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  • La piazza Santo Carcere

    La piazza Santo Carcere

    Se ti trovi a Catania per un breve periodo di vacanza, tra le diverse tappe che potrai effettuare.

    Merita di essere visitata la Piazza Santo Carcere dove si trova una delle chiese più interessanti, quella si Sant’Agata al Carcere.

    Si tratta infatti di uno dei luoghi più importanti della devozione dei catanesi ad Agata, la giovane donna diventata loro patrona in seguito al martirio subito. Molto spesso infatti, attraversando la piazza molti volgono lo sguardo alla finestrella che dava luce al luogo di prigionia della donna.Nella piazza si erge il Santuario di Sant’Agata costruito verso la fine del 1600 sui resti di dell’antico oratorio di San Pietro. Si trova nei pressi del bastione dove Sant’Agata fu imprigionata. La chiesa si presenta molto interessante dal punto di vista architettonico. Potrai infatti ammirare il maestoso portale svevo che orna la porta principale del Santuario nonché delle sculture di origine guelfa che intendono rappresentare un segno della devozione all’imperatore.
    Chiesa del Sacro Carcere a Catania
    La parte più importante è sicuramente quella relativa alla cella della martire che è composta da due piccole stanze. La prima delle due presenta un piccolo altare mentre la seconda, di forma più allungata, è quella dove la giovane donna dopo il martirio spirò e presenta la piccola finestra che batte sulla piazza Santo Carcere e che è diventata nel corso degli anni una vera e propria attrazione sia per i catanesi che per i turisti. La piazza ogni anno è sede del pellegrinaggio che si svolge in coincidenza della festa di Sant’Agata e permette a molti fedeli, anche nell’anno di riunirsi in preghiera.

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  • La Caserma Borbonica di Catania

    La Caserma Borbonica di Catania

    Catania è un vero e proprio patrimonio di cultura e di storia dove puoi trovare testimonianze delle varie epoche e dei principali personaggi che l’hanno abitata. Uno delle migliori espressioni di questa affermazione è rappresentata dalla Caserma Borbonica, un palazzo che vale la pena di andare a vedere se ti trovi a Catania.

    Questo edificio è comunemente conosciuto come la Ex Manifattura Tabacchi e si trova in Via Garibaldi,

    Nel pieno centro cittadino, a pochi passi dalle principali attrazioni storiche ed artistiche. La sua costruzione risale agli inizi del XIX secolo, nel pieno della dominazione borbonica sull’allora Regno delle Due Sicilie, con l’intento di destinarla alla caserma dell’esercito reale. La sua realizzazione fu eseguita su progetto dell’architetto Salvatore Zhara Buda. La produzione e commercializzazione del tabacco iniziò nel 1865 sotto il controllo dello Stato che nel 1893 decise di non costruire uno specifico stabilimento a Catania, ma di destinare i locali della caserma borbonica per l’insediamento industriale. La produzione di tabacchi è cresciuta continuamente raggiungendo il suo periodo migliore nel secondo dopoguerra per poi terminare l’attività nel 2002. Nel corso degli anni ha conosciuto alterne vicende e dal 2006 è stato inserito nell’elenco dei beni architettonici vincolati mediante apposito decreto.
    Dal punto di vista architettonico, il palazzo presenta una struttura ben delineata con una facciata sulla quale risalta un elemento di forma triangolare al cui centro è posizionato un orologio. L’intero edificio non è privo di balconi, proprio per la sua naturale destinazione militare, al cui posto sono posizionate delle grosse finestre, con quelle al pian terreno protette da griglie metalliche.

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  • Catania il palazzo Trewhella

    Catania il palazzo Trewhella

    Il fascino della città di Catania ha attratto diverse personalità che nel corso degli anni l’hanno abitata e hanno deciso di stabilirsi per trascorrere la loro esistenza. Uno di questi è sicuramente Robert Trewhella, un ingegnere e appaltatore inglese, che giunto a Catania nel 1860 per affari, qui visse tutta la sua vita. Se ti trovi a Catania, lungo la centralissima via Garibaldi potrai vedere quello che è comunemente conosciuto dai catanesi come il Palazzo Trewhella, ossia l’edificio dove l’ingegnere stabilì la sua dimora e dove morì nel 1909.

    Il Palazzo Trewhella è di complessivi due piani anche se in realtà è presente un piano ammezzato rilevabile dalle presenza di balconcini fronte strada.

    Ai lati del portone di accesso sono presenti due colonne alla cui sommità si trovano due capitelli in stile bizantino, mentre sulla volta del portone troviamo due angeli che suonano e al centro una testa divina. Dal portone si accede poi al cortile interno scoperto, secondo uno schema tipico dei palazzi costruiti nel XIX secolo. Sulla facciata principale sono presenti poi 5 balconi per piano con quello centrale del primo piano che presenta una dimensione maggiore e delle finiture architettoniche molto interessanti. L’ingegnere Trewhella giunse a Catania per seguire gli affari relativi all’estrazione dello zolfo ma ben presto ampliò il raggio dei suoi investimenti nel campo ferroviario, in quello degli appalti di edilizia, continuando nel contempo l’attività estrattiva. La sua mentalità anglosassone gli permise di evitare lungaggini burocratiche e di essere attento a necessità trascurate dallo Stato.

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  • Visitare il quartiere di San Berillo

    Visitare il quartiere di San Berillo

    Per conoscere Catania e la sua storia bisogna fare almeno un giro in uno dei quartieri più antichi della città, dedicato a San Berillo, morto martire e primo vescovo della comunità cristiana catanese. Il quartiere occupa una posizione centrale e fa parte della I circoscrizione, insieme ai quartieri Angeli Custodi, Antico Corso, Civita, Fortino, Giudecca e San Cristoforo.

    San Berillo: La difficile storia urbanistica

    Un tempo San Berillo era il quartiere più importante e centrale di Catania, densamente popolato e ricco di botteghe artigiane. Con il terremoto del Val Noto nel 1693, che mise in ginocchio la città, durante la ricostruzione l’asse viario si spostò sempre di più verso l’Etna accrescendo l’importanza del quartiere dei Quattro Canti.
    Nonostante negli anni la piazza di Stesicoro con i vicini resti dell’anfiteatro romano e la costruzione della stazione ferroviaria riportarono l’attenzione su San Berillo, scelte urbanistiche e speculazioni non fecero più decollare il quartiere.
    Anzi le opere di risanamento della zona per favorire l’afflusso e il deflusso dalla stazione e migliorare le condizioni igieniche, diedero vita negli anni cinquanta ad uno sventramento, ancora oggi visibile.
    Accanto a palazzi barocchi e monumenti, si hanno edifici incompleti e devastati, e San Berillo che doveva essere il quartiere più nobile, divenne quello più degradato, il luogo degli emarginati.
    Oggi le opere di riqualificazione che puntano sull’aspetto turistico e culturale, cercano di rivalutare questa zona, che è pur sempre un pezzo di storia catanese.

    San Berillo: La rinascita attraverso piazze e luoghi

    san berillo la rinascita
    Se ti addentri tra le vie del quartiere San Berillo, devi sostare in piazza Stesicoro, una delle più frequentate per la sua centralità e per la sua vicinanza al mercato della “Fera ‘o Luni“, probabilmente fiera della luna o del lunedì, dove oltre alla frutta, verdura e pesce puoi trovare abbigliamento e artigianato locale.
    Da questa piazza ogni anno, il 3 febbraio, parte la “processione della luminaria”, che prende il nome dall’offerta dei lumi all’altare della santa patrona Agata.
    Un’altra piazza, vero simbolo di rinascita per San Berillo, è quella intitolata a Goliarda Sapienza (Ex Piazza delle Belle). E’ un omaggio alla scrittrice, cineasta e poeta catanese, che ha vissuto una vita difficile e al limite, tra carcere e manicomio, che ha ispirato “L’arte della gioia” pubblicato postumo, un po’ come la storia del quartiere di San Berillo. Se vuoi vivere una Catania mondana, questo è il luogo giusto, infatti la piazza è diventata il punto di riferimento per i catanesi e la vita notturna.
    Un esempio eclatante di riqualifica è il Teatro Sangiorgi. Costruito all’inizio del 1900 per essere, oltre al teatro, un luogo multifunzionale con all’interno un caffè, un albergo, una pista di pattinaggio e posto d’incontro, con la crisi dello spettacolo teatrale degli anni settanta cadde in degrado e fu trasformato in un cinema a luci rosse. Recuperato con l’acquisto nel 1988, da parte dell’Ente Autonomo Teatro Massimo Bellini, è ritornato al suo splendore, con un’enorme capienza e un vasto palcoscenico, e oggi ospita rappresentazioni e eventi di gran prestigio.

    San Berillo: Rinascere con l’arte e il turismo

    museo reba
    La riqualificazione del quartiere ha avuto un ulteriore slancio grazie anche alla promozione artistica.
    Fai un salto al museo ReBa, ideato da Renato Basile, all’interno di un grande palazzo a due piani composto da sette grandi sale e da un ampio cortile, dove si esalta l’arte contemporanea e si favorisce l’integrazione sociale.
    Oppure puoi fare una passeggiata per la via di San Michele e immergerti nell’artigianato più estroso, trovando artisti, pittori e atelier d’arte. Come Magda Masano che crea oggetti in pietra lavica o in ceramica dipinta, oppure puoi visitare Koart, una galleria che ospita nuove generazioni di artisti.
    Numerosi infine i luoghi dove puoi sostare ed assaporare pietanze locali siciliane e vini come al “Razmataz“, o un cibo sano e creativo come alla “Cucina dei colori” dove il menù cambia ogni giorno a seconda della stagionalità.
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  • Palazzo Minoriti

    Palazzo Minoriti

    Collocato nel centro storico di Catania, fra la piazza del Duomo e l’anfiteatro romano, oggi Palazzo Minoriti, ospita nell’ala est dei suoi locali, l’amministrazione della Provincia regionale. Ennesimo esempio di una Sicilia, che di fronte alle calamità naturali riesce sempre a risollevarsi e a ricostruire come e meglio di prima palazzi e edifici.

    Ex convento dei frati Minoriti

    Il palazzo è un ex convento ospitante l’ordine dei frati Minoriti, distrutto dal terremoto nel 1693. Ricostruito nel settecento su progetto di Francesco Battaglia. In stile tipicamente barocco, nella variante catanese, l’edificio conventuale ha una pianta quadrilatera che si sviluppa attorno ad un ampio chiostro, con un piccolo giardino dietro la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, ricostruita anche questa come la preesistente.
    All’inizio vi era solo il piano terra, l’ammezzato e il primo piano. Il piano terra, dal lato esterno, sui tre lati liberi venne destinato a botteghe affittate dai frati per autofinanziarsi, il quarto invece confinava con la chiesa.
    Nel 1830 venne costruito da Sebastiano Ittar anche il secondo piano. Nel 1866 il convento fu requisito ai frati Minoriti e finì nelle mani dell’amministrazione Provinciale di Catania che ne concesse metà in uso alla Prefettura del Regno, mentre la chiesa rimase nelle mani dei religiosi.
    Da qui vennero effettuate alcune modifiche, anche strutturali, come ad esempio la chiusura dei portici per aumentare i locali o la costruzione di un rifugio antiaereo durante la guerra, fino al 1990 quando il Palazzo Minoriti ritornò alla sua pianta originale, con i quattro lati sul chiostro, mentre l’interno subì un’opera di restauro.

    Cosa vedere di Palazzo Minoriti

    palazzo minoriti natale
    Nella parte occupata dalla prefettura del Regno rimarrai sicuramente colpito dall’enorme scalone, dal salone di rappresentanza e dal corridoio di levante, dove sulle pareti scorrono opere pittoriche di pregio.
    Invece nella parte della Provincia spicca il corridoio d’onore, il lato ponente dell’edificio, con un’importante collezione di stampe antiche dell’Etna e dei dintorni di Catania raccolta dall’antiquario Riccobono. Anche il restauro della sala del Consiglio effettuata nel 2000 è affascinante, grazie al pittore Francesco Contraffatto, che con una tecnica a olio monocromo su superficie argentata a foglie ha voluto ricordare il lavoro delle comunità etnee.
    Se capiti nei pressi di Palazzo Minoriti durante la festa di Sant’Agata, protettrice della città di Catania, troverai sicuramente in giro qualche cartellone che ti inviterà a visitare le mostre e esposizioni, che puntualmente vengono organizzate all’interno del chiostro del Palazzo, e che raccontano il lavoro amanuense dei frati Minoriti. Per l’occasione sotto i portici, un susseguirsi di botteghe espongono i prodotti dell’artigianato locale, quali ceramiche, borse e pupi.

    La Chiesa dell’Arcangelo Michele o chiesa dei Minoriti

    chiesa dei minoriti
    Annessa sul quarto lato cieco del Palazzo, la chiesa dei Minoriti o dell’Arcangelo Michele, e il relativo convento, sono stati entrambi ricostruiti nel settecento dall’architetto Francesco Battaglia.
    La facciata è in stile tardo barocco siciliano, con degli echi classicheggianti. L’interno della chiesa è a croce greca con un coro profondo dominato da un organo neogotico. Mentre cammini, se volgi lo sguardo in alto potrai ammirare la maestosa cupola all’incrocio dei bracci, mentre le pareti sono adornate da opere di un certo valore. Soffermati ad ammirare le due pale d’altare settecentesche del pittore marchigiano Marcello Leopardi (1750-1795) raffiguranti la morte di San Giuseppe e l’Incoronazione di Sant’Agata, la tavola in argento sbalzato del XVI secolo con l’immagine dell’Arcangelo Michele, il crocefisso marmoreo di Agostino Penna e il dipinto con l’Annunciazione di Guglielmo Borremans.
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  • I classici pupi siciliani

    I classici pupi siciliani

    I Pupi Siciliani sono delle marionette tratte dalla cosiddetta Opera dei Pupi, un’antica forma d’intrattenimento diffusa specialmente in Sicilia e nell’Italia Meridionale tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.
    Queste marionette siciliane si distinguono dagli altri suoi simili per via della loro meccanica e repertorio, molto spesso tratte dalle opere cavalleresche.
    Nel diciottesimo secolo le marionette erano animate dall’alto grazie ad un’asta metallica connessa alla testa tramite uno snodo e in centro di altri fili che permettono alle gambe e alle braccia di muoversi.
    Uno sconosciuto da uno spiccato cervello, nella prima metà del diciannovesimo secolo, ebbe l’idea di trasformare le marionette in questione in Pupi tramite gli accorgimenti tecnici.
    Devi sapere che i classici Pupi sono stati realizzati con blocchi di legno di faggio, olivo o limone, quelli classici, al contrario di questi, hanno un’altezza media rispetto ai primi, finemente decorate in ogni dettaglio e, tramite le loro giunture di corda e alle loro armature metalliche, possono dare vita a delle rumorose battaglie.
    Pupi siciliani
    Il marionettista deve essere capace di recitare molto bene, avere destrezza nel risuonare i combattimenti, usando anche i rumori di fondo.
    L’opera dei Pupi era molto apprezzata dalle famiglie dei pupari ma che purtroppo non avviene più, i suoi spettacoli restano una forma d’intrattenimento rivolto ai turisti e agli studenti di scuola, seppur a Palermo ci siano ancora degli appassionati che si lasciano andare dai racconti e sentimenti senza tempo.
    Devi pensare che le tematiche visualizzate durante gli spettacoli furono un elemento importante della suddetta opera, entrando bene nei cuori dei cittadini siciliani, riscuotendo un fondamentale favore.
    Ci furono, tra i pupi siciliani, svariate rappresentazioni di cavalieri che hanno combattuto per la Francia come Carlo Magno, Angelica, Rinaldo, Cladinoro ecc. e per i Saraceni come Alfonso, Biancardino, Falsarone ecc.
    Una delle tematiche importanti dell’Opera dei Pupi è la storia di Carlo Magno, il re di tre regni dei Franchi e dei Longobardi e primo imperatore del Sacro Romano Impero, dove si racconta la storia di Ettore e dei discendenti ed altre opere con il re protagonista, sono stati rappresentati tutti in Sicilia.
    Pupo di siciliano 1
    Altre cose che devi sapere è che altre tematiche hanno avuto uno svilupo tipicamente locale, come gli avvenimenti nei pressi della Piazza Duomo di Catania, precisamente presso la Porta Uzeda.
    Un’ulteriore tematica da sapere nell’opera siciliana è quella dello stile banditesco.
    Molte volte in queste storie appaiono dei ladri di turno pronti ad essere odiati dal pubblico ed essere considerati personaggi sporchi.
    Un esempio in questa tematica è il paladino francese Rinaldo dove trova il coraggio di opporsi allo schema sociale e in quel caso diventerà eroe.
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  • Porta Garibaldi Catania

    Porta Garibaldi Catania

    Esistono luoghi che portano incisa la storia sulle pietre dei loro monumenti ed esistono città e uomini che hanno attraversato il proprio passato con fierezza e tenacia non piegandosi agli avvenimenti avversi.
    A volte, a guardar bene, si può leggere il corso degli eventi soltanto ponendosi di fonte ad un luogo simbolico. Catania, nella sua storia gloriosa e lunghissima, ha subito più volta l’onta della distruzione ad opera della natura e degli uomini, ma con orgoglio e tenacia ha sempre saputo risorgere.
    Se la curiosità ora lascia lo spazio alla voglia di approfondire il discorso, ti consigliamo, per il tuo prossimo viaggio in Sicilia, una tappa obbligata davanti alla Porta Garibaldi di Catania vero e proprio luogo intriso di una simbologia profonda che ha subito mutamenti importanti al cambiare degli eventi, risorgendo ogni volta più bella.

    Le origini della Porta Garibaldi

    Piazza Palestro Catania per i catanesi 'U Futtino
    Costruita nel 1768, la Porta Fernandea, nacque come arco trionfale a struttura stabile e fu eretto per celebrare le nozze tra Ferdinando IV di Borbone e Carolina d’Austria. La posizione in cui fu costruita l’opera è scenografica; se ti porrai al centro della struttura avrai la possibilità di ammirare in lontananza la cupola della Cattedrale di sant’Agata vero cuore pulsante della città.
    L’arco, imponente e maestoso, ebbe per lo più funzione ornamentale. Ciò che non potrà fare a meno di colpirti è il particolare rivestimento della struttura; la geniale bicromia che caretterizza le sezioni orizzontali dell’opera, fu realizzata con materiali tipicamenti catanesi in modo darne una connotazione originale e creare un legame indissolubile con la propria terra.
    Le strisce bianche realizzate in pietra calcarea e quelle nere costruite in pietra lavica, connotano fortemente i tratti catanesi della struttura. Prima dell’unità d’Italia l’arco recava sopra l’architrave due bellissimi geni alati con una tromba, mentre, al centro, un particolare elefante in lava reggeva i busti dei due sovrani borbonici protetti da un’aquila con una corona d’alloro nel rostro.
    La valenza simbolica era piuttosto forte e si poneva come obiettivo la celebrazione dell’unione tra due casate tanto prospere ed importanti.

    Dalla Porta Fernandea a Porta Garibaldi.

    porta ferdinandea
    Ma si sa; il passato è passato e con il mutare delle condizioni politiche, gli uomini decisero di cambiare il monumento per cancellare la storia.
    Oggi non avrai più la possibilità di ammirare ne’ l’aquila simbolo di potere, ne’ i mezzobusti celebrativi dei sovrani; al loro posto si erge un orologio affiancato da un’araba fenice che sta a simboleggiare la città di Catania che seppe risorgere dalle sue ceneri come l’animale e seppe ricostruirsi più bella ogni volta che gli uomini o l’Etna la distrussero.
    A suffragio di questa forte simbologia è il motto ” Melior de cinere surgo” che potrai ancora oggi ammirare inciso sull’arco e che rappresenta la quinta essenza del coriacità catanese.
    Con l’unità d’Italia cambiò anche il nome della struttura; quasi a voler tagliare bruscamente col passato e cancellata ogni traccia borbonica, fu chiamata Porta Garibaldi conferendole un accento assai più patriottico.
    Oggi inglobata nella città, la Porta appare essere una meravigliosa quinta scenografica in un contesto urbano denso di contraddizioni; solo chiudendo gli occhi potrai rivederla con la maestosità vibrante tipica di una splendida porta di accesso ad una città bellissima ed orgogliosa.
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  • La storica Via Garibaldi di Catania

    La storica Via Garibaldi di Catania

    Quando ti trovi a passeggiare per il centro storico di Catania, senza accorgerti starai percorrendo una delle vie più importanti e storiche della città, la via Giuseppe Garibaldi. Questo lungo rettilineo attraversa Catania da est a ovest, dalla Porta Ferdinandea “Porta Garibaldi” alla Piazza del Duomo incrociandosi con altre vie, altrettanto importanti che formano il caratteristico reticolo viario catanese.

    via Garibaldi: Brevi cenni storici

    piazza palestro
    Dopo il terremoto che distrusse Catania nel 1693, la via venne ricostruita esattamente sul tracciato preesistente.
    Centrale e rettilinea, in origine chiamata “via San Filippo“, poi “via Ferdinandea” quando venne costruita l’omonima porta nel 1768 per celebrare le nozze di Ferdinando IV di Sicilia e Maria Carolina d’Austria, fino all’attuale denominazione di “via Giuseppe Garibaldi” dopo l’Unità d’Italia .
    Simbolo del centro storico di Catania, il suo percorso parte proprio da Piazza del Duomo e dalla fontana dell’Amenano, che utilizza le acque del fiume sotterraneo, per giungere fino all’arco di trionfo ferdinandeo.
    Ti troverai a percorrere questa via anche senza volerlo e resterai stupito dai palazzi ed edifici storici, e dalle numerose attività commerciali che si affacciano su questo tragitto.

    Lungo la via Garibaldi: Palazzi storici e chiese

    La casa di Giovanni Verga
    Passeggiando lungo la via Garibaldi si possono trovare numerosi palazzi settecenteschi e ottocenteschi, oltre a bellissime chiese in stile tardo barocco, tutti da visitare.
    All’angolo tra via Castello Ursino e via Garibaldi trovi la Chiesa di Santa Chiara costruita nella seconda metà del XVIII secolo dall’architetto Giuseppe Palazzotto, che nel suo ampio loggiato ospita le tele di Paolo Vasto, “San Lorenzo” e di Olivio Sozzi, “l’Immacolata”.
    Nell’incrocio con via Sant’Anna sorge la casa- museo dello scrittore verista siciliano, Giovanni Verga, all’interno di uno stupendo palazzo settecentesco integro nell’architettura e negli arredi.
    Lungo la via puoi ammirare l’ottocentesco palazzo Trewhella, la chiesa di Santa Maria dell’Aiuto e la caserma borbonica, oggi utilizzata per la manifattura dei tabacchi.

    Via Garibaldi, cuore del commercio

    via garibaldi commercio
    La via Garibaldi non è solo storia e arte, ma ti offre anche la possibilità di passeggiare in modo piacevole, di sostare in uno dei tanti bar lungo il tragitto o di fare shopping nelle numerose boutique, anche di famose griffe, che si alternano a palazzi e chiese.
    Se invece vuoi entrare nella tradizione del popolo catanese e assaporare usi e costumi locali, devi fare un giro alla “Pescheria” il mercato del pesce dove l’imperativo è usare il dialetto siciliano o al mercato settimanale dove trovare prodotti tipici del posto e manifatture artigianali.
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  • Fercolo di Sant’Agata

    Fercolo di Sant’Agata

    La festa di Sant’Agata a Catania, è une delle feste più importanti di tutta la città e della Sicilia. Ogni anno attira tantissimi fedeli da tutta l’isola e tanti turisti per assistere a questa grande festa religiosa.
    Durante la festa in onore di Sant’Agata, si svolge una grande processione scenografica, tanti uomini portano per le vie della città il busto della santa all’interno di un contenitore, detto Fercolo o vara, sfarzosamente decorato.
    Questo Fercolo, una struttura di diversi materiali, viene portato in spalla, da tanti giovani e forti uomini per le principali vie cittadine.
    La storia del Fercolo di Sant’Agata è molto antica, la prima struttura costruita risale al 1379 circa. Essa era decorata e intarsiata, con rifiniture pregiate ed era composto da una struttura in legno, con all’interno lo scrigno della santa, in argento, che conteneva le sue reliquie.Molti anni dopo fu costruito un secondo fercolo, progettato dall’artista orafo Vincenzo Archifel verso gli inizi del 1500 a Catania. Fu costruito secondo uno stile rinascimentale, sempre finemente decorato, mentre sul tetto sono presenti dodici statue raffiguranti i dodici apostoli. La cupola, rettangolare, poggia su sei colonne corinzie.
    Il fercolo è composto d’argento pesante. Esso si muove su quattro ruote in gomma piena, trainate dai devoti della santa chiamati cittadini, vestiti col tradizionale abito, detto sacco. Viene trasportato tramite dei cordoni, al cui capo presentano delle maniglie dove i cittadini possono trainare con forza il carro.
    Il peso del fercolo è di circa 17 quintali, ma durante la processione il suo peso aumenta notevolmente, appesantito dai devoti e dagli addobbi, facendolo arrivare a circa 30 quintali.

    Lo scrigno di Sant’Agata

    Lo scrigno di SantAgata
    Lo scrigno situato sul fercolo è una cassa d’argento in stile gotico, costruito sul finire del 1500. Sul coperchio sempre in argento, è rappresentata la vita di Sant’Agata. Le reliquie della santa sono contenute in diversi reliquiari, tutti diversi tra loro, perché progettati e realizzati in epoche differenti.

    Il Fercolo di Sant’Agata addobbato

    Il Fercolo di SantAgata addobbato
    Il varo o fercolo è finemente addobbato da fiori, esclusivamente garofani. Da questa particolarità si può riconoscere la processione, se quella del 4 febbraio o quella del 5.
    Nella processione del 4 febbraio, i garofani sono di colore rosa, per simboleggiare la passione per Gesù e del suo martirio, mentre in quella del 5 febbraio i garofani sono di colore bianco che indicano la grande fede in Dio, il candore e la verginità di donna dedicata al Signore Gesù.

    Il Fercolo di Sant’Agata oggi

    Il Fercolo di SantAgata 1
    Il fercolo che oggi tutti ammirano, non è quello originale, ma uno più recente risalente agli anni 50 del 1900. Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, anche Catania non venne risparmiata dalla distruzione aerea nemica.
    Furono colpite diverse zone della città, tra cui edifici pubblici e religiosi. Anche l’edificio che ospitava l’antichissimo fercolo catanese, venne distrutto. Il pregiato fercolo subi’ ingenti danni e non fù possibile recuperarlo. Cosi alcuni anni dopo venne ricostruito molto simile all’originale, tramite antiche foto, disegni e testimonianze dei cittadini.
    Una volta completato ritornò ad essere utilizzato nelle processioni della festa a partire da quella del 1947.L’anno prima, nel 1946, i catanesi, in assenza di un fercolo, si rivolsero ai paesi vicini per chiedere aiuto riguardo un fercolo da prestare. Cosi la città di Acicastello prestò loro il suo fercolo, quello di San Mauro, facendo si che i catanesi potessero festeggiare la tanto amata santa.
    Questo gesto, molto apprezzato dai cittadini, fece in modo che la devozione per Sant’Agata legasse ancora di più queste due città vicine.
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  • I migliori vini dell’Etna

    I migliori vini dell’Etna

    La Sicilia una terra tutta da scoprire e conoscere. Una meta non solo turistica ma anche gastronomica. Saperi e sapori combinati fra loro. Negli antichi testi latini vi è un proverbio riguardo la cultura culinaria della Sicilia che recita” Siculus coquus et sicula mensa” ovvero che il cuoco e il cibo sono un binomio indissolubile. La gastronomia siciliana è famosa per saper accostare sapientemente aromi e ingredienti prodotti di una terra generosa.

    I vini dell’Etna: eccellenza tutta da assaporare

    Mangiare bene vuol dire accompagnarsi con un ottimo calice di vino.

    Infatti la Sicilia è una fra le regioni italiane che annovera una vasta produzione di vini meravigliosi. Accanto ai tradizionali ai rossi di forte struttura, oggi troviamo vini moderni, fruttati e speziati. Queste caratteristiche appartengono, soprattutto, alla viticoltura praticata nella zona dell’Etna. Qui troviamo antichi vitigni autoctoni che grazie al lavoro e alla passione dei produttori locali hanno diffuso il vino dell’Etna in tutto il mondo.
    I vitigni più noti sono quelli a bacca rossa come il
    Nerello, Nerello Cappuccio, mentre quelli a bacca bianca sono il Carricante, il Catarratto; sono solo alcuni protagonisti di questa meravigliosa terra. Questi vini portano sulla etichetta la dicitura di “Etna DOC“, la più antica d’Italia. Le pendici del Vulcano regalano frutti di immenso valore, grazie alla peculiarità pedoclimatiche, alla presenza di terriccio vulcanico nel suolo.

    Nerello mascalese

    nerello mascalese

    Il Nerello mascalese è un vitigno autoctono che viene coltivato alle pendici del’Etna fra i 350 e i 1000 metri sul livello del mare. la vite assume la forma di alberello e la sua uva di colore rosso chiaro con una caratteristica forma oblunga. Questo vino ha una gradazione alcolica intorno 13/14°. E’ un vitigno nobile destinato all’invecchiamento. Vinificato senza vinacce è conosciuto anche come “peste in botte”. Ha un colore rosso carico, al palato speziato con accenti di frutti rossi dal gusto caldo, pieno e asciutto con un profumo di viola. Ben si adatta a portate di carne o formaggi stagionati.

    Nerello Cappuccio

    nerello cappuccio
    Il Nerello Cappuccio deve il suo nome alla forma delle foglie che avvolgono in maniera curiosa i propri grappoli a forma di pigna.
    L’aroma di questo vino è caratterizzato da profumi delicati e combinati fra di loro come l’estratto di legno misto a sentori di vaniglia. Al palato si presenta con note fruttate di ciliegia e un bouquet di aromi floreali.
    E’ chiaro che siamo di fronte a due eccellenze della produzione di vini rossi della zone dell’Etna, entrambi adatti all’invecchiamento: Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio.Se invece vogliamo gustare un ottimo calice di vino bianco possiamo prendere un Carricante o un Catarratto.
    Il nome Carricante deriva da antico termine siciliano “u carricante” legato all’abbondanza di produzione di grappoli che riempivano i carri dei contadini.
    Il Carricante viene vinificato con altri uvaggio come catarratto, minnella bianca e inzolina.
    Elegante ma nello stesso tempo ben strutturato, speziato dal sapore della zagara con fresche note di frutta bianca, mela, agrumi e di anice. Si presta all’invecchiamento. Si abbina piacevolmente agli antipasti di mare e piatti semplici di pesce.

    Catarratto

    vino Catarratto
    Un altro importante vino dalle bacche bianche è il Catarratto che si distingue in Bianco Comune e in Bianco Lucido. Anche se la tradizione contadina ha una nomenclatura molto pittoresca: Cattaratto Ammantiddatu, il Bagascedda, il Fimminedda.
    Il Catarratto è l’uvaggio tipico del vino Marsala anche se oggi è usato per la produzione di ottimi vini da pasto. Ha un colore giallo paglierino, al palato si presenta asciutto e corposo, dall’aroma fruttato.
    Adesso a voi la scelta di quale vino abbinare alle vostre pietanze.
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  • La storica piazza Carlo Alberto di Catania

    La storica piazza Carlo Alberto di Catania

    La città di Catania, dalla storia antichissima e gloriosa, accoglie il turista mostrandosi con tutte le sue molteplici sfaccettature.

    Due facce della stessa moneta

    Città orgogliosa, tenace e coriacea seppe risorgere dalle proprie macerie ogni volta più bella; maestosamente barocca ti potrà regalare emozioni del tutto particolari.

    Luci e suoni

    Piazza Carlo Alberto fera o luni
    Uno dei luoghi più caratteristici della città che non potrai non inserire nel tuo itinerario di viaggio è senza dubbio Piazza Carlo Alberto uno spazio simbolo di Catania espressione dei mille volti di una città tanto poliedrica.
    Dialetticamente chiamata “Fera ‘o luni“, motto dall’etimologia incerta che potrebbe stare ad indicare un antico tempio pagano dedicato ad Artemide oppure un luogo paludoso, oggi la piazza è sede di uno dei mercati cittadini più caratteristico.
    La piazza ti accoglierà in un tripudio di colori e suoni; l’intenso vociare dei commercianti dietro i loro banchi, le contrattazioni, le corse per accaparrarsi il prodotto migliore, ti porteranno in un ambiente esotico e multietnico dove i profumi ne saranno protagonisti.

    Ombre silenziose

    chiesa di San Gaeatano alle Grotte catania
    Se, ancora stordito dall’intenso clamore del mercato, te ne allontanerai per visitare la vicina chiesa di San Gaeatano alle Grotte, non potrai fare a meno di calarti in una realtà parallela. A poco a poco il silenzio si impadronirà dei luoghi; scendendo la ripida scala che conduce al tempio sotterraneo, sentirai solo il rumore dei tuoi passi.
    Il luogo, essenziale, saprà trasportarti a ritroso nella storia; dai muri risale prepotentemente l’umidità che assale le narici. L’emozione di trovarsi al cospetto delle tracce di antichi affreschi, in un luogo in cui hanno trovato riposo le spoglie di antichi santi cristiani è una suggestione da conservare con cura.

  • I Monti Nebrodi

    I Monti Nebrodi

    I Monti Nebrodi Della Sicilia avrai già sicuramente sentito parlare per la bellezza del suo mare e delle sue spiagge.

    Questo è sicuramente vero, ma questa volta vorrei parlarti di qualcosa di diverso, quasi inaspettato. In Sicilia l’acqua non la fa da padrona solo sulle coste ma anche nell’entroterra. Mi sto riferendo all’ultima parte dell’appennino dove puoi trovare i Monti Nebrodi, gelosi custodi di fantastici laghi completamente circondati dalla vegetazione.

    I Monti Nebrodi sono la catena montuosa principale della Sicilia

    I Monti Nebrodi sono la catena montuosa principale della Sicilia
    Vanno da Messina fino alle pendici dell’Etna. Hanno una forma dolce e la fauna trova il suo habitat naturale in una vegetazione verde e lussureggiante. Ma come detto è l’acqua a farla da padrona. Forse una delle zone dell’isola più ricche dal punto di vista idrografico, l’umidità del terreno ha reso il Parco dei Nebrodi una vera e propria miniera di storia e di tradizione.

    Se deciderai di esplorare questo gioiello non puoi perderti il Sentiero delle Sorgenti

    Sentiero delle Sorgenti Monti Nebrodi
    Un percorso di 18 chilometri ad anello che ha come epicentro il paese di Maniace. Tra percorsi pastorizi millenari, rifugi a 1300 metri e numerose sorgenti, in un attimo ti dimenticherai della frenesia moderna. La Pro Loco di Maniace che cura da tempo la struttura sarà inoltre lieta di darti tutte le informazioni del caso.

    Abitati dai tempi più remoti Girovagando tra i Monti Nebrodi

    Monti Nebrodi paesini
    Potrai incontrare diversi paesini dove il tempo sembra essersi fermato. Lì riscoprire i prodotti agricoli veramente genuini o gli oggetti per uso agricolo ancora forgiati in legno o in pietra sarà semplice come bere un bicchiere d’acqua.

  • Sant’Agata la messa dell’Aurora

    Sant’Agata la messa dell’Aurora

    La festa in onore di Sant’Agata a Catania è una celebrazione molto importante per i devoti.

    La messa che si svolge il 4 febbraio, viene chiamata messa dell’Aurora, perché si svolge molto presto la mattina.
    Tantissimi devoti si svegliano presto per poter entrare in chiesa e posizionarsi trai primi posti vicini alla loro amata santa. Una volta entrati in chiesa si aspetta che vengono aperti i cancelli dove e situato il busto della santa, poi la si fa uscire in chiesa e tutti i fedeli iniziano a gridare e cantare, queste sono le scene più toccanti di tutta la celebrazione.
    cannalore la messa dellaurora
    Il mezzobusto viene posizionato sull’altare principale della chiesa, dove l’arcivescovo celebra la messa dell’Aurora. Durante la messa viene recitato il rosario, introdotto da pochi anni. In seguito viene recitato anche l’inno di Sant’Agata, molto importante per i devoti.
    La messa dell’Aurora è una celebrazione molto sentita dai cittadini e devoti della santa, essi sono ansiosi di partecipare cosi presto a questo evento, per la loro tanta fede in Sant’Agata.
    SantAgata la messa dellAurora 02
    Una volta finita la messa il busto viene portato fuori dalla chiesa, dove e già pronto il fercolo. Il busto viene accolto dai fedeli con fuochi d’artificio e suoni di campane a festa, iniziano cosi i festeggiamenti in onore di Sant’Agata.
    Prima del fercolo, il carro viene proceduto dalle cannalore, carri allegorici che rappresentano i mestieri e le arti della città.
    Caricato, poi sul fercolo, elegantemente addobbato, la santa inizia a percorrere le principali vie cittadine, seguita da un immensa folla emozionata e festosa.

  • Pasta con Macco di fave

    Pasta con Macco di fave

    Il macco di fave è una delle ricette tipiche siciliane più gustose e particolari.

    Si tratta di un piatto unico che ti garantiamo, solleticherà il tuo palato.
    Pasta con macco di fave: ingredienti per 4 porzioni
    – 500 g circa di fave secche
    – 150 g di pasta (preferire spaghetti o capellini spezzati)
    – cipolla
    – carota
    – sedano
    – sale (q.b.)
    – pepe (facoltativo)
    – olio extravergine di oliva
    – 1 spicchio di aglio
    – rosmarino (facoltativo)
    Macco di favePreparazione pasta con macco di fave
    Per prima cosa metti sciacqua e metti a bagno in acqua fredda le fave per circa 2 ore. Fai un soffritto unendo aglio in camicia, cipolla, carota e sedano tagliati finemente; rimuovi l’aglio e unisci le fave ben scolate al soffritto. Una volta che saranno ben rosolate, aggiungi acqua fino a coprirle. Quando l’acqua inizierà a bollire, copri la pentola e lascia che le fave inizino la loro cottura, finché non saranno totalmente disfatte. Ogni tanto aggiungi acqua tiepida alla cottura. Quando il macco sarà pronto e denso, aggiungi altra acqua e porta il tutto ad ebollizione, aggiungi poi gli spaghetti tritati e continua a mescolare fino a totale cottura degli stessi. Servi questo piatto caldo e gustalo assieme ai tuoi cari.Conclusioni
    La pasta con macco di fave è una ricetta tipica siciliana che viene riproposta da anni e rappresenta un piatto unico gustoso, poco calorico e adatto a tutti coloro che amano seguire un’alimentazione sana. Ti consigliamo di provarlo abbinato ad un vino bianco, magari anch’esso siciliano.

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  • Mangiare Slow Food a Catania

    Mangiare Slow Food a Catania

    Lo Slow Food è una società culturale mondiale senza scopo di lucro che nasce in Piemonte, precisamente a Bra, nel 1986, avendo come fine il diritto di godersi il pasto e tutto il mondo dell’enogastronomia con molto piacere.
    Carlo Petrino fondò questo movimento come segno di risposta per il fast food, junk food e per le abitudini frenetiche della vita moderna, pertanto Slow Food studia, protegge e diffonde le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni parte del mondo.
    Devi sapere che Slow Food possiede varie osterie in Italia, ma di quello che vorrei parlarti si trova nel centro storico Catania, in Sicilia, e si chiama ME CUMPARI TURIDDU, il locale delle ricette della nonna e della musica Jazz, che è tra le 18 realtà italiane, l’unica in Sicilia, dalla guida Michelin, rivolto alle cucine con uno spiccato di materie prime e un ottimo rapporto qualità-prezzo, e desidera diventare l’archetipo del siciliano emigrato negli Stati Uniti.
    cucina me cumpari turiddu
    Ti posso dire che questo locale faceva già parte della guida internazionale Routard, tra le Top Choice della Lonley Planet, tra i ristoranti segnalati dall’accademia italiana della cucina e tra quelli della guida ai piaceri della regione Sicilia su Repubblica.
    Il Me Cumpari Turiddu si evolve tramite le ricette e storie della nonna e che ad un determinato momento opta per l’importazione dall’America solamente la musica Jazz, tornando alla ricerca delle origini e il suo concetto gira attorno alla volontà di collegamento alla sicilianità, utilizzando prodotti stagionali e presidi slow food che aiutano il suino nero dei Nebrodi, l’asino ragusano, il formaggio di capra girgentina, il piacentino ennese, le mele dell’Etna e il pistacchio di Bronte.
    I prodotti scelti e selezionati da quest’osteria sono esclusivamente biologici, normonaturali e biodinamiche, senza l’ausilio di intermediari.
    Ti racconto adesso come funziona l’osteria: apre alle 10 e 30 del mattino e tu potresti bere il caffè o mangiare prodotti appena sfornati come i cornetti con crema, poi si prosegue con il pane caldo realizzato con il lievito madre e un miscuglio di farine siciliane capaci di poter rendere croccante e molto digeribile, mettendoli già da pranzo con salumi e formaggi dei presidi Slow Food.
    focacce di Messina
    Dalle ore 11:30 fino all’01:00 di notte, nel Me Cumpari Turiddu apre il Bistrot, una parte dedicata allo street food siciliano, per esempio crocchette e panelle di Palermo, focacce di Messina, scacce di Scicli e tante altre proposte per pranzo, aperitivo e cena.
    Tra le tante ricette ci sono le frittate della nonna, preparate con uova biologiche, oltre al pane come mafaldine e pagnotte, ci sono anche le braciole messinesi e non mancano le verdure fresche di stagione inserite nelle vellutate e l’insalata fatta con yogurt greco di capra girgentana.
    il Macco di fava di Leonforte
    Nello stesso orario del Bistrot, il locale effettua anche servizio di ristorazione dove potrai mangiare pietanze come il Macco di fava di Leonforte, spaghetti alla Turiddu con la masculina da magghia, involtini di spatola con verdurine alla stimpirata e tante altre, in poche parole rispecchiano i ricordi e le radici.
    Dalle ore 18, tu potrai effettuare un servizio da tè e altri infusi siciliani e altri dolci tramandati dalle famiglie come crostate di vari gusti, ciambelle, torte di mele, budini su biscotto di Noto, il pistacchio di Bronte e altre proposte varie, un luogo ideale per chi vorrebbe vivere in ogni aspetto della vita siciliana.
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  • Alla scoperta dei fiumi Simeto ed Amenano

    Alla scoperta dei fiumi Simeto ed Amenano

    Come ben saprai, l’Italia è un territorio realmente ricco sotto il punto di vista geografico. Difatti, sul territorio italiano sono presenti diversi laghi, catene montuose e fiumi. Proprio su quest’ultimi troverai interessanti approfondimenti quest’oggi. Non a caso, verranno analizzati due tra i fiumi più importanti della regione Sicilia. Questi due corsi d’acqua vengono comunemente chiamati fiume Simeto ed Amenano. La Sicilia come sicuramente conoscerai non è un territorio ricco di fiumi. Eppure questi due menzionati in precedenza possiedono alcune peculiari caratteristiche. Ecco quindi, tutto ciò che devi conoscere sui fiumi Simeto ed Amenano.

    Il fiume Simeto: tutto quello che c’è da sapere al riguardo

    il fiume simeto
    Il primo fiume che verrà analizzato è il Simeto. Da dove nasce il Simeto? La sorgente di tale fiume si ricerca nei monti Nebrodi che si trovano nelle vicinanze della città di Messina. Il fiume Simeto percorre dunque il suo corso avventurandosi anche tra le pendici settentrionali del vulcano Etna. Durante il suo percorso verso la foce, il fiume Simeto abbraccia vari affluenti. Tant’e vero che la sua consistenza in certi punti forma quasi un confine naturale tra le due province siciliane di Catania ed Enna. Il fiume in passato era visto come segno di protezione e luogo prolifico della Sicilia. A testimonianza di ciò in alcune zone nei pressi del fiume sono stati rinvenuti reperti che provano la qualità di vita al tempo dei greci-romani e della dominazione araba. Anche oggi comunque, il fiume Simeto viene riconosciuto come una vera e propria culla della vita. Ci sono infatti diverse specie di animali che potrai trovare nelle vicinanze del fiume. Tra queste se sei fortunato puoi imbatterti in specie di Aironi o addirittura Martin pescatori, volatili veloci che cacciano i pesci di acqua dolce. Lungo il corso del Simeto poi è possibile incontrare anche flora vegetale molto pregiata. Molto comune la specie del cardo in fiore, presente con una frequenza molto alta. Il Simeto infine, sfocia nel Mar Ionio, all’interno del golfo di Catania.

    Il fiume Amenano: tutto quello che c’è da sapere al riguardo

    fiume Amenano Catania
    fiume Amenano Catania

    Dopo aver analizzato il Simeto, è arrivato il momento di concentrarsi sul fiume Amenano. C’è subito da specificare però che il fiume Amenano è diverso a quello di cui hai letto poc’anzi. Infatti, questo corso d’acqua in realtà è un fiume sotterraneo che scorre interamente sotto la città di Catania. Ricostruire la storia del fiume è tutt’ora molto difficile ed ancora oggi le sue origini sono molto oscure. Ciò che si conosce per certo è che il fiume Amenano era un punto di riferimento per gli abitanti di Catania fino all’anno 1669, in cui avvenne una spaventosa eruzione del vulcano Etna. Dopo tale avvenimento sembra che il fiume si sia ritirato e scorra soltanto nel sottosuolo della bella città siciliana. Dove devi andare quindi, se vuoi ammirare il fantasma silenzioso che scorre sotto Catania? Ci sono diversi luoghi in città che puoi visitare. Il più famoso comunque, rimane la Fontana dell’Amenano, che venne creata da Tito Angelini durante il 1867. Oltre alla splendida opera architettonica in questo punto potrai rimanere affascinato dal fiume. Naturalmente, essendo un elemento suggestivo, il fiume nel corso del tempo ha ispirato leggende e racconti popolari. Tuttavia, non c’è nulla di soprannaturale, a parte la bellezza, in questo fiume che sfocia direttamente nel Mar Ionio.

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  • Nei week-end fino al 23 Dicembre bus A.M.T. gratuiti

    Nei week-end fino al 23 Dicembre bus A.M.T. gratuiti

    Bus A.M.T. gratuiti: Quest’anno il Natale è più tranquillo per gli automobilisti di Catania che non saranno costretti a spostarsi con la macchina per raggiungere i migliori negozi del centro e acquistare i tradizionali doni natalizi.

    La società A.M.T. mette a disposizione gratuitamente l’intera rete di collegamenti autobus di Catania,

    nei week-end di Dicembre che ci separano dal Natale, escludendo solo Alibus e il 524/S.
    Potrai dedicarti alla sola scelta dei regali, entrare nel negozio preferito e osservare a lungo, senza preoccuparti del parcheggio. Week-end con la famiglia in centro per non pensare ad altro che fare felice chi ti vuole bene.
    Notevole il vantaggio per te –senza stress da auto– come per la città, non investita da un carico eccessivo di gas di scarico.
    AMT
    Programmando per tempo lo shopping, potrai godere di una visita ad uno dei mercati più belli e grandi di Catania in piazza Carlo Alberto di Savoia, FERA ‘O LUNI. Passeggiando piacevolmente tra le bancarelle di frutta, verdura, pesce e tanto altro, ti viene voglia di acquistare l’occorrente per la cena di Natale. Se vuoi aggiungere del buon vino solo 3 km ti separano da via Vittorio Emanuele II dove l’ENOTECA REGIONALE ti propone i più importanti vini siciliani ed altro ancora, come cioccolato di Modica, Malvasia, pasta di mandorle e pesto siciliano da degustare chiacchierando simpaticamente con il padrone del locale. Prodotti tipici ideali -ad esempio- per omaggiare quel parente che viene a trovarti una volta l’anno a Natale.
    Poi ti allontani a piedi verso via Garibaldi per apprezzare la MIZZICA e trovare oggetti estrosi ed unici da donare…a chi ti ringrazia sempre per il regalo ma capisci che non è soddisfatto e ti riprometti ogni volta di pensarci un po’ di più.
    E’ un intellettuale un po’ snob? Niente di meglio della LIBRERIA FENICE sempre lungo via Garibaldi, proprio a due passi. In stile steampunk, è dedicata ai grandi tesori letterari di ogni tempo, per acquistare libri di un certo spessore e anche opere grafiche di ogni epoca.
    Piazza Manganelli
    Proseguendo sulla stessa strada, per amici o parenti che hanno a cuore le sorti del Pianeta Terra, trovi oggetti originali ed eco solidali da DECORTACK. Manufatti di artisti che nella loro unicità rispecchiano la Sicilia ed i suoi colori.
    Dieci minuti di autobus gratuito e arrivi in piazza Manganelli: fai un salto da LATIENDA DI TRIBEART e trovi piccole opere d’arte per tutte le tasche. Uno spazio innovativo per doni intelligenti dove un oggetto emblematico puoi regalarlo al tuo capoufficio, o puoi sorprendere in maniera piacevole qualcuno che ami.
    Passeggiando ancora 5 minuti arrivi in piazza Santo Carcere dove c’è il laboratorio NOTTURNO INDIANO. La proprietaria crea piccoli oggetti di bigiotteria con pietre naturali e lavorazioni artigianali che richiamano alla mente paesaggi esotici: il regalo perfetto per la tua migliore amica che apprezza solo l’etnico. Un po’ più in là incappi in FOLK LAVASTONE, un locale suggestivo -assolutamente da vedere- dove ogni piccolo gioiello in pietra lavica o complemento d’arredo in ceramica decorata a mano parla siciliano: non può che essere nato qui e rendere felice chi ama tanto la sua terra.
    Per finire in bellezza sotto Natale non si può evitare di regalare ad una donna -mamma, nonna, moglie, collega o amica che sia- un made in Italy del settore trainante dell’industria italiana, un’eccellenza chiamata moda. In autobus o a piedi in dieci minuti arrivi in via Sant’Euplio dove c’è un piccolo negozio di sartoria italiana vera e accessori artigianali siciliani doc: MAGLIE & CO.
    Prezioso locale per fare felice chi tiene al proprio stile ed è sempre impeccabilmente vestita.
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  • Villa Bellini: Pop Up Market Sicily

    Villa Bellini: Pop Up Market Sicily

    Pop Up market Sicily nasce dalla volontà di portare in giro per la Sicilia eventi itineranti e market temporanei.

    La scelta del nome esprime perfettamente l’essenza del progetto: un contenitore apri e chiudi che cattura l’attenzione e stupisce con una veste sempre diversa. L’obiettivo del team di Pop Up Market Sicily è quello di dare nuova vita all’ordinario, partendo alla scoperta di luoghi storici della città di Catania per trasformarli in location uniche. Alla Villa Bellini Pop Up market Sicily ambienta le sue iniziative artistiche e sociali, allestendo una cornice ideale dove gustare un drink, ascoltare della buona musica, mangiare bene, godersi una mostra o curiosare tra gli stand dello street market.

    Per il progetto di rigenerazione urbana di Pop Up Market Italy non esiste luogo più adatto a Catania di Villa Bellini.

    Progettata sui resti di un antico giardino del 700, la Villa è uno dei luoghi più amati dai catanesi, dove rilassarsi, incontrare amici e divertirsi. Con un patrimonio naturale d’eccezione, Villa Bellini vanta oltre 100 specie di alberi e arbusti esotici e subtropicali, rappresenta uno spazio ideale per vivere momenti di aggregazione e intrattenimento all’aria aperta circondati dal verde e dalla bellezza. Alla Villa Bellini Pop Up Market Sicily si prepara a stupire la città e i catanesi con manifestazioni artistiche e musicali di grande interesse, con spazi dedicati a grandi e ai bambini. Alla Villa Bellini con Pop Up market Sicily ti aspetta sempre qualcosa di diverso, all’insegna del gusto e della semplicità mai scontata.
    VILLA BELLINI
    Presente, passato e futuro rivivono nello street market a Villa Bellini, dove food trader selezionati dal team di Pop Up Market Sicily cucineranno per te le specialità della cucina catanese. Non perdere l’occasione di fare un giro nel market popolare per scovare oggetti vintage, di design, creazioni esclusive e originali e artigianali. Pop Up Market Sicily mette in campo una squadra di professionisti affermati, creativi, designer, esperti musicali, digital creators e food traders che lavorano con passione e dedizione per mettere insieme laboratori creativi e stimolanti. Alla Villa Bellini Pop Up Market Sicily offre tanta musica classica, moderna o tradizionale, con note di swing, elettronica, jazz, tango e rock che accompagnano e scandiscono il ritmo della manifestazione. Ogni evento è in edizione limitata e si trasforma in un’occasione imperdibile per conoscere suoni, sapori e note nuove. Molte le iniziative rivolte al sociale e le collaborazioni con le onlus, per rafforzare il legame tra la città e le associazioni che lavorano sul territorio per far conoscere e sostenere progetti importanti.
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  • Natale al Palazzo Minoriti Catania

    Natale al Palazzo Minoriti Catania

    Natale a Catania: l’affascinante Palazzo Minoriti

    Centro della vita politica cittadina, Palazzo Minoriti riveste ormai da alcuni anni un ruolo centrale anche nel periodo delle festività. Il legame delle istituzioni con la città durante il periodo natalizio si rafforza, facendosi al contempo molto più informale. È sufficiente pensare alla manifestazione che prevede l’investitura di ragazzi sindaci, ai quali viene chiesto di addobbare l’albero. La Prefettura diventa dunque un centro dedicato a far gioire assieme grandi e piccini, per i quali le istituzioni diventano più accessibili, aprendosi per ospitare nei propri luoghi simbolo la festa del Natale.

    L’artigianato in festa a Palazzo Minoriti

    natale ai minoriti
    Il fulcro degli eventi è la manifestazione Natale ai Minoriti, che vuole offrire una vetrina d’eccezione all’artigianato locale. All’interno del suggestivo Chiostro è possibile trovare moltissimi prodotti perfetti per i propri regali di Natale. I pezzi in esposizione raccontano l’artigianalità e la sensibilità dell’artista: ecco che regalare un oggetto in vendita a Palazzo Minoriti significa donare un’opera d’arte unica. I materiali spaziano dai più comuni come il legno ai più originali come la pietra lavica: tutti, grazie alla maestria degli artigiani, acquisiscono una nobiltà diversa. Dai saponi fatti a mano, agli oggetti in ceramica fino ai tessuti vintage: ecco cosa si può acquistare a Palazzo Minoriti. A completare il tutto si trovano i classici pupi siciliani e l’immancabile presepe: Natale a Palazzo Minoriti è una manifestazione che non puoi perdere se ti trovi a Catania per le feste.
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  • La prima colazione: tortine veloci

    La prima colazione: tortine veloci

    La prima colazione è davvero importante, per avviare la giornata. Immaginate di dover avviare una macchina con pochissima benzina, quanto lontano potete andare? Ecco è la stessa cosa con l’organismo o mettete carburante o non si va da nessuna parte.

    L’ideale è fare colazione fra le 7 e le 8 in modo da smaltire più facilmente ciò che si è ingerito.

    La prima colazione deve essere:

    • sana
    • leggera
    • completa

    Le tortine che vi propongo oggi sono davvero particolari, sono gustose e veloci e fatte in modo davvero originale. Non sono ideali solo per la prima colazione ma anche per una festa o per offrire un simpatico dessert diverso dal solito.
    La prima colazione: tortine veloci
    Cosa vi serviranno:

    • 11 coperchi per barattoli larghi e dal bordo alto
    • ripieni vari
    • pasta sfoglia
    • placca da forno
    • burro qb
    • tuorlo d’uovo crudo (facoltativo)

    La prima colazione: tortine veloci
    tortine veloci
    Ungete per prima cosa l’interno dei tappi con un po’ di burro morbido.
    Srotolare la pasta sfoglia e tagliarla a misura dei coperchi, ricavarne 22 forme cerchi. I primi 11 usateli per coprire il fondo dei barattoli.
    Riempite ciascuna tortina con il composto che preferite (continua a leggere per le idee) quindi usate gli altri 11 cerchi per coprire, pizzicando i bordi in modo con le dita bagnate da chiudere le mini torte. Potete anche spennellare ciascuna tortina con del tuorlo d’uovo, a vostro piacere.
    Bucherellate con una forchetta la superficie.
    Posate i coperchi sulla placca ed infornate a 180° in forno già caldo per almeno 30 minuti. Devono risultare gonfie e dorate.
    La prima colazione: idee per il ripieno
    #1 Cherry Pie
    Le ciliege sciroppate sono delle dolci idee per piccole tortine deliziose
    #2 Fragole e crema
    Che ne pensate di crema pasticcera e fragole fresche?
    #3 Blue cake
    I mirtilli freschi e la confettura sono un’altra stuzzicante idea
    #4 Ricotta e cioccolato
    Ricotta fresca con dentro gocce di cioccolato…riuscirete a resistere?
    E voi con cosa fate la prima colazione? Vi piacciono queste mini tortine? Quali altri ripieni vi vengono in mente?
     

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  • Programma 2019: La Festa di Sant’Agata

    Programma 2019: La Festa di Sant’Agata

    La tradizionale e celebre festa di Sant’Agata a Catania si prepara già per il 2019.

    Sei pronto a scoprirlo? Potresti far parte del milione di visitatori che ogni anno si riversa sulle vie della città, e di poter assistere a una delle feste più emozionanti d’Italia!

    Il programma di Sant’Agata giorno per giorno

    percorso di santagata
    La festa di Sant’Agata si svolge ogni anno dal 3 al 5 febbraio, e il 17 agosto.
    La festa inizia con la rituale processione per l’offerta della cera il 3 febbraio; vi partecipano sia turisti che i cittadini catanesi, accompagnati dalle più alte cariche ecclesiastiche e politiche della città siciliana. La giornata si conclude con l’imperdibile spettacolo pirotecnico da piazza Duomo.
    messa dellaurora
    Tuttavia, è il 4 febbraio che la festa di Sant’Agata davvero ha inizio: al mattino si tiene la messa dell’Aurora, in cui il busto di Sant’Agata viene portato fuori dalla stanza in cui è custodito durante l’anno. I fedeli accolgono il busto, sventolando in aria un fazzoletto bianco e invocando Sant’Agata, e lo portano in processione lungo un percorso esterno della città; è un momento di forte suggestione e devozione. La processione si conclude verso notte fonda, quando il busto della Santa ritorna nella Cattedrale. A volte tale processione si prolunga fino all’alba del giorno 5.
    L’ultimo giorno della Festa di Sant’Agata inizia con la messa del Pontificale, tenuta e presieduta dalle più alte cariche religiose e non. Il busto reliquiario di Sant’Agata resta esposto per tutta la giornata nella Cattedrale; dopo la messa pomeridiana, viene riconsegnato ai devoti per un’ultima processione lungo la città, percorrendo la via Etnea fino al Giardino Bellini, deviando per via Caronda fino a giungere a Piazza Cavour, dove avrà luogo lo spettacolo pirotecnico. Alle prime luci del giorno 6 febbraio, il fercolo rientra nella Cattedrale.
    Via di Sangiuliano a Catania
    Per tutte le vie della città siciliana e per tutta la durata della festa della santa patrona, vengono installate moltissime illuminazioni artistiche, che contribuiscono a regalare un’atmosfera di festa. Ogni anno vengono cambiati gli ornamenti, tuttavia l’effetto rimane sempre suggestivo. La vera e propria festa luminosa si ha sulla sommità della via di Di Sangiuliano, dove un immenso pannello, della larghezza della strada, rappresenta un evento della vita della santa siciliana. Tale pannello è visibile da lontano e assomiglia a un gigantesco mosaico di luci; il tema cambia ogni anno, andando a comporre così una storia “a puntate” della vita di Sant’Agata.

    Accenni storici alla Festa di Sant’Agata

    santagata in carcere
    La Festa di Sant’Agata è la più importante e nota festa religiosa della città di Catania. La santa catanese, morta nel 251 d.C. da Decio durante la persecuzione cristiana, è la patrona della città siciliana. Nacque da una nobile famiglia, e durante la sua breve fu sottoposta a innumerevoli torture e violenze, per essersi opposta alla seduzione del proconsole Quinziano e per non aver mai abiurato la sua fede. Nell’arte viene raffigurata mentre tiene in mano un vassoio con i suoi seni, simbolo del suo martirio. Viene festeggiata dal 3 al 5 febbraio, per commemorare il suo martirio, mentre il 17 agosto viene celebrato il ritorno a Catania della sua salma da Costantinopoli, dopo essere state trafugate dal generale bizantino Giorgio Maniace come bottino di guerra. I resti di Sant’Agata rimasero nella capitale bizantina per 86 anni.
    La festa di Sant’Agata è stata eletta dall’UNESCO “bene etnoantropologico patrimonio dell’umanità” nel mondo.
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  • Monumenti Importanti a Catania

    Monumenti Importanti a Catania

    Monumenti Importanti: Catania è una città siciliana, situata lunga la costa orientale della penisola.

    Dopo esser stata ricostruita in stile barocco nel 1693 a causa di un’eruzione dell’Etna, essa rappresenta una meta turistica molto interessante.
    In particolar modo il centro storico della città viene considerato come un vero e proprio gioiello dell’architettura settecentesca.
    Se hai intenzione di visitare una città siciliana che regala intense emozioni, sicuramente Catania potrebbe essere la scelta giusta.
    Ci sono Monumenti Importanti che si possono visitare, ma risulta praticamente impossibile farlo in un giorno. Per cui se si ha voglia di scoprire le meraviglie di Catania, è necessario concedersi almeno un intero weekend.
    duomo di catania
    Sicuramente prima della partenza, si deve essere informati su ciò che si andrà a vedere. A tal proposito è consigliato visitare il Duomo di Catania, costruito in onore della patrona delle città, ossia Sant’Agata.
    La cattedrale rappresenta il monumento più importante che offre il luogo. Essa è situata nel lato est della Piazza Duomo.
    Sempre in questa piazza, si può ammirare anche la Fontana dell’Elefante, considerata uno dei simboli più significativi, realizzata da Vaccarini nel 1736. La sua struttura si presenta come una vasca in marmo, decorata da due sculture che rappresentano i fiumi Simeto e Amenano. Al vertice di questa struttura si eleva questo maestoso elefante che simboleggia la sconfitta dei Cartaginesi.
    Per i nuovi visitatori, non può mancare la scoperta del teatro antico. Esso è situato a Ovest di Piazza San Francesco ed i suoi resti testimoniano l’epoca romana.
    Anche il complesso di San Nicolò l’Arena è molto interessante, si tratta di una chiesa e di un monastero che sorgono in Piazza Dante. Gli edifici furono ricostruiti più volte a seguito di terremoti ed eruzione del vulcano, grazie all’impegno dei monaci.
    porta uzeda catania
    Nel passaggio in Piazza Duomo si può ammirare la Porta Uzeda, risalente al 500′ in stile barocco, che indica l’entrata ufficiale nella città.
    Per coloro che amano visitare i palazzi, un’ottima idea potrebbe essere il Palazzo Biscari, il più grande e sontuoso palazzo di Catania.
    All’esterno di può ammirare un prospetto di ben 160 metri che racchiudono la magnifica espressione del barocco catanese. Sicuramente si tratta di un luogo che merita veramente la tua attenzione.
    A Catania sorge il bellissimo Castello Ursino che precisamente si trova in piazza Federico di Svevia. La fortezza si presenta in modo imponente e potremmo dire che indica l’opera militare più importante della città.
    Lo scopo della sua costruzione era quello di vedere il nemico dal mare e difendere Catania da eventuali attacchi degli stranieri. Se visiti il castello hai l’impressione di tornare indietro nel tempo e vivere un’epoca completamente diversa.
    Se ti trovi a Catania, non puoi non soffermarti difronte al teatro Vincenzo Bellini, considerato un luogo molto significativo, dove molti artisti hanno avuto la possibilità di esibirsi.
    Piazza Palestro Catania per i catanesi 'U Futtino
    Un altro monumento da non perdere è la visione della Porta Garibaldi, denominata dal popolo con il termine “u futtinu“, ossia il fortino. La porta altro non è che un arco di trionfo, realizzato in occasione delle nozze celebrate tra il Re Ferdinando di Borbone e Maria Carolina d’Austria.
    La struttura colpisce per la sua imponenza, sembra che racchiuda tutta la città, inoltre la caratterizza il suo rivestimento, molto particolare perchè è stato creato con strisce di pietra lavica nera e pietra bianca calcare.
    I monumenti citati sono solo una parte di ciò che si può vedere a Catania, ma esistono anche molte altre chiese da prendere in considerazione.
    Insomma l’iter previsto è molto cospicuo ed interessante. Sicuramente non avrai modo di annoiarti in questa splendida città, molto rinomata non solo per le strutture architettoniche ed artistiche, ma anche per il buon cibo e la gente calorosa.
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  • Ricette natalizie italiane: tortino di baccalà

    Ricette natalizie italiane: tortino di baccalà

    Fra le ricette natalizie italiane, non può mancare il tortino di baccalà. Questo pesce è un classico della cena della viglia, almeno in molte parti d’Italia. Questa ricetta s’ispira un po’ alle panade sarde, ovvero le torte di pasta sfoglia ripiene. La pasta sfoglia è ottima su diversi fronti e personalmente ne ricavo ricette gustose ed originali, come questa.

    Ricette natalizie italiane: tortino di baccalà

    Ingredienti per 4 persone

    • 1 kg di baccalà
    • 3 patate medie
    • 1 cpolla bianca
    • prezzemolo
    • aglio (se piace)
    • vino bianco
    • sale e pepe
    • 2 pasta brisè rotonde
    • olio evo

    Ricette natalizie italiane: tortino di baccalà

    ricetta natalizia

    1. Una volta acquistato il baccalà, se è intero tagliarlo a pezzi quindi porlo a bagno per quattro giorni ed ogni giorno cambiare l’acqua almeno una volta
    2. Far cuocere il baccalà al vapore con uno spruzzo di vino bianco per 15 minuti
    3. far bollire le patate e tagliarle quindi a pezzi grandi
    4. rivestire una tortiera a cerniera con della carta da forno e quindi con il primo disco di pasta brisè
    5. disporvi dentro il baccalà e le patate, tutto freddo (se no la pasta si buca)
    6. tagliare sottile la cipolla e l’aglio ed unirli
    7. aggiungere vino bianco a piacere, olio evo, sale, pepe ed il prezzemolo tritato
    8. coprire con l’altro disco di pasta sfoglia, chiudere bene i bordi e bucherellarlo con la forchetta
    9. porre in foro per un’oretta circa e servire ben caldo

    Ricette natalizie italiane: consigli

    Nessuno vi vieta di usare i filetti di merluzzo al posto del baccalà o di aggiungere olive, spezie e quello che più vi piace.
    Il segreto di questo piatto è senz’altro un vino di buona qualità che insaporisce bene.
    Ricordo che tutto ciò che viene messo all’interno deve essere freddo, diversamente succederà il disastro perché ovviamente la pasta con il calore si buca.
    Suggeriteci le vostre ricette natalizie italiane!

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  • Dolci veloci per Natale: torta con le pastette

    Dolci veloci per Natale: torta con le pastette

    Dolci veloci per Natale: ecco una ricetta per una torta gustosa, adatta ai bambini, facile e veloce da preparare, che non richiede cottura. 
    Si prevede un Natale ricco e pregno? Son qui per corrervi in soccorso e per farlo prenderò a prestito una ricetta della terra di mio marito: l’Irpinia.
    Durante i miei tre anni a Villamaina, località famosa per le terme, ho avuto modo di apprezzarne questo dolce per la sua bontà e semplicità. Quando si hanno molti ospiti e poco tempo è decisamente la torta ideale.
    Pensando ai dolci veloci per Natale non potevo non includerlo fra le ricette.
    Ed ora sveliamo il mistero: cosa sono le pastette?

    Dolci veloci per Natale: torta con le pastette – ingredienti

    biscotti di natale

    • 1 confezione di biscotti secchi (pastette)
    • 1 brick di crema pasticcera (volendo la potete fare in casa se avete tempo)
    • Latte qb
    • 1 cucchiaio di orzo solubile
    • Polvere di cacao amaro qb

    procedimento
    Prendere una terrina quadrata da poter mettere in frigo, vanno bene anche le pirofile trasparenti, quindi prendere una ciotola in cui versare il latte e l’orzo che vanno mescolati (aggiustare di zucchero). Iniziare a bagnare rapidamente i biscotti da porre sul fondo della terrina. Quindi stendere un primo strato di crema e procedere nuovamente, bagnando i biscotti secchi per fare un secondo strato. Porre nuovamente uno strato di crema e procedere così fino ad esaurire crema e biscotti. Infine, con l’ausilio di un colino, spargere sull’ultimo strato una spolverata di cacao amaro. Mettere in frigo per 2-3 ore. Come avete visto niente forno e niente cottura.
    Consigli
    Si può mescolare il cacao alla crema, sempre aggiustando di zucchero, per una torta più cioccolatosa. Nella versione per adulti, simile al tiramisù si può usare il caffè al posto dell’orzo.
    Che ne dite, questa ricetta merita di entrare fra i dolci veloci per Natale? Provatela e fatemi sapere!

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  • Creo Kitchens cucine prezzi

    Creo Kitchens cucine prezzi

    Creo Kitchens Prezzi: marchio storico, qualità assicurata.

    Ai giorni nostri, possedere una cucina che sia soltanto godibile alla vista è un particolare certamente importante, ma non sufficiente a soddisfare pienamente le esigenze in materia di praticità che le famiglie di oggi certamente possiedono. Proprio per questo, una cucina degna di questo nome deve saper coniugare al proprio interno, oltre che al lato prettamente estetico, con un occhio che desidera pur sempre avere la sua parte, anche una funzionalità che le consenta non soltanto di adattarsi alla perfezione agli spazi circostanti (piccoli o grandi che siano), ma anche al mutare di queste esigenze, che può a sua volta dipendere da molteplici e variabili fattori.
    Questo, insieme a tanto altro ancora, è racchiuso all’interno di un marchio che l’incedere degli anni sta facendo diventare un vero e proprio cult nel settore, un marchio completamente italiano e che fa quindi della pregevolezza della manifattura non un aspetto di secondaria e risibile importanza, ma un dogma dal quale non è affatto possibile prescindere.
    Questo brand è Creo Kitchens. Un marchio, questo, che non solo dona prodotti qualitativamente ottimi, ma in una gamma talmente vasta da andare amorevolmente incontro a tutti gli stili ed a tutte le specifiche esigenze pervenute.
    Dal classico al moderno, dalla cucine con ante lisce a quelle a telaio, dalle cucine con colorazioni contemporanee fino ad arrivare a quelle cromaticamente intramontabili, Creo Kitchens renderà qualsiasi abitazione più bella, con creazioni che, al contrario della concorrenza, sapranno mantenere fedelmente ogni promessa.

    Creo Cucine Prezzi – Aurea New Folk: stilosa audacità.

    modello Aurea New Folk
    Tra i modelli disponibili in commercio, impossibile non menzionare il modello Aurea New Folk, in vendita a 3.190 euro. Si tratta di un modello di cucine adatto a chi, strizzando un occhio ad una tradizione che costituisce una inscalfibile garanzia, intende tuttavia orientare lo sguardo ed i propri sogni verso un futuro fatto di innovazione e design, non disdegnando affatto un osare che non si tramuterà mai in pessimo gusto.
    Audace è anche l’accostamento dei materiali, con una innovativa nobiltà che disegna lineamenti morbidi e dolci, per un legame che ad ogni suo connotato crea momenti di assoluta convivialità, dando valore a tutte quelle piccole cose di ogni singolo giorno. Tutta la versatilità e la duttilità di Creo Kitchens non viene affatto smentita in questo modello, donando la possibilità ad ogni cliente di concepire Aurea come meglio crede ed in maniera tale che tutte le proprie necessità vedano una pronta ed esauriente risposta. Scendendo maggiormente in quello che è il particolare tecnico, le basi, insieme ad i pensili ed alle colonne, vedono una sopraffina finitura in laccato bianco, con ante a vetro a dare un tocco aggiuntivo di ricercata eleganza. Per chi al bianco preferisce invece il legno naturale, niente paura. Le candide finiture possono essere tranquillamente sostituite con un prezioso rovere naturale, il quale disegna nodini sempre diversi tra loro, disegni armoniosi che comporranno una tela, quella firmata Creo, da sempre emblema e simbolo di perfezione.

    Ank: calda eleganza.

    Creo Kitchens è il modello Ank
    Altro fiore all’occhiello di Creo Kitchens è il modello Ank, disponibile in commercio a soli 2690 euro.. Si tratta, in questo caso, di cucine che tra i loro caratteri distintivi ed inconfondibili vedono la totale assenza delle talvolta antiestetiche maniglie, sostituite sapientemente con un comodo sistema a gola, diviso a sua volta in quattro diverse colorazioni.
    Una rivoluzionaria lavorazione a smusso permetterà una apertura che risulti agevole ad ogni utilizzo, senza incorrere a spiacevoli guasti e malfunzionamenti. L’estetica di Ank tende al contemporaneo, un contemporaneo il cui obiettivo principale è quello di saper ottimizzare ogni singolo angolo della cucina, anche quelli apparentemente più angusti ed irraggiungibili.
    L’impatto visivo viene assicurato poi da un contrasto di stili e di colori che in questo modo non creerà mai assuefazione nell’occhio di chi guarda. Infatti, la frazione di questa cucina che andrà a contatto con la parete è composta da da ante con finiture in rovere naturale, mentre le ante dell’isola vengono invece ricoperte da una finitura in bianco opacizzato.

    Ritorno al passato con Rewind.

    cucine Rewind
    Terzo ed ultimo modello citabile è rappresentato dalle cucine Rewind. Un ritorno al passato, quello ha ha condotto i progettisti di Creo ad ispirarsi apertamente ai gioiosi e vivaci anni Ottanta, dove tutto è familiare senza cadere in stereotipi che mal descriverebbero tutte le sensazione e le emozioni che Rewind è in grado di creare. Se è vero che i dettagli da soli non sono determinanti, è altrettanto vero che Creo ha intenzione di viaggiare in direzione opposta, facendo dei dettagli in questione fattori che fanno di ogni singola creazione un qualcosa che si discosta dalla solita e routinaria abitudine. I diversi materiali utilizzati creano contrasti di luce che verranno ancor più evidenziati da una possibilità di personalizzazione da parte del cliente che non può e non deve mancare. Il prezzo di questa cucina, nella sua composizione standard, si aggira intorno ai 2.990 euro.
  • Cine City Ariston programmazione Dicembre 2018

    Cine City Ariston programmazione Dicembre 2018

    Il multisala Cine city Ariston ha un progetto importante da condividere con te:

    trascorrere il mese di Dicembre in allegria pensando alle feste di Natale che…. eccole, sono già qui!

    Il Cine city t’invita a passare un pomeriggio sereno, immergendoti in uno spettacolare 3D accompagnato da suoni surround, per vivere la magica avventura chiamata cinema.
    Dal 25 Dicembre nel multisala Ariston potrai ridere delle peripezie di MARY POPPINS-IL RITORNO
    Il ritorno di Mary Poppins
    Evento cinematografico del 2018, la Super Tata che non invecchia mai, affronta nuovi avversari: basterà un poco di zucchero?Dal 6 Dicembre il multisala presenta:
    LA PRIMA PIETRA
    una commedia italiana sulla difficile convivenza di mondi diversi per cultura e tradizioni, attraverso gli accadimenti quotidiani.ALPHA (un’amicizia forte come la vita)
    Alpha unamicizia forte come la vita
    un film in 3D del mondo com’era 20 mila anni fa; una storia di sopravvivenza e di una strana alleanza tra un ragazzo ed un lupo.Dal 13 Dicembre sono in programmazione all’Ariston
    UN PICCOLO FAVORE
    UN PICCOLO FAVOREgenere noir-thriller
    che indaga all’interno delle relazioni sociali: la fiducia negli altri e l’affannosa ricerca della perfezione del sé.
    IL TESTIMONE INVISIBILE
    IL TESTIMONE INVISIBILE
    genere thriller
    dove un piccolo imprenditore si risveglia accanto al cadavere della sua amante.
    L’accusa, il processo e la verità che sarà costretto alla fine a raccontare.dal 20 Dicembre potrai trovare al Cinecity
    CAPRI-REVOLUTION
    CAPRI REVOLUTION
    genere drammatico
    ultimo film di Mario Martone, dove attraverso gli occhi puri di una pastorella si osserva il mondo diverso dal proprio.e dal 27 Dicembre
    LA BEFANA VIEN DI NOTTE
    LA BEFANA VIEN DI NOTTE
    genere commedia
    La Befana è una brutta vecchina che la notte tra il 5 ed il 6 Gennaio porta doni e dolciumi a tutti i bambini buoni della Terra, mentre ai cattivi solo cenere e carbone…I MOSCHETTIERI DEL RE
    I MOSCHETTIERI DEL RE
    genere animazione
    un classico della letteratura francese trasportato nel mondo anime giapponese, più vicino ai giovani.
  • La Sicilia e il Cristianesimo

    La Sicilia e il Cristianesimo

    Nella storia un ruolo molto importante viene giocato dai Romani, popolazione che ha occupato la nostra nazione e ha portato molte storie.

    Infatti possiamo vedere che il popolo romano ammirava ed era affascinato dalle introduzioni greche ed orientali che col tempo portavano dei mutamenti.
    Ad essi si aggregarono anche i Siciliani che prediligeva un loro aspettato ispirato ai romani. In sicilia esistevano delle comunità ebraiche prima che nascesse il Cristianesimo ed essere erano ubicate nelle grandi città definite col termine domus che in latino significa casa. Esistono scarse testimonianze di cristianesimo che vigeva nei primi secoli in sicilia.
    Le prime sepolture cristiane effettuate nell’isola siciliana risalgono al II secolo e dei primi santi che si hanno notizia risalgono al III secolo, infatti si predicava san Marciano e Sant’Agata. Resistette a lungo il pensiero del paganesimo.
    Dopo che Costantino con l’editto di Milano del 313 proclamò la libertà di culto mise sullo stesso livello il cristianesimo con altre religioni, culti e così la religione si diffuse in un modo rapido. In sicilia con il passare del tempo si ebbero alcuni cambiamento dove alcuni stabili destinati a diversi utilizzi vennero create delle chiese nelle grandi città.
    Si può notare che la diffusione del cristianesimo in sicilia si stava evolvendo piano piano ed è documentata perché si stava avendo così anche lo sviluppo dell’architettura funeraria cristiana. Questo portò alla creazione di catacombe, cimiteri e tombe private.

    Cristianesimo in Sicilia

    Cristianesimo in Sicilia
    La sicilia, tra il II e il III secolo, era una provincia dell’impero romano, che era una grande potenza all’epoca perché aveva conquistato un grande territorio all’epoca. Tutte le terre conquistate, vennero affidate a Proconsoli che le governavano in rappresentanza dell’imperatore facendo applicare le leggi di Roma e imponevano la religione pagana.
    La sicilia per l’impero romano era un’isola fiorente, siccome era un importante centro dove veniva prodotto il grano e permetteva all’impero di poter fornirsi di tale produttività; infatti veniva denominata granaio di Roma.
    Nei tempi in cui era in vita Sant’Agata, Catania era la più importante città della sicilia. Infatti in questa città risiedeva il proconsole, cioè il governatore di tutta l’isola, inoltre costituiva anche il centro industriale e commerciale di prim’ordine, grazie all’attività del suo porto coi i diversi e grandi collegamenti che aveva con l’Oriente. Oltre a questo grazie al fatto di avere l’Etna, le sue fertilissime terre vulcaniche permettevano anche la produzione di olive.

    Il Cristianesimo

    Il Cristianesimo
    Non si hanno delle certezze di come si sia sviluppata e stabilità la religione all’interno di quest’ultima, si pensa forse ai diversi collegamenti commerciali che quest’ultima aveva avuto con le persone di tutto il mondo, infatti vi saranno stati certamente degli incontri con persone che già praticavano ed erano credenti in tale religione ed è proprio per questo che si pensi che una persona del genere entrando sul territorio avesse fatto penetrare quest’ultima.

    Tradizioni Religiose

    Tradizioni Religiose
    La tradizione narra che San pietro, primo apostolo e primo papa, che fu presente alla prima missione evangelizzatrice sia venuto a visitare i primi nuclei che si erano formati nelle città costiere del mediterraneo e si sia fermato a predicare il vangelo anche in sicilia.

  • Tempo di persecuzioni e di martiri

    Tempo di persecuzioni e di martiri

    Successivamente alla morte di Cristo, nei primi secoli gli apostoli e i discepoli hanno vissuto con tranquillità anche perché a quei tempi l’impero romano tollerava ogni tipo di credo.

    Con il passar del tempo e con l’avanzare della nuova dottrina (del tutto opposta al paganesimo), vanne considerata un pericolo dall’impero romano e la propria religione.
    Ai tempi di Nerone, lo stesso reputava i cristiani blasfemi, che realizzavano riti sanguinari e che operavano ogni genere di criminalità, così inizio ad utilizzare misure poco consone contro il cristianesimo.
    Si narra che Nerone, quando appiccò l’incendio di Roma lo fece per scatenare il popolo contro i cristiani al fine di condannare gli stessi alle torture più atroci.
    In quegli anni, San Pietro e San Paolo si trovarono a Roma sotto la giurisdizione di Nerone e furono perseguitati dallo stesso Imperatore che li condanno al martirio.
    Alcuni anni più tardi, l’impero romano acquisì un nuovo persecutore del cristianesimo, il nuovo imperatore Domiziano era un difensore accanito del paganesimo, e per i cristiani non fu vita facile.
    A distanza di molti anni e con l’avanzare del tempo, ci fu un imperatore romano, chiamato Alessandro Severo, che era favorevole al cristianesimo addirittura nel santuario ove lui era solito andare a pregare, aveva aggiunto tra le statue degli Dei anche quella del Cristo Nostro Signore.
    Con l’arrivo dell’imperatore Massimino, l’impero romano si avversò nuovamente e drasticamente sui cristiani e il cristianesimo.
    Tra una persecuzione e l’altra ci furono periodi di accettazione del cristianesimo, ma esso continuava ad operare nascosto dai pagani.
    Erano tempi in cui i cristiani seppellivano segretamente i propri cari ed eseguivano i loro riti nelle catacombe, erano dei propri cimiteri sotterranei contenenti camere, sepolcri e cripte.

    Cosa successe nel III secolo a Catania?

    Cosa successe nel III secolo a Catania
    Come accennato, quegli anni non erano semplici per il cristianesimo e i cristiani.
    Infatti, il proconsole romano Quinziano si era innamorato di una giovane fanciulla di nome Agata che era stata cresciuta sin da piccola dalla famiglia nel credo cristiano, infatti ne era talmente devota che all’età di quindici anni aveva deciso di prendere parte alla consacrazione delle vergini di Cristo.
    Il proconsole decide di arrestare la fanciulla ed torturarla fin quando, lei non avrebbe deciso di abbandonare il culto cristianesimo ed abbracciare il paganesimo.
    Tra le varie torture quelle che si ricorda della giovane Agata è la rimozione di entrambe le mammelle del seno e la guarigione avvenuta con le mani di Cristo, si può parlare di miracolo poiché il Signore Nostro Dio, oltre a guarire dalle ferite la giovane Agata le fece riaffiorare anche il seno.

  • Quanto costa un cartellone pubblicitario?

    Quanto costa un cartellone pubblicitario?

    Quanto costa un cartellone pubblicitario?

    La spesa per affiggere un cartellone avrà realmente un ritorno in termini di acquisizione di nuovi clienti?

    Per determinare il costo di un cartellone pubblicitario è necessario prendere in considerazione diversi elementi, diverse voci che vanno a incidere sulla cifra totale. La spesa forse più ingente è quella della tassa di affissione da versare al comune. Ci sono poi i costi relativi all’agenzia che creerà lo slogan e l’immagine. Se si ha una creatività sufficiente si potrà ideare da soli sia il testo che la grafica. In questo caso i costi verranno abbattuti notevolmente e per la stampa ci si potrà servire delle numerose offerte che si trovano su internet, molto convenienti. Certo una agenzia dispone di personale specializzato che conosce il funzionamento della mente umana, conosce l’arte della manipolazione dei cervelli, è in grado di creare slogan che restino scolpiti nella testa e non diano pace a chi li vede fino all’acquisto. Con una agenzia ho la possibilità di creare un cartello che faccia pensare al passante: io ho assolutamente bisogno di visitare quel negozio, proprio quello, con quel prodotto/ servizio la mia vita cambierà e diventerà più semplice. Poi c’è anche la questione dell’elaborazione dell’immagine che deve essere studiata per la visione a distanza e deve colpire. Normalmente per creare una immagine che abbia un aspetto professionale sono necessari software specifici di cui noi comuni mortali non disponiamo.
    costo di un cartellone pubblicitario
    Ovviamente se proprio ci mancano i fondi per una agenzia pubblicitaria possiamo fare da soli, creare l’immagine e inviarla a un fornitore di servizi di stampa su internet. Ma quale impatto avrà sui potenziali clienti? Riuscirà a distogliere il passante dai suoi pensieri e catturare la sua attenzione dirigendola sul vostro negozio? Ovviamente una immagine sciatta sarà associata a un negozio sciatto…forse a quel punto è meglio rinunciare completamente alla pubblicità. Per avere una idea fate un giro per strada e provate a indovinare quali cartelli sono fatti “artigianalmente” e quali sono realizzati professionalmente da una agenzia. Intanto potrete distinguere quelli professionali dalle modelle: se c’è una attrice famosa difficilmente sarà un cartello artigianale. In concreto quanto è necessario spendere per un cartellone pubblicitario? A Milano, per una affisione 6×3, il formato più diffuso, si può spendere dai 350 ai 500 euro per 2 settimane. I prezzi ovviamente variano da città a città e da zona a zona e ovviamente sono legati alla dimensione del cartellone. E’ difficile capire se questo costo avrà un ritorno in termini di incremento della clientela. Di sicuro il cartello pubblicitario aiuta il potenziale cliente a sapere che una azienda esiste. Se io sto cercando un negozio di scarpe economiche sicuramente andrò nel primo posto che mi viene in mente e probabilmente il primo posto che mi viene in mente è quello di cui ho sentito parlare o quello di cui ho visto la pubblicità per strada. Poi ovviamente se il prodotto è valido il cliente resta.
  • Natale Orto Botanico a Catania

    Natale Orto Botanico a Catania

    Proviamo a pensare nei giorni che precedono il Natale ad un luogo da visitare in Sicilia che possa piacere sia agli adulti che ai bambini.

    La risposta è semplice, l’ormai famoso Orto Botanico di Catania.

    Una stupenda struttura di 16 mila metri quadri che quest’anno ha compiuto la bellezza di 160 anni, un vero e proprio museo vivente botanico.
    Fondato nel 1858 da un monaco cassinese, Francesco Tornabene Roccaforte, è a tutt’oggi una fonte di attrazione internazionale visitato da migliaia di studenti e persone da tutto il mondo.
    Se vuoi stupire i tuoi ragazzi allora è l’occasione giusta per visitarlo, Il posto si trova nella zona forse piu’ affascinante della citta’, tra via Etnea e via Longo, un bellissimo regalo prenatalizio per i ragazzi e ottimo spot per chi e’ appassionato di fotografia.
    La suddivisione degli spazi è formata da 13.000 mq di piante esotiche di tutto il mondo, e 3.000 mq destinati alla coltivazione di piante e erbe spontanee siciliane, direttamente curate dal dipartimento di scienze biologiche dell’università di Catania.
    Un vero e proprio mondo verde formato in viali ortogonali e suddiviso in 22 settori, tutti ornamentati da bellissimi larghi gradini in pietra calcarea.
    Se vogliamo fare evadere i nostri ragazzi dalla schiacciante tecnologia e dal mondo virtuale quotidiano, l’orto botanico di Catania è sicuramente una alternativa “reale” che li porterà in un mondo meraviglioso e sano, dove potranno conoscere fiori e piante che soltanto li e’ possibile vedere tutte insieme.
    Le visite guidate ti permetteranno di conoscere la storia in ogni suo piccolo dettaglio o se preferite la visita anche libera.
    Un’ottima idea per trascorrere un Natale indimenticabile coi ragazzi o in compagnia di amici.
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  • Merluzzo al forno

    Merluzzo al forno

    Ti presentiamo oggi la ricetta del Merluzzo al forno; una ricetta semplice e veloce, ma allo stesso tempo sana ed appetitosa.

    Il primo passo è l’acquisto del necessario per prepararla e qui, ti daremo alcuni utili consigli per scegliere gli ingredienti migliori, poi ti indicheremo la procedura per realizzarla ed infine degli accorgimenti per servirla. Ma non perdiamo altro tempo e partiamo subito con la spesa…
    Ingredienti ricetta merluzzo al forno
    – 1 kg di merluzzo fresco;
    – 1 cipolla;
    – 3 pomodori;
    – 1 limone;
    – 1 mazzetto erbe aromatiche;
    – olio di oliva extravergine;
    – sale;
    – pepe.
    Tempi di preparazione
    La ricetta come dicevamo è pratica e veloce, il tempo di preparazione infatti è di circa una ventina di minuti, ai quali bisogna aggiungere i trenta minuti di cottura in forno.
    merluzzo
    Guida per riconoscere il merluzzo fresco
    L’ingrediente fondamentale di questa ricetta è il merluzzo e quindi, perché il piatto riesca bene è fondamentale che il pesce sia fresco. Per non incorrere nell’acquisto sbagliato segui questi semplice consigli:
    – il merluzzo deve odorale di salsedine, di iodio, insomma di mare, se l’odore è acre o senti puzza di amoniaca non acquistarlo;
    – l’occhio del pesce deve essere bombato, la pupilla nera e brillante e la cornea trasparente;
    – fatevi mostrare le branchie, devono essere di un rosso bordeaux vivo;
    – le squame devono essere aderenti alla pelle;

    Procedimento per la realizzazione del merluzzo al forno

    Innanzitutto devi preparare il pesce appena acquistato, ovvero lavarlo e asciugarlo; a questo punto va messo il sale ed il pepe in quantità sufficiente. Ora devi tagliare la cipolla, i pomodori ed il limone a fettine. Spargi l’olio extravergine di oliva su una pirofila, inserisci le fette di pomodoro, la cipolla e una parte delle fette di limone assieme alle erbe aromatiche creando un letto per il pesce. Ora adagia il merluzzo sopra le verdure e coprilo con le fettine di limone rimaste e con un’altro pò di olio di oliva. Metti la pirofila in forno alla temperatura di circa 220 gradi centigradi per circa trenta minuti.
    Servire il merluzzo
    Il merluzzo al forno va servito caldo, ti consigliamo di accompagnarlo con un buon vino bianco, un Verdicchio delle Marche è l’abbinamento ideale. Buon appetito..
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  • Il villaggio di Babbo Natale a Tremestieri Etneo

    Il villaggio di Babbo Natale a Tremestieri Etneo

    Il mese di dicembre, le sue luci e i suoi addobbi, porta con se uno dei momenti più attesi dell’anno e il Villaggio di Babbo Natale,

    inaugurato il 7 dicembre al Parco Ravanusa, nel comune di Tremestieri Etneo, è l’occasione, per adulti e bambini, di vivere veramente il periodo di Natale immergendosi nella sua magica atmosfera.
    Gli organizzatori del Villaggio di Babbo Natale
    il villaggio di babbo natale a tremestieri
    Il villaggio di Babbo Natale grande appuntamento natalizio reso possibile grazie all’associazione arcobaleno onlus affiliata ENAC, animerà le vacanze di Natale, ad esclusione del 25 e della vigilia, sino al 26 dicembre, con eventi pensati per la famiglia, i bambini e anche gli adulti. Questo rappresenta uno degli eventi natalizi più attesi in Sicilia, portando per la prima volta alla realizzazione di un vero proprio villaggio natalizio proprio come quelli presenti in moltissime altre città d’Italia.
    Il programma dell’evento
    La guest star in occasione dell’inaugurazione è stato niente poco di meno che Babbo Natale, per la gioia dei più piccoli, ma l’amatissimo “Santa Claus” sarà presente anche nei giorni e negli eventi a venire.
    santa claus
    Il programma, vastissimo e pensato per intrattenere nel migliore del modo tutti i visitatori, comprenderà giochi, varie sorprese e numerosi laboratori in cui dar spazio alla propria creatività e mettersi al lavoro. Ci saranno tombolate per grandi e piccini, fiaccolate, concerti di Natale e feste per i bambini con teatri di burattini e narratori di favole insieme a degustazioni, gli splendidi mercatini di Natale, premi e cerimonie imperdibili. Babbo Natale e i suoi amici Elfi ti attendono per passare insieme dei divertentissimi giorni in attesa della festa più importante e amata del mese.
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