGREDIENTI
    150 grammi di gamberetti da sgusciare
    2 zucchine
    4 foglie di menta
    1 cucchiaio di olio
    160 grammi di pasta
    DIFFICOLTA’
    piatto molto semplice da preparare
    TEMPO
    per avere il piatto in tavola impiegherete circa 25 minuti
    COSTO
    Il costo del piatto per due persone si aggira intorno agli 8€, può variare a seconda del costo dei gamberetti se vengono presi freschi
    Preparazione del condimento
    La preparazione del condimento è molto semplice. Prendere i gamberetti e pulirli con molta cura, stando attento a non rompere il gamberetto, non lasciare nessuna parte di guscio attaccata perché risulterebbe molto fastidioso quando si andranno a mangiare.
    Una volta tolto il guscio, con molta delicatezza togliere quella striscia nera sul dorso del gamberetto. Le scuole di pensiero sono diverse per quanto riguarda questa striscia nera, ma è bene sapere che sono le interiora del crostaceo e al gusto risultano essere di un gusto molto amaro. Una volta finita la pulizia si consiglia di lavare i gamberetti sgusciati e puliti sotto l’acqua fredda, molto velocemente. Questo perché l’acqua calda e un lavaggio troppo intenso porterebbe via il sapore delicato del gamberetto.
    Quando si decide di preparare una pasta fredda con gamberetti si deve da subito sapere che da soli non riusciranno a fare da condimento quindi di solito i gamberetti vanno sempre accostati a dei pomodorini oppure a delle zucchine. Nel nostro caso decidiamo di indirizzarti verso le zucchine perché lasciano una bocca più pulita e fresca.
    Prendere le zucchine e lavarle molto bene. Con molta cura ridurre le zucchine a strisce, tecnicamente chiamato alla julienne, in questo modo le zucchine rimarranno sempre molto saporite senza perdere la loro freschezza. Una volta che i gamberetti e le zucchine saranno pronti è il momento della pasta.
    Preparazione della pasta
    La cottura della pasta va eseguita come al solito, l’unica cosa da fare dopo averla scolata è freddarla sotto il rubinetto con dell’acqua fredda, questa oltre a freddarla bloccherà anche la cottura in modo da avere sempre una pasta bella al dente e piacevole da mangiare.

    Condimento
    Prendere un contenitore abbastanza grande da contenere tutto il condimento e tutta la pasta, versare tutto dentro e mescolare bene per condire il tutto.
    Una volta finita questa operazione aggiungere un filo d’olio per dare ancora di più sapore, mi raccomando senza esagerare.
    Una volta condito il tutto, aggiungere delle foglioline di menta, se possono essere di vostro gusto, per rendere il vostro piatto ancora più fresco e gustoso.
    Dopodiché non vi resta che mettervi a tavola.
    Frutta gelata
  • Piramide sommersa nel mare di Lampedusa

    Piramide sommersa nel mare di Lampedusa

    Ritrovamenti misteriosi vicino a Lampedusa

    Si tratta di un vero e proprio tempio in miniatura sommerso quello ritrovato a Lampedusa. Le foto del ritrovamento rendono facilmente immaginabile come doveva apparire il sito prima che i millenni a contatto con l’acqua del mare e l’azione delle onde lo modificassero in maniera sensibile. Ciò pare confermare con forza la presenza attorno al 5000 a.C. di alcuni coloni che provenivano dall’entroterra siciliano e che portarono la cultura neolitica la propria cultura.

    Crocevia di popoli: i resti e la storia di Lampedusa

    Come potrai intuire dal fatto che tuttora Lampedusa è teatro di moltissimi flussi migratori, questo isolotto nel bel mezzo del Mar Mediterraneo ha un passato fatto di moltissimi incroci di popoli. La piramide sommersa, testimone di un passato ancestrale, presenta uno stato di conservazione conforme ai tanti secoli in mare, tanto che se si confronta questo sito con altri simili, come ad esempio quelli neolitici in Irlanda, si potrà notare una notevole differenza.

    L’azione delle acque sulla piramide sommersa

    Per la conversazione della piramide, l’azione dell’acqua è stata fondamentale, in particolare quella dovuto all’ultimo disgelo in epoca post-glaciale. Cinquemila anni fa, infatti, il livello del mare a Lampedusa era di circa quindici metri inferiore rispetto a quello di oggi. Per i due millenni che seguirono il fenomeno continuò rapidamente, con un ritmo attestato di poco meno di cinque millimetri l’anno, tanto da spingere progressivamente le popolazioni a spostarsi sempre più verso il centro dell’isola.
    turismo
  • Turismo Siciliano: Catania e Palermo sul podio

    Turismo Siciliano: Catania e Palermo sul podio

    Sempre più importanti a livello internazionali, Catania e Palermo risultano essere fra le mete preferite dei turisti che si recano in Sicilia.

    Turismo Catania: convegni sul turismo Siciliano ed internazionalità

    Per quanto riguarda Catania, molte compagnie aeree straniere stanno ampliando i loro programmi di volo, in modo da fare sempre più spesso tappa in questa cittá. I turisti sono sempre più attratti dalle bellezze siciliane, a tal punto che si svolge proprio a Catania la conferenza internazionale del turismo Tbex.
    Un mix di culture diverse hanno lasciato molti segni nella città che oggi possiamo visitare: costruita ai piedi dell’Etna, dal quale si vede un panorama unico al mondo, ha anche una lunga serie di musei e costruzioni antiche come:
    Il Museo del Cinema
    Castello Ursino Piazza Federico di Svevia

    Turismo Palermo: polo turistico culturale eccellente

    A proposito di Palermo, è doveroso elencare ciò che la città offre ai suoi visitatori: la Cattedrale, utilizzata dai cattolici come chiesa, poi dagli arabi come moschea e successivamente di nuovo dai cattolici, mostra tracce di tutte le culture che l’hanno adoperata;
    La Chiesa della Martorana, una delle più affascinanti chiese dai connotati bizantini, questa chiesa fa parte del patrimonio Unesco;
    Le Catacombe dei Cappuccini, dall’atmosfera surreale, rappresentano un ruolo decisamente suggestivo dove “I vivi incontrano I morti”;
    Il Palazzo dei Normanni, sede dell’attuale assemblea regionale;
    La Cappella Palatina, con i suoi eccezionali mosaici bizantini;
    La Galleria Regionale Palazzo Abatellis;
    La Fontana Pretoria, chiamata anche Fontana della Vergogna, a causa delle nudità delle statue attorno;
    La Cattedrale di Santa Maria Nuova, o Duomo di Monreale, patrimonio Unesco e testimonianza attiva dell’epoca arabo-normanna.

    Turismo Catania e Palermo accolgono eccellentemente I turisti.

    Entrambe le città possiedono carattere e cultura tale da attirare turismo culturale all’avanguardia.
    Con l’aumentare dei visitatori, sono maggiori le accortezze nei confronti dei turisti: il cibo di strada, opportunamente pubblicizzato, rende migliore qualsiasi esperienza da vivere. Le caratteristiche preparazioni culinarie della zona, come le famosissime arancine, deliziano chiunque li voglia provare.
    Il turismo in Sicilia viene accolto come parte fondamentale dell’economia locale e sia Catania sia Palermo sono città pronte ad una sempre maggiore massa di visitatori, distinguendosi a livello internazionale per ciò che possiedono e ciò che hanno da offrire.
    parcheggi in arrivo a Catania
  • Tre nuovi parcheggi in arrivo a Catania

    Tre nuovi parcheggi in arrivo a Catania

    Nuovi parcheggi nelle principali città siciliane

    Grazie alle risorse contemplate dal recentissimo “Piano Parcheggi”, fra non molto a Catania si darà avvio ai cantieri per la creazione di nuovi parcheggi.
    Recentissimo è, infatti, il comunicato realizzato dal Presidente della Regione, Nello Musumeci, che, attraverso una conferenza stampa, ha dichiarato che, sia a Catania, sia a Palermo, città che hanno sempre sofferto di una carenza di posti auto, si avvieranno i lavori per la realizzazione di nuovi parcheggi e di nuove infrastrutture.
    I fondi destinati a questi progetti ci sono. La Regione Sicilia, infatti, dispone di oltre 70 milioni, da impiegare per:

    • La costruzione di nuovi parcheggi nel capoluogo, per i quali sono destinati 50 milioni;
    • Per lo stesso scopo sono destinati 23 milioni a Catania, che finirà per godere di quasi 1500 nuovi posti auto.

    Salvo Pogliese, primo cittadino di Catania, ha confermato che i nuovi parcheggi saranno tre e saranno realizzati grazie ai fondi previsti dall’assessorato alle infrastrutture della Regione. Questi parcheggi hanno già i nomi: “Sanzio”, “Narciso” e “Acicastello” a cui andrebbero rispettivamente, 8, 5 milioni e 10 milioni .
    Questi saranno realizzati nelle zone di Catania che, per la prossimità alle arterie più importanti e alle diverse stazioni, necessitano di posti auto.

    Parcheggi in arrivo a Catania: Città più vivibili con nuovi servizi

    A questo seguiranno anche miglioramenti nelle linee dei bus e nei servizi grazie ad accordi con Ferrovie, Fce (ferrovia circumetnea) e Amt (azienda metropolitana trasporti)
    In entrambe le città, i lavori per i nuovi parcheggi inizieranno nei primi mesi del 2020, per cui ai Comuni spetta di bandire quanto prima le gare d’appalto per l’avvio ai lavori.
     

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  • Chiesa di San Cristoforo alle Sciare a Catania 

    Chiesa di San Cristoforo alle Sciare a Catania 

    A Catania in via Plebiscito 353 si trova la chiesa di San Cristoforo alle Sciare. Una chiesa antica piena di storia e con un’architettura unica.
    Ovviamente stiamo parlando di una chiesa cattolica costruita più di 400 anni fa. È sopravvissuta al famoso terremoto del 1693 anche se all’epoca ha subito molti danni. Fu ricostruita molto più tardi nel 1834. Entrando nella sua storia e stato svelato che la chiesa apparteneva all’antica confraternita ‘’S.Cristoforo alla sciare’’ da quale anche l’attuale nome. In quel periodo veniva intitolata come la chiesa di San Rosalia.
    Circondato da condomini la chiesa offre un panorama molto suggestivo. Con la sua alta torre e un grande portone al di sopra del quale una sola finestra. Appena entrati si notta immediatamente il suo altare e sui lati dei muri, fori con statue di santi al loro interno. Un’attrazione per molti turisti che la visitano. Quindi se vi trovate a Catania per vacanze dovete assolutamente fare una tappa in più e andare a fare visita a questa meravigliosa chiesa, ancora meglio se vi trovate nei dintorni il giorno di San Cristoforo per partecipare alle sue funzioni.
    L’architettura della chiesa di San Cristoforo alle Sciare 
    Chiesa di San Cristoforo alle Sciare
    Per entrare in merito all’architettura della chiesa bisogna entrare anche in termini più formali per descrivere questa costruzione. Con una facciata piana simmetrica definita da paraste in pietra bianca e zoccolatura in pietra lavica si affaccia sulla via Plebiscito.
    Lungo l’asse di simmetria si susseguono in alzato modanata in calcare bianco che definiscono anche la sua facciata. Il portale d’ingresso si presenta architravato e sovrastato da un timpano ad omega.
    Si può vedere anche la superiore finestra e il frontone di coronamento. A destra della struttura si alza anche la torre del campanile. Questo spazio è stato costruito ad andamento longitudinale e la volumetria è a base rettangolare e prismatica.
    Pianta Schema planimetrico con una sola aula per le funzioni parrocchiali. Come abbiamo detto per le varie funzioni viene utilizzata l’unica aula che caratterizza questa chiesa. Con un pavimento di marmo grigio e le statue al suo interno dà la reale percezione religiosa e facilita la diffusione della parola del nostro signore. Una chiesa molto bella da vedere e visitare sia per la sua facciata esterna che per il suo meraviglioso interno.
    Un posto sacro che dovete assolutamente andare a visitare se vi trovaste a Catania. Molto amata dagli abitanti non solo della zona ma di tutta Catania e molto apprezzata dagli turisti che si fermano per visitarla.

    Chiesa di San Francesco Borgia a Catania
  • Chiesa di San Francesco Borgia a Catania

    Chiesa di San Francesco Borgia a Catania

    Catania è una città storica, che ospita al suo interno una miriade di Chiese, piccole e grandi. Alcune piuttosto famose, altre più piccole e meno conosciute, ma degne in ogni caso di essere visitate almeno una volta per ammirarne le bellezze.
    Nel quartiere delle Terme della Rotonda sorge la chiesa di San Francesco Borgia, una chiesa Cattolica costruita lungo la via dei Crociferi, quella che viene definita la strada barocca più scenografica di Catania. È un’edificio semplice ma allo stesso tempo molto particolare, che merita una menzione.

    Storia della Chiesa di San Francesco Borgia

    Indirizzo: Via Crociferi, 17, 95124 Catania CT

    La sua storia è molto semplice e inizia nel 1556, quando giunse a Catania una compagnia di religiosi dell’ordine Gesuita. Questi avevano il compito di insegnare la dottrina religiosa in 14 diverse chiese della città, in cui si stabilirono il 9 febbraio 1556. In questa data venne firmato un accordo tra il vescovo Nicola Maria Caracciolo, i giurati della città e i Gesuiti per l’acquisizione della chiesa della Santissima Ascensione, che divenne il luogo di residenza dell’ordine religioso.
    Furono inoltre ceduti anche alcuni locali facenti parte del vecchio ospedale, ormai non più in uso.
    Successivamente la chiesa venne ampliata, con l’aggiunta di un piccolo collegio e di una casa di probazione, realizzate secondo il progetto dell’architetto gesuita Giovanni Tristano, risalente al 1565.
    Il collegio fu adibito ad università, e ampliato grazie ai fondi ricevuti dal re.
    Nel 1578 il complesso venne terminato, grazie all’intervento dell’architetto Francesco Schena.
    Nel 1693 la zona del Val di Noto venne sconvolta da un terremoto, che coinvolse anche Catania.
    L’evento catastrofico colpì anche il complesso gesuitico distruggendolo in gran parte. Tra il 1698 e il 1736 l’intero edificio venne ricostruito su progetto di Angelo Italia, esattamente nello stesso sito in cui si ergeva il complesso in passato.
    Durante i lavori del 1713 vennero impostati i pilastri per la realizzazione della cupola della chiesa. Mentre i lavori del 1724 e 1740 furono quelli che che terminarono le opere di finitura dell’interno dell’edificio.

    Descrizione della Chiesa di San Francesco Borgia

    La chiesa si presenta a tre navate, molto ampie e luminose. La facciata è molto lineare ed è realizzata secondo lo stile romanico accademico. Per accedere all’interno è necessario percorrere uno scalone a doppia rampa, posta proprio di fronte alla facciata che si sviluppa su due ordini di colonne binate.
    L’interno della chiesa ospita diversi altari minori laterali, tutti realizzati in marmo e decorati con delle caratteristiche pale, opera di pittori catanesi del XVIII secolo.
    È presente una balconata molto caratteristica posta sulla controfacciata, sostenuta da mensole decorate con foglie d’acanto e un parapetto su cui sono posti tre stemmi con corone.
    Chiesa di San Francesco Borgia
    La parte più caratteristica della chiesa è l’altare maggiore, realizzato in pietre dure, agapi e diaspri siciliani. Sono presenti delle colonne in agape verde, due statue di angeli e una figura dell’Eterno benedicente, che ornano l’altare e ne donano ricchezza e prestigio.
    La Madonna di Santa Maria Maggiore è un dipinto ad olio, che si colloca proprio al centro dell’altare. Il quadro è una copia, realizzata nel 1567 dall’originale custodito nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma, e donata alla chiesa di San Francesco Borgia.
    Chiesa di San Francesco Borgia Catania
    La cupola della chiesa è finemente decorata con degli affreschi, eseguiti secondo disegno del pittore catanese Olivio Sozzi intorno al 1760, e con la collaborazione di Vito d’Anna. Entrambi pittori rinomati del rococò palermitano.
    La composizione è formata dalla figura di Cristo, che domina la scena al centro della cupola, mentre i pennacchi sono decorati con immagini dei continenti evangelizzati dall’ordine dei Gesuiti.
    Chiesa di San Filippo Neri
  • Chiesa di San Filippo Neri a Catania

    Chiesa di San Filippo Neri a Catania

    La chiesa di San Filippo Neri a Catania è inserita in una location molto suggestiva, situata tra le antiche terme e il teatro greco in Via Teatro Greco 32. Si tratta di una chiesa piuttosto contenuta, ma ricca di particolari, con annesso l’oratorio salesiano che è sempre animato di iniziative culturali e occasioni di aggregazione per i giovani catanesi.

    La struttura viene costruita nel 1790 in onore del presbitero Filippo Neri, consacrato a santo dalla Chiesa cattolica.
    La caratteristica peculiare di questa piccola ma deliziosa chiesa nel centro di Catania è la presenza dell’oratorio, dedicato al santo che proclamò per tutta la sua esistenza l’amore per la gioventù e la missione di salvare i ragazzi di strada da una fine misera e da morte sicura. Ma andiamo a contestualizzare meglio la chiesta di San Filippo Neri, piccolo scrigno della ridente città sicula, analizzando lo stile e le ispirazioni.

    Chiesa di San Filippo Neri a Catania: L’interno della struttura

    La chiesa viene costruita dalla comunità siciliana come omaggio ad una figura storica e religiosa che ha sempre visto nell’aggregazione una via d’uscita dalla povertà e dalla desolazione.
    Per questo motivo la chiesa è spoglia di decorazioni e mantiene uno stile piuttosto umile ed essenziale, con qualche dipinto alle pareti dedicato al santo, in tema spiccatamente figurativo e tradizionale.
    Chiesa di San Filippo Neri a Catania
    Altre decorazioni sono le statue dedicate, oltre al santo, alla Vergine Maria.
    Molto interessante è l’altare della navata centrale, sotto la volta a botte, impreziosito da tappezzeria rosso magenta e particolari come affreschi sulle ali della cupola.
    In generale, si tratta di un ambiente intimo e raccolto, sobrio ed essenziale che desidera sottolineare un sentimento di umiltà e di preghiera.
     

    Chiesa di San Filippo Neri a Catania: L’importanza dell’oratorio

    La piccola chiesa dedicata a San Francesco Neri è sopravvissuta alle numerose eruzioni dell’Etna e ai bombardamenti, durante i due conflitti mondiali.
    È l’oratorio la vera ricchezza di questa chiesa, il valore aggiunto per tutta la comunità catanese.
    Il santo, nato nel 1515 è ricordato per aver radunato attorno alla sua figura un gruppo di ragazzi di strada, educandoli e facendoli divertire, senza distinzione di sesso. La sua missione evangelica avvenne a Roma, in una città all’epoca particolarmente pericolosa e corrotta.
    Da questa unione di giochi, canti e studio, nasce l’oratorio, proclamato a vera e propria istituzione e congregazione da papa Gregorio XIII nel 1575.
    Per questo motivo, mentre la chiesa vuole portare avanti un messaggio di sobrietà e raccoglimento, la vera e propria ricchezza d’animo sta nella presenza dell’oratorio salesiano al suo interno, animato ancor oggi da iniziative benefiche e attrazioni periodiche per ragazzi e le loro famiglie.
     

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    La Chiesa di Santa Croce

  • La Chiesa di Santa Croce a Catania

    La Chiesa di Santa Croce a Catania

    La chiesa di Santa Croce a Catania si trova nel quartiere del Villaggio Sant’Agata facente parte della VI Circoscrizione (San Giorgio Librino – San Giuseppe La Rena Zia Lisa Villaggio Sant’Agata) Ovviamente il nome di questo quartiere è stato dato in onore di Sant’Agata, patrona di Catania.
    Per chi si trova a Catania deve assolutamente visitare questa magnifica chiesa. Un posto sacro diventato un’attrazione turistica ideale per chi vuole avere un’esperienza spirituale unica e per chi vuole vedere un posto sacro.
    Nel 1960 lo IACP di Catania si affidò all’urbanista Michele Valori per il progetto della costruzione dell’intero quartiere includendo cosi anche la Chiesa Santa Croce insieme a 1600 alloggi popolari che erano destinati a quasi 8000 abitanti. Cosi Michele Valori si concentro solamente per la ristrutturazione di questa chiesa, proteggendo cosi non solo il suo valore storico ma anche il suo stile architettonico unico.
    La chiesa di Santa Croce è un luogo ti culto cattolico molto amato dagli abitanti della zona ma anche molto visitato da turisti. In questo articolo parleremo anche della sua struttura fermandoci sul suo stile architettonico e i materiali utilizzati per la sua costruzione. Così potremo avere anche una visuale chiara di quello che questa chiesa rappresenta. L’indirizzo esatto della chiesa di Santa Croce è; Villaggio Sant’Agata 26/B Zona B – Zia Lisa, Catania (CT)

    Architettura della chiesa Santa Croce a Catania

    La Chiesa di Santa Croce a Catania
    Con un unico varco di accesso sovrastato da profonda pensilina troviamo la facciata a capanna su podio gradonata. Una forma tipica che dà un forte contributo alla parte visiva della facciata di questa chiesa. Si data di una volumetria prismatica regolare a base pressoché rettangolare. Per di più è costituita dalla giustapposizione di prismi rettangolari di medesima altezza e ma con una larghezza differente in ogni primo. Il suo spazio è sovrapposto ad un andamento longitudinale.
    Al suo interno si può ammirare una sola aula con presbiterio leggermente rialzato. Inoltre la suddivisione delle pareti longitudinali in settori rettangolari e paralleli formano un effetto visivo unico. Creando così la reale condizione spirituale che un posto sacro come una chiesa che diffonde la parola di dio deve avere.
    Un’altra caratteristica della chiesa è di sicuro il pavimento in marmo grigio che è molto apprezzata è amata da chi ci passa per entrare in una messa. La sua facciata anteriore è caratterizzata dal suo color mattone con intrecciato con il grigio e le croce appesa sopra l’ingresso. Per entrare basta fare due scalini oppure per chi non può ci sono due rampe per disabili che facilitano l’ingresso in chiesa.
    Chiesa della Divina Maternità della Beata Vergine Maria a Catania
  • Frutta gelata

    Frutta gelata

    La frutta gelata offre a grandi e piccini la ghiotta occasione di deliziare le proprie papille gustative con un dolce semplice e originale.
    Una vera e propria leccornia in grado di soddisfare i gusti più svariati. Preparata con sola frutta fresca, questa delizia morbida e avvolgente nasce da una ricetta perfetta per essere consumata anche da vegani e fruttariani.
    La frutta gelata è una specialità artigianale tutta da provare e di sicuro successo, ma è soprattutto una squisitezza facile da realizzare e ultra leggera.

    Frutta gelata: la ricetta

    ricetta Frutta gelata
    Difficoltà: facilissima; dosi per 6 persone; tempo di preparazione: 22 minuti; tempo di congelamento: 12 ore; costo: basso
    Ingredienti
    650 g di melone di Cantalupo
    500 g di mango
    600 g di lamponi
    1 kg di ananas
    600 g di more
    Preparazione

    Per allestire la ricetta della frutta gelata bisogna lavare e mondare il melone.

    A operazione conclusa procedere a tagliarlo a cubi di 2 centimetri poco più; dopodiché prendere i cubi di frutta e adagiarli sopra un vassoio senza sovrapporli, proteggerli con un foglio di pellicola trasparente per alimenti, quindi sistemarli in freezer. Lasciarli riposare 12 ore.
    A questo punto, procedere a lavare e mondare l’ananas. Dunque, tagliarla a tocchi di 1 centimetro di spessore, sistemarla in un vassoio, proteggerla con la pellicola e mettere anch’essa a riposo in freezer per 12 ore.
    Proseguire l’allestimento lavando, pelando e tagliando il mango a quadrotti di 2 centimetri di spessore, mettendolo sul vassoio, coprendolo con la pellicola trasparente e sistemandolo in freezer.
    Lavare i lamponi e le more, asciugare i due frutti e trasferirli interi in vassoi separati, coprirli con la pellicola per alimenti, infine riporli in freezer per 12 ore.
    Trascorso il tempo indicato, prendere la frutta e frullarla in un mixer. L’operazione deve essere eseguita senza mischiare i diversi gusti di frutta. Dopo averla azionata la macchina deve lavorare fino a ottenere un composto cremoso.
    Concludere la preparazione mettendo la frutta gelata in coppe da dessert.
    È possibile servire questo dolce abbinando i diversi allestimenti, oppure se si preferisce è altresì possibile consumarli in gusto singolo.
    Consiglio
    La frutta gelata deve essere consumata appena allestita, è sconsigliata la sua conservazione in freezer, pena l’eccessivo indurimento del dolce.
    Ghiaccioli ai fichi e limone
  • Sant’Agata il programma: Festeggiamenti dal 12 al 18 agosto

    Sant’Agata il programma: Festeggiamenti dal 12 al 18 agosto

    A Catania i festeggiamenti in onore di Sant’Agata, patrona della città, si svolgono in due periodi dell’anno: dal 3 al 5 febbraio, quando, in occasione della ricorrenza del martirio della Santa, giungono nella città etnea circa un milione di persone, e dal 12 al 18 agosto.

    Il motivo della festa di sant’Agata ad agosto

    Pur essendo più contenuti, rispetto alle celebrazioni di febbraio, i festeggiamenti di agosto richiamano tanti fedeli e turisti nel centro storico di Catania.
    L’occasione è quella di ricordare il ritorno delle spoglie di Sant’Agata in città, dopo che queste erano state trafugate dal generale bizantino Giorgio Maniace e portate a Costantinopoli come bottino di guerra, dove vi rimasero per ben 86 anni.
    La ricorrenza richiama i festeggiamenti spontanei che vi furono in città nella notte del 17 agosto del 1126, quando i resti della Santa catanese fecero rientro da Costantinopoli.

    Sant’Agata il programma dettagliato dal 12 al 18 agosto

        • Lunedì 12 agosto – Festa di S. Euplio – dopo la Santa Messa in Cattedrale, alle 9:00, avviene la traslazione del braccio reliquiario di Sant’Euplio dalla Cattedrale al sito dell’antica chiesa a lui dedicata in Piazza della Borsa, dove ci sarà un momento di preghiera e la benedizione con la reliquia del Santo. Nel pomeriggio, dopo la recita del rosario, alle 18:00 la Santa Messa solenne con la partecipazione dei Diaconi dell’Arcidiocesi.
        • Giovedì 15 agosto – Solennità dell’Assunzione di Maria al cielo – in Cattedrale si susseguiranno le Sante Messe alle ore 08:00, 9:30, 11:00 (solenne) e alle 18:00.
        • Venerdì 16 agosto, alle ore 7:30, nella Cappella di Sant’Agata esposizione dell’insigne reliquia del Velo e celebrazione della Santa Messa; nel pomeriggio, dopo la recita del Rosario e la Santa Messa presieduta dal parroco, alle ore 19:00 l’attesissima processione col Velo di San’Agata col seguente itinerario: piazza Duomo, via Vittorio Emanuele, piazza San Placido, via Porticello, via Dusmet, Porta Uzeda, piazza Duomo. Dinanzi alla monumentale chiesa di San Placido omaggio dell’associazione “Sant’Agata in cattedrale”; in via Dusmet, dinanzi alla “fontanella di Sant’Agata”, sosta di preghiera, riflessione del Cerimoniere arcivescovile, e saluto del Sindaco di Catania.
          A seguire, Notte bianca della cultura con i musei e i principali siti culturali della città aperti fino a mezzanotte.
        • Sabato 17 agosto – Memoria dell’893° anniversario del ritorno in patria delle reliquie di Sant’Agata da Costantinopoli – dopo l’apertura del sacello e la traslazione all’altare maggiore delle reliquie di Sant’Agata, sarà possibile partecipare alla Santa Messa ogni ora; i devoti saranno ammessi alla venerazione delle reliquie della Santa Patrona dalle ore 10:00 alle ore 13:30 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00 presso la cappella di Sant’Agata.
          In serata, alle ore 19:00, la solenne celebrazione eucaristica presieduta da S.E.R. Mons. Arcivescovo e alle 20:30 la seconda seguitissima processione con le Reliquie della Santa Patrona col seguente itinerario: piazza Duomo, Porta Uzeda, via Dusmet, via Porticello, piazza San Placido, via Vittorio Emanuele, piazza Duomo.
          La giornata si concluderà con i fuochi pirotecnici in onore di Sant’Agata.
        • Domenica 18 agosto – solennità della Dedicazione della Basilica – si può partecipare alla Santa Messa alle 8:00, 9:30, 11:00 (solenne) e 18:00. Al calar della sera, alle 19:30 ci sarà un bellissimo concerto al Grand’Organo Jaquot della Cattedrale del M° Salvatore Reitano.
  • Ghiaccioli ai fichi e limone

    Ghiaccioli ai fichi e limone

    I ghiaccioli ai fichi e limone sono una variante senza dubbio originale dei più tradizionali ghiaccioli, caratterizzati da un sapore piacevolmente fresco e dolce al punto giusto.

    Le note acidule tipiche de limone, infatti, smorzano il sapore zuccherino che caratterizza i fichi, per un risultato che piacerà a grandi e piccini.
    Perfetti per una merenda durante le calde giornate estive, possono essere preparati in casa con pochi semplici ingredienti. Ecco come fare.

    Ingredienti:

    180 gr di fichi
    150 gr di succo di limone
    50 gr di zucchero
    100 ml di acquaDifficoltà: bassaPreparazione:
    Per prima cosa spremi i limoni e filtra con un colino il succo così ottenuto. Versa, quindi, l’acqua in una pentola, aggiungi lo zucchero e metti il tutto sul fuoco finché non arriverà a bollore. Aggiungi lo sciroppo così ottenuto al succo di limone e lascia raffreddare. Nel frattempo lava con cura i fichi, quindi tagliali a rondelle spesse circa mezzo centimetro. Utilizza le fettine di fichi per rivestire le pareti degli stampi da ghiacciolo, quindi versavi il succo di limone misto a sciroppo che si sarà completamente raffreddato. Metti uno stecchino in ogni stampo, poi sistema i ghiaccioli in freezer e lasciali per almeno 3 ore. Al momento di mangiarli, tira gli stampini fuori dal congelatore ed immergili per pochi secondi in acqua calda per fare in modo che i ghiaccioli si sformino più facilmente senza rompersi. I ghiaccioli ai fichi e limone possono essere conservati in freezer per non più di una settimana.

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    Insalatina con fragole al balsamico

  • Il Sud si svuota ecco tutti i numeri

    Il Sud si svuota ecco tutti i numeri

    Il Sud dell‘Italia il nostro amato paese, si sta svuotando, ed è inutile girare attorno a questo problema, i dati parlano chiaramente!

    La principale causa dell’emigrazione della popolazione del sud è sicuramente l’assenza di posti di lavoro e opportunità per i giovani, che quindi cercano fortuna altrove.
    Stando agli ultimi dati forniti, in meno di venti anni sono andate via oltre 2 milioni di persone dalla loro città natale, questo dato racchiude una maggioranza di giovani tra i quindici e venticinque anni.
    Purtroppo non sono solamente i giovani a cercare un nuovo posto dove iniziare a vivere, infatti, anche tantissime persone adulte e addirittura intere famiglie, ogni giorno fanno le valigie e partono per una nuova destinazione.
    Il centro e il nord dell’Italia sono le destinazioni principali di chi migra, non tutti però!
    Esiste infatti una nutrita porzione di migranti che puntano ad andare all’estero e salutare per sempre il Bel paese, i giovani provano con: Spagna, Olanda, Francia e Germania; Mentre i pensionati tendono a spostarsi in paesi dell’est come la Romania o la Bulgaria, che grazie al loro caro vita permettono di vivere dignitosamente, con una normale pensione italiana.
    Un altro problema reale che affligge il meridione, è il fatto che quasi il 25% dei giovani che migrano, sono ragazzi laureati, menti brillanti che non offriranno alcun beneficio al nostro paese, dato che le possibilità in Italia sono già di per se limitate e praticamente assenti nel mezzogiorno dello stivale.
    Tra le mete che invece sono un po’ “passate di moda”, troviamo sicuramente gli Stati Uniti, non per un fattore di attrattiva quanto di difficoltà al giorno d’oggi ad entrare nel paese, dato che sono aumentati esponenzialmente i controlli e i requisiti per diventare cittadini americani sono sempre più specifici ed esigenti.
    La regione che sembrerebbe più colpita dal fenomeno della disoccupazione giovanile è la Calabria essa infatti ha un tasso che oltrepassa il 55% decisamente troppo visto che in media al nord Italia il tasso di disoccupazione giovanile si aggira attorno al 20%, ovvero meno della metà!
    Tutta questa situazione sta gravemente danneggiando l’Italia infatti, oltre a desertificare lentamente la zona, l’economia manifatturiera e agricola del nostro paese sta svanendo, dato che il sud era il principale fornitore di questo settore.
    Riassumendo, la migrazione del popolo del sud è una faccenda seria, questo sta gravemente nuocendo allo sviluppo del nostro paese e contribuendo alla ormai nota fuga di cervelli che affligge il nostro paese ormai da anni.
    vulcani sottomarini
  • Insalatina con fragole al balsamico

    Insalatina con fragole al balsamico

    Le fragole, che bontà. Con l’arrivo della primavera, grazie al loro gusto zuccherino, le troviamo più o meno ovunque. Dalle crostate ai pasticcini, passando dal gelato alle macedonie. Sono una vera golosità. Il frutto ideale per ogni tipo di dolce. Ma se ti dicessi che le fragole si prestano benissimo anche per la realizzazione di ricette salate?
    Con questo articolo infatti ti spiegherò passo passo curiosità e trucchi per farti fare la migliore insalata di fragole e aceto balsamico della tua vita. Una ricetta deliziosa, molto semplice da preparare e con costi davvero molti bassi.

    Insalatina con fragole al balsamico: Presentazione del Piatto

    L’insalatina di fragole e balsamico, preparata con un pizzico di valeriana e rucola, per quanto possa sembrare stravagante è un piatto molto diffuso, apprezzatissimo e dalla storia antica. Già i Gonzaga e gli Estensi eri soliti consumare le fragole accompagnandole con dell’ottimo aceto balsamico. Che sia nata all’interno delle cucine delle loro regge la ricetta di questa fantastica insalata? Chi può dirlo, quello che però è certo è che per via della sua semplicità ed economicità è arrivata a farsi apprezzare fino ai nostri giorni.
    ricetta Insalatina con fragole al balsamico

    La ricetta perfetta  per un’insalata da urlo, Ingredienti:

    • Valeriana 100 g
    • Rucola 100 g
    • Fragole 200 g
    • Aceto balsamico di Modena 40 g
    • Olio extravergine d’oliva 50 g
    • Sale fino q.b.
    • Pepe nero q.b.

    Con queste dosi riuscirai a preparare una buonissima insalatina per quattro persone.

    Procedimento

    Per preparare l’insalatina con le fragole e balsamico per prima cosa devi LAVARE abbondantemente sotto acqua corrente la VALERIANA. ASCIUGALA delicatamente con un panno di carta e SPEZZETTALA CON LE DITA DENTRO UNA BACINELLA. Fai la STESSA COSA anche con la RUCOLA.
    Dopodiché PASSA alle FRAGOLE, lavandole e tagliandole prima a metà e poi in quarti. PRENDI un’insalatiera piuttosto capiente e unisci rucola, valeriana e fragole; in seguito AGGIUNGI il sale e il pepe macinato.
    CONCLUDI aggiungendo UN CUCCHIAIO d’aceto balsamico e un filo d’olio d’oliva. MESCOLA delicatamente. Non ti resta che sederti a tavola e goderti la tua deliziosa insalatina.

    <<<<Scopri la ricetta Cono co Cioccolato ripieno di Macedonia>>>>

     
    Cono con cioccolato ripieno di macedonia