Blog

  • La storia di Vincenzo Bellini

    La storia di Vincenzo Bellini

    Chi era Vincenzo Bellini

    Vincenzo Salvatore Carmelo Francesco Bellini nacque a Catania il 3 novembre 1801 da Rosario e da Agata Ferlito e fu il primo di sei fratelli. Manifestò fin da piccolo una grande predisposizione alla musica ed è all’opera lirica che dedicò la sua breve esistenza. Vincenzo Bellini, nella sua formazione si mosse a partire dai modelli della tradizione napoletana dell’opera, ma nelle sue composizioni riuscì a mettere insieme la formazione classica e quella romantica, dando una forte rilevanza al canto sia dal punto di vista vocale che strumentale.
    Gli venne attribuito il soprannome di Cigno per il suo essere biondo, alto e slanciato: il suo aspetto elegante, unito alle sue capacità come musicista, da un lato lo resero parte integrante delle occasioni di festa dell’alta società, dall’altro agevolarono le sue relazioni amorose. Nella sua vita emergono in particolare gli amori con Maddalena Fumaroli e con Giuditta Cantù. La storia con la Fumaroli è stata per un certo periodo ostacolata dal padre di lei, un giudice napoletano poco convinto dalla carriera del giovane all’epoca ancora non decollata: quando il Cigno fece il suo esordio alla Scala, l’uomo cambiò idea sull’unione tra i due ma nel frattempo l’aveva cambiata Bellini, con grande dispiacere della Fumaroli. Il secondo amore più noto del Bellini fu Giuditta Cantù, moglie dell’imprenditore Ferdinando Turina.

    La storia di Vincenzo Bellini

    Monumento a Vincenzo Bellini
    Le doti musicali di Bellini erano già così chiare fin da subito che gli fu assegnata dall’amministrazione di Catania una borsa di studio che gli permise di frequentare il Real Collegio di Musica di S. Sebastiano a Napoli: a 18 anni ha luogo quindi il primo di tanti spostamenti che hanno allontanato il giovane dalla città natale.
    Nel suo primo periodo a Napoli fu allievo del maestro Giovanni Furno e conobbe il calabrese Francesco Florimo, con cui stabilì una solida amicizia e che dopo la sua morte divenne il suo biografo.
    Successivamente passò alla scuola di contrappunto con Giacomo Tritto e nel 1823 a quella di composizione con Nicola Antonio Zingarelli, colui che lo avvicinò allo studio dei classici in maniera sistematica. Lo studio con Zingarelli si rivelò decisivo e permise a Bellini di conciliare l’apprendimento delle regole con l’espressione libera della propria creatività.
    Nel 1825 concluse gli studi al conservatorio con l’esecuzione dell’opera in tre atti “Adelson e Salvini” che fu scritta su libretto di Andrea Leone Tottola. L’anno seguente ottenne il primo successo con l’opera dal titolo “Bianca e Gernando” messa in scena al Teatro San Carlo di Napoli e scritta stavolta su libretto dell’allora sconosciuto Domenico Gilardoni. Il titolo sarebbe stato “Bianca e Fernardo”, ma la censura costrinse ad apportare quella modifica per non nominare il nome del principe ereditario Ferdinando di Borbone: venne poi allestita con questo titolo al Teatro Carlo Felice di Genova.
    Questa opera si caratterizza per l’attenzione posta sull’intensità espressiva anche a discapito della melodia: Bellini iniziò a impiegare il declamato arioso come sua cifra stilistica, a rendere ben netta la separazione tra recitativo e aria.
    Nel 1827 seguì un ulteriore spostamento altrettanto importante, a Milano: qui al Teatro alla Scala mise in scena “Il pirata”, il cui libretto fu scritto dal genovese Felice Romani. L’opera ottenne così tanto successo che venne replicata nel 1828 a Vienna.
    L’ottimo riscontro ricevuto confermò la collaborazione di Bellini con la Scala, dove l’anno successivo fu messa in scena “La straniera”: ormai lo stile del Cigno catanese iniziava a essere piuttosto noto e apprezzato.
    L’imminente inaugurazione del Teatro Ducale di Parma si rivelò un’occasione, dato che venne chiamato dalla duchessa Maria Luigia in seguito a degli accordi che non erano andati a buon fine con Rossini: “Zaira” del 1829 ebbe un riscontro particolarmente freddo e non venne mai più eseguita.
    L’11 marzo 1830 al Teatro La Fenice di Venezia venne rappresentata per la prima volta “I Capuleti e i Montecchi”, che costituisce una novità tra i melodrammi: si segnalavano infatti l’uso dei mezzi espressivi e degli influssi da altre melodie. Bellini a quel punto della sua carriera iniziava a essere riconosciuto come un’alternativa a Gioacchino Rossini dotata di una propria personalità.
    Nel 1831 andarono in scena “La sonnambula” al Teatro Carcano di Milano e al Teatro la Scala il suo capolavoro, “Norma”, che però inizialmente non ricevette un particolare favore del pubblico e della critica. Nella “Norma” Bellini decise di puntare sull’essenzialità e di evitare di chiudere con un finale pieno di cori e di comparse: riprese un elemento della tradizione, in questo caso quella dell’opera vivaldiana, e finì il primo atto semplicemente con un terzetto. Nel 1833 rappresentò “Beatrice di Tenda” al Teatro La Fenice di Venezia e nello stesso anno da Milano si trasferì a Londra e in seguito a Parigi: quest’ultimo spostamento segna un ulteriore momento di crescita artistica di Bellini, che lì entrò in contatto con musicisti importanti come tra gli altri Chopin.
    Al Théâtre italien di Parigi nel 1835 mise in scena “I puritani”: riscosse un grandissimo successo e gli venne attribuita la Legion d’Onore, che in Francia rappresenta la massima onorificenza. Era in procinto di scrivere una composizione in francese per il Teatro dell’Opéra di Parigi, ma una malattia intestinale, che aveva già presentato delle avvisaglie anni prima, il 23 settembre 1835 a soli 33 anni lo portò alla morte. Nonostante la chiara cronicità del disturbo gastrointestinale che aveva colpito Bellini, dopo la sua morte in alcuni ambienti si iniziò a pensare che fosse stato avvelenato. Le questioni amorose e le frequentazioni del compositore ritornano anche in queste congetture, dal momento che fu ipotizzato che gli assassini potessero essere una sua amante, la contessa Samoyloff, o i coniugi Levys, presso cui era ospite. Il re di Francia e Rossini vollero che l’autopsia mettesse la parola “fine” a queste voci e così in effetti è stato.

    Dove si trova la tomba di Vincenzo Bellini

    Busto Vincenzo Bellini
    Busto Vincenzo Bellini, alla villa di Catania

    Data la considerazione che in Francia si aveva di Bellini, che si era trovato in quegli anni all’apice della sua carriera, inizialmente non si pensò di riportare il suo corpo nella terra natia e fu sepolto nel cimitero Père Lachaise: lì vi rimase per oltre quaranta anni, la sua tomba si trovava vicino a quelle di Chopin e di Cherubini. Solo nel 1876 la salma fu trasferita nel Duomo di Catania, dove tutt’oggi è possibile vedere la tomba realizzata dallo scultore Giovanni Battista Tassara e che si trova in corrispondenza del secondo pilastro della navata destra. Sulla lapide si può leggere un’iscrizione che cita l’incipit dell’aria de “La sonnambula”: “Ah! non credea mirarti / Sì presto estinto, o fiore”.
  • Le 5 migliore aziende di insegne a Catania

    Le 5 migliore aziende di insegne a Catania

    Con il boom del settore pubblicitario sono sempre più le imprese specializzate nella realizzazione e vendita di insegne a Catania.

    L’importanza delle insegne a Catania

    Catania è una città molto grande e viva, con un commercio fiorente che richiede una buona visibilità per chi ha negozi o altri tipi di aziende.
    La pubblicità ed il marketing si sono affermate negli ultimi anni come la chiave di successo di molte attività commerciali.
    Le migliori imprese di insegne si distinguono non solo per la quantità di prodotti, ma sopratutto per la qualità, il rapporto qualità-prezzo, i consumi ridotti e il design che propongono. Queste non solo si occupano della vendita di insegne, ma di norma offrono servizi personalizzati come la progettazione, la realizzazione e la distribuzione di materiale pubblicitario.
    Se intendi aprire un business, è essenziale che ti affidi a dei professionisti seri che ti aiutino a crearti una vasta rete di clienti e di contatti. Aumentare la clientela è importantissimo anche per le imprese di successo, che devono sapersi rinnovare affinché gli affari vadano sempre ad aumentare.
    Ogni prodotto ha il suo target e per questo è normale affidarsi a degli esperti che sappiano consigliarti la giusta pubblicità ed i prodotti vincenti.
    Le insegne e il materiale pubblicitario sono la vetrina del tuo business e per questo è necessario scegliere le agenzie che abbiano personale qualificato e brillante.
    Se hai bisogno di un insegna per le tua attività ti consigliamo le 5 migliori aziende di insegne a Catania.

    Le migliori aziende di insegne a Catania

    le 5 migliori aziende di insegne a Catania

    Fabbrica Pubblicitaria
    Una delle migliori aziende è Fabbrica Pubblicitaria specializzata in strutture, insegne, allestimenti e stampe per tutti i tipi di business. Se ad esempio hai bisogno di progettare l’insegna per aumentare la visibilità del tuo negozio, Fabbrica Pubblicitaria si occuperà sia del disegno che della realizzazione delle segnaletiche poiché all’avanguardia nella gestione dell’intero processo produttivo. E’ molto apprezzata anche perché offre ai suoi clienti la manutenzione delle installazioni su tutti i prodotti pubblicitari.
    Grazie alla sua ventennale esperienza e al suo staff qualificato è la scelta sicura a cui affidare la progettazione della tua insegna.
    Payback Adv
    Altra ditta molto amata per i suoi prodotti è la PayBack Adv, agenzia specializzata nella realizzazione di insegne e materiale pubblicitario. Moderna e all’avanguardia, impiega i migliori materiali e consiglia le più efficaci strategie per realizzare la tua campagna pubblicitaria offrendoti la possibilità di accedere ad un pubblico ampio. E’ molto apprezzata per il design e la qualità dei suoi manifesti, e si occupa di installare il materiale nei punti più cruciali del territorio.
    Se hai intenzione di estendere il tuo business, questa agenzia offre la possibilità di avere massima visibilità a prezzi contenuti.
    Scirocco Meditteranean Creative Lab e la Keo Srl
    Altre agenzie apprezzate per i loro lavori sono la Scirocco Meditteranean Creative Lab, abile nella produzione di materiale pubblicitario e di campagne pubblicitarie, e la Keo Srl. nota per la produzione di insegne pubblicitarie ed insegne luminose.
    La Scirocco Meditteranean Creative Lab ha nel suo staff solo professionisti esperti del settore pubblicitario. Attraverso la loro consulenza puoi farti fare un preventivo non solo per la tua campagna marketing, ma anche un piano che comprenda insegne per migliorare i tuoi profitti.
    insegna luminosa
    La Keo Srl è invece un’azienda giovane e dinamica. E’ apprezzata per la creatività che applica nella progettazione e nella realizzazione delle sue insegne. E’ l’ideale se ha deciso di rinnovare le insegne del tuo esercizio commerciale. Nata a Roma, l’agenzia è riconosciuta per la qualità dei suoi prodotti in tutta la Sicilia. Ha un ottima rete di collaboratori e partner con i quali si confronta e propone le migliori strategie ed insegne commerciali.
    Promoideaitalia SRLS
    Se hai invece necessità di una insegna per tabacchi, hai la possibilità di affidarti alla Promoideaitalia SRLS, specializzata proprio in questo settore. Questa agenzia ha una lunga esperienza ed è molto apprezzata per la qualità delle insegne luminose. Grazie al loro servizio potrai segnalare adeguatamente la presenza della tua impresa in modo originale.
  • Il Museo di Arte Contemporanea Sicilia a Catania

    Il Museo di Arte Contemporanea Sicilia a Catania

    A Catania si trova uno dei musei di arte contemporanea più interessante di tutta l’isola. La Sicilia è famosa per essere una terra ricca di tradizioni, cultura, cucina e storia, un luogo ove il passato ha grande importanza. Allo stesso tempo però, soprattutto per l’arte, bisogna dare il giusto valore ai lavori presenti ed è proprio questa la missione del museo.

    Il Museo di Arte Contemporanea di Sicilia

    Il MacS è posto all’interno della Badia Piccola del Monastero di San Benedetto e l’edificio pare sia stato realizzato da Giovanni Battista Vaccarini. Sorge in via Crociferi ma in realtà l’ingresso si trova in via San Francesco d’Assisi ed è stato inaugurato nel 2013, precisamente a giugno. Da quel momento in poi, successivo al restauro, la costruzione ha continuato ad esporre e organizzare diverse mostre ed eventi culturali di rilievo oltre ad essersi ingrandito nel tempo. La collezione presente è infatti cresciuta e vi è stata la necessità di utilizzare anche il piano superiore della sua sede a Catania.

    Arte e Collezioni

    Il Museo di Arte Contemporanea di Sicilia
    Il museo vive in armonia con il luogo che lo ospita, risultando attorniato dagli spettacolari ed eleganti affreschi della chiesa di San Benedetto, che è connessa al Monastero. Il Macs si afferma unendo dunque alla bellezza delle architetture. Il barocco, soprattutto il lato pittorico, si unisce così alle opere contemporaneo nel tentativo di dare spessore alla cultura e ai beni culturali dell’isola. La storia dunque si fonde al presente, all’arte attuale e all’estro degli artisti del periodo che si son distinti per qualità, talento e genio. Il museo si pone inoltre come missione quella di promuovere la conoscenza dell’arte siciliana e italiana a livello nazionale e internazionale. Si riserva anche di dare spazio ad artisti emergenti che necessitano di un certo trampolino di lancio, così come ad artisti già ben noti.
    Con le sue collezioni il MacS tenta di proseguire la produzione di contenuti focalizzandosi soprattutto nell’importanza dell’immagine e della sua principale funzione, quella evocativa. Il modo con il quale le immagini possano portare colui che le osserva a ricordare o pensare a qualcosa, ad evocare in lui sensazioni ed emozioni differenti. Vengono valorizzate le idee e le novità, ma anche la capacità tecnica, il talento, l’armonia, la somiglianza e la realtà delle opere. Tutto questo si fa tenendo sempre in considerazioni i mezzi e le necessità degli artisti così come del pubblico che fruisce del museo.
    Il Museo di Arte Contemporanea a catania
    Tra gli artisti che espongono le loro opere nel museo si trovano diverse categorie che rientrano nella pittura, scultura e fotografia. Tra le opere presenti si trovano quelle di:
    • Alessandro Reggioli
    • Carmelo Nicosia
    • Annalù Boeretto
    • Alessio Deli
    • Carlos Asensio Sanagustìn
    • A. Timofeev
    • Bob Clyatt
    Ma questi sono solo alcuni dei numerosissimi nomi prestigiosi che si possono trovare durante una visita al museo.
    Info:
    Via S. Francesco D’Assisi, 30, 95124 Catania CT
    095 617 2035
  • Ricetta Uovo di Pasqua

    Ricetta Uovo di Pasqua

    L’uovo di Pasqua è sicuramente il dolce più diffuso e caratteristico di questa festività:

    le uova di cioccolato sono infatti utilizzate per simboleggiare la vita e per celebrare la resurrezione di Gesù Cristo. Scambiarsi le uova però è in realtà un’usanza dalle antichissime origini che si dice siano ricollegate alla civiltà persiana, per i quali l’uovo rappresentava un simbolo della rinascita della vita durante la stagione primaverile. Oggi ti spiegheremo come fare delle uova di Pasqua fatte in casa in modo semplice, economico e soprattutto gustoso per poter sorprendere amici e parenti con uno dei regali più amati di sempre.
    Ingredienti
    – 300 gr di cioccolato a scelta purché di ottima qualità;
    – un termometro da pasticceria;
    – una griglia in acciaio;
    – stampo in policarbonato.

    Modalità di preparazioneRicetta Uovo di Pasqua
    Per preparare un uovo di Pasqua è innanzitutto necessario procedere con il temperare il cioccolato. Esso può avvenire in due modi, ovvero a bagno maria o servendosi del forno a microonde. Oggi ti illustreremo la modalità con il microonde che risulta essere più semplice e soprattutto veloce per sciogliere nel modo migliore il tuo cioccolato.

    All’interno di un recipiente mettere 2/3 del cioccolato ed inserirlo nel forno alla potenza minima. Dopo circa mezzo minuto è necessario prelevarlo dal forno e mescolare con un cucchiaio di legno in modo energico e deciso. Fatto ciò, inserire il restante della cioccolata e ripetere l’operazione sino a quando non si sarà creata una crema omogenea e senza grumi. Lo scopo di questa pratica è quello di conferire al cioccolato sfuso una consistenza densa, maggiormente cremosa e ideale per creare uno stampo spesso e resistenze. Per temperarlo al meglio è necessario però che il cioccolato non entri mai in contatto con acqua o vapore; questo potrebbe contribuire alla formazione di grumi rendendo il vostro cioccolato non omogeneo. A seconda del tipo di cioccolato la temperatura dovrà essere massimo di 50° nel caso del fondente e 45°-40° se bianco o al latte.
    A questo punto prendi una teglia, rivestila con della carta forno e procurati una griglia di acciaio per pasticceri. Fatto questo, possiamo passare con la copertura degli stampi con il nostro cioccolato. L’unica accortezza in questo caso è prestare la massima attenzione affinché ogni angolo sia ricoperto senza lasciare spazi vuoti. Una volta ricoperte entrambe le metà dello stampo in policarbonato, girale velocemente facendo colare il cioccolato in eccesso al di sopra della griglia. Elimina il cioccolato in eccesso servendoti di una spatolina e rifinisci i bordi affinché risultino completamente lisci. Adagiate in frigo gli stampi con al di sotto la griglia in modo che il cioccolato non coli e non sporchi la superficie del vostro frigorifero.
    Dopo solo un quarto d’ora potrete da subito estrarre gli stampi per controllare la situazione; se lo spessore risulterà adeguato potrai procedere con il togliere le uova aiutandoti battendo delicatamente sulla superficie dello stampo. Per concludere, girali solo qualche secondo su di una padella calda in modo da scaldare le estremità e congiungerle perfettamente in modo solido. Dopo di che, potrai dare libero sfogo alla tua creatività realizzando le decorazioni e i motivi che più ti piacciono e terminare così il tuo uovo di Pasqua fatto in casa.

    <<<<Scopri le ricette di CataniaBlog>>>>

  • I 5 migliori lidi a Catania

    I 5 migliori lidi a Catania

    Con l’arrivo imminente della bella stagione è giusto che cominci a programmare in fretta le tue vacanze. Se sei residente presso il comune di Catania, in paesi limitrofi oppure vuoi semplicemente esplorare le numerose meraviglie che il capoluogo siculo è in grado di offrire ai suoi turisti ogni anno, non dimenticarti di valutare con attenzione ogni singola alternativa a tua disposizione. In seguito, troverai una lista che comprende i 5 migliori stabilimenti balneari attivi nei pressi del litorale catanese.

    Lidi a Catania : “Le Capannine”, “Lido Europeo” e “Lido Arcobaleno”, la vacanza ideale nelle oasi di pace

    A pochi passi dal mare, in una posizione strategica che lo vede posizionato tra il mare e la quiete della periferia, c’è il “Lido Le Capannine“, una piccola oasi di benessere e tranquillità che ti permette di trascorrere una buona vacanza all’insegna del divertimento, della pace e della comodità. Il villaggio sorge in prossimità della Playa di Catania ed è
    stabilimenti balneari catania
    contraddistinto dalla presenza di un litorale sabbioso che si affaccia direttamente su un mare cristallino e sempre pulito. Qualora decida di soggiornare presso “Le Capannine”, potrai beneficiare di tanti servizi, tra i quali: cabina, servizi igienici, bar e ristorante e, infine, la palestra, sempre aperta durante le ore diurne. Se ami particolarmente lo sport, puoi organizzare tornei e partite tra amici presso uno dei due campi di beach volley e beach soccer a disposizione dei soggiornanti. A pochi passi dallo stabilimento balneare “Le Capannine”.
    Si trovano invece altre due oasi di benessere: alla playa di Catania
    il “Lido Arcobaleno” e il “Lido Europeo“. Immersi totalmente nel verde, a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, i due stabilimenti balneari si adattano perfettamente ad una moltitudine di esigenze particolari. Se disponi di una famiglia numerosa, porti con te bambini o persone anziane, le due attrazioni sono l’ideale per una vacanza coi fiocchi. Entrambe mettono a disposizione la possibilità di affittare una cabina, usufruire dei servizi igienico-sanitari come il bagno e la doccia ed il massimo del divertimento adatto a tutte le età. Tutti insieme, i tre stabilimenti balneari costituiscono uno dei tratti marittimi più interessanti del capoluogo siciliano.

    Lidi a Catania: “Niki Village”, un’oasi di pace perfetta per adulti e bambini

    Per le numerose attrattive messe a disposizione dei clienti, il lido Niki Village costituisce uno degli stabilimenti balneari più apprezzati del litorale siculo. A tutti i soggiornanti viene data la possibilità di approfittare di offerte vantaggiose, tutte rigorosamente ideate per venire incontro alle esigenze di adulti e bambini. Tra le numerose attrazioni a disposizione, si sottolineano: campi di tennis, beach volley, beach soccer e ping pong. Se sei un amante della vita notturna, puoi approfittare delle numerose serate organizzate dallo staff presso la discoteca, la location ideale dove puoi ballare, conoscere nuove persone e divertirti fino a notte fonda. Il “Niki Village”, inoltre, rappresenta il posto ideale per i tuoi eventi e feste private che intendi organizzare in occasione di una ricorrenza speciale.

    lidi playa Catania

    Lidi a Catania: “Lido Aurora”, dal 1968 a disposizione delle famiglie

    Il “Lido Aurora” si posiziona lungo il viale Kennedy, comunemente interessato dai diversi lidi allestiti in estate, presso il capoluogo siciliano. Eccelle per quantità e qualità di servizi messi a tua disposizione durante l’intero soggiorno estivo. É gestito da persone altamente qualificate che hanno realmente a cuore le esigenze dei clienti, essendo sempre pronti ad offrire loro una svariata gamma di servizi. Tra i principali, si evidenziano: il bar e il ristorante, il parco acquatico, l’animazione diurna, l’affitto di lettini ed ombrelloni e la possibilità di allestire diverse location per organizzare feste ed eventi privati. Soggiornando presso il “Lido Aurora”, potrai godere appieno di lunghi periodi di relax, grazie alle ampie aree verdi che circondano buona parte dello stabilimento balneare.
  • Una fake news diventata mito: Il cavallo senza testa di Catania

    Una fake news diventata mito: Il cavallo senza testa di Catania

    Le fake news non sono soltanto diventate attuali nell’ultimo periodo, ma anche nell’antichità le leggende o le notizie false hanno avuto il potere di diffondersi e di diventare addirittura un mito.

    Vi vogliamo parlare di una fake news il cavallo senza testa di Catania che ha riscosso molto successo

    anche nei secoli passati e che ancora oggi molti considerano una storia con un fondo di verità, anche se è stato confermato fosse soltanto una storiella inventata per proteggere la privacy di alcuni signorotti.
    Siamo nel lontano 1700 a Catania e più precisamente in Via Crociferi, una delle storiche stradine del centro primigenio della città, dove invece oggi si affolla la movida catanese e ancora si possono osservare le tracce di un passato ricco di storie e leggende. La fake news o leggenda che riguarda Via Crociferi è ormai diventata di dominio pubblico e si è trasformata in vero e proprio mito, difatti non mancano i tour organizzati che hanno come meta anche questo luogo misterioso. Ma non perdiamoci in chiacchiere e passiamo al racconto della fake news del cavallo senza testa di Catania.
    L’antica Via dei Crociferi, era nel 1700 uno dei luoghi più frequentati dalla borghesia catanese, che erano soliti incontrarsi per dare sfogo alle proprie passioni segrete e a cospirare per ottenere potere e ricchezza. In questo scenario intrigante e misterioso, nacque la leggenda del cavallo senza testa.
    via crociferi catania
    Si narra che al calar delle tenebre, un terribile e spaventoso cavallo senza testa si aggiri tra i vicoli di Via Crociferi e nessuno l’ha mai incontrato ma si sentono solo i suoi zoccoli calpestare con irruenza l’antico selciato. La voce della terribile presenza subito si diffuse nella città e il popolo iniziò a disertare quella Via, solo un giovane contadino ebbe l’ardire di scommettere con i suoi amici di non aver paura del cavallo senza testa e che avrebbe percorso Via Crociferi al calar della notte. Per dimostrare il suo passaggio avrebbe piantato un chiodo nell’Arco del monastero di San Benedetto.
    A mezzanotte in punto, l’impavido ragazzo, si recò in Via Crociferi e piantò il chiodo nell’Arco, il fato volle che non si accorgesse di essere rimasto impigliato con il mantello nel proprio chiodo e mentre cercava di scappare, sentendosi trattenuto da qualcosa, la paura ebbe il sopravvento e morì di infarto.
    Al mattino, i catanesi trovando il corpo esanime del ragazzo crebbero alla leggenda del cavallo senza testa che aveva ucciso il giovane, colpevole di essersi spinto dove non doveva, da allora Via dei Crociferi venne completamente abbandonata.
    I signorotti locali erano riusciti finalmente nel loro intento: allontanare gli sguardi curiosi e indiscreti del popolino, contando sulla loro ingenuità e sulle loro innate paure.
    Il Convento dei Padri Crociferi a Catania

    La storia del cavallo senza testa di Catania è il classico esempio di come una fake news può diventare nel tempo un vero e proprio mito.

    Facendo un raffronto con le fake news che si leggono quotidianamente possiamo osservare un parallelismo: le notizie false vengono diffuse sempre per altri motivi e sono così ben strutturate che possono trarre in inganno anche chi non è ingenuo o credulone.
    Se avete programmato di visitare Catania, provate ad avventurarvi al calar delle tenebre in Via Crociferi e chissà forse udirete anche voi il calpestio degli zoccoli del cavallo senza testa, ma in ogni caso evitate di piantare qualsiasi tipo di chiodo.

    <<< Scopri le Curiosità di Cataniablog >>>

  • Merluzzo in Brodo di Zafferano

    Merluzzo in Brodo di Zafferano

    Merluzzo in Brodo di Zafferano: Una ricetta semplice e tradizionale

    Il merluzzo in brodo di zafferano è una ricetta tramandata dall’esperienza delle nonne siciliane. Semplice sia per ingredienti che per preparazione, ma non per questo meno saporita. Se cerchi un modo alternativo di preparare il merluzzo (o nasello se parliamo del pescato locale), ed ami l’aroma intenso dello zafferano, hai trovato la ricetta perfetta. Con soli quindici minuti di preparazione, esclusa l’eventuale pulizia del pesce, potrai portare in tavola un eccellente secondo, da cui trarre persino un ottimo sughetto con cui insaporire la pasta.
    Ingredienti per 4 persone 
    3 merluzzi grandi
    olio evo q.b.
    1 cipolla
    2 spicchi d’aglio
    3 sarde sotto sale
    1 bustina di zafferano
    sale e pepe q.b.
    La preparazione 
    Per prima cosa eviscera e lava accuratamente il merluzzo. Metti da parte il pesce e procurati un tegame abbastanza ampio da riuscire a contenerlo tutto. Nel tegame metti a soffriggere con qualche cucchiaio di olio d’oliva, una cipolla intera e due spicchi d’aglio sminuzzati. Unisci in seguito tre sarde salate ben deliscate insieme ad un mestolo d’acqua calda fino a farle sciogliere.
    Quando la cipolla sarà imbiondita, versa acqua calda a sufficienza da riuscire a coprire poi tutti i tranci. Aggiungi una bustina di zafferano, sale e pepe quanto basta. Taglia quindi i merluzzi in tre parti e inseriscili nel brodo. Lascia cuocere per sette o otto minuti. Servi col sughetto ed una spolverata di prezzemolo tritato.
  • La Miglior pizza del mondo è di un pizzaiolo Catanese

    La Miglior pizza del mondo è di un pizzaiolo Catanese

    La pizza catanese

    La pizza è una delle tradizioni più sentite dal Belpaese e non sorprende: bella come pochi piatti al mondo, povera di ingredienti ma ricca di gusto, economica e personalizzabile. Rappresenta la scelta d’elezione per ogni occasione, diventando uno strumento sociale di aggregazione e amicizia.
    Tutto il mondo la invidia e cerca di riproporla in varianti – gradevoli o pessime a seconda dei gusti – ma senza mai riuscire neanche pallidamente a imitarla.
    Nonostante sia nata a Napoli, sono molti i pizzaioli a essersi specializzati per cucinarla al meglio e proprio a Catania ce ne sono moltissimi. Uno di questi è Luciano Carciotto, proprietario di 7+ a Catania e Nicolosi, Oro dell’Etna e 7Oro. L’imprenditore pizzaiolo è riuscito infatti a essere consacrato come il miglior pizzaiolo del mondo in una gara avvenuta a Las Vegas. Il premio si chiama Best of the Best e vede la partecipazione di bravissimi pizzaioli provenienti da tutto il mondo.

    Chi è Luciano Carciotto

    Luciano Carciotto

    Luciano Carciotto è un ragazzo che fin dall’età di 14 anni ha scelto di lavorare e di portare a termine il suo grande sogno: quello di diventare un pizzaiolo. Erano anni molto diversi quelli di Carciotto, anni in cui un ragazzo adolescente doveva decidere se studiare oppure decidere di lavorare. Luciano non ha avuto mai questo dubbio, concentrandosi sulla propria passione e mantenendosi da solo piuttosto che pesare sui propri genitori. Fino ai 26 anni, il pizzaiolo ha lavorato anche a due o tre lavori diversi pur di esaudire il suo desiderio di aprire una pizzeria: la 7+ di Nicolosi. In questo locale il pizzaiolo porterà una ventata di innovazioni che saranno prontamente copiate da tutte le pizzerie della Catania e zone limitrofe, parliamo della pizza maxi da 37 cm di diametro oppure della prima pizza al gusto pistacchio, tra i più di tendenza di questi ultimi anni. Non passerà molto tempo prima che la pizzeria abbia un tale successo da spingerlo ad aprire una succursale a Catania.
    Nel 2017 Luciano decide di provare a partecipare al campionato mondiale di pizzaioli a Las vegas, presentando la pizza “il Regno delle Due Sicilie“, un tributo alle proprie origini meridionali. La pizza era composta da un condimento con provola di Ragusa, pomodorino del piennolo del Vesuvio, pomodorini gialli del Vesuvio, pomodorini pachini, mozzarella di bufala campana, olive nere e gel di vino nerello mascalese. Il risultato fu un tripudio di sapori, profumi e colori da convincere la giuria di Las Vegas a fargli vincere il campionato e dargli il via per partecipare al Best of the Best.

    Il Best of the Best

    Il premio Best of the Best arriva nel 2019 grazie a una pizza che rappresenterà per Luciano Carciotto un vero e proprio ritorno al passato. Il pizzaiolo sviluppa la pizza “7Oro” fatta con un condimento di crema di pistacchio, funghi, guanciale, pomodoro pachino, scaglie di parmigiano reggiano, burrata di Andria e granella di pistacchio di Bronte. risultato è sbalorditivo: riesce a fondere in maniera magistrale il salato del pistacchio, la dolcezza del pomodoro, la cremosità della burrata, il grasso del guanciale e la croccantezza della granella di pistacchio, rendendo il sapore della pizza davvero unico e completo, un vero e proprio prodotto da ristorante gourmet. Non sorprende quindi che la vittoria sia andata al pizzaiolo catanese che ha ottenuto questa onorificenza riuscendo a sconfiggere tutti gli altri pizzaioli accorsi da tutto il mondo. Il premio Best of the Best avviene ogni quattro anni a Las Vegas, proprio come un’olimpiade; possiamo quindi dire che Luciano Carciotto sia il vincitore delle Olimpiadi della pizza.
  • Palazzo Musmeci ad Acireale

    Palazzo Musmeci ad Acireale

    Se ami Catania e le bellezze artistiche della ridente isola siciliana, non puoi perderti il Palazzo Musmeci, un gioiello dell’arte barocca situato ad Acireale, nel cuore della cittadina, in piazza San Domenico.
    Si tratta di un edificio che risale al XVII secolo, fatto costruire dal barone Saverio Musmeci come organo di rappresentanza della famiglia e luogo di intrattenimento con concerti e serate musicali.
    Il Palazzo Musmeci è sopravvissuto a diverse vicissitudini, tra cui la terribile eruzione dell’Etna del 1669, e si è mantenuto intatto fino ad oggi, durante i secoli.
    È caratterizzato da una facciata che si sviluppa su tre piani, copiosamente decorata come vuole lo stile barocco dell’epoca: le finestre del primo piano si collegano, attraverso delle architravi, ai balconi del piano nobile ornate da ringhiere di ferro battuto lavorate a mano. L’ultimo piano è costellato da piccole finestre che ospitavano le stanze della servitù.
    Di sicuro impatto è la maschera arcigna che sovrasta la porta in pietra lavica, mentre l’atrio è arricchito da statue maestose, come quella del dio Nettuno, e da materiali preziosi che dovevano esprimere l’importanza e la ricchezza della famiglia Musmeci.

    <<<<Scopri l’escursione di Cataniablog>>>>

    Info: Piazza S. Domenico, 5, 95024 Acireale CT

  • Ricetta pasta co sugu di l’Agneddu

    Ricetta pasta co sugu di l’Agneddu

    In quasi ogni casa catanese quando si deve preparare il primo piatto per il pranzo pasquale non deve mai mancare la pasta co sugu di l’Agneddu, ossia la pasta con il sugo d’agnello. Vediamone ora la ricetta.

    Quale tipo di pasta scegliere

    La pasta al ragù di agnello è quindi un primo piatto ideale per il pranzo pasquale: si tratta di un condimento ricco e nello stesso tempo non troppo calorico e con un gusto unico. La ricetta può prevedere la pasta fresca, in particolare le tagliatelle, le quali riescono ad assorbire bene il sugo e rendendo questo piatto ancora più saporito. Ma puoi scegliere anche altri tipi di pasta fresca oppure optare per un formato lungo come gli spaghetti, i bucatini, le linguine ma anche corto come i rigatoni: dipende ovviamente dal gusto personale.
    Ingredienti
    Per preparare questo piatto pasquale devi procurarti della buona polpa di agnello, possibilmente ricavata dalla coscia oppure dalla spalla dell’agnello.
    Gli ingredienti per 4 persone sono:
    Polpa di agnello 300 gr
    Polpa di pomodoro 500 gr
    Vino rosso 80 ml
    Olio evo 2 cucchiai
    Rosmarino 2 rametti
    Aglio 2 spicchi
    Pecorino a scaglie 40 gr
    Pasta 350 gr
    Sale e pepe q.b.
    Preparazione
    pasta co sugu di l’Agneddu
    Elimina il grasso dalla polpa di agnello e anche le eventuali nervature. Poi tritala con un buon coltello o con il il tritacarne. Metti l’aglio schiacciato in una padella (oppure tritato) e due rametti di rosmarino. Fai dorare per un po’, poi unisci la carne d’agnello e falla insaporire girando spesso con un cucchiaio possibilmente di legno. Fai rosolare la carne per 10 minuti almeno e poi aggiungi il vino rosso facendolo sfumare mescolando sempre. Quindi puoi togliere il rosmarino e aggiungere la polpa del pomodoro e far cuocere il tutto a fuoco basso. Unisci l’olio, il sale, il pepe e fai cuocere per mezz’ora circa o fino a quando non si addensa bene il sugo.
    A parte devi lessare la pasta, cuocendola in acqua salata abbondante. Una volta scolata la pasta, mescolala in padella insieme al condimento, al fine di farla insaporire. Alla fine aggiungi il pecorino sardo grattugiato o a scaglie e servi il piatto ben caldo.Consigli
    Per il ragù di agnello scegli l’agnello con la carne più tenera e assicurati che il taglio della carne non sia molto magro.
    Se vuoi evitare che la carne si indurisca, devi cuocerla a fuoco lento, aggiungendo anche del brodo caldo di carne.
    Il ragù si può preparare anche il giorno prima e conservarlo in frigo anche per 2/3 giorni in un contenitore ermetico.
  • Ricetta Pasta con Crema di Zucchine e Capperi

    Ricetta Pasta con Crema di Zucchine e Capperi

    Pasta con Crema di Zucchine e Capperi: Ingredienti per 4 persone:

    Buongiorno, oggi vi illustrerò la ricetta della pasta con crema di zucchine e capperi, che non è nemmeno tanto complicata da cucinare.
    Qui sotto trovate elencati gli ingredienti necessari per servire questo gustoso piatto a 4 persone:
    400 grammi di pasta,
    5 zucchine, olio e.v.o.,
    2 spicchi d’aglio,
    due manciate di capperi dissalati,
    quattro acciughe salate o sott’olio,
    prezzemolo,
    mezzo cucchiaio di origano,
    sale,
    pepe e del caciocavallo semi stagionato grattugiato.
    Procedimento
    zucchine
    Per procedere al compimento di questa ricetta occorre prendere una padella capiente con un po’ d’olio e l’aglio; attenzione a non farlo bruciare!
    In seguito tagliate le zucchine, per poi aggiungerle nella padella, insieme ai capperi dissalati. Dopo aver fatto cuocere per un quarto d’ora, bisogna unire al tutto le acciughe, un pizzico di prezzemolo e l’origano. Dopo di che, per dare sapore, si aggiungono sale e pepe macinato e si fa cuocere per un paio di minuti. Intanto mettere a bollire l’acqua e cuocere la pasta. Al tempo stesso in padella dovrete ridurre in crema le zucchine, utilizzando il frullatore.
    Non appena la pasta sarà al dente, si dovrà unire al condimento.
    Per rendere la pasta cremosa, dovrete mantecare il tutto, aggiungendo, durante la cottura, qualche cucchiaio di acqua. Quando la pasta sarà pronta, in modo da servirla ai vostri ospiti, aggiungere una spolverata di formaggio accompagnato, non per forza, sta a voi scegliere se aggiungerlo o meno, un altro pizzico di pepe nero.
  • Ricetta Sgombro a Cotoletta

    Ricetta Sgombro a Cotoletta

    La ricetta sgombro a cotoletta è una ricetta che viene preparata molto spesso per chi ama il pesce in tutte le sue varianti. Infatti lo sgombro può essere cucinato sia alla griglia, ma anche in altri modi, fritto come una cotoletta. Questo pesce azzurro, molto diffuso nei nostri mari, è ottimo per preparare buonissime ricette.

    Ingredienti Sgombro a cotoletta

    – 4 sgombri di taglia media (si possono comprare anche già puliti)
    – 4 uova
    – farina 00 oppure usare la farina di mais tostata
    – 200 grammi di pangrattato
    – mezzo bicchiere di aceto bianco
    – olio extravergine di oliva
    – sale
    – pepe
    – un limone

    Preparazione Sgombro a cotoletta

    Iniziare a pulire i pesci, lavandoli e aprendoli a metà, dopodiché asciugarli. Sfilettare i pesci eliminando attentamente tutte le spine. Se non si vuole pulire gli sgombri, si possono comprare già sfilettati. Prendere una teglia e posarli sul fondo ricoprendoli con dell’aceto bianco, l’importante e coprirli tutti. Aggiungere del sale e del pepe e lasciarli a macerare per circa un’ora.
    Sbattere le uova aggiungendo del sale e un pizzico di pepe. Passare i filetti prima nella farina e poi nell’uovo; dopo questo passarli nel pangrattato più volte, in modo da impanarli del tutto. Per chi ama una farina più leggera può scegliere di usare la farina di mais tostata. In una padella con dell’olio di oliva ben caldo, friggere gli sgombri, appena saranno dorati toglierli e metterli in una carta assorbente da cucina, per asciugare l’olio in eccesso. Si consiglia di servirli caldi e a chi piace, può spremere anche alcune gocce di limone fresco.

    <<<<Scopri le ricette di CataniaBlog>>>>

  • Ricetta Tagliatelle con Polpo

    Ricetta Tagliatelle con Polpo

    Un piatto che coniuga qualità e benessere. Le tagliatelle con polpo sono gustosissime e molto facili da preparare.

    Si tratta però di un piatto di qualità: il polpo è un mollusco ricco di proprietà nutritive e dal gusto raffinato.
    Il suo sapore deciso si sposa bene con la pasta all’uovo.
    Tra i nutrienti maggiormente apportati dal polpo troviamo vitamine e minerali. E’ indicato per una dieta ipocalorica; contiene un’alta percentuale di calcio che consente di rafforzare naturalmente denti ed ossa. Inoltre la vitamina C consente di potenziare le difese immunitarie e ha proprietà antiossidanti.
    E’ possibile acquistare il polpo fresco in ogni stagione, infatti viene portato a riva dai pescatori in tutti i periodi dell’anno. Il polpo vive in tutti i mari che lambiscono le coste italiane: la sua forma e la sua consistenza gli permettono di incunearsi tra gli scogli, di inserirsi in piccole fessure e di vivere comodamente adagiato sui fondali marini.
    Per le tagliatelle è molto indicato il polpo “maiulino”: il più pregiato.
    Il polpo “maiulino” si distingue dagli altri poiché è di colore più bruno e sui suoi tentacoli sono presenti due file di ventose. I polpi moscardini, parimenti gustosi, presentano una sola fila di ventose sui loro tentacoli.

    Pochi semplici passi per la preparazione di un piatto gustoso.

    tagliatelle

    Per preparare al meglio le vostre tagliatelle occorre iniziare a soffriggere l’aglio con un cucchiaio d’olio. Quando questi sarà colorito aggiungete il polpo crudo, tagliato a cubetti molto piccoli: in pochi minuti sarà cotto. Se dovesse essere di vostro gusto potreste sfumarlo con il vino, aggiungere un poco di peperoncino ed dei pomodorini tagliati grossolanamente. Dovrete contemporaneamente cuocere la pasta al dente, scolarla e farla saltare nella padella in cui il vostro polpo sarà cotto a puntino.
  • Ricetta Pasta ai fiori di Zucca e Pistacchi

    Ricetta Pasta ai fiori di Zucca e Pistacchi

    Pasta ai fiori di Zucca e Pistacchi: Primo piatto gustoso, delicato e nutriente.

    La pasta con i fiori di zucca ed i pistacchi è un piatto delizioso in cui si amalgamano numerose proprietà nutritive fondamentali.
    Si tratta di una ricetta della tradizione siciliana, di facile preparazione che risulta perfetta per i pranzi e le cene estive.
    I fiori di zucca in particolare sono ricchi di proteine e poveri di grassi. Necessitano di una pulizia semplice che richiede pochi passaggi: bisogna passarli sotto un leggero getto di acqua fredda, togliere il pistillo all’interno ed eventualmente il gambo.
    I pistacchi, con cui si andrà ad insaporire la pasta, sono molto nutrienti ed energetici: sono colmi di sostanze antiossidanti, sali minerali e vitamine. Come tutta la frutta secca è consigliabile mangiarne in piccole dosi: per questo motivo sono perfetti per insaporire la pasta con i fiori di zucca.

    Preparazione semplice e veloce.

    Per preparare i fiori di zucca, dopo averli puliti bisognerà immergerli in acqua fredda fino all’ebollizione. Successivamente si dovrà scolarli e metterli in una padella per ultimarne la cottura. Quando la pasta sarà cotta si dovrà versare nella padella in cui si trovino i fiori di zucca cosicché verrà inebriata dal loro inconfondibile gusto.
    I pistacchi dovranno essere tritati finemente: si può utilizzare una semplice grattugia per farlo, oppure un comune schiacciasale. Già nella padella si potrà insaporire la pasta con una spruzzata di pistacchi tritati, oppure quando la pasta sarà stata già sporzionata nei piatti.

  • Auditorium Comunale di Mascalucia

    Auditorium Comunale di Mascalucia

    La localizzazione dell’Auditorium Comunale di Mascalucia

    L’Auditorium Comunale, paese facente parte della città metropolitana di Catania, sorge lungo via Etnea, 164 il viale che taglia il comune da nord a sud. Mascalucia, accogliendo a sé più di 30.000 abitanti, ospita tutt’oggi una decina di chiese e templi religiosi, parte dei quali situati nelle frazioni e nei quartieri minori del paese. Tuttavia, i riti liturgici non vengono svolti nella totalità delle chiese in questione. È il caso della chiesa di San Nicolò, la quale, dopo essere stata sconsacrata, è stata adibita ad Auditorium ad uso e sfruttamento del comune.

    Caratteristiche dell’Auditorium Comunale

    Essendo stato ricavato all’interno della chiesa sconsacrata di San Nicolò, l’Auditorium Comunale di Mascalucia è ospitato direttamente nella ex struttura religiosa. Percorrendo via Etnea verso nord ci si imbatte dunque nella vecchia facciata dell’edificio, dentro il quale, attualmente, si tengono eventi che richiedono ambienti di discreta capienza e caratterizzati da una sonorità d’eccezione.

    La prenotazione e l’utilizzo dell’Auditorium Comunale

    Auditorium di Mascalucia

    Per poter affittare l’Auditorium Comunale è necessario effettuare una prenotazione all’interno del sito ufficiale del comune. Per fare un esempio di uso canonico dell’Auditorium, basti pensare che la struttura viene sfruttata per la presentazione di libri, mostre, spettacoli e qualsiasi altro evento possa trovare spazio in un ambiente unico e dalla forte identità storica.
  • Parmigiana di Zucchine

    Parmigiana di Zucchine

    La parmigiana di zucchine è una delle varianti della classica ricetta con le melanzane.

    Esistono tanti modi diversi per prepararla, da quella bianca a quella classica con pomodoro, con melanzane fritte senza uova a quelle con uova, questa ricetta è ideale da mangiare tutto l’anno, sia fredda come antipasto sia come primo piatto.
    Ingredienti
    – 4 zucchine
    – 350 grammi di mozzarella
    – olio extravergine di oliva e olio per frittura
    – circa 1 kg di passata di pomodori
    – basilico
    – sale
    – 1 cipolla
    – parmigiano reggiano
    Preparazione
    Ricetta Parmigiana di Zucchine
    Lavare le zucchine, asciugarle e pelarle. Con un coltello tagliarle a rondelle non molto sottili oppure a fette lunghe. In una padella far scaldare l’olio per frittura fino ad una temperatura di oltre 150°, dopodiché iniziare a friggere con delicatezza le zucchine nell’olio bollente. Dopo essere cotte, asciugarle con un tovagliolo di carta, per eliminare l’olio in eccesso.
    Per la salsa, prendere una padella e mettere un filo d’olio d’oliva, la cipolla tritata, un pò di basilico e del sale, cuocere per alcuni minuti. Dopo aggiungere la salsa e mescolare il tutto, facendo cuocere per circa 30 minuti a fiamma bassa. Dopo che anche la salsa e pronta, si prosegue per la preparazione della parmigiana di zucchine. In una teglia, iniziare a stendere del sugo sul fondo, poi adagiare una fila di fette di zucchine leggermente sovrapposte l’una alle altre, continuare aggiungendo della mozzarella tagliata a cubetti precedentemente, del sale, delle foglie di basilico e abbondante parmigiano grattugiato. Ripetere questa operazione fino ad esaurimento degli ingredienti. L’ultimo strato dovrà essere composto da abbondante sugo, mozzarella a cubetti e parmigiano grattugiato. Infornare il tutto a 190° per circa 30 minuti. Prima di servirla, si consiglia di farla riposare alcuni minuti.
  • La storia dello scrittore Catanese Giovanni Verga

    La storia dello scrittore Catanese Giovanni Verga

    Giovanni Verga è uno degli scrittori italiani più conosciuti ed apprezzati del XIX secolo; Romanziere e novelliere, si dilettò anche nella stesura di testi teatrali ed ebbe una produzione letteraria assai ampia ed eterogenea.
    Indissolubile fu il legame che il Giovanni Verga ebbe con la sua terra d’origine, la Sicilia, e impossibile non riconoscere nella sua arte una profonda influenza degli eventi socio politici a cui assistette ed del rinnovamento letterario che contraddistinse la seconda metà dell’800.

    La vita di Giovanni Verga

    – I primi anni

    La biografia dello scrittore comincia con un qualche elemento di incertezza; possiamo tranquillamente affermare che il Verga nacque nel 1840, ma non siamo altrettanto sicuri circa il luogo di nascita ed il giorno esatto.
    Una qualche perplessità nasce anche dalle parole stesse che il romanziere scrisse ad un amico letterato nelle quali evidenziava qualche dubbio sul fatto che fosse certamente nato il 2 settembre.
    Giovanni Verga e la sua famiglia
    Possiamo affermare che Giovanni Verga nacque probabilmente sul finire del mese di agosto del 1840 a Catania (nonostante qualche altra fonte ritenga attendibile come luogo di nascita il paese di Vizzini luogo di origine del padre).Quel che è certo, invece, è che il Verga nacque in una solida famiglia siciliana appartenente all’alta borghesia, proprietaria terriera e sicuramente benestante.Di lontana origine spagnola, la famiglia era d’impronta fortemente liberale e dichiaratamente antiborbonica.Benché iscritto alla facoltà di giurisprudenza, il Verga non concluse il ciclo di studi per dedicarsi alle lettere; nel 1860, con lo sbarco garibaldino a Marsala, aderì con convinzione al progetto di unità dell’Italia e si arruolo’ nella Guardia Nazionale.
    Non dimentichiamo queste primo spaccato storico, perché sarà significativamente legato alle prime opere della sua ampia produzione letteraria.

    L’epoca della formazione letteraria

    Nel 1869 Giovanni Verga si trasferisce a Firenze allora capitale dello neo costituito Stato Italiano dove è fortemente attratto dalla vita intellettuale cittadina, dagli incontri mondani e dalle belle donne.
    E’ il momento in cui il romanziere entra in contatto con artisti, letterati, ma anche pittori appartenenti alla nuova corrente dei macchiaioli e attori di teatro.
    Con la pubblicazione del romanzo “Storia di una Capinera” ottenne onori e fama insieme a un qualche corrispettivo economico.
    Finché, nel 1872, Firenze cominciò a star stretta all’irrequieto Verga che si spostò a Milano, vero salotto letterario dell’epoca, ove rimase per 20 anni.
    Il ventennio milanese è fondamentale nella formazione culturale dello scrittore che recepisce la nuova corrente scapigliata ed entra in contatto con i grandi testi della narrativa europea.
    Sono gli anni in cui si avvicina al “Naturalismo Francese” un movimento letterario che si poneva come obiettivo la rappresentazione sociale e psicologica della realtà.
    Sono gli anni che conducono il Verga alla conversione verista ed è il periodo che precede i grandi cambiamenti sullo stile letterario dello scrittore.
    i malavoglia
    Nel 1881 pubblica il capolavoro “I Malavoglia“, ma sono anni difficili per lo scrittore sconvolto dalla morte della madre, da una violenta depressione e oppresso da bisogni finanziari.

    Il ritorno alle origini

    Nel 1890 il Verga torna Catania, provato psicologicamente , insoddisfatto per non riuscire a progredire nella stesura del “Ciclo dei Vinti“, preoccupato per la sua condizione economica e per una certa crisi di creatività.
    In Sicilia Verga abbandona la strada del Verismo per tornare ad una scrittura post romantica; abbraccia l’ideale coloniale, si riavvicina alla ruralità siciliana trascorrendo sempre più tempo fra i suoi agrumeti.
    Muore a Catania nel 1922 a causa di un’emorragia cerebrale dopo essere stato nominato due anni prima senatore a vita.

    Le fasi della poetica verghiana

    – I primi anni

    Sono gli anni, come abbiamo già visto, degli ideali patriottici ed i suoi primi romanzi ( Amore e Patria ed I Carbonari della montagna) ne sono la più viva testimonianza.

    – Gli anni della formazione letteraria e del Verismo

    Durante il soggiorno fiorentino dello scrittore nascono i primi romanzi dalla spiccata connotazione autobiografica; il protagonista è un giovane artista che subisce un influsso nefasto dagli ambienti mondani e dalle belle donne che vi dimorano.
    Sono gli anni in cui pubblica “Una Peccatrice“, “Storia di una capinera” “Eva” e “Tigre Reale“.
    L’adesione alla corrente Verista ribalta completamente le carte in tavola; il Verga scopre il “Naturalismo Francese“, entra in contrasto con il romanzo sentimentale, prova rigetto per la frivolezza mondana e si riaccosta alla sua Sicilianità con un forte interesse per la “questione meridionale”.
    La scrittura perde la connotazione autobiografica ed è caratterizza dalla “poetica dell’impersonalità” grazie alla quale il Verga osserva il mondo rurale e lo dipinge con una certa distanza.
    In questo contesto il Verga inserisce la sua personale visione sulla modernità e sulla velocità del progresso che travolge le classi più basse.
    Sono gli anni delle grandi novelle di “Vita nei Campi” e “Novelle rusticane“.
    Il “Ciclo dei Vinti” non sarà mai terminato e negli ultimi anni il Verga si allontanerà sempre più dalla scrittura.

    <<< Scopri l’attore Catanese Angelo Musco >>>

  • Ricetta biscotti quaresimali

    Ricetta biscotti quaresimali

    I biscotti quaresimali siciliani, che sono anche rinomati come i cosiddetti pupatelli, sono dei biscotti dell’antica tradizione siciliana. Sono simili ai cosiddetti piparelli sia per la loro forma che per la consistenza piuttosto croccante.

    L’origine dei biscotti quaresimali

    Come si può facilmente intuire dal loro nome, i biscotti quaresimali sono dolci che furono creati al fine di non infrangere i dettami religiosi stringenti della Quaresima che un tempo era in vigore. Infatti era assolutamente vietato consumare quegli alimenti che erano di origine animale quali il latte, lo strutto e le uova, oggi invece presenti nella moderna ricetta dei quaresimali. Vengono consumati spesso come un perfetto accompagnamento dei vini di tipo liquoroso.
    Ingredienti dei biscotti quaresimali
    750 gr di zucchero
    600 gr di farina di mandorle
    150 gr di mandorle
    150 gr di farina tipo 00
    6 albumi
    Scorza grattugiata di due limoni
    Un cucchiaino di cannella
    2 pizzichini di sale

    Ricetta dei quaresimali (pupatelli)

    biscotti quaresimali

    La ricetta dei biscotti quaresimali siciliani è piuttosto semplice. Occorrono in tutto 90 minuti di cui 30 minuti per la preparazione e 60 minuti per la cottura.
    Come prima cosa devi montare gli albumi a neve con il sale e con la metà dello zucchero indicato. Quindi devi versarvi la farina, lo zucchero restante, la farina di mandorle, la cannella (in polvere) e infine la scorza grattugiata dei limoni.
    Ora lavora l’impasto nel mixer con una velocità ridotta fino a che non si forma un composto sodo e omogeneo. Quindi devi aggiungere le mandorle intere al preparato, mescolare bene e formare con questo impasto ottenuti dei filoni di forma allungata e larghi 3 cm circa.
    Questi panetti vanno infine cotti, per 15-20 minuti, in un forno che avrai preriscaldato a 200°.
    Quando la cottura è completata, devi estrarre dal forno la teglia e lasciare che i filoni si raffreddino prima di tagliarli a fette dello spessore di 1 cm. Dopo l’affettatura devi rimettere le fette nella teglia adagiandole sulla parte che era stata tagliata e cuocerle di nuovo nel forno che avrai impostato a 150°. Devi avere cura di girare i biscotti a metà cottura affinché si possano asciugare bene e dorare da entrambi i lati (circa 20 minuti per lato).
    Buon lavoro e buona Pasqua!
  • Ricetta Linguine all’Astice

    Ricetta Linguine all’Astice

    Le linguine all’astice sono un piatto molto gustoso e raffinato, ideale da cucinare per un importante cena o pranzo.

    Cucinare un buon astice fresco è la regola per ottenere un eccellente piatto di alta qualità.
    Ingredienti
    – 2 astici
    – 300-350 grammi di linguine
    – olio extravergine di oliva
    – 400 grammi di pomodori ciliegini maturi
    – prezzemolo
    – un’aglio
    – peperoncino
    – un bicchiere di vino bianco
    – sale
    Preparazione
    astice
    Con una grande forbice tagliare gli astici in due parti ed eliminare le parti non commestibili. Tagliare la testa e recuperare la polpa cremosa che si trova all’interno, tagliare anche le chele e schiacciarle delicatamente, per recuperare la polpa. Dopo questo, in una padella iniziare a soffriggere uno spicchio di aglio schiacciato, poi toglierlo e posizionare l’astice delicatamente nella padella, con l’aggiunta del prezzemolo tritato, il tutto far cuocere per alcuni minuti. Lavare i pomodori e tagliarli a pezzi, eliminando i semi. Aggiungere poi i pomodori, il sale, un pò di peperoncino e un pò di vino bianco, far cuocere per circa 10 minuti. Dopo la cottura, togliere dalla padella gli astici, restando solo i pomodorini e il condimento.
    In una pentola cuocere le linguine al dente, (è richiesto alcuni minuti in meno della cottura prevista). Al condimento aggiungere alcuni cucchiai di acqua della pasta, in modo da ottenere una crema. Scolare la pasta, aggiungerla al condimento con un po di acqua di cottura, far cuocere il tutto per alcuni minuti, a fiamma alta.
    In un piatto servire la pasta accanto ad un mezzo astice, il tutto con un filo d’olio e l’aggiunta di prezzemolo tritato.
  • Le 5 migliori aziende di Catering a Catania

    Le 5 migliori aziende di Catering a Catania

    Negli ultimi anni, è diventato sempre più comune ed indispensabile affidarsi in occasione di eventi particolari ed importanti a varie tipologie di servizi di catering offerte da numerose ed apposite aziende, che svolgono frequentemente delle attività indicate al rifornimento e al conferimento sul posto di determinati alimenti e bevande ai propri clienti.

    Perché è diventato così importante affidarsi ad una specifica azienda di Catering a Catania? A cosa servono nello specifico? Come vengono solitamente determinati i costi del servizio? Dove sono diffuse?

    Durante l’organizzazione dei tuoi eventi importanti, quali feste, cerimonie, convegni e spettacoli, non puoi non considerare l’idea di affidare il fondamentale ruolo della ristorazione ad una professionale azienda di catering a Catania, che si assicura, mediante l’impiego di un personale molto qualificato e di attrezzature altrettanto adatte, di offrire e preparare puntualmente e specificamente dei prodotti di elevata qualità da servire ai tuoi invitati.
    aziende di catering
    Inoltre, questi tipi di aziende possono garantirti diversi tipologie di ristorazione, che si basano principalmente sulla lavorazione e sul trasporto dei specifici prodotti scelti e che interessano particolarmente i servizi di refezione e di ristorazione di scuole, imprese, ospedali, carceri, mezzi di trasporto o anche a domicilio, che garantisce la buona riuscita di un evento più ristretto e limitato, come una cena in casa tra amici oppure un semplice aperitivo, attraverso il diligente lavoro di un team di professionisti, dediti non solo all’attività culinaria in loco, ma anche allo svolgimento di molteplici compiti, come la creazione di un menù intrigante, l’allestimento ideale del servizio e della tavola e perfino l’esecuzione delle pulizie finali.
    In aggiunta a ciò, quando scegli una determinata tipologia di servizi di catering, devi considerare il fatto che questa va ad influire considerevolmente sul prezzo di tutta prestazione lavorativa dell’azienda, che deve mettere in preventivo tutte le attività necessarie per rendere il tuo evento assolutamente indimenticabile, come la preparazione delle pietanze da servire e l’organizzazione generale in questa specifica circostanza.
    In generale, queste aziende di catering sono molto diffuse in Italia, soprattutto in Sicilia, dove spicca su tutti la città di Catania, in quanto è fornita generalmente di molte società efficienti e predisposte all’esercizio di numerosi e caratteristici servizi di catering.

    Quali sono nello specifico le migliori aziende di catering presenti a Catania? Quali sono le caratteristiche principali dei loro servizi? Perché scegliere proprio loro?

    Una delle aziende catanesi di catering assolutamente da menzionare è il prestigioso Catering Auteri, in quanto propone per la tua importante cerimonia o evento privata o aziendale delle location molto eleganti e raffinate, abbinate ad un’estrema e professionale creatività, passione ed attenzione non solo culinaria, ma anche dei dettagli meno rilevanti degli allestimenti e delle decorazioni dell’ambiente in cui verrà celebrato il tuo evento.
    Infatti, il Catering Auteri ti mette a completa disposizione di un team di professionisti molto disponibili e pronti a soddisfare qualsiasi tua particolare esigenza a qualsiasi livello di budget, creando delle atmosfere confortevoli e coinvolgenti per accogliere al meglio i tuoi invitati ed offrendovi dei gustosissimi piatti della tradizione culinaria italiana e locale.
    le migliori aziende di catering a catania
    Un’altra storica azienda catanese di catering da consigliare è certamente La Torre Catering, dato che riesce ad offrirti dei servizi ottimali ed è in grado di rendere unico ed indimenticabile il tuo evento privato, come una notevole originalità dei menù, che sono caratterizzati da molte pietanze e vini caratteristici ed eccezionali, uno staff molto professionale e disponibile a soddisfare qualunque tuo tipo di necessità, delle location molto affascinanti e deliziose ed un’organizzazione ed un allestimento degli ambienti incredibili e contrassegnati da un’elevata raffinatezza ed eleganza di ogni minimo particolare.
    Un’ulteriore azienda catanese di catering da raccomandare è decisamente la celebre Palati Esigenti Catering, in quanto è in grado di fornirti un eccelso ed accurato servizio per qualunque tuo tipo di evento in location formidabili, redigendo un menù prelibato e completo con molte pietanze gustose e preparate meticolosamente, allestendo ed addobbando dettagliatamente il luogo del ricevimento, e gestendo ottimamente ogni aspetto organizzativo del tuo evento, che spazia dalla scelta degli adeguati addobbi floreali fino all’intrattenimento musicale e al baby-sitting, attraverso il fantastico lavoro di un personale molto qualificato ed affabile.
    Un’altra impresa catanese di catering da citare è indubbiamente l’Emilia Rejtano, poiché è in grado di provvedere ed organizzare meticolosamente un meraviglioso e completo servizio per la tua cerimonia ideale, caratterizzata da una location favolosa, da una preparazione culinaria e ornamentale su misura e molto accurata, che spazia dalla realizzazione di piatti unici e prelibati fino all’allestimento personalizzato del luogo della tua cerimonia, e da un team di professionisti molto preparati e disponibili a soddisfare ogni tua particolare necessità.
    Un’ulteriore impresa catanese di catering è sicuramente lo Squiseating, in quanto può regalarti un servizio di elevata qualità e professionalità, caratterizzato essenzialmente da piatti tipici e, allo stesso tempo, moderni, che sono realizzati con l’utilizzo di ingredienti freschi e genuini, da una location splendida, capace di rendere indimenticabile il tuo evento, e da uno staff molto professionale e disponibile, che si qualifica per un’incredibile capacità di allestimento del luogo della tua cerimonia privata, che verrà caratterizzato da una grande e meticolosa attenzione e cura ad ogni minimo dettaglio decorativo, in modo tale da rendere esteticamente favolosa e perfetta la tua cerimonia ideale.
  • La Galleria di Arte Moderna di Catania

    La Galleria di Arte Moderna di Catania

    La Galleria di Arte Moderna di Catania nasce nei locali che un tempo ospitavano la Chiesa ed il Monastero di Santa Chiara. La costruzione dello stabile avvenne nella seconda metà del Settecento, ma nel 1943 a causa dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale venne raso al suolo e ricostruito al fine di ospitare gli uffici comunali. È nel 2013 che vengono finanziati alcuni lavori di restauro e di consolidamento anti sismico, riportando in auge tutte le tipicità caratteristiche dell’antica struttura. È così che parte di questo spazio, circa 2.800 metri quadri, è stato messo a disposizione della Galleria di Arte Moderna di Catania, arricchendo la città di un ulteriore polo museale, tra l’altro a due passi dal Castello Ursino.
    Tutta la Galleria è stata adornata con uno scenico tappeto rosso che guida i turisti durante tutto il percorso che, oltre ad alcune esposizioni fisse, si presta ad accogliere eventi di ampio respiro, rendendolo un vero e proprio crocevia di culture.

     Alcuni degli eventi presso La Galleria di Arte Moderna

    Uno degli eventi di maggior rilievo che sono stati accolti tra le mura dell’ex convento di Santa Chiara è la mostra di Totò, scelto come evento di inaugurazione della Galleria di Arte anche in accordo al grande successo che la mostra ha avuto nelle città di Napoli e Roma in cui è stata allestita precedentemente. Fino ad ottobre 2018, infatti, è stato possibile immergersi nel mondo dell’amato Antonio de Curtis, in arte Totò, anche nella città di Catania, per tentare di carpire lo spirito poliedrico di questo artista a tutto tondo. Oltre alle zone che mettono in rilievo il rapporto di Totò con il cinema ed il teatro, sono state installate anche alcune documentazioni che attestano come vi fosse anche una traccia di malinconia nella sua anima che l’artista riversava specialmente nelle opere scritte. Cruciale è anche la parte dedicata al rapporto con la sua città, Napoli e alle moltissime azioni benefiche dello stesso Totò, che dimostrano la gentilezza d’animo dell’attore.
    La Galleria di Arte Moderna di Catania
    Un altro evento molto atteso presso la Galleria di Arte Moderna di Catania e concluso il 9 marzo è quello dedicato ai 70 anni di Tex Willer, personaggio dei fumetti nato dalla matita di Gian Luigi Bonelli che, nonostante la mutevole società odierna, è riuscito ad evolvere in modo tale da tenere sempre alto l’interesse verso il personaggio. La mostra consiste di oltre 40 opere provenienti dalla collezione personale di Matteo Belfiore, che includono disegni originali, stampe, tabelloni e quadri sinottici.
    Ma questi sono solo due dei tanti eventi che hanno avuto come cornice questa Galleria di Arte, senza contare tutti quelli a venire che promettono di arricchire ancora di più la città di Catania con preziose opere d’arte del passato e del presente.

    Galleria di Arte Moderna: dove si trova?

    La Galleria di Arte Moderna si trova in via Castello Ursino, 26 “ex uffici anagrafe” quindi a due passi dall’omonimo Castello da sempre fonte di attrazione turistica. Arrivarci è molto semplice, vista la vicinanza al centro ed alle molte altre bellezze della città da sempre meta
    di moltissimi turisiti.
  • Carciofi alla brace

    Carciofi alla brace

    L’afrodisiaco re degli ortaggi

    Il mito narra che Zeus si innamorò di una bellissima ninfa, dagli occhi verdi e viola, di nome Cynara. Tanto graziosa, quanto ribelle, Cynara non ne volle sapere di cedere alle lusinghe del re degli Dei: così egli, in preda alla rabbia ed alla frustrazione, la trasformò in uno spinoso ortaggio, il carciofo, appunto.
    Gli antichi greci e romani sostenevano avesse proprietà afrodisiache, da questo punto di vista, ancora oggi, il carciofo esercita il suo fascino. Il suo sapore è forte, inconfondibile: se cotto a puntino, tra i carboni ardenti, assume sfumature di gusto ancora più intense.
    Numerosi autori moderni hanno esaltato le affascinanti caratteristiche del carciofo. Il suo aspetto è austero, vigoroso: la bella corolla, composta da innumerevoli foglie aguzze, è sostenuta da un gambo dritto e poderoso.
    Isabel Allende, nella sua opera “Afrodita” ne esalta l’erotismo della forma e soprattutto della pratica della pulizia che si svolge denudandone il cuore una foglia alla volta.

    La brace: l’esaltazione del carciofo.

    carciofo alla brace

    Il sapore dei carciofi alla brace è inconfondibile. C’è chi ne distingue perfettamente le note di liquirizia, chi ne assapora con gran gusto le sfumature più aspre delle foglie esterne e chi quelle più dolci delle foglioline interne. I carciofi, privati delle foglie più dure esterne, immersi nei carboni roventi, debbono essere lasciati cuocere fino a quando la parte esterna non risulterà bruciacchiata e quella interna abbastanza colorita. I commensali, togliendo con le proprie mani le foglie esterne bruciacchiate, potranno iniziare a godere dei profumi inebrianti del carciofo alla brace, esaltati da questo tipo di cottura, per poi tuffarsi nell’inconfondibile gusto.
  • Le 5 ricette catanesi di Pasqua

    Le 5 ricette catanesi di Pasqua

    Con l’avvicinarsi delle festività pasquali in tutte le città si usa preparare alcuni piatti tipici del posto. Andiamo ad illustrare cosa preparano in occasione di questo periodo i catanesi.

    Ricette catanesi di Pasqua: Primo e secondo piatto tipico

    Carne a grassato con patate e piselli
    In tute le case dei catanesi quando si prepara il primo piatto pasquale non manca mai la pasta co sugu di l’Agneddu oppure la pasta co grassato di agneddu. Si tratta di due versioni differenti, la prima versione è un sugo di agnello mentre la seconda si tratta di un stufato di agnello. Ottimi entrambi, si differenziano a seconda del gusto di chi lo deve mangiare. I catanesi amano entrambe le ricette.
    Il secondo piatto è già preparato insieme al primo poiché i catanesi non rinunciano mai all’agnello sulla loro tavola nella versione al sugo oppure stufato. Entrambe le versioni sono accompagnate necessariamente da contorno che sono patate al forno e carciofini arrostiti.

    U’ pastieri ricetta catanese di Pasqua

    Un piatto forte e molto apprezzato dai catanesi è u’ pastieri. Si tratta di una focaccia spesso utilizzata anche come antipasto fatta con pasta di pane e strutto ripiena di un impasto fatto di interiori di agnello tritata, carne di agnello cruda tritata , caciocavallo grattugiato, pepe, sale, prezzemolo, brodo di interiore e uova.

    Ricetta catanese del dolce tipico di Pasqua

    A Catania una dei dolci tipici del periodo è senz’atro l’acceddu cu l’ovu che tradotto in italiano vuol dire uccello con le uova. Per i catanesi rappresenta il simbolo di Pasqua. Si tratta in particolare di un dolce fatto di un impasto intrecciato che prende la forma di un uccello con al centro uno o più uova sode. Infine vengono ricoperti di coloratissimi codette colorate che servono a dar un aspetto stupendo al piatto. Si tratta di un dolce che non manca mai sulla tavola dei catanesi nel periodo pasquale, un’antica ricetta che per chi non la prepara la trova tranquillamente in tutti i panifici o botteghe del centro della città.
    Ma oltre a questo dolce sicuramente tipico tra le 5 ricette che possiamo gustare dai catanesi nel periodo di Pasqua sono quelli che vengono chiamati biscotti quaresimali.
    biscotti quaresimali
    Si tratta di un dolce caratteristico del posto che viene preparato con ingredienti tipici siciliani come le mandorle ed i pistacchi. L’impasto da infornare si ottiene con mandorle tritate mescolate con frutta candita, zucchero, uova e farina. Una volta sfornati vengono poi ricoperti di gomma arabica e granella di pistacchio. Un sapore davvero fantastico da assaggiare ad ogni costo per chi si trova nella città siciliana nel periodo pasquale.
  • Torrone Bianco

    Torrone Bianco

    Il torrone bianco specialità siciliana

    Il torrone è un dolce tipicamente siciliano apprezzato da tutti, grandi e piccini, ed è tradizione prepararlo nel periodo natalizio, anche se in realtà si mangia tutto l’anno. Pensando alla ricchezza del territorio Siciliano in fatto di frutta secca non è difficile capire perché in Sicilia si produca un ottimo torrone, basti pensare ai pistacchi di Bronte famosi in tutto il mondo. Per prepararlo come la ricetta originale ci suggerisce dobbiamo procurarci gli ingredienti che sono facilmente reperibili. È un’ottima idea regalo o un dolce da servire a fine pasto o durante un tè con le amiche. Vediamo di seguito come prepararlo in casa. La ricetta che vi proponiamo vi consentirà di preparare circa 1 kg di prodotto.
    Ingredienti:
    – 700 g di miele millefiori
    – 800 g di zucchero semolato
    – 4 albumi d’uovo
    – 2 fogli d’ostia- 800 g di mix di mandorle, nocciole e pistacchi (tutti pelati)
    Procedimento
    Ricetta torrone bianco
    Mettere in forno a tostare la frutta secca (forno preriscaldato a 120°C)
    Mettere il miele in una pentola a scaldare fino a ebollizione, aggiungere poi gli albumi precedentemente montati a neve.
    Far sciogliere anche lo zucchero in un’altra pentola senza farlo caramellare. Unire a questo punto allo zucchero anche gli albumi e il miele.
    Aggiungere al composto ben amalgamato il mix di frutta secca. Versare il composto su un stampo foderato con le ostie e posizionarle un’altra sopra. Pressare fino ad ottenere uno spessore di circa 1,5/2 cm. Coprire con altri fogli di ostia e lasciare riposare una notte perché si indurisca e raggiunga la giusta consistenza.Per personalizzare la ricetta si possono aggiungere a piacere anche scorzette di agrumi candite.
  • Tra i boschi siciliani le Terme di Segesta

    Tra i boschi siciliani le Terme di Segesta

    Terme di Segesta: il luogo giusto per il relax che stai cercando

    Le bellezze della Sicilia non si fermano certo al buonissimo cibo, alla calorosa accoglienza e a città meravigliose da visitare; l’isola possiede infatti anche un vasto patrimonio naturalistico che vanta antichi boschi e favolosi impianti termali.
    Sei stressato dal lavoro? Hai bisogno di un po’ di relax dopo una settimana particolarmente intensa? Credi sia giunto il momento di farti un bel regalo?
    La risposta a tutte queste domande può essere molto semplice: un fine settimana alle terme.
    Le terme sono sempre perfette, sia per una rilassante gita in solitaria che per un weekend romantico di coppia.
    Se sei siciliano oppure sei nell’isola per lavoro, per svago o puramente a caso e ti trovi nei pressi di Trapani, non puoi fare a meno di fermarti all’impianto termale di Segesta, un centro benessere specializzato che saprà accoglierti e coccolarti nel miglior modo possibile.

    Cosa offrono le terme segestane

    Terme di Segesta

    Situate precisamente in Castellammare del golfo, le terme segestane mettono a disposizione dei loro clienti varie comodità, in modo tale da accontentare qualsiasi esigenza/richiesta.
    Potrai riposare il tuo corpo dentro alle tre piscine termali, aperte tutto l’anno tranne qualche pausa durante le festività, dove, grazie alla temperatura dell’acqua che si aggira intorno ai 37-39 C°, potrai recuperare tutte le energie fisiche e mentali. Inoltre, potrai godere di tutti gli idromassaggi rilassanti e delle favolose cascate.
    Se le piscine non ti bastassero, lo stabilimento mette a disposizione per te tre sorgenti di acque sulfuree, due interne (“Sorgente Nuova” e “Grotta Regina”) e una esterna (“Bagno delle femmine”), con la temperatura delle acque che si aggira intorno ai 44-46 C°.
    Inoltre, se soffri di qualche malattia dermatologica, reumatica o respiratoria, le terme segestane sono altamente consigliate grazie alla presenza dello zolfo, il quale ha proprietà anticatarrali, antinfiammatorie, antisettiche e antiflogistiche.
    Infine, l’impianto termale vuole proprio metterti a tuo agio con trattamenti terapeutici tramite fango, bagni ipertermali, stufe naturali sudatorie, massaggi e inalazioni.

    Orari e prezzi

    Cosa stai aspettando? Le terme segestane sono aperte tutti i giorni tranne il lunedì mattina e l’intera giornata del giovedì. Gli orari di apertura sono i seguenti:
    – la mattina dalle ore 10:00 alle ore 13:00;
    – il pomeriggio fino a tarda serata, dalle ore 16:30 fino alle ore 24:00, con ingresso consentito fino alle ore 21:00.
    Se non sei completamente sicuro, fatti convincere dai prezzi, tra i più bassi in assoluto.
    Un ingresso in piscina ti costerà soltanto 9 euro e non è tutto. Anche i prezzi dei trattamenti sono convenienti: per un massaggio di 40 minuti spenderai soltanto 35 euro.
    Vuoi avere maggiori informazioni oppure vedere qualche foto? Collegati al sito di www.termesegestane.com e troverai immagini delle terme, contatti telefonici, mail e tutte le indicazioni per raggiungere lo stabilimento.
  • Olive con la mollica

    Olive con la mollica

    Un piatto semplice e gustoso

    La tradizione sicula si contraddistingue da sempre per le sue ricette fatte di ingredienti semplici, ma allo stesso tempo incredibilmente gustose.
    Se desideri preparare un antipasto gustoso per gli ospiti ma allo stesso tempo economico e semplice, di certo le olive con la mollica sono la soluzione più adatta.

    Che si tratti di inverno o estate non importa: le olive con la mollica sono perfette per ogni stagione, e per anticipare qualunque pietanza.

    Ecco gli ingredienti necessari per 5 persone:
    • 400 gr. di olive verdi in salamoia;
    • 150 gr. di mollica di pane dei giorni precedenti;
    • uno spicchio di aglio tritato (alcuni preferiscono un sapore più deciso e ne aggiungono due, ma dipende dai gusti);
    • prezzemolo;
    • sale;
    • olio extravergine di oliva.Preparazione
    olive
    Preparare questa deliziosa pietanza è molto semplice. Innanzitutto, si consiglia di dissalare le olive, ponendole per un paio d’ore in abbondante acqua tiepida, cambiandola ogni 30/45 minuti circa: il calore favorirà lo scioglimento del sale, e il ricambio ne allontanerà sempre più.
    Nel frattempo, prendi l’aglio tritato e uniscilo alla mollica di pane e al prezzemolo, eseguendo una nuova triturazione. È importante che i singoli ingredienti abbiano una granulometria molto limitata e siano ben miscelati tra loro.
    A questo punto, aggiungi l’olio extravergine di oliva e mescola bene, fino a creare un composto denso e granuloso; alcuni siciliani gradiscono l’aggiunta di un goccio di aceto di vino bianco.
    In ultimo, non resta che denocciolare le olive e aggiungerle al composto preparato in precedenza. Ecco, quindi, che le olive con la mollica sono pronte.
  • Eventi a Catania: Programma dall’08 al 14 Aprile

    Eventi a Catania: Programma dall’08 al 14 Aprile

    Catania nella settimana prima di Pasqua offre una grande raccolta di iniziative che spaziano per ogni tema e fascia d’età. Eventi a Catania gratuiti e a pagamento con programmi molto interessanti.

    Eventi a Catania: Degustazioni e intrattenimento musicale a Catania

    Wine&Music – Venerdì 12 aprile si tiene SugheroNightLive un doppio appuntamento con degustazioni e musica BeatToBeat. Ci saranno i migliori vini di cantine del territorio e tanto intrattenimento. Per info e prenotazioni 3924097947 o sugheroenoteca@gmail.com.
    Gegè Telesforo&Urban Fabula Jazz in the Night – Presso il Teatro Stabile di Catania in via Giuseppe Fava 35 il 12 aprile alle 20.45 si tiene il concerto di Gegè accompagnat dalla band degli Urban Fabula con Seby Burgio, Alberto Fidone, Peppe Tringali. Un concerto Jazz raffinato e incantato che merita particolare attenzione.

    Gli imperdibili: gli appuntamenti migliori di Catania

    Trattamenti di bellezza da Bio Boutique – Il 10 aprile Bio Boutique organizza Coccole per il viso, un evento dedicato alla cura e al benessere. Nell’occasione la bio-beauty blogger Valentina de Il piccolo mondo di Valentina consiglierà ai clienti come effettuare la pulizia e i trattamenti quotidiani al viso e al corpo utilizzando solo prodotti biologici. Due turni disponibili tra le 16.30 e le 18.30 per partecipare all’evento ed essere truccate. In occasione dell’appuntamento saranno disponibili anche buoni sconto del valore del 10% su tutti i prodotti utilizzati. Per maggiori informazioni è possibile visitare le pagine Facebook e inviare messaggi per prenotare la propria seduta gratuita.
    Mostra di Veri Corpi Umani – Il Grand Hotel Villa Itria dal 12 al 14 aprile ospita in mostra dei corpi umani. Sarà possibile ammirare l’anatomia degli esseri umani, la mostra Bodies Exhibition ha una collezione di 250 pezzi, molto interessanti da un punto di vista didattico. Ci saranno anche tanti stand informativi per la donazione degli organi e per tematiche correlate. I bambini fino ai 4 anni non pagano, gli studenti e ragazzi pagano 15 euro e gli adulti 20 euro. Il biglietto può essere acquistato online o direttamente in loco.

    Eventi del territorio tra tradizione e innovazione

    Lungomare Fest – Una festa legata all’ambiente, alla solidarietà, allo sport, alla cultura
    Viale Artale Alagona centro del quartiere Ognina e affaccio sul mare
    organizzata dal comune ad ingresso libero. Il festival si tiene a partire dalle ore 10 su viale Artale Alagona. Ideale anche per i più piccoli con tante attività dedicate.
    Catania va online – Il giorno 12 aprile si tiene un evento in collaborazione con Google dalle ore 9 alle ore 19 presso la Galleria di Arte Moderna di Catania. Riuniti web designer dell’Accademia di Belle Arti pronti a realizzare un sito web professionale e gratuito. Saranno presenti anche i copywriter di SudPress che si occuperanno della stesura dei testi. Per aderire è possibile anche iscriversi al sito www.cataniavaonline.it.
    RoboDOC Social Robots per l’autismo e la didattica – Un appuntamento importante presso l’Auditorium Comunale Mascalucia di Corso San Michele il 14 aprile alle 17.00. L’associazione culturale Mascalucia DOC organizza, grazie al Comune di Catania, questa sezione ad ingresso libero per dibattere di tanti argomenti utili, soprattutto per i più giovani e la loro formazione. Stand, punti informazione e tanti ospiti per parlare e confrontarsi sull’argomento.
    Pasquettando a Palazzo Biscari– In via Museo Biscari 10 il 13 e 14 aprile dalle ore 10
    palazzo biscari
    sarà possibile accedere gratuitamente a Pasquettando 2019, la Mostra del regalo artigianale che giunge alla sua terza edizione. Un bell’appuntamento in occasione di Pasqua dove ci saranno artigiani siciliani con prodotti tipici, molto suggestivi. Diverse novità e iniziative rivolte alla sfera solidale, con associazioni occupate direttamente sul territorio.
  • Cannoli di tuma

    Cannoli di tuma

    Il cannolo di tuma rappresenta uno degli antipasti più sfiziosi della tradizione siciliana. Questa ricetta oltre ad essere famosa e anche amatissima dai suoi abitanti che sfornano i deliziosi cannelloni ripieni di carne anche come primo piatto.
    Ingredienti

    Per preparare i cannoli di tuma per 4 persone sono necessari i seguenti ingredienti:

    • 400 gr. di tuma fresca (un formaggio tipico)
    • 300 gr. di carne di vitello a tocco
    • Noce moscata
    • metà cipolla
    • 1 cucchiaino di salsa
    • 200 gr. di farina
    • 200 gr. di pangrattato
    • 2 uova
    • mezzo bicchiere di vino bianco
    • sale, pepe e olio
    PreparazionePer proporre ai tuoi ospiti i deliziosi cannoli di tuma si inizia con il prendere il vitello e metterlo a soffriggere con la cipolla e la salsina da preparare a seconda dei propri gusti. Mentre soffrigge aggiungere una spruzzata di pepe e qualche pizzico di sale per poi sfumare con il vino. Aggiungere un bicchiere di acqua per aumentare i tempi e lasciare a cuocere per circa 30 minuti, a fiamma bassa.
    Una volta cotta, puoi tagliare la carne a pezzi e ricoprirla con qualche cucchiaio di farina e con noce moscata già grattuggiata, all’occorrenza si può aggiungere del sugo per insaporire. Ora tagliare il formaggio a fette quadrate tentando di mantenere sempre lo stesso spessore e immergerle in acqua bollente nel tentativo di ammorbidirle per dare forma ai cannoli. A questo punto prendere la carne, riempite i cannoli e passateli sulla farina, le uova e infine nel pangrattato prima di mettere tutto a friggere in olio abbondante e soprattutto caldo.
  • L’Attore Catanese Angelo Musco

    L’Attore Catanese Angelo Musco

    Nato nel 1871, Angelo Musco è stato uno dei più grandi attori comici italiani. Le sue spiccate doti artistiche e la bravura nel conquistare il pubblico grazie all’ironia gli permise di affermarsi non soltanto nel panorama teatrale ma anche al cinema e di essere ricordato come uno dei pochi attori in grado di portare lo spettatore a una riflessione profonda sulle tematiche tipiche della vita reale affrontate nelle sue commedie. Capace di interpretare personaggi comici ma anche drammatici e spesso al limite del grottesco, durante la sua carriera Musco vantò una serie di collaborazioni di successo con attori del teatro siciliano come Giovanni Grasso, Nino Martoglio, Marinella Bragaglia, Turi Pandolfini e con personalità del calibro di Luigi Pirandello, che scrisse appositamente per lui alcune commedie.

    L’infanzia e gli esordi.

    Angelo Musco nacque nel quartiere Fortino di Catania da Sebastiano, bottegaio siciliano ma di origini maltesi, e Francesca Cosenza. Ultimo di quattordici figli, iniziò a lavorare sin da ragazzino svolgendo diversi mestieri: ciabattino, barbiere, muratore e suonatore di serenate. Da sempre appassionato di teatro, proprio nel suo quartiere avvenne il primo incontro con la tradizione dei Pupi Siciliani. Nel 1884 venne scritturato dalla compagnia di Michele Insanguine per poi passare, nel 1889, a quella dell’attore Giovanni Grasso.
    giovanni grasso
    Il successo non tardò ad arrivare e durante questo periodo Musco iniziò a diventare estremamente popolare nella sua città grazie alle commedie dialettali che lo videro protagonista nelle vesti di trasformista e macchiettista. I rapporti con Giovanni Grasso però si fecero via via sempre più tesi e il rapporto artistico tra i due attori si concluse dopo pochi anni.

    Dal successo teatrale a quello cinematografico.

    A partire dal 1902, Angelo Musco intraprese una collaborazione con Nino Martoglio, che per lui scrisse le commedie L’aria del continente e San Giovanni decollato. Dal sodalizio con l’attrice Marinella Bragaglia nacque invece nel 1912 la compagnia denominata Drammatica Compagnia Siciliana Marinella Bragaglia-Angelo Musco, mentre nel 1914 fondò la Comica Compagnia Siciliana del Cav. Angelo Musco, supportata da personalità come Luigi Pirandello e Renato Simoni. La compagnia di Musco ottenne un grande successo
    Lulù e Marinelli e Angelo Musco
    sia in Italia che all’estero e la bravura nel portare in scena personaggi tipici della tradizione siciliana a volte comici e bizzarri, altre volte drammatici, gli permise di ottenere successo anche a livello internazionale. Nel 1927 si esibì infatti sul palco del Manhattan Opera House di New York con una delle commedie scritte da Martoglio.
    A partire dal 1932 iniziò però una nuova fase nella carriera artistica dell’attore: quella cinematografica. Fino al 1937 si susseguirono le sue interpretazioni negli adattamenti per il grande schermo di diverse commedie teatrali scritte, tra gli altri, anche da Pirandello e Martoglio.
    Angelo Musco morì a Milano nel 1937 e venne seppellito nel cimitero monumentale di Catania.
  • Frittelle di asparagi selvatici

    Frittelle di asparagi selvatici

    Ricetta siciliana molto semplice e veloce per un antipasto o contorno, ideale per grandi e piccoli.

    Le frittelle di asparagi selvatici sono un piatto genuino, molto buono grazie ai tanti asparagi selvatici che possono essere raccolti nei boschi.

    Gli ingredienti principali per la preparazione delle frittelle di asparagi selvatici sono i seguenti:

    – 150 grammi di asparagi selvatici
    – farina 00
    – un aglio
    – sale e pepe
    – 1 uovo
    – olio di arachidi, quanto basta
    – prezzemolo
    – parmigiano grattugiato
    Preparazione:
    Pulire accuratamente gli asparagi selvatici, iniziando dalle punte, eliminare la parte più dura non molto buona da mangiare. Poi sbollentare per circa 10 minuti gli asparagi, aggiungendo nella pentola, del sale e uno spicchio di aglio. Dopo la cottura, lasciare raffreddare. Una volta freddi prendere gli asparagi e posizionarli in un piatto, tenendo con le dita la parte più dura del gambo, con l’aiuto di una forchetta prendere la parte più morbida e tenera dell’asparago. Si otterrà cosi un composto morbido, senza filamenti e parti dure.
    In una ciotola sbattere l’uovo, aggiungere un pizzico di sale e pepe, del prezzemolo tritato e del parmigiano grattugiato. In seguito unire la farina e il composto di asparagi creato in precedenza, il tutto deve essere fatto delicatamente. In una padella scaldare l’olio ad una temperatura di circa 160°C, con un cucchiaio formare delle piccole porzioni di frittelle e immergerle nell’olio caldo. Rigirare più volte le frittelle per ottenere una giusta cottura dorata. Una volta pronte, aggiungere del sale e servirle calde oppure fredde come antipasto.

    <<<<Scopri le ricette di CataniaBlog>>>>

  • La storia di Piazza Mazzini di Catania

    La storia di Piazza Mazzini di Catania

    Piazza Mazzini, anticamente conosciuta come Piano di San Filippo, è una delle più antiche piazze monumentali del centro storico di Catania.
    Forse apparentemente meno vistosa rispetto ad altri luoghi della città, ha un in realtà un fascino tutto particolare: oggi è artisticamente considerata come il simbolo della rinascita della città, a causa delle travagliata vicende storiche che l’hanno vista protagonista.

    CENNI STORICI DELLA PIAZZA MAZZINI

    Correva l’anno 1693, nel Mezzogiorno era pressante il dominio spagnolo.
    Il 9 gennaio una tremenda scossa di terremoto fece tremare l’isola, l’Etna eruttò scatenando un fortissimo maremoto: una sorta di scena apocalittica perdurò per due interminabili giorni, provocando ben 12.000 vittime.
    Gran parte della città venne distrutta, di Piano San Filippo non rimase quasi nulla.
    Ma non è un caso se la fenice è uno dei simboli della città, perché nella distruzione, dalle ceneri, Catania rinacque.
    Il compito di ‘riportarla in vita’ fu affidato al duca di Camastra, ed è grazie a lui che l’attuale Piazza Mazzini prese la fisionomia che si può ammirare oggi.

    L’ARCHITETTURA DELLA NUOVA PIAZZA MAZZINI

    Sorgendo all’incrocio tra due strade, via Garibaldi e via della Lettera, Piazza Mazzini assunse la forma odierna a croce greca.
    L’intera area risulta perfettamente simmetrica, poiché tutti gli edifici costruiti ai quattro angoli hanno la stessa altezza e sono sorretti ciascuno da otto colonne che formano gradevoli portici, oggi luogo di passeggio o di sosta in uno dei numerosi bar.
    Una curiosità per gli amanti dell’arte: le colonne utilizzate, un tempo sorreggevano l’antico teatro romano di Catania.
    Con il suo nuovo e artistico aspetto, Piazza Mazzini divenne ben presto area adibita ad ospitare il mercato cittadino, vivace, colorato e sempre più affollato, al punto da dover essere trasferito altrove poco dopo.
    Da allora la piazza fu chiamata ad assolvere una nuova funzione : ospitare il mercatino dei giocattoli, ogni 2 novembre, in occasione della ricorrenza dei defunti. Oggi anche questa tradizione ha una nuova ubicazione, tuttavia molti anziani chiamano ancora Piazza Mazzini
    ‘ ‘a chiazza ‘e morti’.
  • Anelli di calamari fritti

    Anelli di calamari fritti

    Una delle ricette siciliane più buone e veloci da preparare sono gli anelli di calamari fritti.

    Preparata tutto l’anno, questa gustosa ricetta è molto apprezzata per la qualità del pesce che viene pescato in Sicilia.

    Gli ingredienti per la preparazione degli anelli di calamari fritti sono i seguenti:

    – 500 grammi di calamari freschi
    – circa 2 litri di olio di arachidi o semi di oliva
    – farina 00, quanto basta
    – sale, quanto basta
    – limone, se piacePreparazione:
    Anelli di calamari fritti
    Iniziare a pulire i calamari, tagliando la testa e svuotarli dell’interno, staccare anche la pelle esterna. Fatto questo sciacquare accuratamente sotto l’acqua corrente, dopo asciugare bene e tagliarli a rondelle. Importante asciugarli bene, per evitare che durante la cottura inizino a produrre schizzi.
    Prendere una grande ciotola e versare la farina, poi iniziare a impanare più volte tutti gli anelli di calamari. Dopo aver fatto questo più volte, in modo da avere un’impanatura omogenea, eliminare la farina in eccesso tramite uno scolapasta. In una grande padella versare abbondante olio, circa 2 cm. Immergere i calamari nella padella uno alla volta, rigirarli più volte in modo da ottenere una giusta cottura dorata. Dopo che tutti gli anelli di calamari sono ben cotti, metterli su di una carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. La cottura degli anelli di calamari può essere fatta anche in caso si possieda una friggitrice. Una volta impiattato gli anelli di calamari, aggiungere un pizzico di sale e per chi preferisce, si può aggiungere anche delle gocce di limone fresco.